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www.medjugorje.ws » Eco di Maria Regina della Pace » Eco di Maria Regina della Pace 128 (Luglio-Agosto 1996)

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128
scenza della verità (1Tim 2,4). Ma come si
potranno convertire? Vedendo in voi Me e
mio Figlio.
Non dice: vedendo solo il bene in
voi, oppure, vedendo una vita migliore di
quella degli altri, con una certa pratica religio-
sa; ma vedendo Gesù e Maria in voi. E’ la
forza della santità che muove le anime. Maria
ci chiama sempre alla santità, non alle mezze
misure, a una unità perfetta e convinta con
Gesù e tra noi, perchè il mondo creda che Tu
mi hai mandato
. Questo vogliono vedere gli
uomini, e non si lasciano illudere da parole.
Quando veniva chiesto ai pellegrini che cosa
erano andati a vedere ad Ars, essi rispondeva-
no: “Abbiamo visto Dio in un uomo”.
Dice ancora: Io vi aiuterò a diventare
luce. Luce è pienezza di verità in noi, con una
vita che rispecchia tutto l’insegnamento del
vangelo (e anche la gioia piena e la pace vera
che ne viene). A questo dobbiamo deciderci se
vogliamo essere presenza di Maria e suoi
autentici collaboratori, o, come diceva nel
messaggio precedente, suoi testimoni. Questo
vuol dire essere sale della terra e luce del
mondo
. Anche il frutto della presenza di Maria
in noi è luce e pace, perché Lei è la madre di
quella Sapienza che è pura, pacifica, mite,
arrendevole, piena di misericordia e di buoni
frutti...(cf Giac 3,17-18).
Così manifesteremo la sua purezza, la sua
tenerezza, la sua pace e, attraverso di noi, Lei
attirerà a sé tanti cuori traviati, senza meta o
disperati. Dunque da noi e dalla nostra conver-
sione dipende la salvezza degli altri. Se li
aiuteremo così, salveremo anche noi stessi,
come afferma la Scrittura: Chi riconduce un
peccatore dalla sua via di errore, salverà
l’anima sua e coprirà una moltitudine di
peccati (Giac 5,20). Chi salva gli altri salva
se stesso.
don Angelo
Messaggio del 25 maggio 1996:
Cari figli, oggi desidero ringraziarvi
per tutte le vostre preghiere e i sacrifici che
avete offerto in questo mese a me consacra-
to. Figlioli, desidero che anche tutti voi siate
attivi in questo tempo, il quale, attraverso
di me, è legato al Cielo in un modo speciale.
Pregate per poter capire come è neces-
sario che voi tutti collaboriate con la vostra
vita e con il vostro esempio all’opera della
salvezza. Figlioli Io desidero che gli uomini
si convertano e vedano in voi Me e mio
Figlio Gesù. Io intercederò per voi e vi
aiuterò a diventare luce. Aiutate gli altri
perché, aiutandoli, anche la vostra anima
troverà la salvezza. Grazie per aver rispo-
sto alla mia chiamata.
“Vedano in voi Me e Gesù
per convertirsi e salvarsi”
La Madonna continua a sottolineare, an-
che se velatamente, il suo ruolo nell’opera di
salvezza per il potere che Dio le ha dato “in
questo tempo” e continua a chiedere la nostra
collaborazione. E’ il tempo in cui il Cielo è
legato a noi in modo speciale,
per la presenza
di Maria che qui dura da 15 anni e per le altre
sue manifestazioni in tutto il mondo, come Lei
stessa ha affermato in un messaggio. C’è da
approfittare di questo dono.
Anzitutto, con delicatezza e condiscen-
denza materne, Lei si sente di ringraziare tutti
quelli che l’hanno aiutata con le preghiere e
i sacrifici offerti in questo
mese a Lei con-
sacrato
, cioè nel mese di maggio, particolar-
mente “Suo” come il mese di ottobre. C’è
stato forse nella Chiesa quest’anno un ritorno
significativo a questa pratica, almeno in molti
luoghi. Lei ci ringrazia, con l’intento di stimo-
larci a continuare, tanto è necessaria e anche
gratificante, la nostra collaborazione a una
Madre così grande e premurosa: premura sot-
tolineata da quell’”anche”: anche voi siate
attivi
come sono attiva Io, in questo tempo.
Ma poi Ella precisa di quale natura deve
essere la nostra collaborazione; è necessario
che voi
collaboriate con la vita e con l’esem-
pio all’opera di salvezza
degli uomini. Que-
sto attende da noi che siamo strumenti nelle
sue mani (5.3.94)
. Ma come potremo collabo-
rare a quest’opera di salvezza? Non semplice-
mente con la trasmissione di una dottrina o di
pratiche religiose o con moderne programma-
zioni, né con una propaganda insistente e ben
architettata. Il vero apostolato è la vita. Non
puoi fare il bene se non sei buono. Non puoi
diffondere la pace se non sei in pace.
Ella ci vuol distogliere da un certo convul-
so attivismo o da una propaganda che copia-
mo dal mondo. E nemmeno il peso che voglia-
mo esercitare sulle persone, con una presenza
di tipo efficientistico, può contare; spesso è
controproducente e genera fastidio e perfino
disgusto. Se pensiamo di renderci material-
mente presenti ovunque per essere lievito, ci
sbagliamo di grosso.
Io desidero che gli uomini si converta-
no... Ella arde, parimenti a Dio, dal desiderio
che gli uomini si salvino e arrivino alla cono-
Le lacrime della Madre a La Salette (150^ anniv.)
Messaggio del 25 giugno 1996:
“Cari figli! oggi vi ringrazio per tutti i
sacrifici che mi avete offerto in questi gior-
ni. Figlioli, vi invito ad aprirvi a Me e a
decidervi per la conversione. I vostri cuori,
figlioli, non sono completamente aperti a
Me; per questo vi invito di nuovo ad aprirvi
alla preghiera, perché lo Spirito Santo vi
aiuti a pregare in modo che i vostri cuori
diventino di carne e non di pietra. Figlioli,
grazie per avere risposto alla mia chiamata
e per avere deciso di camminare con me
verso la santità”.
"Apritevi a Me
e decidetevi per la conversione"
Nel 15^ anniversario Maria ci richiama ai
motivi per cui è venuta; ma ogni sua espres-
sione suona nuova. Nel ringraziarci ancora
per tutti i sacrifici offerti a Lei in questi
giorni,
forse ha presenti i disagi incontrati dai
pellegrini nel venire qui. Ma ringrazia anche
ciascuno di noi per i più piccoli segni d’amore
che le abbiamo dato, perché vuole insegnarci
a ringraziare. Ringraziare significa riconosce-
re le persone per quello che valgono e il bene
che fanno agli altri. Questo è creare le condi-
zioni per la pace. Lo stesso vale per Dio: per
avere la pace con Dio dobbiamo saper ricono-
scere tutto quello che Lui ci ha dato.
Siamo sempre portati a vedere le cose
negative e a dimenticare le cose buone. Se
invece troviamo le ragioni per ringraziare,
avremo un cuore contento, anche con gli altri.
Un terapeuta, che da 20 anni curava i malati
e che 2 o 3 anni fa è diventato sacerdote, dopo
un pellegrinaggio a Medj., mi ha detto:”Il
ringraziare è la medicina preventiva migliore
contro la depressione e l’aggressività. Insegna
alla gente ad aprire gli occhi e a ringraziare per
tutto quello che c’è in noi di buono”. Anche la
Madonna ringrazia perché vede sempre in noi
qualcosa di buono, anche se non siamo per-
fetti. Per avere la pace dobbiamo aprire gli
occhi e vedere quello che ci dànno gli altri e
quello che ci dà Dio, soprattutto con la presen-
za di Maria qui.
Maria ripete ancora con molta delicatezza
di aprirci a Lei e di deciderci per la conver-
sione.
Aprirci vuol dire ascoltare quello che
Lei ti dice, per obbedirle: chi non ascolta, non
vuol obbedire, quindi non è aperto. L’invito
ad aprirci è per noi tutti. E’ con la preghiera
che ci apriamo. Dobbiamo stare in silenzio e
chiederci cos’è che ci chiude alla volontà di
Dio, cos’è che ci impedisce di aprirci al Signo-
re, alla presenza di Maria e ai suoi inviti.
Se ci apriamo viene la conversione, che è
il Suo messaggio principale. Deciderci alla
conversione vuol dire deciderci a lottare con-
tro il male, contro il peccato e a crescere nel
bene. Da 15 anni Maria ci ripete “conversio-
ne”, che è lo stesso invito del Vangelo. Se non
siamo aperti, ci invita ad aprirci a Lei con la
preghiera.
Esaminiamoci come abbiamo ri-
sposto finora al messaggio della preghiera:
tutti abbiamo qualcosa da imparare.
Chi non ha ancora incominciato a pregare
e dice di credere alle apparizioni, cominci
finalmente a pregare. Chi ha già cominciato,
deve chiedersi se la preghiera ha >> (p.8)
ECO di MARIA
Regina della Pace
Eco 129 uscirà in settembre
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Tanto allarme per Medjugorje,
niente di nuovo!
Un’altra doccia fredda dall’alto per i fedeli
di Medj.! Proprio alla vigilia del 15^anniver-
sario, dopo il lungo silenzio durato tutto il
tempo della guerra! Tutti i giornali e le TV
hanno dato grande risalto a una lettera del
segretario della Congregazione per la dottri-
na della fede,
Mons.Tarcisio Bertone, al ve-
scovo francese Mons.Léon Taverdet che chie-
deva chiarimenti su Medj.. In questa lettera del
6 giugno 1996 non si ripeteva altro che quello
che fu detto fin dal principio, cioè che “non
dovevano essere organizzati pellegrinaggi uf-
ficiali
(ossia quelli guidati dai vescovi)” [e
quindi non erano esclusi tutti gli altri, ndr]. E
vi si riaffermavano le ultime conclusioni della
Conferenza Episcopale Jugoslava del 10 aprile
1991. Tutto qui. Nessun nuovo caso di co-
scienza e nessuna limitazione ai pellegrinaggi.
Molti hanno visto nella eccezionale pub-
blicità data alla lettera e nella montatura della
stampa, un tentativo non troppo nascosto da
parte dei soliti ambienti, di bloccare Medj.,
proprio ora che si sono ripresi a ritmo serrato
i pellegrinaggi e in grande stile le attività di
quel Santuario. Era normale. C’era da meravi-
gliarsi se fosse avvenuto diversamente. L’astuto
nemico sa cogliere le buone occasioni. Ma la
Vittoriosa si prenderà gioco di lui e gli attacchi
contro Medj. si risolveranno sempre, come è
stato fin dagli inizi, in propaganda che favori-
sce l’interesse e l’afflusso.
Dopo i falsi allarmi, però, è venuta provvi-
denziale, qualche giorno dopo, una precisa-
zione del portavoce vaticano
Joaquin Navarro
Valls (Avvenire 20.06.96, p13) che ha tran-
quillizzato tutti, se ce n’era bisogno: “Riguar-
do a Medj. non è intervenuto nessun fatto
nuovo -ha detto. E’ doveroso in questi casi il
rispetto della competenza immediata [l’ultima
spetta alla S.Sede, ndr] dell’episcopato loca-
le”; secondo il quale “sulle basi delle indagini
finora condotte, non è possibile affermare che
si tratti di apparizioni o di rivelazioni sopran-
naturali; tuttavia, la numerosa presenza di
fedeli che vengono a Medj. da diverse parti,
esige l’attenzione e la cura pastorale in primo
luogo del vescovo diocesano, ma anche con lui
degli altri vescovi, in modo tale che a Medj. sia
promossa una sana devozione verso la Beata
Vergine Maria, secondo l’insegnamento della
Chiesa.
