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www.medjugorje.ws » Eco di Maria Regina della Pace » Eco di Maria Regina della Pace 136 (Novembre-Dicembre 1997)

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Eco di Maria
Regina della Pace 136

 

 

Novembre - dicembre 1997

 


Messaggio di Maria del 25 settembre 1997:

Cari figli, oggi vi invito a comprendere che senza amore non potete capire che Dio deve essere al primo posto nella nostra vita. Per questo, figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano ma con l'Amore di Dio, così la vostra vita sarà più bella e disinteressata; capirete che Dio si dona a voi per amore nel modo più semplice.
Figlioli, per poter capire le mie parole, che vi do per amore, pregate, pregate, pregate; e potrete accettare gli altri con amore e perdonare a tutti coloro che vi hanno fatto del male. Ricambiate con la preghiera; la preghiera è il frutto dell'amore verso Dio Creatore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Amare non con amore umano ma con l'Amore di Dio

Seguiamo il filo logico di questo messaggio così profondo, nel quale Maria ci propone l'essenziale della vita dei discepoli di Gesù: Da questo vi riconosceranno come miei se vi amerete gli uni gli altri (Giov 13,35).
1. Per togliere ogni equivoco dalla nostra vita cristiana, la Madonna vuole che partiamo dalla vera conoscenza di Dio, perché è facile costruirci un Dio su misura e credere così di essere religiosi. Conoscere Dio vuol dire dargli il primo posto nella vita e sottometterci pienamente a Lui. Chi dice di conoscere Dio e non osserva i suoi comandi, è bugiardo (1Giov 2,4). Ma questo lo capisce solo chi ama: Chiunque ama conosce Dio, chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore (cf 1Giov 4,7-8).
E' vano quindi anche pregare e fare tante pratiche religiose se non si ama: Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità... non sono nulla (1Cor 13). Se qualcuno pensa di essere religioso e non frena la sua lingua, la sua religione è vana (Giac 1,26). Ma vano è pretendere di amare se non si prega, cioè se non diamo a Dio il primo posto; perché è nella preghiera che capiamo l'amore di Dio e che se Dio ci ha amato così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri (1Giov 4).
2. Subito la Madonna precisa di quale amore si tratta: amare Dio non con amore umano, ma con l'amore di Dio: il che vuol dire amare gli altri come li ama Dio e come Dio ci dà la forza di amarli. (mess. 20.11.'86). La Madonna dunque, senza mezze misure, ci richiama all'amore, come ce lo comanda Gesù nel suo testamento: Che vi amiate gli uni gli altri "come Io ho amato voi" (Giov 15,12). Proprio così. E ce ne mostra anche gli effetti: la vostra vita sarà più bella e disinteressata. L'amore trova la sua gioia nell'amare, cioè nel cercare per gli altri il vero bene e renderli felici: amor sibi ipsi praemium (l'amore è già premio a se stesso).
3. Se poi amate come ama Dio, proverete come Egli si dona in modo semplice, senza alcun nostro merito. L'amore di Dio è gratuito, a differenza dell'amore umano che aspetta il contraccambio; è senza limiti e mutamenti, mentre il nostro è in balia degli istinti più disparati, come la possessività, la gelosia, la rivalità, la stanchezza e i cambiamenti di umore. Allora, per amare, non guarderemo alla simpatia o ai meriti altrui, perché Dio non fa così e noi non abbiamo diritto di fare diversamente.
Egli ama ciascuno di noi come la pupilla degli occhi, anche se siamo tanto brutti. Il voler bene, che è proprio di Dio e che nella Bibbia è detto agape, è il dono di sé verso l'oggetto amato, con tenacia di fedeltà, che esclude la volubilità del sentimento. Così ama Dio, senza preferenza di persone, non per interesse proprio, ma per effondersi, per donarsi, per accrescere le sue creature, per volere in una parola il loro vero bene.
4. Ma non possiamo capire le parole di Maria, se non preghiamo, se non permettiamo a Dio di illuminarci sulla profondità di questa vita di amore. Ecco allora il richiamo: pregate, pregate, pregate. Allora avremo lo Spirito di Dio per accettare gli altri come Lui li accetta e perdonare a tutti quelli che ci hanno fatto del male. Li contraccambieremo con la preghiera, come Gesù sulla Croce: Perdona loro... Allora non ci lasceremo vincere dal male, ma vinceremo col bene il male (Rom 12,21).
5. La preghiera poi non è soltanto aiuto a capire l'amore di Dio, ma anche il frutto del nostro amore verso Dio, concretizzato nella scelta della sua volontà. Quando infatti amiamo Dio Creatore, facendo la sua volontà, siamo portati a un rapporto intimo, di rendimento di grazie, di amicizia, di collaborazione con il Creatore. La preghiera del cuore scaturisce spontanea da questo rapporto, all'opposto di quella farisaica che è un dovere che ci gratifica ed è espressione della soddisfazione di noi stessi. Rinnoviamo dunque il nostro impegno a pregare e ad amare, se è un po' scaduto. d.A


