Riflessioni sui Messaggio, 2 dicembre 2007

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Il 2 Dicembre, quando Mirjana Soldo ha ricevuto la sua apparizione mensile al Cenacolo, è apparsa seria e con le lacrime agli occhi. Alla fine dell’apparizione ha pianto a lungo prima di dire:

Messaggio di Medjugorje, 2 dicembre 2007 [O] - Apparizione a Mirjana

La Madonna era molto triste, per tutto il tempo aveva le lacrime agli occhi.
"Cari figli, mentre guardo nei vostri cuori, il mio cuore si riempie di dolore e fremito. Figli miei, fermatevi per un attimo e guardate nei vostri cuori. Mio Figlio, vostro Dio, è veramente al primo posto? Sono veramente le sue leggi la misura della vostra vita? Vi avverto di nuovo. Senza fede non c’è vicinanza di Dio, non c’è la Parola di Dio che è luce di salvezza e luce di buon senso. "
Mirjana ha aggiunto: “Io con dolore ho pregato la Madonna di non lasciarci, di non togliere le mani da noi. Alla mia richiesta, Lei ha fatto un sorriso doloroso e se n’è andata. Questa volta non ha detto “Vi ringrazio”. Ha benedetto tutti noi e tutti gli oggetti sacri”.

Mirjana ha aggiunto: "Con dolore ho chiesto alla Gospa di non abbandonarci e di non togliere le sue mani da noi. Alla mia richiesta, Lei ha fatto un sorriso doloroso e se ne è andata. Questa volta non ha detto ‘Vi ringrazio!’" (vedi PS)

Davanti a questo dolore, vogliamo consolare il cuore della Madonna e vivere intensamente con lei questo tempo particolare di Avvento. Tutto il suo spirito, il suo cuore e la sua anima sono uniti a questo piccolo Essere fragile che Lei porta in grembo: Gesù. Ci insegnerà a parlarGli con tenerezza, a unirci a Lui nel silenzio della nostra anima, a prenderLo in braccio ed a essere tutti assorbiti da Lui. Ci mostrerà come metterLo al centro della nostra vita, Lui, la nostra vita! Guardando il suo viso di Madre, vi leggeremo i desideri del bambino Gesù. Come ha fatto Maria a mantenersi raccolta in sé stessa in quei giorni! Si trovava nella peggiore delle situazioni: la sua famiglia, costretta dall’ordine del censimento di Cesare, si è dovuta mettere in viaggio, un viaggio di 180 km, nel momento più delicato della sua gravidanza, in pieno inverno! Arrivati a Betlemme, pensavano di venire accolti dalla loro tribù, ma furono respinti. Si ritrovarono nel posto meno igienico possibile, un rifugio per gli animali, freddo, sporco e maleodorante. Senza acqua e senza luce, senza alcuna comodità (Abbiamo reso molto romantico il presepio, con delle piccole luci …). Giuseppe sarà stato distrutto di non aver potuto trovare un posto più adatto per la sua amatissima sposa e per suo Figlio. Ma la Vergine rimaneva calma e raccolta, tutta concentrata sul Salvatore !

Immaginiamoci di essere nelle stesse condizioni, disturbati dalla mancanza di alloggio, nervosi o arrabbiati, trasformando questo magnifico tempo di grazia, in un tempo di frustrazione e di continue lamentele!

In questo Avvento, possiamo deciderci di essere gioiosi in mezzo alle difficoltà, facendo fronte alle nostre miserie, qualsiasi esse siano. Anche se abbiamo abbastanza cibo ed abbastanza denaro per acquistare dei bei regali, possiamo provare un qualcosa dentro di noi che ci fa star male. Scegliamo di essere gioiosi con quello che abbiamo! E’ bello glorificare il Padre per quello che viviamo oggi, anche per quello che ci pesa. Le difficoltà non durano quanto l’eternità, ma i frutti della sofferenza, quelli sì.

Ma attenti ! Non è semplice estirpare dal nostro cuore quelle radici amare che possono rovinare l’immensa gioia di accogliere il nostro Salvatore e di metterLo finalmente al primo posto. Allora per preparare con purezza d’animo la mangiatoia del Bambino, facciamo in modo che ogni stelo di paglia ed ogni cencio rappresenti un vero nostro sacrificio, una vera preghiera offerta a Maria! Lei utilizzerà questi nostri gesti per farne la culla di suo Figlio nei nostri cuori e con quale gioia ce lo poserà a Natale! Così la consoleremo e molto !

 


Perché Dio possa vivere nei vostri cuori, dovete amare.