Si ribadisce però la necessità inderogabile
di continuare l’approfondimento e la riflessio-
ne, oltre che la preghiera, di fronte a qualsiasi
presunto fenomeno soprannaturale, fino a quan-
do non ci sia un pronunciamento definitivo”.
Se avessero accolto
la Regina della Pace...
Nessuno si aspetta approvazioni ufficiali a
breve scadenza riguardo a Medj., anche perché
oggi non se ne dànno facilmente; ma un po’ di
pace sì, per chi là ha trovato la vita vera e per
chi affronta, con fiducia motivata, tanti sacri-
fici per trovarla. E’ vero che le prove mettono
a nudo la qualità della nostra conversione e
purificano la nostra fede, ma è una grave
responsabilità, nel generale disorientamento,
sottrarre agli uomini i doni straordinari della
misericordia di Dio, specialmente quando que-
sti sono raccomandati da frutti così clamorosi.
Difatti Maria ha aperto una scuola e una
fonte di grazia per riportare soprattutto i cri-
stiani smarriti alla fede in Gesù e nel sopran-
naturale e rintuzzare così gli assalti di satana.
Ma L’hanno contrastata proprio quelli che
avevano il dono per riconoscerLa ed acco-
glierLa. Così hanno respinto la Regina della
Pace, che era venuta dieci anni prima, come
pure a Kibeho, a richiamarci per evitare la
guerra; e ne è venuto il disastro che conoscia-
mo. Come ha detto più volte il Vescovo, ora
emerito, di Spalato, se i vescovi della Ex-
Jugoslavia avessero accolto la Regina della
Pace, lasciando via libera alla gente, si poteva
evitare la guerra.(Eco 107 p5). Ella poi ha
suscitato nei suoi figli un’opera gigantesca di
carità, che ha salvato intere popolazioni. Si
sono accolti gli aiuti, ma ci si è guardati bene
dal riconoscerne la Celeste Mandante.
E l’improvviso cedimento in Krajina e la
fuga del potentissimo esercito serbo, che avreb-
be potuto continuare per anni la guerra, ha fatto
cessare in due giorni le ostilità (proprio il 5
agosto 95, qui festa della Natività di Maria);
così si sono riaperte le strade alle folle dei
pellegrini... Ma purtroppo anche le voci con-
trarie che cercano di scoraggiarli.
Così tanta grazia passerà ancora invano.
Quelli che hanno occhi per vedere e non
vedono, vorrebbero porre essi stessi i limiti
agli interventi di Dio, o non ne riconoscono la
presenza. E’ stato sempre così. I “cuori indu-
riti” e gli “occhi guasti” non capiranno mai i
segni del cielo, anzi li ostacoleranno.
Proprio per questo accettiamo la legge
della Croce, che è sapienza e potenza di Dio
per tutti i credenti (cf 1Cor 1)
e conserviamo
un cuore mite e umile, ma vigile e non succube.
Per Medj. ci basta l’esperienza interiore
attestata in noi dallo Spirito e la sicurezza che
ci dona il favore del Vicario di Cristo, espres-
so tante volte, anche se in forma privata, e il
consenso di tanti vescovi.
* *
Il Vescovo di Assisi riguardo alle ap-
parizioni -
“Maria -scrive Mons.Sergio Goretti
nella lettera pastorale per il 150^ anniversario
di La Salette-, diventata la nuova “donna” sotto
la Croce, porta nel mondo i frutti della reden-
zione... Oggi si parla molto di apparizioni.
Da una parte c’è chi le rifiuta per principio.
Sono coloro che, negando Dio, negano anche
l’esistenza di fenomeni soprannaturali. Da
un’altra c’è, invece, chi cerca con esagerazione
e con superficialità i segni del soprannaturale e
arriva talvolta perfino ad accusare di poca fede
coloro che in questo campo si comportano con
prudenza. La Chiesa sa che Dio è al di sopra di
tutto e di tutti e che nessun limite può essere
messo alla sua azione onnipotente. Egli può
intervenire, direttamente o indirettamente, per
mezzo dei suoi messaggeri e in particolare di
Maria che è madre, nelle vicende dell’uomo”.
Il Vescovo si appella poi alla testimonian-
za della Sacra Scrittura: “Le pagine delle Sacre
Scritture sono piene di interventi straordinari di
Dio. Quando Dio interviene, la Chiesa gioisce
perché vi vede un’ulteriore manifestazione
dell’amore e dell’attenzione che Egli ha per
l’uomo. La Chiesa, perciò, non è contro le
apparizioni, anche se prima di pronunciarsi
sulla loro attendibilità, le esamina con attenzio-
ne, ricorrendo all’aiuto della teologia e delle
scienze umane...”
* "Medjugorje, che cosa dice la Chiesa" di
Suor Emmanuel: un opuscolo utilissimo che rac-
coglie le voci più autorevoli degli uomini di
Chiesa e gli incoraggiamenti del Papa e altri
documenti, in risposta a tante domande su Medj..
E' stato tradotto in italiano: ed. Shalom, via
dell'Industria 15, 60037 Monte S. Vito, AN, tel
071-7450440, fax 071-7450140
* "Medjugorje, dai monti mi verrà la sal-
vezza": storia, meditazioni, foto e tutti i messaggi
della Madonna aggiornati fino all'ultimo mese
(ed. Shalom, vedi subito sopra).
* L’Eco di Maria si trova in tutte le lingue
principali a Medj. nel negozio di souvenirs fuori
dalla Chiesa; il deposito è presso il negozio MIR
subito passato il ponte a sin. verso la Chiesa.
Il Papa nel centro Europa:
l’audacia della verità
Il genio di questo Papa è di dire cose
assolutamente contro corrente, ma che ognuno
riconosce immediatamente come vere. Nei
suoi viaggi Egli contrappone il messaggio di
Cristo a quello del mondo e porta la sfida della
Chiesa a tutti i mali della società. E’ animato
da una incredibile energia interiore che lo
porta a progettare sempre per il futuro, perfino
oltre il terzo millennio. I suoi recenti viaggi in
Slovenia e in Germania mostrano ancora che
il suo primo pensiero è l’Europa.
In Slovenia il Papa ha parlato del bivio
drammatico in cui l’Europa si trova , a un
passo dal baratro,
tra la cultura della morte e
la cultura della vita. Nel vuoto lasciato dalle
ideologie, per sopravvivere, deve risvegliare
la memoria delle sue radici cristiane. Così ha
detto: O l’uomo si considera creato da Dio,
dal quale riceve la libertà che gli apre immen-
se possibiltà, ma anche precisi doveri; oppure
egli si autopromuove ad assoluto, dotato di
una libertà che, essendo priva di legge, si
abbandona ad ogni sorta di impulsi e licenze,
richiudendosi nell’edonismo e nel narcisismo...
La caduta delle grandi ideologie ha messo
l’uomo nella tentazione di abbandonarsi a una
pericolsa deriva scettica [non credere in nul-
la], all’insegna della stanchezza e della fru-
strazione... e ad aprirsi alla superstizione e
alla magia. Tanti giovani e adulti si abbando-
nano al fascino dell’occulto e cercano negli
astri, nei maghi e nelle sette i segni del proprio
destino e un rifugio per il loro vuoto interiore:
chi non crede in Dio, non è che non creda più
in nulla, ma crede a tutto...
Nella sua visita in Germania dal 21 al 23
giugno, il Papa a PADERBORN ha guardato
all’unità del continente, che non può essere
costruita solo su una comunità di interessi
materiali, ma sul consenso ai valori, all’eredi-
tà culturale e alla soliderietà degli spiriti e dei
cuori...:
senza la fede cristiana mancherà l’ani-
ma all’Europa. Q
uesta unità deve andare oltre
ogni confine nazionale e ideologico; deve ol-
trepassare le frontiere, così che i popoli ricchi
dividano i loro beni con i poveri.
Dichiarando beati a BERLINO i martiri
Bernhard Lichtemberg e Karl Leisner, due
sacerdoti che si opposero al nazismo e moriro-
no per le persecuzioni subite dal regime
hitleriano, il Papa ha riconosciuto lealmente
che molti laici e sacerdoti si opposero a quel
regime di terrore, tuttavia furono troppo pochi.
Così ha esortato la Chiesa tedesca ad andare
contro corrente rispetto alla società: occorre
che i cristiani facciano resistenza oggi, dentro
e contro questa società ultra-materialista.
Solo
così potranno riappropriarsi del loro compito
essenziale, che é la nuova evangelizzazione, la
quale deve trovare uniti tutti, siano essi catto-
lici, ortodossi o protestanti.
Il Papa sottolinea che evangelizzazione ed
ecumenismo sono strettamente legati fra loro.
Dopo aver riconosciuto nel primo viaggio in
Germania (1980) le colpe di uomini di Chiesa
che portarono alla infelice divisione dei cri-
stiani, con Lutero, ora egli dichiara che dob-
biamo essere più equi con il riformatore tede-
sco che, a ben vedere, non voleva la rottura
dell’unità e la creazione di un’altra Chiesa,
bensì la riforma dell’unica Chiesa cattolica...
L’incontro più atteso è stato alla PORTA
DI BRANDEBURGO, scenario delle parate
della dittatura nazista, poi murata dai tiranni
comunisti per paura della libertà.
Nella viva
rievocazione storica che è seguita, il Papa ha
conquistato i berlinesi, ai quali ha poi parlato
dell’uomo, chiamato da Dio alla libertà, chia-
rendo in vari punti lapidari che: la libertà non
può essere senza verità, senza solidarietà,
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re. Impariamo a conoscere più a fondo Colui
che si è donato totalmente, nei diversi misteri
della sua vita divina e umana, per diventare
discepoli e per entrare, a nostra volta, in quel
grande slancio di dono, per la gloria di Dio e
la salvezza del mondo... Così siamo invitati a
seguire il suo insegnamento, per essere un po’
alla volta configurati a Lui, per permettere
allo Spirito di agire in noi e per realizzare la
missione che ci è affidata. In particolare l’amo-
re di Cristo ci spinge ad operare incessante-
mente per l’unità della sua Chiesa, per l’an-
nuncio del Vangelo fino ai confini della terra
e per il servizio degli uomini.
L’intimità divina con il Cristo, nel silenzio
della contemplazione, non ci allontana dai
nostri contemporanei, ma, al contrario, ci
rende attenti e aperti alle gioie e agli affanni
degli uomini e allarga il cuore alle dimensioni
del mondo. Essa ci rende solidali verso i nostri
fratelli in umanità, in particolare verso i più
piccoli, che sono i prediletti del Signore.
Attraverso l’adorazione il cristiano con-
tribuisce misteriosamente alla trasformazione
radicale del mondo e alla diffusione del Van-
gelo. Ogni persona che prega il Salvatore
trascina dietro di sé il mondo intero e lo eleva
a Dio. Coloro che s’incontrano con il Signore
svolgono dunque un eminente servizio; essi
presentano a Cristo tutti coloro che non Lo
conoscono o che sono lontani da Lui, essi
vegliano dinanzi a Lui, in loro nome...
Esorto dunque i cristiani a fare regolar-
mente visita a Cristo presente nel SS. Sacra-
mento dell’altare, poiché noi siamo tutti chia-
mati a rimanere in presenza di Dio, grazie a
Colui che resterà con noi fino alla fine dei
tempi... I fedeli rafforzano la loro speranza,
scoprendo che con Cristo la sofferenza e la
disperazione possono essere trasfigurate, poi-
ché “con Lui noi siamo già passati dalla morte
alla vita”.
