Nuovi movimenti e comunità spirituali-la questione delle vocazioni e delle missioni nella chiesa di oggi

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4. Elementi guida in comune tra i nuovi movimenti spirituali

Tra le varie e molteplici forme di innovazioni e movimenti spirituali è possibile - con una certa astrazione - ricavare una prospettiva comune e continua. Tali elementi guida hanno un peso diverso nei singoli movimenti (di seguito cfr. F. Valentin (Ed.), Nuovi percorsi dell'imitazione, Salisburgo 1981, 207 e succ.; M. Tigges, Nuovi movimenti spirituali, La questione delle vocazioni e delle missioni nella Chiesa di oggi, in: Ordenskorrespondenz, 3/1987, pag. 291 e succ.).

4.1 Spiritualità ed esperienza di fede

I vari gruppi e movimenti hanno in comune l'interesse per la spiritualità. Innanzitutto non si tratta di iniziative e programmi, efficienza e strategie, ma di un rinnovamento del pensiero e della volontà umana sulla base dello spirito evangelico. Tale spiritualità si collega particolarmente con i grandi modelli e maestri della vita spirituale e si serve non raramente di tecniche e forme esercitative della meditazione e della preghiera nuove ma anche tradizionali. Un elemento comune dei movimenti spirituali dovrebbe essere anche il desiderio di esperienze di fede. Essi non si vogliono accontentare di una conoscenza esteriore di formule e concetti, ma - per parlare secondo la tradizione classica - vogliono gustare le cose di Dio dal loro interno.

Dall'esperienza di fede della comunità emerge anche quella lingua comune che costituisce essa stessa un presupposto elementare per la testimonianza della fede agli altri. In quasi tutti i gruppi, un ruolo fondamentale viene svolto dalla lettura delle Sacre Scritture e da approfondimenti sulla Bibbia. Il rinnovamento della funzione religiosa in piccoli gruppi, ma anche in comunità più grandi, e una nuova valutazione dei sacramenti fanno parte di questa spiritualità che si comprende essere parte integrante della Chiesa.

Alcuni raggruppamenti si sforzano in particolar modo di comprendere più approfonditamente il battesimo; per loro il rinnovamento del battesimo ha un posto di rilievo (rinnovamento carismatico, movimento Cursillo, comunità neocatecumenali).

Pilastro fondamentale dei vari gruppi di coniugi (Equipes Notre Dame, Marriage Encounter) è il rinnovamento dell'esperienza del sacramento del matrimonio.

Anche il sacramento della confessione viene riscoperto in queste comunità. Lo sviluppo dalla breve confessione schematica verso il colloquio penitenziale e la consulenza e guida spirituale, è diventato per i membri di tali comunità una cosa ovvia.

Il sacramento della cresima e dell'unzione dei malati hanno acquistato un nuovo valore nel rinnovamento carismatico.

Infine, in tali gruppi profondamente cristiani, cresce la sensazione della necessità e del carattere di dono della vocazione spirituale. Già numerosi giovani appartenenti a vari movimenti hanno deciso di servire la Chiesa (cfr. anche lo scritto apostolico post-sinodale

"Pastores dabo vobis", 25 marzo 1992, n. 68).

L'esperienza spirituale accanto alla riflessione ed alla guida spirituale, accanto ai momenti di silenzio e di servizio a Dio, necessita anche di una continua formazione se non si vuole che rimanga un'interiorità dipinta soggettivamente. I movimenti pertanto si preoccupano, durante incontri regolari e/o attraverso comunicazioni scritte, di dare aiuto ai singoli (opuscoli e riviste mensili).

4.2 Evangelizzazione e catechesi

L' "evangelizzazione" nella lingua tedesca è un concetto relativamente recente il quale tuttavia, negli ultimi anni, è utilizzato sempre più spesso nelle trattazioni teologiche e nei documenti e nelle omelie delle catechesi (cfr. tra gli altri il fondamentale scritto apostolico di Papa Paolo VI sull'evangelizzazione nel mondo di oggi ("Evangelii nuntiandi" dell'8 dicembre 75; lo scritto apostolico "Christifideles Laici" di Papa Giovanni Paolo II, in particolare i punti 34 e 44; inoltre la voce "Evangelizzazione" nel dizionario di teologia e Chiesa, volume 3, colonne 1033-1036, Friburgo, 1995).