Messaggio di Maria del 25 ottobre 1997:

Cari figli, oggi sono con voi e vi invito tutti a rinnovarvi vivendo i miei messaggi. Figlioli, che la preghiera sia per voi vita. Siate di esempio per gli altri.
Figlioli! desidero che diventiate portatori della pace e della gioia di Dio nel mondo di oggi senza pace. Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate. Io sono con voi e vi benedico con la pace materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Pregare e portare
la pace e la gioia di Dio

Oggi sono con voi, come il primo giorno. La presenza di Maria tra noi ci rende vicino il cielo ed è uno stimolo e un richiamo che non ci permette di dormire o di intorpidirci. Questo messaggio è contro la mediocrità, la stanchezza spirituale, il lasciarci trascinare senza slancio né gioia. Rinnovarci vuol dire convertirci ogni giorno; e la nostra conversione si misura dal come viviamo i messaggi. Non puoi dire di rinnovarti se trascuri la preghiera del cuore, il Rosario, se non perdoni, se non trovi il tempo per la Parola di Dio, per la Messa, per la confessione.
La preghiera, che è il messaggio principale di Maria, sia per voi vita. Vivere significa camminare alla presenza di Dio (Gen 17,1) e quindi cercare in ogni modo di piacergli, soprattutto con il togliere decisamente ogni ombra di peccato. La preghiera dell'abitudine, o quella sentita come puro dovere, rimane fuori dalla vita, non la trasforma. La preghiera del cuore invece è espressione di amore che si traduce nel vivere secondo Dio e nel servire i fratelli. Così quello che fai, non parte più dal tuo io, da sentimenti carnali, dal tuo istinto, ma dal desiderio di compiere la volontà del Padre e portare a compimento l'opera sua (cf Gv 4,34).
Non solo. Pregare col cuore è lasciare l'iniziativa a Dio su di noi, perché costruisca in noi l'uomo nuovo e si possa servire di noi per la sua opera, con il nostro continuo rendimento di grazie e l'accettazione anche di tutto ciò che è più duro o doloroso; in una parola aspettare e accogliere tutto da Dio, in totale dipendenza come i bambini.
Siate di esempio per gli altri. Se viviamo così, gli altri si accorgeranno che in noi c'è qualcosa di nuovo. Maria è venuta ad insegnarci la via sicura, facile, breve, perfetta per andare a Dio (Montfort 152) perché tutti gli uomini, nel caos di oggi, Lo trovino. Ella chiede che la realizziamo noi, perché gli altri la possano scoprire ed amare attraverso noi: Non posso far nulla senza di voi!
Così saremo portatori della pace e della gioia di Dio. Nell'ultimo messaggio aveva parlato dell'amore di Dio e non umano; ora della pace e della gioia di Dio (e non solo umana). Non si tratta quindi di soddisfazioni umane, di cose piacevoli che cerchiamo di procurarci, e nemmeno dell'aria di festosità esteriore che noi creiamo anche nelle nostre Chiese -e la gente rimane come prima-; ma della pace e della gioia che viene dal di dentro, dalla comunione con Dio, "dall'amicizia con Lui che nessuna tempesta può distruggere" (25.06.97). Nemmeno le istruzioni, gli aggiornamenti, le iniziative, l'attivismo gratificante che scimmiotta il mondo, non valgono a dare gioia e pace. Se non si prega, non c'è la gioia di Dio che contagia i cuori, non si conosce Dio. Il Regno di Dio è giustizia, gioia e pace nello Spirito Santo (Rom 14,17).
Per questo pregate, pregate, pregate (è già due volte di seguito che ripete questo triplice invito!), cioè pregate senza stancarvi (Lc 18,1) fino a che il vostro respiro non diventi preghiera. Impara dal cieco che grida: Gesù, figlio di Davide abbi pietà di me; e lo grida ancor più forte quando la folla lo zittisce (cf Mc 10,47...). Senza la preghiera ti illudi di essere vivo ma sei morto, di essere ricco ma sei miserabile, di vederci e sei cieco. Per chi non prega questo linguaggio è incomprensibile: pregare è perdere tempo; che vale è il fare!
Questa critica non l'hanno risparmiata nemmeno a madre Teresa. Oltre all'unanime e trionfale riconoscimento, c'erano contro di lei forti critiche e ora è stato scritto anche un libro per demolirla. Perché? "Con tutta quella preghiera fa perdere tempo alle suore, mentre i malati hanno bisogno...; poteva fare di più per combattere le cause della povertà nel mondo". In realtà la preghiera dava loro la forza di comunicare ai malati una pace che valeva più di tutte le medicine. E lei rispondeva: "Mentre si continua a discutere sulle cause della povertà, io mi inginocchierò vicino ai più poveri tra i poveri, i quali non hanno bisogno di dibattiti e di teorie, ma di amore...".
La Madonna non teme di ripete la cosa più importante: pregate! Lei è con noi e ci benedice con la sua pace, cioè il frutto eterno della sua preghiera.