Alla fine il S.Padre invita i sacerdoti e
responsabili a intensificare i loro sforzi per
insegnare alle giovani generazioni il senso e il
valore della adorazione e della devozione
eucaristiche. Come potranno i giovani cono-
scere il Signore se non vengono introdotti al
mistero della sua presenza? Egli così li potrà
accompagnare nella crescita spirituale e uma-
na, nella testimonianza che dovranno renderGli
ed essi potranno avvertire anche una chiamata
radicale a seguirlo.
Lacrime di Maria
e misericordia senza confini
Nemmeno è sfuggito al S.Padre il 150°
anniversario delle apparizioni di La Salette
(19 settembre) per riproporre al popolo cristia-
no gli accorati richiami della Madonna ai suoi
figli e il perenne messaggio della Misericor-
dia. Così in una lettera al vescovo di Grenoble:
Desidero associarmi anch’io ai pellegrini che
vengono a venerare la Madre del Signore con
il titolo di “Nostra Signora Riconciliatrice dei
peccatori”. Madre del Salvatore e degli uomi-
ni, Madre piena d’amore, che accompagna
ciascuno nel pellegrinaggio della vita, Ella ha
svelato in questo luogo davanti a due bambini,
Melania e Massimino, la sua tristezza per il
male morale dell’umanità. Con le sue lacrime
ci aiuta a capire meglio la gravità del peccato,
del rifiuto di Dio, ma anche l’amore appassio-
nato e fedele di suo Figlio verso gli uomini:
Lui, il Redentore, dal cuore amareggiato a
causa dell’oblio e del rifiuto del suo amore...
La Vergine, mostrandosi con l’immagine
del Figlio Crocifisso, fa capire che Lei pure,
associata all’opera della salvezza, è solidale
con i suoi figli immersi nelle prove e soffre nel
vederli allontanarsi dalla Chiesa di Cristo, al
punto che trascurano o rifiutano la presenza di
Dio nella loro vita e oltraggiare la santità del
senza sacrificio, senza amore.
Poi il discorso è sfociato, come sempre e
senza mezzi termini, all’annuncio di Cristo:
Annuncio a tutti voi che mi ascoltate: la pie-
nezza e la compiutezza di questa libertà ha un
nome: Gesù Cristo. E’ colui che ha detto di sé:
io sono la porta. In lui l’uomo ha accesso alla
pienezza della libertà e della vita. E’ colui che
rende l’uomo veramente libero, poiché dissipa
le tenebre dal cuore degli uomini e rivela la
verità. Compie il suo cammino come nostro
fratello e realizza la sua solidarietà con noi,
donando la sua vita per noi. In tal modo ci
libera dal peccato e dalla morte. Fa sì che
riconosciamo nel prossimo il Suo volto, il
volto del vero fratello. Ci mostra il volto del
Padre e diventa per tutti il vincolo dell’amore.
Cristo è il nostro Salvatore, è la nostra libertà.
La giornata volge al termine, ma nei nostri
cuori serbiamo la luce, della quale abbiamo
potuto gioire oggi. E vi invito di cuore a un
nuovo incontro nella Città Eterna per il gran-
de Giubileo del 2000. Dio benedica Berlino,
Dio protegga la Germania.
All’Angelus il
Papa ha annunciato un nuovo sinodo per
l’Europa
in vista del 2000. E come avesse
voluto mostrare che può reggere ancora a
grandi fatiche, egli si era alzato alle 5.30 a
Paderborn, era venuto in aereo a Berlino ed è
ripartito in serata per Roma, dove è giunto alle
11 di notte.
Red
Eucaristia, Maria, missione:
per un risveglio cristiano
Il S.Padre non si lascia sfuggire occasioni
per richiamare il popolo di Dio a ciò che è
essenziale, mentre infinite suggestioni ci por-
tano fuori dal cammino evangelico.
Per questo la sua pietà eucaristica ha dato
risalto al 750° anniversario della istituzione
della festa del Corpus Domini, avvenuta a
Liegi in Belgio nel 1246 ed estesa alla chiesa
universale nel 1264, in seguito al miracolo di
Bolsena, nel quale l’ostia dopo la consacrazio-
ne aveva sanguinato davanti a un sacerdote
boemo incredulo. In questo discorso intimo e
completo il Papa ci rivela più che altrove come
egli vive il suo ministero in continua unione
con Gesù eucaristico e come questa unione
porta ciascun cristiano a una pienezza di vita
e di fecondità.
Adorare il corpo di Cristo
per trasformarci in Lui
Dopo aver illustrato il più grande di tutti i
miracoli di Gesù, lasciato come incomparabi-
le conforto
ai discepoli nella sua assenza e nel
quale Egli continua a offrirsi per noi e a noi, il
S.Padre si sofferma sulla Presenza Eucaristica,
“conservata come il centro spirituale della
Chiesa”. La sua contemplazione prolunga la
comunione e permette di incontrare durevol-
mente Cristo, vero Dio e vero Uomo, di la-
sciarsi guardare da Lui e di fare esperienza
della sua presenza. Quando Lo contempliamo
nel Santissimo Sacramento dell’altare, Cristo
si avvicina a noi e diventa intimo con noi più
di quanto lo siamo noi stessi; ci rende parte-
cipi della sua vita divina in una unione che
trasforma e, mediante lo Spirito, ci apre la
porta che conduce al Padre...
Come ci ricorda la Scrittura, Gesù passa-
va intere notti a pregare, specialmente quando
aveva scelte importanti da fare. Nella preghie-
ra, mediante un gesto di fiducia filiale, imitan-
do il suo Maestro e Signore, il cristiano apre
il proprio cuore e le proprie mani per ricevere
il dono di Dio e ringraziarlo dei suoi favori.
E’ bello intrattenersi con Cristo e, chinati
sul petto di Gesù come il discepolo prediletto,
essere toccati dall’amore infinito del suo Cuo-
suo Nome... Il messaggio di Maria non si
riduce alla sofferenza manifestata con le lacri-
me, ma la Vergine ci chiama con tenerezza di
madre ad avvicinarci a Lei; ci invita alla
penitenza, a perseverare nella preghiera e in
particolare a rispettare e santificare la dome-
nica; poi auspica che il suo messaggio si
diffonda in tutto il popolo mediante la testimo-
nianza dei due ragazzi.
E così è avvenuto.
Verranno i pellegrini e molti si convertiranno.
Maria è apparsa in una luce che richiama
lo splendore dell’umanità trasfigurata di Gesù
Risorto: La Salette è un messaggio di speran-
za, fondata sull’intercessione di Colei che è
Madre degli uomini. Le lacerazioni e i mali del
mondo, per quanto grandi, non sono irrepara-
bili. La notte del peccato è superata dalla
potenza luminosa della divina misericordia.
La sofferenza umana accolta e offerta può
diventare mezzo di purificazione e di salvezza.
Per chi cammina umilmente nelle vie del Si-
gnore, il braccio del Figlio di Maria non
peserà per condannare, ma afferrerà la mano
che si tende a chiedere pietà e farà entrare
nella vita nuova i peccatori riconciliati dalla
grazia della Croce...
“...Il vero missionario è il santo”
In perfetta sintonia con il messaggio del 25
maggio, in cui Maria chiedeva la nostra colla-
borazione perché gli uomini si convertano
vedendo in voi Me e il mio Figlio,
il Papa ci
prepara alla 70^ giornata missionaria, chie-
dendoci di essere testimoni, irradiazione vi-
vente di Gesù Cristo, grazie anche alla prote-
zione di Maria, stella dell’evangelizzazione
.
Ai battezzati Cristo oggi chiede: mi siete testi-
moni? E ciascuno è invitato a interrogarsi con
sincerità: offro la testimonianza che il Signore
chiede da me? Vivo una fede forte, serena,
gioiosa, oppure presento l’immagine di una
esistenza cristiana illanguidita, deformata da
compromessi e adattamenti di comodo? Chi è
il cristiano? Un uomo “conquistato” da Cri-
sto e perciò desideroso di farlo conoscere ed
amare “fino agli estremi confini della terra”...
Quante volte, durante i viaggi apostolici mi è
capitato di vedere la messe biondeggiare e di
sentirmi dire che mancano gli operai...
La missione è l’indice esatto della nostra
fede in Cristo. Fede e missione vanno di pari
passo. Più la prima è robusta e profonda, più
si avvertirà il bisogno di comunicarla. Se al
contrario si affievolisce, anche lo slancio mis-
sionario s’attenua e perde vigore la capacità di
testimonianza. E’ sempre avvenuto così nella
storia della Chiesa: la perdita di vitalità nella
spinta missionaria è stata ogni volta sintomo di
una crisi di fede...
Il vero missionario è il santo... Ogni mis-
sionario è autenticamente tale solo se si impe-
gna nella via della santità... Occorre suscitare
un nuovo ardore di santità tra i missionari ed
in tutta la comunità cristiana, in particolare
fra coloro che sono i più stretti collaboratori
dei missionari. Ma la missione è contrasse-
gnata dalla presenza ineliminabile e qualifi-
cante della Croce. Senza Croce non può sus-
sistere autentica testimonianza.
In questi gior-
ni in cui è ancora viva nella Chiesa, e non solo
nella Chiesa, la commozione per il sacrificio
dei sette monaci trappisti assassinati in Alge-
ria,
il Papa ricorda che ogni anno ci è offerta
la testimonianza eroica di nuovi martiri che
versano il loro sangue per la fedeltà al Signore
a agli uomini...
Red
* L’insistente richiamo all’Immacolata
Concezione di Maria, nella visione biblica e
dogmatica e nel comportamento immacolato
della Sua vita, è stato l’argomento costante
delle ultime catechesi del mercoledì in Vatica-
no. “E’la stirpe della donna a vincere il male”
continua a ripetere il Papa.
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Notizie dalla terra benedetta
Il miracolo di Medj.
non è fuori ma dentro di te
E’ una grande fortuna stare a Medj. e
vedere ogni giorno miracoli nei cuori. Beati gli
occhi che vedono ciò che noi vediamo
(io non
ho mai visto né la Vergine, né segni nel cielo).
Questa settimana P.Jozo ha detto a un
gruppo: "A Medj. il miracolo non sta tanto
nelle apparizioni della Vergine, né nelle parole
che Ella ci rivolge. Il miracolo è nella risposta
del pellegrino che accetta di cambiare il suo
cuore e la sua vita. Lì è il grande miracolo!
Prendete S.Francesco: il miracolo non sta-
va nel fatto che Gesù gli parlava per dirgli di
riparare la sua chiesa. No, il miracolo avvenne
quando egli ha lasciato tutto per rispondere a
Cristo e farsi povero di tutto. Pure nel vangelo
vediamo Gesù chiamare un giovane ricco, ma
il miracolo non sta nel fatto che egli abbia visto
il Cristo e udito la sua chiamata. Il miracolo era
nella risposta; purtroppo egli non ha risposto
perchè ha preferito le sue grandi ricchezze a
Gesù. Così il miracolo non avvenne.
A Medj. un pellegrino può decidere se
vedere il miracolo o no. Per Dio parlare non è
un miracolo, ma è normale. A Medj. è il
pellegrino che decide se il miracolo avviene:
basta che apra il suo cuore per rispondere alla
chiamata ed ecco il miracolo".
* [Mirjana con gioia attendeva il suo terzo
figlio per il prossimo Natale. Ora deve offrire
a Dio il suo immenso dolore per averlo perdu-
to: e sa che questo non sarà vano, ma che
servirà ai piani di Maria. Siamo tutti con lei a
offrirlo e a consolarla].
