Testimonianza: Vescovo Denis Croteau

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Nel notiziario del 15 luglio 2001, monsignor Denis Croteau, vescovo in Canada, ci raccontò il suo primo pellegrinaggio a Medjugorje nell’aprile 2001. Allora ci disse che avrebbe accompagnato a Medjugorje un gruppo di pellegrini della sua diocesi nell’autunno di quest’anno. In questo mese di novembre, questo viaggio si è realizzato, ed egli ci ha raccontato qualcosa. Ecco qui i suoi commenti:

“Quando venni a Medjugorje la prima volta, lo feci in incognito. Venni come un “soldato semplice”. Come spiegai allora, ero venuto per farmi un’idea e vedere di cosa si trattasse. Questa volta, invece, sono venuto come un membro del clero, un vescovo, un sacerdote ordinato ed ho ricevuto un’impressione completamente diversa. Come sacerdote e come vescovo, ho sentito che questa esperienza ha realmente arricchito il mio ministero. È qualcosa di molto toccante. Il culmine per me, è stato ascoltare le confessioni. Per un sacerdote, il confessionale è certamente il miglior posto per scoprire e comprendere realmente ciò che è Medjugorje. È impossibile che un sacerdote venga qui e ascolti le confessioni per un’ora senza convincersi – in modo assoluto – che il Cielo è all’opera qui a Medjugorje. Possiamo toccare con mano l’opera di Maria e l’opera di Dio ascoltando i pellegrini, constatando quanto loro vengano profondamente trasformati. Alcuni arrivano qui e sono semplicemente delle brave persone; ma quando ripartono, sono dei cristiani notevolmente migliori. Altri che arrivano qui, sono dei peccatori e sanno di esserlo (non sempre!); quando ripartono, sanno di essere stati dei peccatori e sanno anche di essere stati salvati, che i loro peccati sono stati perdonati. Il sacerdote vive quest’esperienza in prima persona. E se qualcuno mi venisse a dire che è Satana ad operare a Medjugorje, gli direi: “Ebbene! Che ben povero diavolo! Non dovrebbe stare all’inferno, dovrebbe essere promosso in Paradiso, perché qui ha fatto un ottimo lavoro per il Cielo, questo è certo!”

“La cosa che mi ha maggiormente colpito questa volta, è stata questa: l’intensità dell’esperienza vissuta dal sacerdote. Inoltre, ho avuto la fortuna – provvidenziale direi!– di essere chiamato a celebrare la messa in inglese domenica 4 novembre. La risposta dei fedeli mi ha fortemente impressionato. Sono stato molto felice di trasmettere il messaggio, sforzandomi di far contenta la Madonna, predicando il suo messaggio, spiegando quanto Lei sia buona e generosa! E le letture di quel giorno erano perfette per il tipo di messaggio che volevo dare. Volevo mostrare alla gente che la religione non deve essere monotona e noiosa. Essa può essere appassionante ed entusiasmante ed anche molto vivace e stimolante; e che è davvero bello appartenere alla Chiesa ed avere la Vergine Maria come Madre. Così, queste due cose (la confessione e la messa), vissute come ministro di Cristo, come un sacerdote e un vescovo, sono stati i punti salienti del mio soggiorno qui, durante questi otto giorni.

“Adesso veniamo ai pellegrini! Sono venuto con un gruppo di 28 persone provenienti dal Nord del Canada. Alcuni erano Indiani, altri erano membri dell’équipe della mia diocesi; questi ultimi mi avevano chiesto, lo scorso anno, di fare un ritiro tutti insieme, ed in seguito alla mia esperienza dell’aprile scorso, avevo detto loro che non c’era posto migliore di Medjugorje per fare un ritiro. Così, avevo preparato preghiere ed esercizi spirituali da fare insieme durante il pellegrinaggio, che abbiamo poi completato con la meditazione del mattino, la meditazione della sera, la meditazione dei misteri del Rosario e la Via Crucis che abbiamo fatto per conto nostro. Per il resto, ci siamo uniti al programma di tutti gli altri pellegrini di Medjugorje. È stato molto intenso. Abbiamo visitato anche gli orfanotrofi ed ascoltato diverse testimonianze. Siamo partiti alle 2 del mattino e non ho sentito un solo commento negativo su Medjugorje. Le persone sono semplicemente trasformate e felici! Dicono che tornando a casa faranno pubblicità a Medjugorje! Probabilmente torneremo ancora molte volte con altri gruppi.

“Penso che le cose che hanno maggiormente colpito le persone che erano con me, siano state la pietà e la devozione degli abitanti di Medjugorje, la fede e le testimonianze che abbiamo ricevuto. Abbiamo visto gente che pregava, che credeva e che viveva la sua esperienza cristiana di fede e di amore. Hanno un fuoco dentro. È davvero meraviglioso. Non avrei potuto sperare di meglio. Avevo provato di tutto nella mia diocesi per cambiare le persone – poiché viviamo in una società con delle disfunzioni – ed ho speso migliaia e migliaia di dollari in assemblee e seminari e posso dire che con tutto quel denaro non sono riuscito ad ottenere neanche il 10% di ciò che si è compiuto con questo solo pellegrinaggio! Dunque, voi avete qui, davanti a voi, qualcuno che promuoverà Medjugorje, certo non ufficialmente, ma che la promuoverà lo stesso!

“A causa delle profonde trasformazioni che abbiamo vissuto qui, spero che tutti noi pellegrini, porteremo la grazia di Medjugorje nelle nostre case. Ognuno riparte con la sua personale esperienza ed ognuno la condividerà con i suoi cari. Essi diranno: “Ciò che io ho vissuto, lo puoi vivere anche tu!”. La prima conclusione pratica di questo è che molte persone vorranno venire a Medjugorje. La seconda è, spero, che tornando, le persone vivranno intensamente la loro devozione a Maria ed altri vedranno il loro cambiamento di vita. Vedere per credere! Non è solo questione di parlare, ma di vivere. I pellegrini del mio gruppo, affermano che la loro sola paura è di non continuare a vivere secondo quello di cui hanno fatto esperienza qui. Essi hanno pregato molto Gesù e Maria per questa intenzione speciale, affinché Gesù e Maria li aiutino a prolungare quest’esperienza di Medjugorje nelle loro vite, ogni giorno, e a vivere pienamente la loro vita cristiana, come la Madonna ha chiesto nei suoi messaggi. Ecco ciò che farà la differenza.

“Ogni volta che incontrerò altri vescovi, racconterò loro la mia esperienza e parlerò della bellezza di questo luogo. Mi auguro di testimoniare ciò che ho vissuto e ciò che ho visto (tante persone del mio gruppo sono state trasformate!). Mi auguro davvero di ravvivare la loro fiamma! Dovrebbero venire qui in massa! Vi ricorderò nelle mie preghiere insieme a tutti i fedeli di Medjugorje sparsi per il mondo”.

 


Perché Dio possa vivere nei vostri cuori, dovete amare.