d.A.


Il Papa a Rio: un'inversione
di rotta per la famiglia, patrimonio dell'umanità!

Ancora una volta, nel 2° incontro mondiale sulla famiglia tenuto a Rio de Janeiro dal 3 al 5 ottobre, Giovanni Paolo II° ha gridato e ha usato parole forti e chiare per denunciare i mali che attentano alla famiglia. E una folla immensa ha accompagnato la sua visita (due milioni solo nella Messa di chiusura nel più bel parco di Rio sul mare). Egli si è rivolto a tutte le famiglie del mondo. Del resto il Brasile è uno specchio dell'umanità per le sue contraddizioni, sia religiose, sia economiche e sia sociali.
Davanti a 2.500 delegati del Congresso teologico pastorale, che ha introdotto il più ampio incontro mondiale delle famiglie, il Papa non ha lanciato solo generici inviti, ma un ammonimento per un'inversione di rotta, ribadendo come è attorno alla famiglia e alla vita "che si svolge oggi la lotta fondamentale della dignità dell'uomo... Oggi i nemici di Dio, più che attaccare frontalmente l'Autore del creato, preferiscono colpirlo nelle sue opere. Persona e famiglia procedono parallelamente nella stima e nel riconoscimento della propria dignità, così come negli attacchi di disgregazione. Chi attacca la famiglia, attacca l'uomo. Chi promuove la famiglia, promuove l'uomo".
Modelli di decadenza e coppia redenta - Nei suoi discorsi il S. Padre ha difeso la struttura naturale della famiglia, fondata sul sacramento del matrimonio, così come la Chiesa lo custodisce sulla base della Rivelazione divina: L'uomo si unirà a sua moglie (non a "una donna") e i due saranno una carne sola... Quello dunque che Dio ha congiunto l'uomo non separi (Mt 19,4-6). L'impegno alla fedeltà coniugale si accorda "sempre con la felicità, perché l'una non può esistere senza l'altra". Non è vero che la fedeltà è impossibile, non è vero che l'unica felicità è quella senza verità. Bisogna invece lottare per assicurare la felicità e il futuro della famiglia umana.
Il Papa non manca di rimproverare i regressivi modelli proposti dalla mentalità moderna, in cui "la comunione coniugale non viene riconosciuta né rispettata nei suoi elementi di uguaglianza della dignità degli sposi e di necessaria diversità e complementarietà sessuale. La stessa fedeltà coniugale e il rispetto per la verità sono sovvertiti da una cultura che non ammette la trascendenza dell'uomo creato a immagine e somiglianza di Dio".
Il matrimonio, elevato da Cristo all'ordine soprannaturale è un "modo di partecipare alla vita di Dio. L'uomo e la donna che credono in Cristo, che si uniscono come coniugi, possono da parte loro confessare: i nostri corpi sono redenti, è redenta l'unione coniugale. Si redime l'essere genitori, la maternità, la paternità e tutto ciò che porta con sé l'impronta della santità".
Gli stati riconoscano la famiglia come fondamento della società - Il Papa si è rivolto non solo ai credenti, ma anche alle istituzioni e agli organismi politici, dai quali dipende in buona parte il destino della famiglia, perché si riconosca la famiglia come un patrimonio dell'umanità. "Difendete le vostre famiglie come un dono prezioso e insostituibile, proteggetele con leggi giuste che combattano la miseria e la piaga della disoccupazione e che, al tempo stesso, permettano ai genitori di portare a termine la propria missione. Come possono i giovani creare una famiglia se non dispongono dei mezzi per mantenerla? La miseria distrugge la famiglia, impedisce l'accesso alla cultura e all'istituzione di base, corrompe i costumi e mina all'origine la salute dei giovani e degli adulti".
Negli interventi del Papa non c'è soltanto una difesa di ciò che resta della famiglia, ma un progetto di cambiamento per restituire alla società quell'armonia naturale che le consente uno sviluppo equilibrato. Le famiglie devono diventare protagoniste delle politiche che le riguardano direttamente e lo Stato non deve sostituirsi a loro, ma aiutarle a svolgere la loro funzione con iniziative fiscali ed economiche che vadano ben oltre le generiche politiche sociali. C'è sostanzialmente nella società moderna un problema culturale: non si crede che la famiglia sia davvero il fondamento della società. Ma qui a Rio, il Papa, è venuto a ribadire l'esatto contrario: la famiglia come fondamento della società!
Il popolo brasiliano ha fatto da cornice a tutto l'incontro fino a contagiare lo stesso Pontefice che sabato, al Maracanà, davanti alla folla che gremiva lo stadio più grande del mondo, ha detto scherzosamente: "Il Papa è carioca" e ha giocato col bastone alla Charlot. "Da quello stadio diventato quasi un'immensa cattedrale -ha riassunto il Papa nell'udienza dell'8 ottobre- è stato lanciato a tutto il mondo un messaggio di speranza, sostanziato di esperienze vissute: è possibile, gioioso, seppure impegnativo, vivere l'amore fedele, aperto alla vita: è possibile partecipare alla missione della Chiesa e alla costruzione della società".
Mirko

Il Papa fa eco a Maria

La Madonna aveva detto nel messaggio del 25 agosto: Invito tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose a recitare il Rosario e a insegnare agli altri a pregare. Il Rosario, figlioli, mi è particolarmente caro. Attraverso il Rosario mi aprite il vostro cuore e io posso aiutarvi.
Nel messaggio inviato al Vescovo di Fatima per l'80° anniversario delle apparizioni, il S.Padre ripete le stesse parole: "Carissimi fratelli e sorelle, recitate il Rosario tutti i giorni! Chiedo vivamente ai pastori di recitare e di insegnare a recitare il Rosario nelle loro comunità cristiane. Per il fedele e coraggioso adempimento dei doveri umani e cristiani, proprii della condizione di ognuno, aiutate il popolo di Dio a ritornare alla recita quotidiana del Rosario, questo dolce colloquio dei figli con la Madre, che hanno accolto nella loro casa (cf Giov 19,27)".

