I vescovi ed arcivescovi a Medjugorje ed a proposito di Medjugorje

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I vescovi a Medjugorje ed a proposito di Medjugorje, VI

La visita dell'arcivescovo brasiliano

Dal 25 al 28 febbraio 1998 l'arcivescovo brasiliano Krieger è venuto in visita a Medjugorje. Durante la Santa Messa serale del 27 febbraio ha tenuto l'omelia ai fedeli riuniti. Riportiamo qui integralmente la sua omelia:

"Sono il vescovo Murillo Krieger, arcivescovo della città di Maringa in Brasile. Sono trascorsi già otto anni da quando sono venuto qui a Medjugorje. Per me è una grande gioia essere qui con voi perchè Medjugorje è sempre rimasta nel mio cuore. Poichè sono qui con voi, sicuramente vorrete sapere quello che un arcivescovo pensa di Medjugorje. Io vedo Medjugorje come un dono ed una responsabilità. Medjugorje è dono e grazia. La Vergine dona a tutti coloro che vengono qui la possibilità di trovare quello stesso amore e quella stessa tenerezza da lei messi in evidenza a Cana di Galilea. La Vergine si accosta a noi e ci chiede di fare "... tutto quello che Lui vi dirà...". Anche i servitori a Cana di Galilea fecero tutto quello che era stato loro detto e riempirono gli orci di acqua. Così a Gesù fu possibile compiere il primo miracolo a Cana. Se i nostri cuori fossero pronti ed aperti a seguire il cammino di Cristo, tutto quello che il Signore voleva compiere attraverso Medjugorje si compirebbe sicuramente. E' forse tanto difficile donare il nostro cuore a Gesù Cristo? Medjugorje è una grande responsabilità. L'ho capito subito, sin dal primo momento, mettendo piede sul suolo di Medjugorje. Questo avvenne nel maggio 1985, subito dopo la mia consacrazione alla carica di vescovo. Guardando ed ascoltando i veggenti sono giunto alla conclusione che essi necessitano della nostra preghiera per poter rimanere fedeli alla propria missione. Da quel momento ho deciso di dedicare a loro il primo Rosario della mia giornata. Questo è un mio piccolo dono. In questo modo offro loro supporto ed aiuto, poichè essi hanno una importante missione che consiste nel presentare Medjugorje alla parrocchia, alla Chiesa ed al mondo. Sono grato ai veggenti per la loro disponibilità ed apertura verso la grazia di Dio. Ringrazio anche i francescani per la loro consacrazione e perseveranza in questa attività pastorale. Ringrazio voi della parrocchia di Medjugorje, per aver risposto così numerosi all'invito della Vergine. Non potete neppure immaginare quanto sia importante il vostro ruolo in questa parrocchia per la Chiesa ed il mondo. La Vergine vi benedica tutti. Possa la Vergine, Regina della Pace, accompagnare voi, i vostri amici e fratelli a Medjugorje con la sua intercessione."

La visita dell'arcivescovo dell'Esercito

Il 1 marzo 1998 l'arcivescovo dell'esercito statunitense è venuto in visita a Medjugorje. Ecco quanto ha dichiarato in quella occasione:

"Mi chiamo Edwin O'Brien e sono l'arcivescovo responsabile di tutte le forze armate degli Stati Uniti d'America. Questa responsabilità si rivolge a tutti i soldati americani, indipendentemente da dove si trovino, tanto negli ospedali militari, quanto nelle rappresentanze diplomatiche. Ho iniziato quest'attività nel mese di settembre 1997. Di recente sono diventato arcivescovo. Il mio compito è quello di fare visita ai militari americani, ovunque essi si trovino. Sono stato nel Pacifico, ora sono in Europa (Italia, Germania, Inghilterra, Belgio, Bosnia ed Erzegovina). A Natale sono stato a Sarajevo e mi è dispiaciuto molto non poter venire a Medjugorje. In America ho sentito tante volte parlare di Medjugorje. Molte persone mi hanno chiesto se ero stato qui ed io ho dovuto rispondere: No! Non ne ho avuta l'occasione. Sono stato a Roma dal 1985 al 1990, ma non sono venuto qui. Quando sono stato a Sarajevo ho chiesto ai miei superiori di venire a Medjugorje. Oggi sono qui. Il fatto di aver celebrato la S. Messa nella Chiesa parrocchiale di S. Giacomo è per me un grande privilegio. Ho sentito dire cose molto buone su Medjugorje. Molti cuori sono cambiati in meglio. Molti parlano della propria conversione. Sono stato per poco tempo a Medjugorje ed ora già sto programmando una mia seconda visita qui. Vorrei andare a Podbrdo, il luogo delle apparizioni, ma non ho tempo e questo mi dispiace. Sono contento di aver celebrato oggi la S. Messa qui e di aver pregato dinanzi alla statua della Vergine. Spero che la Madonna mi comprenda. Ho deciso che la prossima voltà avrò più tempo per stare qui. Farò tutto quello che fanno gli altri pellegrini. Farò di tutto perchè la mia seconda visita sia già quest'estate. Fino ad allora rimarremo uniti dalla preghiera per la pace nel mondo.