[Anche Jakov attende dalla sposa Annalisa
il suo secondo figlio per settembre. “La mia
sposa si è bene inserita qui a Medj. (dove la
vediamo ogni giorno alla Messa degli italiani)
e quando andiamo in Italia mi chiede sempre
quando torneremo a casa, a Medj.” - dice
Jakov].
* Le persone più importanti a Medj. -
Sono attesi a Medj. personaggi molto impor-
tanti della politica e della cultura, invitati dal
comune di Citluk per il Festival della musica.
Tra essi il presidente Tudjman, il Re di Spagna
e altri. Ma per la Vergine ciascuno di noi è
importante, anche il più piccolo. Una sera un
croato mi ha detto: “Oggi sono capitate qui
personalità politiche molto importanti. Ma c’era
anche mia madre, venuta a piedi da un villag-
gio distante dieci Km, a 80 anni, per onorare
la Madonna. Ecco i veri VIP (Very important
persons) di Medj.!”.
* L’amica Anna, che ha avuto per Pasqua
la grazia della conversione e della guarigione,
è ritornata qui per una decina di giorni ad
aiutare i pellegrini. Ella ha raccontato che sulle
prime il suo medico di Parigi le ha detto: “Tu
stai meglio perchè hai avuto pensieri positi-
vi...” Ma dopo aver eseguito alcuni esami
clinici, ha convenuto: “Ah no, questo non
posso spiegarlo!” Per Anna sgambettare sulle
montagne non è più un problema. Ma ciò che
più sbalordisce i pellegrini è la sua conversio-
ne e la sua gioia di appartenere a Maria.
* Riuniti dopo 20 anni - Una donna
italiana divorziata, che non ha più visto il
marito da 20 anni, viene a Medj.. Ma anche
l’ex-marito, senza nulla sapere, arriva in pel-
legrinaggio con un altro gruppo. I gruppi sal-
gono sul Krizevac lo stesso giorno e sulla
sommità i due si rivedono ai piedi della croce.
Dopo il primo shoc essi riprendono a parlarsi
e pregano insieme; poi decidono di riprendere
la vita comune. E’ una vittoria della Vergine
che sempre opera per l’unità delle famiglie.
UBI PETRUS ( ...ibi Ecclesia) “Questo
movimento di fedeltà al Vicario di Cristo
(ispirato alla fedeltà di Maria), quanto mai
opportuno nell’attuale sbandamento, si pro-
pone la fedeltà al magistero del Papa e la
promozione e difesa della Fede Cattolica”. E’
stato promosso dalla rivista Medjugorje di
MI, che ha assunto di proposito il sottotitolo
Ubi Petrus e da Medjugorje-GE. Non si può
che aderirvi con tutto il cuore.
Scrivere a Medjugorje-MI, c.p. 1679, 20101 MI.
* “Offri il perdono, ricevi la pace”, cioè
perdona per poter trovare la pace: è il tema
sempre attuale che il S.Padre ha dato alla
trentesima giornata mondiale della pace dell’1
gennaio 1997.
* 1.200 sacerdoti in pellegrinaggio a
Fatima da tutto il mondo per un ritiro spiritua-
le(18-20 giugno): è stato il primo incontro
internazionale nella storia del clero e anche la
prima tappa di un grandioso pellegrinaggio
sacerdotale, in risposta all’appello del Papa
per la preparazione dei sacerdoti al Giubileo
del terzo millennio. Dopo Fatima questo pel-
legrinaggio toccherà la Costa d’Avorio nel
1997, Guadalupe nel 1998, Gerusalemme nel
1999 per giungere a Roma nel 2000.
* In 3.000 hanno rinnovato il pellegrinag-
gio notturno di 26 Km da Macerata a Loreto,
il 18^ della serie. Il Card.Arinze ha portato il
messaggio del Papa e le due gemelle di Sarajevo
hanno testimoniato la carità degli aiuti cristia-
ni, che nei 4 anni di assedio hanno salvato la
speranza della città.
* “Vi perseguiteranno” - In molte provin-
cie della Cina, comprendenti una grande fa-
scia attorno a Pechino e più a sud, continua una
persecuzione subdola contro la Chiesa non
ufficiale, cioè clandestina: con arresti di ve-
scovi, di sacerdoti, con pressioni e impedi-
menti sui fedeli. Soprattutto si ricorre alla
distruzione o alla requisizione dei luoghi di
culto “non autorizzati”. Di questi soprusi fa un
lungo elenco l’Avvenire del 28.04.96, p19.
Il regime è preoccupato per il continuo
aumento del numero dei credenti, non soltanto
cattolici. E “anche la Chiesa ufficiale patriot-
tica, sebbene strumento di controllo su quella
clandestina, non è meno vigilata, né meno
sospettata”. Portiamo nel cuore questi nostri
fratelli lontani che sono sulla croce per la fede.
*
La Madonna pellegrina in Francia
-
Dall’8 settembre 95, 108 statue e icone della
Vergine, precedute da un’immagine del Volto
di Cristo della Sindone e dal Vangelo aperto
sulle nozze di Cana, hanno solcato tutta la
Francia in un pellegrinaggio di preghiera mai
visto. Dopo 9 mesi dall’inizio, si assiste a un
rinnovarsi della pietà mariana in tutta la Fran-
cia. Ogni giorno più di cento veglie di preghie-
ra attorno alla Vergine, in Chiese, comunità,
famiglie, perfino municipi e luoghi profani:
perché Lei prepari i cuori a ricevere Gesù nel
bimillenario della sua venuta.
Ad ogni tappa si rinnova la consacrazione
a Gesù per mezzo del Cuore Immacolato di
Maria, secondo la richiesta di Fatima. Rosari,
meditazioni e preghiere liturgiche ritmano il
corso delle veglie. Tutto ciò comporta uno
sforzo straordinario da parte dei responsabili e
di persone fino a ieri sconosciute. Testimo-
nianze di riconciliazione e di conversione si
raccontano senza numero.
Il secondo percorso del pellegrinaggio par-
tirà da Roma il 7 ottobre prossimo: attraverso
l’Europa e il mondo arriverà a Betlemme nel
Natale del 2.000. Già diversi paesi hanno preso
contatto con gli organizzatori per il seguito del
progetto.
Rivolgersi a La Vierge Pèlerine (NDF)
O.Bonnassies 71, r.du Village - 91530 Le-Val-
St-Germain - tel (33)164590234, fax 164590188.
* Vicka e il giornalista. E’ una scena che
m’ha colpito. Vicka ha incontrato per caso un
giornalista a Spalato. Venuto a sapere chi era,
egli le ha dichiarato apertamente che non
credeva in Dio né in alcun’altra cosa: “Mia
nonna credeva alla vita eterna, per me è una
favola” E si aspettava qualche rimprovero.
Al contrario Vicka: “Tu sei libero di segui-
re il tuo cammino - le ha detto sorridendo - io
non posso dire altro che la verità: Dio esiste,
c’è una vita eterna, la reincarnazione non
esiste. Ma tu sei libero di non crederlo. Tua
nonna aveva ragione di credere alla vita eterna,
ma se tu decidi diversamente, è scelta tua.
Ecco, io ti ho detto la verità!”. Il giornalista è
stato talmente colpito dalla gioia e dalla libertà
della veggente, che ha finito per dirle: “Oh,
verrò presto a Medj.!” Questo mi ricorda quan-
to Bernadette di Lourdes diceva ai suoi
detrattori: “Io non sono incaricata di farvi
credere, ma solo di dirvi la verità”
(dal diario di Suor Emmanuel)
* Dopo i seminari di preghiera e di digiu-
no svoltisi in preparazione alla Pasqua e alla
fina di maggio alla Domus Pacis, l’organizza-
zione Help, che si prende cura dei bambini
abbandonati e bisognosi della zona di Spalato,
ha iniziato numerosi corsi di esercizi spirituali
a Medj. per questi figli. Pure le suore france-
scane hanno organizzato altri 10 corsi a cui
hanno partecipato quest’anno circa 400 ragaz-
ze provenienti dalle parrocchie dell’Erze-
govina.
* All’annuale pellegrinaggio dei soldati
croati al Santuario di Medj. nel primo sabato
di giugno, per ringraziare Maria del suo amore
e delle sue attenzioni durante gli eventi passati,
si sono aggiunti quest’anno anche molti solda-
ti delle altre nazioni presenti in Bosnia: un vero
pellegrinaggio internazionale.
Erano circa 500 e si sono quasi tutti confes-
sati e comunicati. Poi si sono recati alla collina
delle apparizioni recitando il Rosario e, al
ritorno, hanno acceso una lampada votiva,
prima della benedizione solenne.
* “Questo è veramente un luogo
profetico” -La principessa Ingrid Frankopan
Subic’
, discendente da storica famiglia croata,
benemerita della Chiesa, letterata, insegnante
in diverse università europee, madre di 5 figli
che ogni giorno partecipano alla Messa, si è
recata recentemente a Medj. e ha detto: “Que-
sto è veramente un luogo profetico. 15 anni fa
la Madonna ha chiesto di pregare per la pace
e 13 anni fa il S.Padre mi ha chiesto di scrivere
un libro di diritto sulla guerra: mi sembrava
strano, ma ora non più.
E’ un vero miracolo che la Croazia abbia
avuto l’indipendenza: senza dubbio frutto del-
l’intercessione di Maria e del Card. Stepinac’,
nonché dei tanti giovani che hanno dato la vita
per liberare la patria dall’ateismo. La Madon-
na ci ha salvati ed è un grande onore averLa tra
noi. Il S.Padre, dopo aver visitato la Croazia,
ha detto: ”Desidero ritornare ai vostri luoghi
santi...“ Pensavo egoisticamente a Trsat, dove
si era posata la S.Casa di Nazaret, su terreno di
nostra proprietà; ma ora capisco che ha pensa-
to anzitutto a Medj.”. (dal Press Bulletin)
Medjugorje, cortina di luce, volume com-
pleto e aggiornato per il 15^ anniversario, con più
di 250 foto e varie indicazioni e notizie. Ed.
Martini, v.Don Minzoni 23, 12011 Borgo
S.Dalmazzo tel 0171-266249, fax 0171-266295.
C'é già anche l'edizione inglese.
Il Centro Regina della Pace di Roma per le
riunioni e distribuzione di Eco si è trasferito in
v.Marsala 42, presso la basilica del Sacro Cuore.
L’indirizzo della corrispondenza rimane invaria-
to: v.dei Mille 41/a, tel 06-4452372.
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La grande casa di preghiera
di Medjugorje
Nel quadro delle diverse comunità nate
nello spirito di Medj., c’è anche la particolare
chiamata delle Anime Offerte, che la Vergine
Maria ha affidato alla guida di P.Tomislav
Vlasic’ fin dal 1986. La chiamata a offrire la
propria vita a Gesù attraverso il Cuore Imma-
colato di Maria è da ritenersi il frutto del
cammino quadriennale del gruppo di preghie-
ra di Medj., che la Madonna guidava attraverso
la veggente Jelena Vasilj.
Ora ha assunto una forma concreta con la
nascita della comunità Kraljice Mira, potpuno
tvoji - po Mariji k Isusu
(Regina della Pace,
completamente tuoi, a Gesù per Maria), che
ora conta una cinquantina di membri tra can-
didati, postulanti, novizi e professi. A Medj. la
casa bianca dietro la chiesa accoglie gli aspi-
ranti di diverse nazionalità, che vengono intro-
dotti ai ritmi della vita comunitaria; in Italia, e
precisamente a Lama dei Paligni (CH) e a
Penne (PE) sono le altre due case per le tappe
successive del cammino di formazione. Un’al-
tra casa è stata recentemente aperta a Rotondo
di Sassoferrato (AN) ed è annessa al santuario
mariano del Cerro.