Maria unica speranza

Il Santo Padre dunque procede imperterrito sulla via di Maria e nelle udienze pubbliche non cessa, da molti mesi, di mettere in evidenza, in un crescendo di titoli e di funzioni, il posto della Vergine nella Chiesa e il ruolo che Dio le ha affidato per questo tempo. Egli l'ha sperimentato in se stesso: la sua vita non è un miracolo vivente di Maria?
Ecco come egli ce la presenta: 1. Maria, membro sovraeminente della Chiesa per la sua maternità fin dagli inizi (30 luglio); 2. Maria tipo e modello della Chiesa, perché figura visibile della sua realtà spirituale (6 agosto); 3. Modello della verginità della Chiesa (20 agosto); 4. Modello della santità della Chiesa (3 settembre); 5. Modello della Chiesa che prega (10 settembre); 6. Madre della Chiesa, a Lei è affidato il popolo di Dio (17 settembre); 7. Maria al nostro fianco come avvocata, ausiliatrice, soccorritrice (24 settembre); 8. Maria mediatrice con Cristo (1 ottobre); 9. Il culto mariano del popolo di Dio (15 ottobre); 10. L'onore reso a Maria conduce sempre all'adorazione di Dio (22 ottobre).
Una scelta che vuole accompagnare il cammino della Chiesa verso il terzo millennio, perché il Padre ha affidato a una Donna, come a Ester sua figura, la salvezza del suo popolo da un nemico che vuole annientarlo.

Natale: l'attesa della vita...

Siamo di nuovo in Avvento. I Profeti si sono alzati e tengono instancabilmente levate le loro braccia verso il cielo. Come gocce di miele stillerà la dolcezza dalle nubi. La rugiada brillerà nei campi e il Redentore scenderà in mezzo a noi fra canti di angeli. Poi, nel breve tempo tra Natale e Pasqua, ricorderemo la più grande rivoluzione di tutti i tempi: la crescita del dolce bambino di Betlemme sino a diventare il trentatreenne segno della contraddizione, che dobbiamo condividere.
Niente paura! In Avvento ascoltiamo anche la parola di Paolo: Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla... e la pace di Dio che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù (Fil 4,4-7).
Quante volte facciamo il contrario e sediamo sfiduciati nell'oscurità del peccato, della malattia o di disastri incombenti! Quante volte dimentichiamo che tutto questo dura solamente un tempo breve, un attimo, e che presto il Signore ritornerà portando con sé la sua pace. Chiudiamo dunque gli occhi davanti alle cose che sembrano grandi, ma sono piccole e saranno spazzate via come pula al vento. Inchiniamoci nell'attesa della salvezza: il Figlio stesso di Dio, infinitamente buono, che cammina davanti a noi nella povertà e nella rinuncia, guardando sempre al cielo con un sorriso.
Natale è la festa della grande nostalgia verso la parte migliore del nostro io, il bambino sincero e puro che è in noi, verso il cielo che invano cerchiamo sulla terra e verso la pace che esiste soltanto in cielo...

