Nuovi movimenti e comunità spirituali-la questione delle vocazioni e delle missioni nella chiesa di oggi

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5. Possibili pericoli e difficoltà per i nuovi movimenti spirituali

I nuovi movimenti spirituali non sono statici, ma in continua evoluzione. In tal senso è necessario esporre brevemente i loro pericoli (cfr. in aggiunta M. Tigges, loc. cit. 295 e seguenti).

5.1 Unilateralità spirituale

Chi organizza con fermezza e decisione in base all'ordinamento di vita dei nuovi movimenti spirituali la loro esistenza ed attività quotidiana, deve appunto farlo con decisione altrimenti non si ha alcun rinnovamento profondo della vita. Ma ogni orientamento specifico può nel lungo termine oscurare altre esperienze. Pertanto è per me necessario che le nuove svolte spirituali siano consapevoli del pericolo della unilateralità e specificità. Sviluppi sbagliati e percorsi non corretti devono essere quindi obiettivamente ritenuti possibili. Una protezione da tali pericoli viene offerta dall'apertura verso altre esperienze, dallo scambio di esperienze a livello mondiale e da contatti con altri movimenti spirituali. Tale complementarietà protegge dall'eccessivo carattere elitaristico che può costituire un grosso pericolo ampiamente nascosto per la spiritualità umana.

5.2 Diritto di esclusività dei singoli principi

E' stato già detto che i nuovi movimenti spirituali realizzano la Chiesa. In tal senso essi possono essere una "Chiesa in piccolo", ma proprio per questo essi non possono isolarsi nell'auto-sufficienza e ritirarsi davanti ai grandi compiti della Chiesa. Essi non devono considerarsi come la Chiesa, altrimenti diventano praticamente una sorta di setta che corre il pericolo di giudicare tutti coloro che sono all'esterno e rivendica un diritto di esclusività che può condurre all'intolleranza ed alla superbia. Tali comunità perdono subito anche il riferimento con la Chiesa in termini concreti e cioè con la parrocchia locale, con la diocesi e con la Chiesa nel mondo. Tale presenza concreta in tutta la Chiesa è un criterio importante.

5.3 Fuga nell'intimità del piccolo gruppo

Esiste anche il pericolo che i nuovi movimenti spirituali diventino un luogo di fuga in cui si riuniscono prevalentemente coloro che cercano sicurezza ed allo stesso tempo fuggono verso l'intimità del piccolo gruppo. Essi evitano i molteplici contrasti, le problematiche e le sfide della vita quotidiana moderna. E' certo legittimo che i singoli in queste comunità trovino protezione dallo stress di tali contrasti, temporaneamente o per sempre. Ma questa non deve essere la principale caratteristica della comunità. Le comunità spirituali non devono diventare nascondigli per coloro che non hanno maturato questo ambiente di contrasti. Essi meritano protezione e vicinanza ma hanno bisogno anche di appoggio ed incoraggiamento. Altrimenti i movimenti spirituali e le comunità diventano roccaforti di fuga problematiche per gli emarginati che quindi si privano della testimonianza di vita cristiana.

5.4 Miscuglio tra desideri di riforma dell'uomo ed impulsi dello spirito

Chi entra in relazione con lo spirito del tempo con tale sensibilità ed intensità come molti nuovi movimenti spirituali deve creare delle basi solide per poter attuare la necessaria differenziazione degli spiriti. La forte apertura verso l'esterno e l'invito a realizzare nella vita di tutti i giorni il messaggio di Gesù possono condurre all'azionismo anche nei movimenti spirituali. Tuttavia può diventare più grande il pericolo di mescolare i propri desideri di riforma con gli impulsi dello spirito. In questo caso emerge la necessità di rendere nuovamente la dottrina e la prassi di una "differenziazione degli spiriti" punto chiave dell'annunciazione ecclesiastica e della vita ecclesiastica proprio in considerazione della missione affidata ai laici in un mondo sempre più complesso ed ambivalente per la fede (cfr. la presa di posizione della conferenza episcopale tedesca sui punti fondamentali del sinodo episcopale del 1987, 3.3; cfr. anche la relazione di apertura del vescovo Karl Lehmann in occasione dell'assemblea generale autunnale del 1997 a Fulda "Custodi, quanto dura ancora la notte?" sul compito della Chiesa relativamente agli ordini violati nella società e nello stato, capitolo 1).

Grazie al positivo rapporto con questi ed altri pericoli e difficoltà, i nuovi movimenti e le nuove comunità spirituali rimangono legati ad un clima di benevolenza ed incoraggiamento all'interno della Communio della Chiesa, soprattutto da parte del clero.

 


Perché Dio possa vivere nei vostri cuori, dovete amare.