Nuovi movimenti e comunità spirituali-la questione delle vocazioni e delle missioni nella chiesa di oggi

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3. Le innovazioni spirituali come espressione della "Ecclesia semper reformanda"

La parola della Chiesa in costante bisogno di rinnovamento ha segnato in maniera decisiva nel corso dei secoli la sua storia. Ci sono sempre stati momenti di svolta all'interno della Chiesa che hanno cercato di vivere il Vangelo in maniera radicale (ad esempio ordini religiosi come quelli fondati da fondati da Benedetto da Norcia, Bernardo di Chiaravalle, Francesco d'Assisi ed Ignazio di Loyola).

Nel corso dei secoli, l'imitazione di Cristo è stata sempre collegata con la spiritualità degli ordini religiosi. Solo nel ventesimo secolo si è sviluppata in maniera sempre più intensa una spiritualità propriamente laica. E' stata riscoperta la parola del popolo di Dio come "stirpe scelta" e "organismo sacerdotale regale" (1 Pt 2,9). La maggior parte dei movimenti spirituali è stata fondata prima del Concilio Vaticano II. Tuttavia, il Concilio ha influito in maniera determinante su tali movimenti e sulla loro vitalità. Brevemente possiamo elencare alcuni temi guida come punti di riferimento: la dottrina del popolo di Dio in cammino nel corso della storia, del corpo di Cristo nell'unità e nella molteplicità di tutti i membri, della dignità dei singoli carismi nella Chiesa, del significato preponderante del sacerdozio comune di tutti i credenti, della collaborazione tra laici e clero. Tali relazioni possono essere dimostrate in maniera esemplare con un testo centrale. Sui carismi nella costituzione della Chiesa "Lumen gentium" si dice: "Il medesimo ed identico Spirito" santifica non solo il popolo di Dio attraverso i sacramenti ed i servigi, egli non solo lo guida e lo arricchisce di virtù, ma "distribuisce a ciascuno come vuole" (1 Co 12, 11) i suoi doni ed infonde grazie particolari tra i credenti di qualsiasi rango. In tal modo li rende adatti e pronti ad intraprendere diverse opere e servigi per il rinnovamento ed il completo sviluppo della Chiesa, secondo le seguenti parole: "Ed a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l'utilità comune" (1 Co 12,7). Tale dono della grazia, sia esso diffuso da una forza luminosa particolare o più semplicemente e più comunemente, deve essere accettato con gratitudine e consolazione, poiché è particolarmente adatto ed utile ai bisogni della Chiesa" (LG 12). Questo testo del Concilio, sicuramente una delle testimonianze di rinnovamento più evidenti del Concilio Vaticano II, rende palese ciò che si intende con "spirituale" nella locuzione "movimenti spirituali": una realtà influenzata dallo Spirito, determinata dai carismi che diventa piena di vita nella sfera della fede, della speranza e dell'amore.

Nelle prese di posizione della Chiesa ufficiale e nella relativa documentazione, si ripetono i riferimenti al fatto che i nuovi movimenti spirituali sono in stretto collegamento con le grosse forze basilari del rinnovamento post-conciliare e con molte altre esternazioni della vita ecclesiastica odierna con vantaggio reciproco. La posizione della Conferenza episcopale tedesca sulle linee guida per il sinodo dei vescovi del 1987 indica come forme significative di comunità nell'apostolato dei laici le associazioni cattoliche classiche, i movimenti spirituali e le comunità di base (cfr. Posizione 2.5, pubblicata dalla Segreteria della Conferenza Episcopale tedesca in Arbeitshilfe 45, 2 maggio 1986, pag. 18 e seguenti). Lo scritto apostolico post-sinodale "Christifideles Laici" (CL) evidenzia per le organizzazioni laiche anche la ricchezza e la varietà dei doni che lo Spirito riceve attivamente nella Chiesa (cfr. loc. cit. n. 29). Le nuove comunità spirituali si trovano al centro della vita della Chiesa, partecipano alle sue molteplici realizzazioni e sono Chiesa in un senso davvero autentico. In base alla struttura emergono sempre anche questioni di diritto relativamente al loro rapportarsi con gli organi costituiti della vita ecclesiastica e con le cariche spirituali. Il nuovo diritto canonico ha creato un ampio spazio di varie forme di realizzazione che non è stato ancora sfruttato a sufficienza (cfr. CIC 1983 art. 113-123, 215, 223, 298-329).

Il sinodo dei vescovi del 1994 ha discusso "sulla vita dedicata a Dio e la missione nella Chiesa e nel mondo". Già nei documenti preparatori si parlava di "nuove comunità e forme di vita rinnovate secondo il Vangelo". Lo scritto apostolico post-sinodale "Vita Consecrata", presentato il 25 marzo 1986 unisce l'accenno a queste nuove comunità con l'idea che le nuove associazioni non costituiscono un'alternativa alle istituzioni precedenti, ma un dono dello Spirito che si palesa nei segni del tempo ed è origine della comunità ed eterno rinnovamento di vita (cfr. VC n. 62).

 


Perché Dio possa vivere nei vostri cuori, dovete amare.