Dichiarazione del santo padre su Medjugorje al vescovo Roberto Cavallero

Questa testimonianza ci è stata consegnata per iscritto da Marcello Pierucci, Via Castiglione 154, Bologna, Italia, 9 ottobre 1997.

"Durante il Congresso Eucaristico, tenutosi nei giorni scorsi a Bologna, ho ospitato Monsignor Arcivescovo Mario Ricci, ex nunzio apostolico in Bulgaria ed ora residente a Roma, dove opera per l'annuncio dell'opera divina. Al momento della cena, in presenza di mia moglie Anna e di Monsignor Novello Pedezzini, l'Arcivescovo Rizzi ha detto quanto segue:

- Mi sono trovato nella cappella privata del Santo Padre in occasione della Messa mattutina. Alla fine della Messa, il Santo Padre si è avvicinato a noi ed ha salutato di persona tutti i presenti. Vicino a me c'era Monsignor Roberto Cavallero, del Santuario mariano di Orta di Chiavari. Quando il Papa si è accostato a noi per salutarci, Monsignor Cavallero ha detto: Sua Santità, sono appena tornato da Medjugorje.

Il Papa ha detto: Monsignore, ci credete?

Ed il Monsignore ha risposto: Sì, Santo Padre!

Allora il vescovo Cavallero ha chiesto al Papa: E voi Santo Padre, ci credete?

Dopo questa domanda il Papa è rimasto per un attimo in silenzio e poi ha risposto: Credo... credo ... credo...

La sera seguente, dietro mia richiesta, l'Arcivescovo Rizzi ha ripetuto questa testimonianza in presenza di Monsignor Novello Pedezzini e del vescovo di Prato, Monsignor Gastone Simoni."

Appongo la mia firma a testimonianza della veridicità di questa testimonianza.

Medjugorje, 9 ottobre 1997 Marcello Pierucci - firma

La Visita del vescovo del Messico

All'inizio del mese di novembre il vescovo Lazaro Perez, della diocesi messicana di De Autlan Jalisco, è venuto in visita a Medjugorje insieme ad un gruppo di pellegrini. In un breve colloquio ci ha parlato delle sue esperienze, in particolar modo del suo paese e delle sue impressioni a proposito di Medjugorje. Riportiamo le sue impressioni sul pellegrinaggio a Medjugorje:

"Medjugorje è molto conosciuta in Messico. Io sono venuto a conoscenza di Medjugorje, per la prima volta, quindici anni fa, quando se ne iniziò a parlare un po'. Devo essere sincero e dire che quando noi vescovi veniamo a conoscenza di notizie relative ad apparizioni e fenomeni simili, siamo generalmente cauti nelle nostre dichiarazioni. Solitamente accade che, in un primo momento, diciamo che non è possibile, vogliamo rifiutarlo subito. Abbiamo sempre timore di confermare le notizie relative alle apparizioni, poichè abbiamo paura che questo credere sia fragile e che potrebbe evolversi in fanatismo. Questa era la mia convinzione personale agli inizi. Successivamente, nel 1985, mi sono recato in Italia. Ho incontrato una coppia di coniugi che era venuta in visita a Medjugorje. Da allora ho iniziato ad interessarmi sempre più. Ero solito dire che nonpoteva essere vero. Sostenevo che, dopo l'apparizione a Guadalupe, non si potesse più parlare di altre apparizioni, poichè Maria di Guadalupe era stata la Regina del Messico. Si iniziava a parlare sempre più della missione di Maria qui e di come Ella parlasse per mezzo di alcuni ragazzi. Temevo che potesse crearsi una sorta di fanatismo religioso. Il mio grande interessamento è iniziato dal momento in cui, del tutto casualmente, mi sono imbattuto nel libro del teologo Rene Laurentin, nel quale egli scrive in merito ad apparizioni in tutto il mondo. Ho letto questo libro con grande interesse, anchè perchè l'autore è un sacerdote ed un mio ex professore a Roma, dove ho frequentato le sue lezioni di dottrina mariana. Pensavo che egli comunque fosse un teologo serio e conosciuto e non un fanatico. Così ho proseguito la lettura anche con maggiore interesse. In questo libro ho trovato una frase toccante nella quale Padre Laurentin dice: "... attraversiamo un'epoca nella quale i giardini della Chiesa non danno più frutto ed è giunto il momento che la Vergine venga a rinnovarli e a dare loro nuova freschezza...." Sono giunto alla conclusione che i problemi che esistono nella Chiesa non siano risolti e che forse ne sono responsabili i pastori della Chiesa. Io mi sono sentito uno di loro. Abbiamo bisogno di più santi sacerdoti e pastori chesi impegnino a vivere secondo Gesù Cristo il Buon Pastore ed il Santissimo Cuore di Gesù. Tutti questi eventi hanno aperto le porte all'ateismo, al secolarismo, ad una società consumistica, che hanno creato una cultura di valori in contrapposizione con l'insegnamento evangelico. Leggendo le esperienze di Padre Laurentin ho detto: "Sicuramente questa non è finzione; egli