I laici che desiderano percorrere il cammi-
no dell’offerta si riuniscono in piccoli gruppi
(fraternità) coordinati da un Consiglio zonale
che li promuove e li mantiene in contatto con
i responsabili della comunità. Attraverso con-
vegni e incontri di preghiera (all’ultimo dei
quali in aprile hanno partecipato a Medj. circa
600 croati) e tramite la diffusione di opuscoli,
audiocassette e periodico trimestrale, la comu-
nità stessa indirizza e nutre spiritualmente
quanti seguono la chiamata.
Una via fluviale
per la provvidenza
L’intraprendenza dei tanti angeli del soc-
corso ai fratelli della Bosnia, ha inventato da
qualche mese una via più breve per arrivare a
quelle terre devastate: la via d’acqua, che dal
Porto fluviale di Cremona, attraverso il Po, il
mare Adriatico e il fiume Neretva, giunge a
Metkovic’, 30Km da Medj.. Il presidente del-
l’azienda Porto Cremona-Mantova ha spiega-
to i vantaggi dell’operazione: “Il carico di una
nave equivale a una trentina di tir, è di costo
molto più basso, evita le dogane e le code
interminabili che gli autotreni devono affron-
tare”.
Nel quadro di queste iniziative si è inserita
anche l’Associazione Regina della Pace, com-
pletamente tuoi
, con un Comitato di lavoro
formato da amici del gruppo “29 maggio 93
Fabio Sergio Guido” di Ghedi, il cui presiden-
te Giancarlo Rovati e altri membri seguono il
cammino delle anime offerte. Questa associa-
zione è sorta con lo scopo di raccogliere fondi
e materiali per la costruzione della grande casa
di preghiera della Comunità Kraljice Mira.
Attraverso la provvidenza sono riusciti a
fornire alla ditta esecutrice tutta l’attrezzatura
di cantiere e i materiali per la costruzione
dell’edificio di quattro piani, che pensiamo
sarà ultimato al rustico entro l’agosto prossi-
mo, con un forte anticipo sulle previsioni.
Dopo i primi 42 convogli con tir via terra, è
nata nel marzo 96 l’operazione S.Cristoforo
via mare, che ha portato a destinazione su una
nave in due riprese circa mille tonnellate di
laterizi. Il carico, giunto a Metkovic’, è stato
poi trasportato con due motrici e quattro rimor-
chi al cantiere di Medj..
Le offerte ricevute hanno permesso al
Comitato di sostenere finora tutte le spese, ma
ci sono molte altre necessità urgenti, dalla posa
del tetto alla realizzazione degli impianti elet-
I segni della presenza
di Maria a Civitavecchia
I pellegrinaggi continuano. Dai 40 ai 50
pullmans ogni domenica e tanti altri mezzi
durante la settimana, rovesciano qui migliaia
di pellegrini. Come riconoscimento dei frutti
della Confessione, nel piazzale del santuario
sarà inaugurato un monumento a P.Pio, offer-
to dai suoi gruppi, con una statua uguale a
quella che si erge nel giardino della Comunità
Cenacolo a Medj. e donata dallo stesso autore,
Mario De Benedictis di Nardò (LE).
Il nuovo tendone antistante la Chiesa è
stato inaugurato il 31 maggio davanti a 4mila
persone, venute in pellegrinaggio a piedi dalla
città e dintorni. Il 16 giugno, ottava del Corpus
Domini, grande celebrazione per l’anniversa-
rio della consegna della Madonnina di Medj.
alla Chiesa: animatori e cantori i giovani
dell’Accademia dell’Immacolata della Casa
di Maria di Roma, che sono qui di casa. Al
termine della processione eucaristica il vesco-
vo Girolamo Grillo ha tenuto un commosso
discorso, dicendo tra l’altro:
“Avevo promesso alla Madonna che non
avrei mosso un dito, se Ella stessa non ci
avesse dato un segno chiaro ed esplicito e
soprattutto se non avesse cominciato a costru-
irsi un santuario di persone. I sacerdoti che
prestano qui la loro opera, e specialmente i
confessori, mi informano continuamente di
quello che accade a livello spirituale; del-
l’azione meravigliosa che la Vergine benedet-
ta svolge nel profondo dei cuori di quanti a lei
si rivolgono; delle infinite grazie spirituali e
materiali che Ella dispensa a piene mani; delle
grandi continue conversioni e del risanamento
di tante famiglie sfasciate; della pace ritrovata
da molte persone afflitte da ogni malanno; dei
tanti giovani, ragazzi e ragazze, che riescono
a liberarsi dalle grinfie del maligno.
“Qui abbiamo potuto toccare con mano
veramente che Maria è la nostra mamma; che
abbiamo una madre comune, la quale ci spin-
ge con tutte le sue forze verso la pace e la
solidarietà universale. Qui si è sempre cercato
di sviluppare la vera natura e lo scopo del
culto alla Madonna, come mezzo per orien-
tare le
anime a Cristo , quindi all’Eucaristia
e al mistero della Croce e congiungerle al
Padre. Questo diciamo anche ai nostri fratelli
protestanti... L’uomo ha bisogno di Maria per
arrivare a Gesù, ma non può amare Maria se
non accoglie pienamente il Figlio mediante
l’ascolto premuroso e costante della parola di
Dio e la partecipazione frequente all’Eucari-
stia e ai Sacramenti... Tante anime hanno così
imparato che cosa vuol dire venerare la Madre
di Dio, la quale non ci distacca dal Cristo ma
ci conduce a Lui”.
Il vescovo ha poi aggiunto di aver “consta-
tato felicemente la nettissima ripresa religiosa
nella stessa Civitavecchia e un costante au-
mento della presenza dei fedeli alla celebra-
zione eucaristica domenicale e festiva. Chi
avrebbe mai pensato che quest’anno quasi
5mila persone avrebbero seguito il Cristo nel-
la processione del Corpus Domini lungo le
strade della città? Questi sono i più grandi
miracoli della Madonnina...”
Incontro di preghiera a Civitavecchia
per la riconciliazione di noi stessi, delle nostre
famiglie, dell’Italia con Dio: si terrà dal 13 al
15 settembre
, al termine delle sette Novene
per l’Italia, iniziate nel marzo 96, come rispo-
sta alla grande preghiera indetta dal Papa per
l’Italia in preparazione al Giubileo del 2.000.
Vieni anche tu a supplicare il Signore, per
intercessione della Regina della Pace, per il
ritorno alla vera fede e alla pace dei cuori nella
nostra Nazione e per rinnovare la consacrazio-
ne dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria, in
vista del Suo trionfo. E’ necessario comunica-
re la propria adesione alla parrocchia di
S.Agostino (Civitavecchia), 0766-560185
(Manlio do MO).
Valido sussidio “Le 7 Novene per l’Italia”,
ed. Ancilla, C.P. 228, 31015 Coneliano TV, tel.
0438-61801, 0337-502951.
* Sia lodato Gesù e Maria!
Oggi e sempre!
(è il saluto di S.Alfonso,
l'autore delle Glorie di Maria, che ricordiamo
nel trecentesimo anniversario della nascita).
La Madonnina, dopo il sequestro, portata in Chiesa dal Vescovo
trico, idrico e degli infissi. Se
desideri collaborare, puoi mette-
re a disposizione materiale per
l’edilizia, oppure dare la tua of-
ferta ad: Assoc. Regina della Pace,
via Anfossi 2, 20135 MI, ccp
36957207 (validi anche i bollettini
di ccp 20403218 in circolazione).
Per informazioni: Mario Osella,
tel-fax 02-5450681; Giancarlo
Rovati: 030-902733; 0337-
411728, fax 030-902444
(M.O.)
Festival dei giovani
- Que-
st’anno sarà il settimo, si terrà dal
31 luglio al 6 agosto e avrà come
tema “Dalle tenebre alla luce”.
Eccone in breve il programma:
Mercoledì 31 luglio: Ritrovo e S.Messa
serale; 1 agosto: Le tenebre in noi e attorno a
noi; 2 agosto: La luce si presenta, processione
serale con il SS.Sacramento; 3 agosto: Incon-
tro con la luce, confessioni, (rappresentazione
serale “Dalle tenebre alla luce”, storie di gio-
vani nella droga della Comunità Cenacolo); 4
agosto
: Sia la luce nel mondo (Festival di
canzoni mariane); 5 agosto: Maria Madre
della luce; 6 agosto all’alba: Krizevac, il sole
nasce nel mondo attraverso di me.
Tra i relatori: Sr Elvira, Jean Plivar, Don
Cosimo, Fra Jozo Zovko, Sr Briege McKenna,
i veggenti, il gen. Philip Morillon e altri.
L’incontro sarà guidato da Fra Slavko
Barbaric’.
Si raccomanda ai partecipanti di portare
le cuffie, una radio sintonizzata FM per le
traduzioni simultanee e la Bibbia. Chi deside-
ra partecipare con strumenti musicali classi-
ci, contatti il responsabile della musica al
Festival, Agostino, fax 387-88-642339; sarà
alloggiato nella Domus Pacis.
Per il Festival dei giovani (1-7 agosto),
VIAGGI-RUSCONI economici per i giovani a
Medj., con programma che comprende sosta a
Zara nell’andata e nel ritorno. E’ richiesta carta
d’identità valida per l’espatrio o passaporto
(controllare): Lecco, viale Dante 28. Tel 0341-
363077-284349; fax 0341-282466.
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La storia di Medjugorje:
è sempre Maria con i movimenti
spontanei a rinnovare la Chiesa
Stralciamo da un colloquio di P. Slavko
alcune profonde riflessioni che gli vengono
dall’aver vissuto a lungo l’esperienza di Medj.
... Qui ci sono stati degli uomini benedetti
che hanno diffuso dei messaggi in veste di
testimoni della fede, anche se non sono stati
chiamati dalla Chiesa a farlo, anzi ne sono stati
quasi ostacolati.
Dio avrebbe potuto scegliere per i suoi
piani una via più facilmente accetta alla gerar-
chia ecclesiastica. Invece si è deciso per questa
strada, per l’azione dalla base, senza cercare di
imporre la fede dall’alto; Dio tocca il cuore
degli uomini ed essi diventano suoi testimoni:
si sviluppano forze alle quali non si possono
imporre limiti, né mediante l’azione dello sta-
to, né mediante quella della Chiesa. Dio si
mostra paziente, quando l’uomo da tempo ha
perso la sua pazienza... Qui a Medj. sono stati
affrontati argomenti che la Chiesa da decenni
teme di affrontare, p. es. il digiuno! Molte
persone hanno trovato qui a Medgjugorje la
strada che conduce al Vangelo!
C’è un Monastero di Clarisse in Italia dove
dodici giovani sono entrate dopo aver visitato
Medj.. Alla domanda, posta loro singolarmen-
te dal Vescovo di Ancona, come reagirebbero
se la Chiesa non dovesse riconoscere Medj.,
tutte hanno risposto allo stesso modo: “Per me
un tale problema non esiste, perchè io non
seguo Medj., ma Gesù Cristo”. Medj. rappre-
senta un momento di cambiamento, lì i singoli
imboccano la strada giusta e le comunità rico-
noscono la direzione in cui questa strada deve
svilupparsi. E’ la Madonna che chiama e poi
guida.