I nuovi movimenti spirituali danno valore all'attuazione del compito di diffondere il Vangelo proprio in quei settori in cui la Chiesa può diventare "il sale della Terra" solo attraverso la testimonianza apostolica dei laici (cfr. anche le dichiarazioni del Concilio Vaticano II sull'apostolato dei laici, LG 33).

Considerando la scarsità di catechesi vere, sono sorti ad esempio i neocatecumeni ed il Cursillo, che è aperto a cristiani impegnati ed ai cosiddetti "estranei". Spesso esistono nuove strade insolite per la diffusione del Vangelo. Nei risultati emerge che tali tentativi costituiscono in realtà un vero aiuto ad attuare il compito affidatoci da Cristo nel mondo di oggi. Ciò si evidenzia, tra l'altro, nel fatto che il coraggio verso una impegnata professione di fede - dei singoli membri o del gruppo - riapre soprattutto ai giovani l'accesso al messaggio cristiano. Nell'ambito del rinnovamento carismatico vengono offerte con più forza "lezioni spirituali sulla Bibbia" e "lezioni di vita e di fede". Per realizzare l'evangelizzazione in maniera credibile i movimenti spirituali mettono in evidenza e promuovono - in base al loro carisma particolare - l'unità interna tra la vita pratica e la fede dei propri membri.

4.3 Comunità e fratellanza

Tipica dei movimenti spirituali è inoltre la convinzione di essere insieme in cammino come credenti. Le parole di Matteo (18,20) "dove sono riuniti due o tre nel mio nome, ivi sono io, in mezzo a loro", per alcune comunità sono diventate il principio guida; solo con Cristo ed in Cristo sono possibili la vera comunità e la fratellanza intimamente legate fra loro. L'esperienza della comunità nel nome di Gesù però non è fine a se stessa. Sin dal principio essa è aperta agli altri. In tal senso il gruppo o la vera comunità spirituale possono essere considerati anche come "Chiesa in piccolo" (cfr. LG 11, GS 48, AA 11, scritto apostolico "Familiaris Consortio", numero 49, ecc.). La parola della Chiesa si traduce quindi come "Communio" vicina e sentita. Una tale vita nella comunità spirituale è caratterizzata perciò dalla fratellanza. Questa ha un ampio respiro. Conosce la sicurezza e la vicinanza del gruppo circostante, conosce in parte la solidarietà di comunità più grandi; proprio nella Chiesa ciò significa cattolicità ed internazionalità generalizzate. Per questo, molti movimenti spirituali attraversano "le strade ed i recinti", le zone marginali ed i territori esterni della nostra vita. La fratellanza diventa diaconato. La strada che porta a Dio passa per i nostri fratelli e le nostre sorelle.

Soprattutto si tratta di realizzare la cristianità nella vita quotidiana. In tal senso i vari incontri dei gruppi vogliono essere un aiuto ed un incoraggiamento. Lo scambio personale, la correzione e l'incoraggiamento, ma soprattutto l'esperienza di non essere soli in questo sforzo, ma di essere legati ad altri e accompagnati da altri, dà ai singoli sempre più forza per attuare i loro svariati compiti. Per la società odierna, consumista e materialista, la tendenza alla povertà, così come viene vissuta da molti membri di movimenti spirituali, può essere una testimonianza particolarmente attuale.

In quanto comunità aperte, molti movimenti spirituali hanno anche tendenze ecumeniche. Tale per esempio è il "centro di vita Otmaring", vicino Augusta, che vede l'impegno dei focolarini e costituisce un luogo di incontro ecumenico.