dice la verità". In un'occasione ho parlato con un amico teologo. Mi ha consigliato di non andare a Medjugorje dicendo che egli non avrebbe richiato la propria dignità di teologo. Il Prof. Laurentin mi ha detto che tali teologi parlano molto di Medjugorje, ma non dicono la verità. Si servono della dottrina mariana per l'insegnamento, ma non hanno un rapporto sentitonei confronti di Maria. Tutto questo mi ha aiutato a risvegliare in me stesso un grande interesse nei confronti della Vergine, sebbene senta che la Vergine abbia sempre avuto un posto di rilievo in tutta la mia vita. Nello stendardo della nostra diocesi abbiamo una stella che rappresenta la Vergine. Io ho voluto con tutte le mie forze che il simbolo della Vergine fosse presente nello stemma della nostra diocesi. Dopo la lettura del libro di Laurentin l'interesse nei confronti di questi avvenimenti è andato crescendo sempre più. Inoltre ho incontrato molti pellegrini che sono stati a Medjugorje. Al loro ritorno in Messico erano arricchiti religiosamente ed erano pronti a viverne i benefici nello spirito della nuova Evangelizzazione. Tutto ciò evidenzia i frutti di Medjugorje, sebbene la Chiesa ufficiale guardi ancora con cautela questo fenomeno. Io ritengo che bisogna innanzitutto prestare molta attenzione ai frutti di Medjugorje. Ora mi trovo qui con un centinaio di pellegrini del Messico e posso già dire di aver notato molti buoni frutti.

Inviterò i miei fedeli a venire a Medjugorje. Peccato che sia così lontana dal Messico. Noi abbiamo una sentita cultura della fede e la devozione alla Beata Vergine Maria occupa un posto di rilievo. Penso che il fondamento dei mio invito sia quello di risvegliare l'adorazione della Vergine. Ritengo che Maria, come dice il Concilio Vaticano II, preghi ed interceda insieme a Cristo e questo è quello che ho sperimentato qui, a Medjugorje. Stamattina abbiamo parlato con una veggente, Vicka. Ci ha riferito i messaggi della Vergine sulla conversione, il digiuno, la preghiera, il perdono, la santa confessione e tutti quei valori che al giorno d'oggi vanno lentamente smarriti. Personalmente ritengo quanto segue: se la Vergine cerca, per mezzo di Cristo, di far rinascere questi valori, allora questo dovrebbe essere il compito fondamentale di ogni sacerdote, ed in modo particolare di noi vescovi. Bisogna mostrare ai nostri fedeli che c'è una via di salvezza in questo mondo, poichè Cristo è la nostra via. Cristo è il nostro Salvatore e qui vediamo che la Madre del Cristo ci invita a questo: vivere i valori che ci guidano alla salvezza. Si tratta della preghiera, della riconciliazione, della conversione e del digiuno, per poter essere più vicini alla croce di Cristo. Al giorno d'oggi, come anche al tempo di S. Paolo, la croce diviene un simbolo negativo, e non solo per quanti non credono. Tutti vorrebbero una vita semplice, gli uomini hanno paura delle prove e si cerca di eliminare la presenza della croce dall'orizzonte. Perciò ritengo che la Vergine voglia darci un grande consiglio: rinnovate tutti i valori cristiani che sono stati trascurati, la preghiera in modo particolare, e vivrete la conversione. Tutti noi dobbiamo riconciliarci con Dio e con la Chiesa per mezzo del sacramento della santa confessione perchè se ci riconciliamo sinceramente con Dio, potremo più facilmente seguire il cammino di Cristo. Seguire Cristo non in un moodo qualsiasi, ma essere pronti a prendere la Sua croce ed a rendere testimonianza della fede di Cristo.