... e la strage degli innocenti

Ma quanti uomini e quante donne devono chinare il capo quando odono il dramma dei Santi Innocenti! Alle madri di Betlemme furono strappati i bambini dalle braccia. Alcune morirono perché la spada le trafisse per prime. Altre morirono perché il cuore di una madre si spezza facilmente quando vede morire suo figlio. Ma che cosa fanno oggi tantissimi coniugi? Non vogliono neppure udire il pianto del loro bambino. Acquistano prodotti per difendersi dal "peso dei figli" e sulle confezioni non è scritto onestamente e chiaramente: "Il piacere sì, le conseguenze no"! E milioni di altri imboccano la via dell'assassinio nascosto e uccidono o fanno uccidere ciò che ha già cominciato a vivere nel grembo materno.
Lo fanno per la loro "linea"? Perché non osano più, come una nave altera con il suo prezioso carico, farsi vedere tra la gente in quello stato benedetto? Lo fanno perché vogliono rimanere "le padrone del loro utero" e per questo uccidono il bambino indifeso che Dio ha loro affidato?
Lo fanno perché i loro mariti sono fannulloni, che le desiderano come amanti ma non vogliono saperne della loro maternità? Lo fanno perché non vogliono rinunciare al lusso dei privilegiati, benché il 90% dell'umanità debba rinunciare a molto di più di quel lusso? Lo fanno per paura dei dolori, delle preoccupazioni, delle responsabilità? Oppure lo fanno perché non credono più alla Provvidenza di Dio?
Ed eccole ora: sono alberi sterili, dei quali sta scritto che devono essere abbattuti. Fiori senza frutto, persone senza scopo, anime piene di infamia. E quando vengono i giorni in cui almeno la manina di un bambino potrebbe ancora consolarle, quando gli occhi di un bambino rimetterebbero tutto a posto, non potranno far altro che piangere per i piccoli ai quali hanno negato o tolto la vita...
Questo suona duro. Troppo duro per coloro che a causa della povertà, della disperazione o del panico, urtano contro la legge di Dio. Perciò ogni sforzo, ogni gesto, ogni carità fatta per favorire la nascita di queste vite, attraverso iniziative personali o Istituti a questo destinati, è opera sacrosanta in aiuto della vita.
Tutti possono partecipare a questo sforzo di fare della famiglia cristiana un rifugio per l'amore che possa irradiare di là su tutto il mondo.
Qualcuno mi ha chiesto se questi milioni di creature che vengono uccisi impunemente, appartengono alla schiera dei bambini di Betlemme non battezzati ma che, secondo l'insegnamento della Chiesa, sono stati santificati dal battesimo di sangue. Io non lo so. Ma se sono in cielo, prego Maria di organizzare in paradiso, per il 28 dicembre, festa degli innocenti, una manifestazione con il suo Divin Figlio e tutti i cori angelici, con i bambini uccisi a Betlemme e i milioni di bambini abortiti in tutti i tempi. Il punto culminante dovrebbe essere una supplica assordante, affinché Dio ordini a San Michele Arcangelo, Principe della milizia celeste, che, con il divino potere, ricacci nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a rovina delle anime. p. Werenfried
(Sappiamo che è diffuso, e non disapprovato dalla Chiesa, l'uso del "Battesimo dei bambini non nati" ciascuno nella fede lo può fare).


Catastrofi apocalittiche
o trionfo di Maria?