Qui c’è un potenziale di uomini non di
Chiesa, che all’improvviso si fanno coraggio,
sviluppano qualità di coordinamento e quindi
generano iniziative, prima considerate impos-
sibili. P. Slavko accenna alla grande conferen-
za di Miami (una tra le tante), dove i relatori
in gran parte non erano ecclesiastici. Per il
cambiamento avvenuto a Medj., questi si sono
mostrati responsabili; i sacerdoti li hanno se-
guiti, ma la guida è sempre stata nelle mani di
queste persone semplici. E gli stessi uomini di
Chiesa hanno ritrovato il loro vero compito:
non erano più soltanto delle guide, ma erano al
servizio degli uomini.
Sono stati i laici a rafforzare le basi di
Medj..All’inizio P. Jozo ha dovuto semplice-
mente riconoscere le apparizioni della Madon-
na ed Essa è stata subito accettata dalla comu-
nità parrocchiale. La polizia ha arrestato il
personale della parrocchia e bloccato la Chie-
sa, ma laici, testimoni e veggenti, hanno con-
tinuato a combattere e ad essi si sono uniti poi
i sacerdoti. All’inizio si è cercato di proteggere
i messaggi, poi di diffonderli. Ai sacerdoti poi
sono seguiti vescovi da numerosi paesi e ai
vescovi un giorno seguirà anche il Papa.
“... L’Europa si sta muovendo verso il
paganesimo -diceva il card. Ratzinger nel 1992-
e la Chiesa corre il pericolo di rimanere indie-
tro, come una vecchia struttura irrigidita. Al
fine di raggiungere il rinnovamento, a cui si sta
lavorando, sono necessari ‘movimenti’ e aiuti
di molti. In questi momenti più critici della
Chiesa, in cui il vecchio meccanismo arruggi-
nito non è riuscito a resistere al vortice della
decadenza, questi movimenti (e aggiungiamo
‘carismi’) sono stati il punto di partenza del
rinnovamento e della rinascita”.
Sia le attuali che le future aspirazioni alla
rinascita sono e saranno caratterizzate dallo
spirito mariano,
come lo furono nei secoli
passati. (E’ noto che i grandi fondatori di
ordini o restauratori della vita cristiana -citia-
mo solo S. Francesco e S. Domenico- hanno
sempre attribuito alla Madonna l’ispirazione e
la guida della loro opera. E la Vegine poi con
le sue apparizioni ha dato un forte impulso alla
vita cristiana in tempi e in luoghi dove c’era
pericolo che si spegnesse -ndr-).
Per rendere comprensibili anche i futuri
sviluppi occorre tornare al ruolo di Maria nei
primi anni del cristianesimo
. Il primo Vener-
dì Santo, quando il Figlio di Dio esalò lo
spirito, per i discepoli il mondo crollò. Tutti lo
hanno abbandonato
, dicono le Scritture, tran-
ne una Donna sotto la Croce. Solo questa
Donna è rimasta aggrappata tenacemente alla
Fede. Come si potrebbe altrimenti spiegare
che suo Figlio sul punto di morte Le affidasse
i suoi discepoli e quindi tutti gli uomini?.
Così Lei è rimasta il collante che ha tenuto
tutti insieme. Quando Gesù è salito al cielo,
Maria ha riunito tutti per la preghiera nel
cenacolo, come fa anche oggi nelle apparizio-
ni: Pregate, pregate molto. Così, contraria-
mente alla tesi rivelatasi errata, secondo la
quale Maria avrebbe trascorso i suoi ultimi
anni con Giovanni a Efeso, tutto fa pensare che
Maria dopo l’Ascensione di Gesù, sia vissuta
a Gerusalemme, dove poteva seguire lo svilup-
po della comunità cristiana perseguitata, fino
alla sua morte (ca. 50 d.C.).
E pur ritirata, ha retto all’assalto psicologi-
co di sacerdoti e scribi, che vedevano in Lei la
pietra dello scandalo, alla pari di suo Figlio.
Dopo la partenza di Pietro e degli altri disce-
poli, Lei è rimasta nella nuova comunità per
rendere testimonianza e rappresentare un se-
gnale di speranza per tutti. Ed è per questo che
viene da noi tutti così amata.
E’ difficile immaginarsi che Maria, la qua-
le ha lavorato per 20 anni alla costruzione della
giovane Chiesa, oggi non abbia più alcun ruolo
da svolgere, almeno in momenti difficili, per
far coraggio ai discepoli come ha fatto già
2mila anni fa. Per questo Ella afferma spesso
nei messaggi di Medj.: Sono con voi. Non siete
soli.
Maria è particolarmente vicina alla Chie-
sa perseguitata e agli uomini disperati. Dio mi
ha mandato tra voi per aiutarvi (25.01.96).
Ogni apparizione di Maria ha portato nella
storia della Chiesa un forte impulso di svilup-
po. Avanti dunque con Lei anche ora.
(Alfonso Sarrach -
da Glas Mira, testo ridot-
to e adattato)
Un grande artista conquistato
dalla bellezza di Maria
“Vorrei che venissero per primi
i sacerdoti alla scuola
della Regina della Pace”
Padre Slavko ha messo spesso in evidenza
l’opera di Carmelo Puzzolo, grande artista e
amico di Medj., nato a San Piero in Bagno -
FO-, 62 anni fa. Alla fine della guerra in
Bosnia, dopo una grave malattia, ha fatto
ritorno a Medj. non solo come pellegrino, ma
anche come specialista: ha passato una setti-
mana lavorando ed insegnando ad una venti-
na di giovani le tecniche della pittura.
P. Slavko gli ha posto alcune domande.
Ragioni di spazio ci impediscono di riferire per
esteso ciò che riguarda i suoi primi passi come
artista, “portato all’Accademia d’Arte di Fi-
renze per forza”, fino alla conoscenza del
grande Piero Annigoni, da cui “ho imparato
ciò che non si può imparare da soli: a comporre
affreschi. Poi ho cominciato a lavorare da solo.
Ora sono in pensione e mi occupo della mia
anima”. Dipinge soprattutto la natura e i pae-
saggi. Ha affrescato molte chiese in Italia, in
Florida, a Vienna e nel Lichtenstein la risurre-
zione di Lazzaro.
Gli è stato chiesto il suo pensiero sull’ar-
te - R. L’arte è un talento che viene da Dio. E’
compito dell’artista anzitutto vivere lui stesso
la bellezza del creato, innamorarsi della realtà
e aiutare gli altri a scoprirla e ad amarla...
“L’arte sacra poi è particolarmente esigen-
te. Ci si deve innamorare di Dio Creatore, è
necessario conoscere bene la Sacra Scrittura e
le vite dei santi; solo allora mettersi a produrre
qualche cosa. Son molti a meravigliarsi della
pazienza con cui io lavoro. La cosa mi riesce
normale perché sono innamorato del Creatore
e della creazione, e quando tu sei innamorato
non hai più problemi per la pazienza. Quando
raffiguro una natura morta, per me è autentica
glorificazione di Dio, come quando delineo la
croce o qualchecos’altro”.
D. Lei ha arricchito con la sua arte anche
questo luogo, soprattutto con le stazioni della
Via Crucis sul Krizevac, con i misteri del
rosario sul Podbrdo, con la statua di
S.Leopoldo accanto ai confessionali e le statue
della Madonna e di S.Elia a Tihaljina. Tutto
questo è un effetto di Medjugorje o di
qualchecos’altro?
R. Con Medjugorje è cominciata per me
un’altra vita. Lo so che sono molto cambiato,
ma so anche che debbo cambiare continua-
mente. Credo nelle apparizioni della Madre di
Dio, ma sono sempre in crisi; e quando ne
prendo coscienza, m’accorgo di non essere
cambiato a sufficienza. Venendo a Medj. mi ha
penetrato la sicurezza, ho percepito che Dio mi
guida ed è misericordia e perdono. Qui ho
riconosciuto che la Madonna è presente nella
mia vita.
Lavorando alla Via Crucis, ho voluto porre
in ogni stazione la figura della Madonna. Lei
doveva essere presente dappertutto, meno che
al Getsemani: se fosse stata presente lì, Gesù
non si sarebbe trovato in perfetta solitudine:
Lei certo non avrebbe dormito né sarebbe
fuggita. Qui la Madonna ci aiuta a trovare
immediatamente Gesù. La cosa per me è tanto
importante perché attraverso di Lei si scopre
l’amore vero, la tenerezza, la bontà. Prima di
Medj. la Madonna per me era tanto lontana. Mi
sembra che molti sacerdoti e fedeli da noi
cadano in uno strano sopore mortale perché
non avvertono la viva presenza di Maria. Così
restano lontani anche da Gesù.
D. Lei ha passato una settimana con i
nostri giovani insegnando loro a dipingere.
Com’è stata la sua esperienza con loro?
R. Son felice d’aver fondato questa scuola.
Son disposto a venire anche più avanti a lavo-
rare con loro per creare condizioni ed indirizzi
sempre migliori. Ho scoperto dei buoni talenti
e molto può essere fatto. Stamani son tornato
a guardare quello che hanno fatto e a dire il
vero è cosa buona (a parte che fumano molto:
in Italia c’è il divieto del fumo nei luoghi
pubblici e negli uffici).
E’ mio desiderio e mia volontà di aiutarvi
a scoprire, a sviluppare e ad accompagnare i
giovani talenti. Lo sento come mio dovere e lo
farò volentieri, perché a dire il vero amo la
nazione croata. In questo corso ho chiesto a
loro di avere risolutezza ed umiltà per saper
guardare la realtà sotto l’aspetto dell’immagi-
ne: la realtà è tanto ricca.
Riguardo all’arte moderna...
D. Qual è il suo pensiero sull’arte moder-
na?
Un giorno m’è stato detto che nuoto contro
corrente, quando si parla di arte. Ho risposto
che solo i pesci morti nuotano secondo la
corrente. Io sono vivo, e fare diversamente non
potrei. Nessuno riuscirà mai a convincermi
background image
che certe cose che oggi si fanno siano davvero
arte. Mi osservano che sono sulla strada di
quelli che erano contrari all’espressionismo,
mentre oggi sono tanto apprezzati. I critici
hanno parlato male dell’espressionismo, men-
tre oggi sono pronti a dir bene di tutto. Qui ho
i miei buoni dubbi. E’ troppo in gioco il
denaro, l’interesse. Alla morte di Picasso han
trovato intorno a 3000 opere non rese di pub-
blica ragione. E, per non perdere sul prezzo,
non l’hanno fatto sapere subito; ma ogni anno
hanno messo fuori qualche quadro in maniera
da poterlo vendere bene. Questa non è cosa
degna dell’arte.
E’ risaputo anche che Picasso, quando
qualcuno gli disse che i suoi disegni erano
belli, fece una smorfia, sorrise e indicò un
ritratto classico dicendo: “Questa è arte, il
resto lo faccio per divertimento e me la rido di
quelli che non riescono a capirci nulla”. Qual
è il suo commento?
Quando il prof. Tovarelli, di cui ero assi-
stente, si è ritirato, ero il primo in graduatoria:
potevo andare a Milano, ma ho scelto Urbino,
che mi era più vicina. Poi, due anni dopo, ho
lasciato tutto perchè non riuscivo ad accordar-
mi con l’arte moderna così scriteriata e ho
voluto insegnare ai giovani come si disegna.
Certo è facile tirare delle linee, spalmarle di
colori e affermare che “le cose bisogna saperle
intendere”: l’arte è ben altro.
D. Vuol dare qualche messaggio ai pelle-
grini?
R. La cosa più importante sarebbe che
fossero i sacerdoti a venire a Medj. a impa-
rare la pedagogia della Madonna per inse-
gnare al popolo.