La visita del vescovo brasiliano

All'inizio del mese di novembre 1997 il vescovo di Brasilia, capitale dello stato sud-americano del Brasile, monsignor Joao Evangelist Martins Terra è venuto in visita al santuario della Regina della Pace a Medjugorje. Durante la sua permanenza ha accettato con piacere di dire qualcosa sulle sue impressioni ed esperienze. Riportiamo integralmente il testo del colloquio.

Press Bulletin: Innanzitutto vorremmo darle il nostro benvenuto a Medjugorje. Ci dica qualcosa sul suo paese, sulla sua città, Brasilia, sulla cultura del suo popolo, la religione, lo standard...

Vescovo Martins: Vorrei innanzitutto porgere il mio saluto a tutti i lettori. Io sono vescovo vicario di Brasilia e mi chiamo Juan Evangelist Martins Terra. Brasilia è una città nuova ed è la capitale del Brasile. Ha solo trenta anni ed ha già tre milioni di abitanti. Brasilia è una città a forte immigrazione. Sebbene il numero delle sette sia in crescita in Brasile, tuttavia Brasilia è la diocesi con il maggior numero di cattolici. Abbiamo un seminario con 206 seminaristi ed abbiamo anche un seminario dell'ordine francescano con una trentina di seminaristi e poi anche un movimento che si sta diffondendo sempre più nel paese e cioè quello dei neocatecumeni. E' grande anche il seminario dei neocatecumeni, dove si trovano 76 seminaristi. L'anno prossimo verranno ordinati sacerdoti anche una ventina di sacerdoti di questo movimento. Inizialmente a Brasilia c'erano sacerdoti di tutti gli ordini, che arrivavano insieme alla gente. Per la sua immensa estensione, il Brasile assomiglia più ad un continente. E' grande tanto quanto gli Stati Uniti e l'Europa messi insieme. Esiste una mescolanza di popoli e razze diverse; la maggior parte sono portoghesi, italiani ed altri popoli europei. Abbiamo anche una popolazione di colore che trae origine dal fenomeno della schiavitù del sedicesimo secolo ed infine abbiamo una popolazione indigena, ovvero quella degli indios. L'80% di questa popolazione mista è di fede cattolica. Negli ultimi tempi hanno iniziato a manifestarsi varie sette. Si tratta di sette non definite, con una discriminazione molto evidente. Non ci sono differenze tra le sette, hanno solo guide diverse. Penso che si tratti di un fenomeno non noto e transitorio. In opposizione a questi fenomeni delle sette abbiamo un eccezionale movimento carismatico che porta il nome di Rinnovamento nello spirito.

Sono venuto qui insieme a 45 componenti di questo movimento. Abbiamo visitato prima la Terra Santa, siamo stati a Gerusalemme, Nazareth, Betlemme ed abbiamo pregato molto in questi luoghi santi. Dopo ogni pellegrinaggio in Terra Santa torniamo a Medjugorje. Qui a Medjugorje si avverte una speciale devozione alla Vergine. I Brasiliani venerano molto la Santissima Vergine, la Madre di Cristo. In Brasile esiste il santuario di Abresida nel quale la Vergine è apparsa e ci sono anche molti altri santuari dedicati alla Vergine.

P.B.: Quando ha sentito parlare per la prima volta di Medjugorje e da chi è venuto a saperlo?

B.M.: Ho sentito parlare di Medjugorje per la prima volta quindici anni fa. All'epoca mi trovavo in Europa. In Brasile abbiamo una cattedrale consacrata alla Regina della Pace. Marija Pavlovic e fra Leonard Orec nel 1991 sono venuti in visita in Brasile. In quella occasione sono stati presenti alla benedizione dlela prima pietra di questa cattedrale. La radio cattolica di Brasilia porta il nome della Regina della Pace ed ha il grande merito di informare molti sugli avvenimenti di Medjugorje.

P.B.: E' la prima volta che viene a Medjugorje?

Sì, sono qui per la prima volta, in modo inaspettato. Per me è un piccolo miracolo il fatto di trovarmi qui. Sapete, io insegno la Bibbia ed ora dovrei trovarmi a fare lezione in Brasile, ma alcune circostanze inspiegabili mi hanno condotto qui. Per me e per tutto il gruppo è stato in un certo senso un pellegrinaggio miracoloso per poter pregare a lungo ed instancabilmente.

P.B.: Quali sono le sue impressioni da credente, vescovo e pastore della Chiesa?