Siamo tutti impegnati a preparare il grande Giubileo del 2000, sulla scia del programma predisposto dal S.Padre. Questo dovrebbe essere il nostro massimo impegno. Sembra invece che tanti siano sul piede d'allarme, per ascoltare le sirene di sventura. Non mancano proprio sedicenti veggenti e carismatici che ricevono messaggi dal cielo, con l'annuncio di immani catastrofi, o addirittura di una "venuta intermedia" di Cristo, di cui la Bibbia non parla e che gli insegnamenti del Vaticano II indirettamente giudicano impossibile (si legga la Dei Verbum n.4).
Sembra di essere tornati ai tempi di Paolo, quando i Tessalonicesi, così convinti dell'immediato avverarsi della parusia, si agitavano di qua e di là, senza più combinare niente di buono; e l'apostolo è intervenuto decisamente: quando sarà lo sa Iddio; voi intanto lavorate in pace e chi non lavora neppure mangi. O sembra di rivivere i tempi degli anni '50, quando la gente si rivolgeva spaventata a p.Pio per chiedergli: "Sr.Lucia di Fatima ha detto di aprire il terzo segreto nel 1960. Che cosa avverrà dopo? Che cosa avverrà? E p.Pio si faceva serio e rispondeva: "Sapete che cosa avverrà dopo il 1960? Volete proprio saperlo?". Le persone si stringevano a lui con le orecchie tese. E p.Pio, serio serio: "Dopo il 1960 verrà il 1961".
Questo non significa che non succeda niente. Chi ha gli occhi, vede bene quello che è già successo e quello che tuttora sta succedendo nel mondo. Ma non avviene nulla di ciò che predicono i profeti di sciagure. Sfortunati loro poi quando, e sono stati i più noti e i più ascoltati, hanno azzardato una data: 1982, 1985, entro il 1990... Non è accaduto nulla di quanto predicevano, ma la gente non toglie loro la fiducia: "Quando? Sicuramente entro il 2000". Entro il 2000 è il nuovo cavallo vincente. Ricordo quello che mi fu riferito da persona molto vicina a Giovanni XXIII. Di fronte a tanti messaggi celesti che gli venivano riferiti, di cui molti diretti proprio a lui, ebbe a dire: "Mi sembra strano. Il Signore parla a tutti, ma a me, che sono il suo vicario, non dice nulla!".
Quello che posso raccomandare ai nostri lettori è di usare il buon senso. Non mi dispiace che cinque su sei ragazzi di Medjugorje si siano sposati e abbiano figli: non pare proprio che siano in attesa dell'apocalisse. Se poi guardiamo a quanto ci è stato detto ed è degno di fiducia, noto tre previsioni.
D.Bosco, nel famoso "sogno delle due colonne", prevedeva un trionfo di Maria superiore a quello di Lepanto. S.Massimiliano Kolbe diceva: "Vedrete la statua dell'Immacolata sulla cima del Cremlino". A Fatima la Madonna ha assicurato: "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà". In queste tre profezie non trovo nulla di apocalittico, ma solo motivi per aprire il cuore alla speranza che il Cielo ci venga in aiuto e ci salvi dal caos in cui siamo già immersi fino al collo: nella vita di fede, nella vita civile e politica, negli orrori che riempiono i titoli dei giornali, nella perdita di ogni valore.
Non dimentichiamo che le profezie di sventura sono sicuramente false. Invito perciò i nostri lettori a guardare in alto, a guardare al futuro con la fiducia che la Mamma Celeste ci sta aiutando. Ringraziamola fin d'ora e prepariamoci con ogni impegno alla celebrazione del Giubileo, seguendo serenamente le indicazioni date dal Papa, il quale parla sempre di una Nuova Pentecoste della Chiesa.d.Gabriele Amorth