I vescovi dovrebbero esorta-
re i sacerdoti a venire a questa scuola. Devono
i sacerdoti essere i primi testimoni. Raccoman-
derei a tutti di apprendere i messaggi e di
viverli. Difatti la Madonna c’insegna quel che
davvero è meglio.
D. Concludendo, cos’è per lei Medj.?
R. E’ qualcosa di eccelso, di bello, di
buono, di armonioso, pieno di bellezza e di
bontà. E’ un dono di Dio e materiata realtà del
suo splendore.
(da Glas Mira, febbraio 96 - trad. di D.
Remigio Carletti, Trieste)
Un giovane austriaco:
la vocazione è nata a Medj.
Grande sorpresa ha destato nel mondo
economico austriaco la rinuncia a un’eredità
miliardaria da parte di un giovane figlio di
nobile famiglia.
Georg Mayr Melnhof, di
Salisburgo, 27 anni, nono di dieci figli, laure-
ato a Vienna, dopo aver assunto la guida
dell’azienda paterna all’inizio del 1995, ha
deciso in settembre di entrare in seminario.
“Le cose sono andate così -riferiamo suc-
cintamente un’intervista del giovane-. Mi ero
recato a Medj. più volte dal 1982, ma solo nel
1987 ho avuto la mia vera conversione. Gua-
rito dopo mesi di malattia, in cui ho avuto
modo di riflettere sul messaggio, nonostante la
mia paura a stare con la gente, sono stato
chiamato a guidare a Medj. un gruppo di
giovani nella Pasqua di quell’anno. Un tuffo
nel vuoto, ma lì è iniziata la mia nuova vita.
In un mattino del 6 settembre dello stesso
anno, di nuovo pellegrino a Medj., sono stato
colpito da un passo della Bibbia: Nessuno
potrà mai essere mio discepolo se non rinun-
cerà a tutti i suoi beni (Lc 14,33)
. E nella
Messa ascoltata subito dopo in lingua tedesca,
una voce intensissima mi diceva di seguire
quella chiamata. Tornato a casa, comunicai a
mia madre il desiderio di diventare sacerdote
ed ella mi disse:”Preghiamo un anno per que-
sta tua decisione”; e così la mia vocazione
venne trascurata e vissi per sei anni ancora la
mia vecchia vita: studiai economia e non mi
pento di averlo fatto.
Ma quest’anno a luglio ho capito con chia-
rezza che a Medj. nell’89 ero stato veramente
chiamato. La mia vocazione era nata da Maria.
Come ha reagito la famiglia? Mia madre
non si meravigliò, perché da tempo era convin-
ta della mia chiamata. E quando lo scorso anno
decisi di prendere in mano l’azienda di fami-
glia, rimase stupita. Questo me lo ha detto
soltanto in un secondo momento.
Accettò questa decisione nel silenzio e
accompagnandola con le sue preghiere. Poi
ebbe la conferma di quello che aveva sempre
capito. Mio padre invece ebbe difficoltà ad
accettare la mia decisione, soprattutto perché
ero l’unico dei figli maschi a cui poter affidare
l’azienda. Ma sento ora che egli percepisce
sempre di più la benedizione di questa mia
scelta ed egli non desidera altro che i figli
seguano la loro strada per essere soddisfatti e
felici.
Come si trova ora in seminario? Sono
molto entusiasta dell’atmosfera che si respira
nel seminario di Salisburgo. Qui parte dei
giovani conosce molto bene Medj.. Per noi il
Rosario è qualcosa di naturale ed anche l’ado-
razione eucaristica. Cerchiamo di vivere i
messaggi di Maria. Non devo difendere Medj.
nel seminario! Quest’anno ad es. andiamo per
fine anno a Medj. e per me non è stato difficile
metter fuori un avviso e invitare anche gli altri
seminaristi a partecipare al pellegrinaggio.
Non ho incontrato nessuno che abbia det-
to: per amor del cielo! Ora abbiamo anche
qualcuno che è entusiasta di Medj. Constato
che le persone riconoscono i frutti positivi che
ne derivano e che entrano anche in seminario.
E’ una grande benedizione. Purtroppo non è
così in tutti i seminari austriaci.
Quali sono i suoi piani in futuro? Termi-
nare gli studi al più presto possibile, ma anche
soddisfare la volontà di Dio e fare molto di più.
Tante persone legate a Medj. mi chiedono di
dare degli impulsi sotto forma di relazioni e
serate di preghiera...Vi sono pochi sacerdoti
che sostengono pienamente i messaggi di Medj.
C’è ancora paura e molti aspettano che Medj.
venga approvata dalla Chiesa. Per me una cosa
è chiara: Medj. cambia profondamente le per-
sone...
Lei ritiene che i sacerdoti mariani siano
importanti oggi? Maria afferma: i sacerdoti
sono i miei amati figli. Capisco ora perché
Maria esorta tutti a pregare per i sacerdoti,
perché essi vengono oggigiorno attaccati vio-
lentemente. Molti sacerdoti hanno difficoltà
notevoli con Maria, ma poi penso: cos’è un
sacerdote senza Maria? senza quel profondo
legame con Lei? Anche la scelta di una vita in
cui vige il celibato, sarà per me più facile
grazie al mio profondo legame con Maria.
E riguardo al futuro della Chiesa? Nutro
grandi speranze. I tempi più difficili nella
storia della Chiesa sono stati sempre i momenti
di maggior gloria e benedizione. Questo lo
vediamo quando apriamo gli occhi al bene.
Riconosciamo che il Signore nei momenti
difficili interviene come mai in altri tempi, sia
attraverso Medj., sia attraverso movimenti di
rinnovamento.
Pensiamo solo a ciò che accade in Francia
con le giovani comunità: si tratta veramente di
una grande gioia ed è per questo che nutro
grandi speranze per il futuro della Chiesa,
perché essa poggia sulla roccia e la parola di
Dio dura in eterno. Il Signore dice: non preoc-
cupatevi, anche riguardo alla Chiesa. Vi sono
tante cose da fare, tante cose belle; ed è vera-
mente un peccato pensare solo alle cose brutte.
Dovremmo parlare giorno e notte dei miracoli,
che oggi esistono nella Chiesa e che sono più
grandi che mai...
(da Medj. un invito alla
preghiera, n.26, XX Settembre 138, Tocco da
Casauria, PE).
Vicka a Roma
- Vicka, da buona sama-
ritana, è venuta a Roma per accompagnare
suor Cornelia che doveva sottoporsi ad un
delicato intervento agli occhi, ed è rimasta
dall’8 al 13 giugno. Nella parrocchia del
SS.Redentore il gruppo Maria ha organizzato
un incontro nel quale la Madonna è apparsa
alla veggente, che ha poi riferito: “La Madon-
na è venuta gioiosa. Prima di tutto ci ha salutati
con «Sia lodato Gesù Cristo». Poi, durante la
preghiera io ho raccomandato tutti voi,
presentandoLe anche l’elenco dei partecipanti
all’ora di adorazione promossa dal Centro
Maria
(complessivamente 538mila ore).
Ella ha continuato dicendo:«Cari figli, avrei
tante cose da dirvi, però non posso dirle ora
perché siete ancora lontani dal vivere i miei
messaggi. Desidero che rinnoviate la pratica
dei messaggi che vi ho dati finora: così potrò
dirvi qualcosa di nuovo». Ha pregato su di noi
dicendo:«Vi benedico con una benedizione
materna particolare da portare alle vostre fa-
miglie». Poi ci ha salutato con il solito «andate
nella pace del Signore» (Centro Maria)
I LETTORI SCRIVONO
Molti lettori da vari paesi lamentano nelle
loro Chiese mondanizzazione nei riti, mancan-
za delle norme comuni nella Messa, la “profa-
nazione” dell’Eucarestia, ricevuta volgarmen-
te sulle mani, il passar sopra ai comandamenti
di Dio come regole solo negative, la negazione
dell’inferno ecc..
Rispondiamo per tutti: Gesù ha detto: “è
necessario che vengano gli scandali” e quanti
ne vengono! Ma noi dobbiamo essere corazzati
di fede e di amore a Dio e alle anime, pregando
il Padre: Perdona loro perché non sanno quel-
lo che fanno. La Scrittura ci avverte che ver-
ranno tempi in cui gli uomini non sosterranno
più la sana dottrina, ma si creeranno una folla
di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando
di dare ascolto alla verità per volgersi alle
favole (2Tim 4,3). Le profanazioni di cui si
parla, vogliono dire che non c’è più il senso del
Mistero di Dio, della sua trascendenza, della
sua Rivelazione e del potere che Gesù ha
lasciato alla Chiesa: Chi ascolta voi ascolta
Me! Essi ascoltano solo se stessi.
Dobbiamo stare sottomessi alle regole del-
la Chiesa, la quale è sempre ispirata ed equi-
librata, anche quando apporta modifiche in ciò
che è esteriore e marginale, adattandosi alle
condizioni mutevoli dei tempi, pur restando
fedele nello Spirito; ma rimane ferma in ciò
che è sostanziale e immutabile nella fede e
nella tradizione cristiana.
Sia chiaro che le Messe non sono pasti
conviviali, ma il mistero della presenza di Gesù
e del sacrificio che Egli ha lasciato alla Chie-
sa. E' risaputo che, dal come viene celebrata la
Messa, si misura la fede e la vita del sacerdote
e della comunità. In presenza di queste
sconcezze, noi dobbiamo soffrire “come il giu-
sto Lot, tormentato dalla perversa condotta di
gente senza legge” (2Pt 2,7-10) e tenerci
aggrappati al “Deposito della fede”; ma non
mostrare arrendevolezza. Per esempio evitare
di partecipare a queste “Messe” che offendono
la vostra coscienza; se non si può andare
altrove, “fare di necessità virtù”. Rimaniamo
uniti alla Chiesa, colonna della fede.
* Il capo del governo italiano, Romano
Prodi, dopo la Messa e Comunione di tutte le
feste con la sua famiglia, ha reso omaggio alla
Madonna di S.Luca, seguendo, confuso tra la
folla, la processione stracittadina di maggio da
Bologna al Santuario che domina la città.
background image
Resp.Ing.A. Lanzani-Tip. DIPRO(Roncade TV).
INTERNET: http://www.eclipse.it/medjugorje
la Madonna ha chiesto di organizzare gli eser-
cizi spirituali di uno o più giorni, di andare nella
natura per svolgere dei temi di spiritualità.
Ecco le regole per i gruppi di preghiera di
Medj. che possono essere tratte dai messaggi:
1. rinunciare a tutto e abbandonarsi comple-
tamente a Dio, credendo che tutto ciò che
accade si trasformi in bene; 2. invitare i giovani
a partecipare ai gruppi di preghiera; 3. rinuncia-
re ad ogni paura ed angoscia perché essendo
abbandonati a Dio, non c’è più posto per nessu-
na paura; 4. amare i nemici e cacciar fuori dal
cuore ogni odio, amarezza e condanna; 5. digiu-
nare due volte alla settimana; 6. partecipare al
gruppo almeno una volta alla settimana; 7.
decidersi di pregare 3 ore al giorno, le pre-
ghiere del mattino e della sera comprese, parte-
cipare alla S.Messa, ricevere la comunione, fare
adorazione e mantenere lo spirito di preghiera
durante i lavori quotidiani; 8. pregare per i
vescovi e per tutti coloro che hanno delle re-
sponsabilità nella Chiesa; 9. decidersi di rima-
nere nel gruppo di preghiera per 4 anni,
usufruendo di questo tempo per la maturazione
personale e non prendere nessuna nuova e
basilare decisione per la propria vita; 10. ogni
gruppo deve avere un sacerdote.