B.M.: Mi sono recato più volte in visita a Fatima e Lourdes. Ho visto che lì è già tutto concluso, mentre qui, siccome ci sono ancora sempre i veggenti, si avverte la forte presenza della Vergine. Sento che tutto il luogo ed il circondario vivono per la Vergine, non è vero? Tutto il posto vive per la Vergine. Mi stupisce che il luogo non sia grande come Fatima, che è divenuta una grande città; qui non è così. Intorno alla chiesa è stata mantenuta la semplicità. Ieri sono stato a pranzo dai frati di Medjugorje e mi ha affascinato la loro semplicità, anche poi durante la preghiera e la confessione. Ho avuto come l'impressione di trovarmi nelle prime chiese di Gerusalemme. Io sono vissuto ed ho lavorato a Gerusalemme per due anni, come archeologo e docente di Sacre Scritture. Ho lavorato nel deserto della Siria come cappellano in una tribù di Leviti. Penso che tutto questo lavoro mi abbia preparato in modo che ora io possa avvertire qui la grande grazia e benedizione della Vergine.

P.B.: Lei in quanto vescovo e pastore della Chiesa sa che il vescovo locale non è favorevole a questi avvenimenti. La infastidisce questo?

B.M.: No, perchè ci sono anche altri vescovi che la pensano diversamente. Potrei citare il Vescovo di Pescara, un mio grande amico, ed ogni anno andiamo a fare degli esercizi spirituali a San Marino insieme a padre Gobbi. Ogni anni si organizzano esercizi spirituali per vescovi e sacerdoti e spesso viene anche l'arcivescovo di Pescara. In un'occasione mi ha detto che ha chiesto al Santo Padre di questi avvenimenti: "Santo Padre, cosa devo fare quando i fedeli della mia diocesi di Pescara vogliono andare in pellegrinaggio a Medjugorje". "Cosa fanno?" - ha chiesto il Santo Padre. "Pregano e si confessano". "E non è forse questo un bene?" ha risposto il Santo Padre. Io ho lavorato per dieci anni con il Santo Padre ed il Cardinale Ratzinger. Il Cardinale Ratzinger è un uomo meraviglioso, pieno di spirito e molto simpatico. Talvolta sento dire che di lui si dice che è molto severo e serio, ma io penso che sia una persona di grande cuore. In un'occasione gli ho chiesto cosa pensasse di questo movimento. Mi ha risposto che l'albero si riconosce dai frutti, perchè i buoni frutti sono segno della presenza di Dio.

P.B.: Glielo ha detto il Cardinale Ratzinger?

B.M.: Sì.

P.B.: A proposito di Medjugorje?

B.M.: A proposito di Medjugorje e di padre Gobbi. Per entrambi i movimenti.

P.B.: Quando tornerà in Brasile cosa dirà ai suoi fedeli in quanto vescovo e pastore della Chiesa?

B.M.: In Brasile abbiamo pellegrinaggi organizzati per Medjugorje e poi abbiamo anche pellegrinaggi ad altri santuari. I più numerosi sono quelli a Medjugorje, che per me è stata molto interessante e per questo ora sono venuto a rendere grazie alla Vergine per questo bel dono. Penso che questa visita abbia rallegrato molti fedeli della nostra diocesi.

P.B.: Darà il suo supporto a chi vuole venire a Medjugorje?

B.M.: Naturalmente. Inoltre in Brasile abbiamo una pubblicazione settimanale nella quale ci sono tutte le ultimissime notizie su Medjugorje. Le pubblicazioni sono gratuite e quindi vengono lette da molte persone.

P.B.: Infine cosa vorrebbe dire a noi che viviamo qui e lavoriamo tutti i giorni con i pellegrini? Un suo messaggio ai parrocchiani di Medjugorje?

B.M.: Solitamente si dice che nessuno è profeta in patria. Molte persone vengono qui a pregare ma mi chiedo se anche le persone del posto si comportino allo stesso modo. Mi domando anche se i giovai di Medjugorje si rendano conto della grazia che hanno qui, se sanno assumersi questa responsabilità e rendere testimonianza della fede che hanno ricevuto da Dio. La responsabilità non è solo dei sacerdoti, ma di tutti i parrocchiani che si sono consacrati alla Vergine. Gli abitanti di Medjugorje dovrebbero tenerlo sempre a mente.

P.B.: Infine vorremmo ringraziarla e cogliamo l'occasione per raccomandarci alla sua preghiera. A nome di tutti i lettori promettiamo le nostre preghiere a lei ed a tutti i pellegrini che verranno.

B.M.: Anche a me ha fatto molto piacere stare con voi ma purtroppo già oggi pomeriggio torneremo in Brasile.

 


Perché Dio possa vivere nei vostri cuori, dovete amare.