4.4 Doveri nel mondo e vocazione

Tale fratellanza non è solo - come è stato già evidenziato - all'interno del gruppo, ma si riferisce a tutti gli uomini. Il nostro dovere riguarda tuttavia in particolar modo persone che hanno bisogno di aiuto e solo in secondo ordine strutture politiche e sociali. Ciò riguarda soprattutto i doveri del diaconato. Caratteristica dei nuovi movimenti spirituali è che il loro darsi al mondo non è scindibile dalla loro spiritualità. Contemplazione e lotta, per usare le parole di Roger Schutz di Taizè, sono inscindibili. Invece il servizio per la salvezza ed il servizio per il mondo sono diversi, ma hanno bisogno l'uno dell'altro e si aiutano reciprocamente. In questa forma di dovere per il mondo è riconoscibile un elemento critico: l'impegno nel mondo è accoppiato allo stesso tempo con la distanza. Nei confronti della società aperta, con i suoi bisogni ed i suoi interessi, esiste un'ultima riserva. Anche se il mondo è il luogo della spiritualità caratterizzata da fede, speranza e amore, esso rimane pur tuttavia il penultimo. Il dovere verso il mondo delle nuove comunità e dei nuovi movimenti spirituali rimane sempre in un certo qual modo anche una sorta di contro-progetto, un'alternativa che li lega certamente ad alcune tendenze di determinati gruppi delle sotto-culture odierne. Ciò è evidente ad esempio nella ricerca di stili di vita alternativi. Ma anche questi sono influenzati dalla forza trainante spirituale come ad esempio emerge nell'esperienza variegata dei "giorni del deserto". Il vero inserimento nel mondo continua con una rinuncia ad orientamento escatologico. Qui ci sono punti di contatto con gli ordini classici e gli istituti secolari (cfr. anche VC 62).

4.5 Nuovo rapporto tra laici e clero

I nuovi movimenti spirituali sono gestiti ampiamente da laici, anche se molti sacerdoti hanno o hanno avuto un ruolo pionieristico. La funzione dei responsabili è l'esercizio del carisma piuttosto che l'amministrazione di un ufficio. Spesso i movimenti sono coordinati da un gruppo guida. E' indubbio che nei nuovi movimenti spirituali si compia un certo rinnovamento dell'apostolato laico. Comunque oltre a ciò i movimenti spirituali rendono possibile un nuovo rapporto tra laici e clero. Essi non sono più contrapposti gli uni agli altri. Essi si incontrano sul terreno della fede cristiana vissuta in comune. Il sacerdozio comune di tutti i credenti crea una comunità semplice di fratelli che ovviamente implica, anzi promuove e riconosce, vari compiti e funzioni. Il rapporto spesso infruttuoso tra istituzione e carisma, tra incarico ufficiale e laicato, si decontrae poiché esiste una premessa nella cristianità vissuta che ingloba tutti i contrasti e le tensioni mitigandoli. In questo modo i nuov i movimenti spirituali rendono possibile l'attuazione dei grandi principi dell'ecclesiologia del Concilio Vaticano II nella vita vissuta quotidianamente nel mondo.

4.6 Nuova forma di clericalismo

Riesaminando i cosiddetti cinque elementi strutturali che sembrano essere comuni ai vari nuovi movimenti e comunità spirituali è possibile percepire come si delinei in ogni caso una nuova forma di clericalismo non più solo di carattere istituzionale o ideologico: in primo luogo è accompagnata dalla spiritualità e dall'esperienza di fede, è rivolta all'annuncio del Vangelo in tutto il mondo, è comunità ampia in molti settori, è fratellanza concreta, è rivolta ai bisogni del mondo e del nuovo rapporto tra laici e clero. Proprio in questo senso emerge una nuova forma da molti ricercata di vero "clericalismo" che dia spazio alla molteplicità dei carismi e dei servizi e renda possibile un arricchimento reciproco. In tal senso i movimenti spirituali e le comunità non rivendicano alcun diritto assolutistico; essi sono uniti dalla consapevolezza di essere una scintilla nel fuoco dello Spirito Santo donata alla Chiesa di oggi. I movimenti spirituali hanno sempre cercato il contatto con la Chiesa istituzionale. La fedeltà alla Chiesa locale è per loro un elemento importante. E' senz'altro anche un segno di cattolicità e dell'apertura della Chiesa il fatto che le nuove comunità spirituali ed i nuovi movimenti laici siano all'interno della Chiesa e da questa riconosciuti (cfr. soprattutto AA 21 e CL 30 in cui si definiscono i criteri del clericalismo per l'unione con i laici).

 


Perché Dio possa vivere nei vostri cuori, dovete amare.