Tramite Jelena, il 25 aprile 1983 la Madon-
na ha dato il seguente messaggio: “Dì ai miei
figli e figlie che il mio cuore arde per loro. Io
chiedo soltanto conversione, soltanto conver-
sione”...
(Dalla relazione svolta da P.Slavko al
Convegno di Tucepi: 19 marzo ’96)
Quello che la Madonna
ha chiesto al primo gruppo (2)
6. Due pericoli - I gruppi di preghiera
mariani si possono riconoscere facilmente, gra-
zie al loro comportamento nei confronti della
comunità parrocchiale. E’ chiaro che il gruppo
di preghiera non è il supervisore liturgico-
pastorale delle attività parrocchiali. Spesso ci
sono difficoltà nell’entrare in comunicazione
con chi lavora nella parrocchia e con i sacerdoti,
che caso non raro, fanno resistenza; talvolta non
accettano i gruppi di preghiera in genere e,
soprattutto, quelli nati come frutto di Medj..
Se non si sta ben attenti, nei gruppi si
sviluppa uno spirito negativo e pieno di criti-
ca
verso tutto ciò che il parroco fa e, di conse-
guenza, si provoca un distacco e un essere ai
margini dove esiste il pericolo di essere persino
esclusi dalla comunità parrocchiale. Qui non
voglio entrare nella problematica del rapporto
tra la comunità parrocchiale ed il gruppo di
preghiera, ma certamente desidero sottolineare
che il gruppo di preghiera di spiritualità mariana,
assolutamente non deve lasciarsi provocare da
nulla e non deve lasciarsi spingere ai margini,
con il rischio di perdere la sua identità o di
avvicinarsi alle sètte, diventando alla fine dan-
noso sia alla comunità parrocchiale sia al grup-
po stesso.
Il secondo pericolo che s’incontra spesso, è
che talvolta regni in essi un’atmosfera
apocalittica e catastrofica
. Succede che chi
partecipa sappia tutto sugli avvenimenti futuri,
sulle catastrofi, sui cataclismi e di conseguenza
diffonda lo spirito di paura e d’angoscia. Questa
loro “conoscenza” viene sempre alimentata da
una ricerca affannosa di quelle persone che
trasmettono messaggi di questo genere. Succe-
de facilmente, che questi stessi gruppi sappiano
molto di più di quello che Gesù ci ha detto nel
Vangelo a proposito degli avvenimenti futuri.
L’esistenza di “segreti” che vengono trasfor-
mati con la fantasia, spesso malata, in notizie
sicure sul futuro, contribuisce ad alimentare
questo spirito apocalittico e catastrofico. Né il
primo né il secondo caso che abbiamo descritto,
qualora il gruppo si lasciasse coinvolgere, si
addice allo spirito mariano.
Maria è Madre e una madre non diffonde
mai la paura e l’angoscia tra i figli; al contrario
Lei educa per la pace e per la fiducia.
Il gruppo di preghiera deve essere il cuore
e l’anima di ogni comunità parrocchiale, oltre
che a essere legato al parroco ed alle persone
che collaborano in parrocchia. I gruppi mariani
sviluppano un’attività materna nella parroc-
chia. Dal loro fervore nascono nuovi fedeli
convinti, le famiglie si rinnovano e proteggono
i figli, la gioventù si educa, le vocazioni spiri-
tuali sono coltivate, le attività sia liturgico-
pastorale, sia di assistenza agli anziani, inabili,
emarginati, carcerati si sviluppano in ogni sen-
so. Lo spirito ed il cuore materno conoscono le
necessità dei propri figli e reagiscono senza
stancarsi e senza sosta a queste necessità, che
sono al di là di ogni legge e di ogni disposizione.
Questi gruppi, senza dubbio, porteranno alla
Chiesa d’oggi un vero rinnovamento della vita
cristiana e ne mostreranno il vero volto che
rischia di essere trasfigurato!
7. Se facciamo un riassunto di ciò che
sappiamo che la Madonna ha chiesto ai gruppi
di preghiera, si può dire che la prima cosa è il
decidersi radicalmente per la preghiera quoti-
diana, il partecipare alla S.Messa, il confessarsi
ogni mese, il diventare un vero testimone e
l’essere attivi nella parrocchia. Prima di un
Natale la Vergine ha chiesto al gruppo di fare
un’opera di bene. Allora i giovani hanno aiutato
i vecchi, sono andati a trovare gli ammalati e
gl’infermi, hanno aiutato a riparare le case delle
famiglie povere, hanno preparato la legna per
l’inverno e così via. A livello spirituale, oltre
agli incontri di preghiera durante la settimana,
EDIZIONI ESTERE
Inglese: Echo of Mary, cas.post.27,I- 31030
Bessica Treviso. Francese: Echo de Marie, 18 Allée
Thévenot, F-39100 Dole. (Francia) Tedesco: Echo
Mariens, Cas. Post. 149, I-46100 Mantova, fax
0376-245075. Spagnolo: Eco de Medj., cas. post
149, I-46100 Mantova; Catalano: Amics de Medj.,
c.Carme 11 baixos E-08700 Igualada-Catalogna;
Portoghese: a) Gilberto Correia, rua de Brito 24,
4915 Vila Praia de Ancora, tel. 911181 (Portogallo);
b) Servos da Rainha, Caixa p. 02576, 70279-970
Brasilia DF (Brasile); Olandese Int. Medj. Comité
afd. Nederland-Belgie, Misericordeplein 12C, 6211
XK Maastricht (Olanda); Polacco: Czeslawa Mi-
rkiewicz ul.I.Krasickiego 21a/3, PL30-515,- Krakow-
Podgorze. (Polonia); Russo: Dom Marii, Ul
Remisova 5, 121002 Moscow (Russia), fax 007095-
2415901; Ungherese: Fraternitas, 1399 Budapest,
P.F. 701/85, Hongrie, fax 36-11329001; Rumeno:
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L.1p.10.Lac Albania, tel.Fax. 22442. Greco: Sr.
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15341 Athenes.
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Caressaa, CH-6862 Rancate 091/6463469(Versa-
menti: Banca Raiffeisen, Eco di Medj.,CH-6862
Rancate, cc.69-1079-0). In Spagna: José L. Lopez
de S. Roman, Ap. 246, Palencia (Spagna). In
USA:Joanne Clark, 17503 Applewood Ln Rockvil-
le, Maryland 20855; Peter Miller, P.O.Box 2720-
230, Huntington Beach CA 92647, Ph 714-3740530
Fax 714-3749490 In Canada: Arts o Graph, N.D.,
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7215831, t.514-7212251 (riproduce Eco inglese e
francese); Giuseppe Bozzo, 8324 Nicolas Leblanc,
Montreal Que H1E 3W5, 648-3420. In Australia:
(tutte le lingue) Medjugorje Sentinel, P.O.Box 746,
Pennant Hills, NSW 2120, fax 02-980-7806.
* Viaggi a Medjugorje - Con il ritorno alla
normalità dopo gli anni di guerra, va continuamen-
te crescendo anche il numero dei pellegrini, che
giungono da ogni parte del mondo: per via aerea
con scalo a Spalato, dai paesi più lontani; per via
mare
con i traghetti Ancona-Spalato (tel 071-
202217;55218; fax 071-202618) e successivo viag-
gio in pullman fino a Medj.. Per via terra le strade
sono facilmente percorribili sia sulla costa fino a
Makarska, più tratto interno, sia attraverso la
Krajina, da Senj a Knin.
Il solito pullman giornaliero parte alle 18
vicino alla Stazione ferroviaria di Trieste con
arrivo a Medj. alle 08 del mattino successivo;
riparte sempre alle 18 da Medj. con arrivo a TS alle
08 (tel 040-425001; £ 120mila a/r).
>>(da pag. 1) prodotto in lui qualche cosa.
Si può pregare per adempiere a un dovere e si
può pregare per cercare Dio. Chi prega solo
per il dovere, o è già stanco o si stancherà ben
presto. Pregare è cercare Dio per essere con
Lui. Aprirci alla preghiera significa anche
aprirci ai mezzi che ci aiutano a incontrare il
Signore; ma solo lo Spirito Santo ci può
aiutare.
Che i vostri cuori diventino di carne e
non di pietra. E’ la promessa della Scrittura:
prenderò il vostro cuore di pietra e vi darò un
cuore di carne (Ez 36,26).
[Ma Lei dice per-
ché non diventino di pietra:
difatti se non si fa
tesoro delle grazie ricevute, il cuore si può
indurire, come quello di Faraone o degli op-
positori di Gesù]. E’ un invito a guardare
dentro al nostro cuore, se ci sono sentimenti o
dipendenze cattive, invidie, gelosie, orgoglio
che lo induriscono. Il cuore di carne è quello
aperto al bene. La Madonna ci dà una grande
consegna: lavorare il nostro cuore per cam-
biarlo, -come voi lavorate i vostro campi,
aveva detto: il che significa lotta radicale
contro il male, sradicare tutto quello che non
va, creare lo spazio per il bene.
Alla fine dice il solito grazie; ma questa
volta aggiunge: perché avete deciso di cam-
minare verso la santità:
suppone quindi che
ci siamo già decisi per questo cammino, tanto
lo desidera oppure incita la nostra volontà. E
siccome Lei è santa fin dall’inizio, ci invita a
camminare con Lei verso la santità. E’ un
invito a consacrarci interamente al suo Cuore
Immacolato.
(dal commento di P.Slavko, con adattamenti).
ULTIME - Il ritiro completo dei Serbi
dalla Slavonia Orientale (Vukovar), con il suo
ritorno definitivo alla Croazia, è stato firmato
proprio il 25 giugno 96. Nel 10^ anniversario
delle apparizioni è iniziata la guerra; nel 15^,
capitolo chiuso, grazie alla Regina della Pace.
Festival della musica Medj.96 per onora-
re l’anniversario, il 21 giugno, con la Messa
“De tempore in aevum” di Flavio Colusso, la
partecipazione del tenore Jose Carreras e della
soprano Cecilia Gasdia. Spettacolo di amore e
di speranza, a cui hanno partecipato 12 paesi
con 144 cori e 5mila persone presenti. Presenti
anche il presidente Tudjman e il Corpo Diplo-
matico di Croazia e Bosnia. (J.P.)
15^ Anniversario
- Festa grandiosa
con 3 Vescovi presenti: 2 effettivi dall’Uganda,
1 dall’Australia. 200 Sacerdoti hanno con-
celebrato alla vigilia, 250 nella festa. Erano
presenti gruppi da tutto il mondo: dalla Nuova
Zelanda al Canada, dalle Isole Réunion al
Madagascar; un grande gruppo dal Brasile, 40
pullmans di cechi, 5 o 6 dalla Romania e
dall’Ungheria. Si calcolano 20mila persone
alla vigilia, circa 30-35mila alla festa.
Né agli inizi, né tanto meno negli anni di
guerra si poteva immaginare quello che sta
accadendo ora. Quanta preghiera, quante con-
fessioni! E’ impossibile trasmettere a parole
ciò che abbiamo vissuto qui. Nella notte una
vera fiumana di gente è salita sul Podbrdo per
l'appuntamento di preghiera del martedì con
Ivan.
Rispondiamo anche noi all’invito di Ma-
ria, aprendoci a Lei, decidendoci per la pre-
ghiera, e per la conversione, per avere così un
cuore di carne e non di pietra. Per questo
riceviamo la Sua benedizione materna che ci
accompagni per questa estate. Nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Villanova M., 26.06.96