Altre domande - Mi vengono proposte due domande, che vari lettori hanno inviato in seguito al mio articoletto pubblicato nel n° 133 di Eco. Cerco di rispondere nella brevità qui richiesta.
1. Che cosa vuol dire: "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà"?
Non c'è dubbio che si parla di un trionfo di Maria, ossia di una grande grazia da lei ottenuta a favore dell'umanità. Queste parole vengono illustrate dalle frasi che le seguono: la conversione della Russia e un periodo di pace per il mondo. Non credo sia possibile andare oltre, perché lo svolgimento dei fatti farà capire solo alla fine in che modo tali parole si attueranno. Non dimentichiamo che ciò che sta più a cuore alla Madonna è la conversione, la preghiera, che non si offenda più il Signore.
2. Se si conosce quando un profeta è vero e quando è falso soltanto dopo che si sono avverate o no le sue profezie, nel frattempo non bisogna credere a nessuno? Allora di tanti avvertimenti che leggiamo nella Bibbia stessa, ad opera di profeti, o di fatti preannunciati in varie apparizioni, che possono indurre al pentimento e farci evitare disastri, dobbiamo non tenerne conto? A che cosa servirebbero questi preavvisi del Cielo?

Il criterio suggerito dal Deuteronomio (18,21) corrisponde anche al criterio evangelico: dai frutti si conosce se una pianta è buona o cattiva (cf Lc 6,43-45). Ma allora non è proprio possibile capire qualcosa prima? Penso di sì, quando il messaggio proviene da una fonte di cui si è già provata la bontà, la credibilità, perché ha già dato quei frutti buoni in base ai quali si vede se una pianta è buona. Proprio la Bibbia ci presenta profeti, ben riconosciuti come tali (si pensi, ad esempio, a Mosé, a Elia), di cui ci si poteva fidare. E non dimentichiamo che il discernimento dei carismi spetta all'autorità ecclesiastica, come ha ricordato il Vaticano II (L.Gentium n.12).d.G.A.

Conclusione - Questa cultura apocalittica, che si impone oggi quasi come una rivelazione nella rivelazione, dimenticando che non si può togliere né aggiungere nulla alla Parola di Dio (cf Dent 4,2; Apoc 22,18), diffonde continui allarmi limitati a castighi terrestri, ma non genera conversioni, né favorisce la crescita delle anime in una ordinata vita di impegno cristiano. Essa attecchisce in persone che non hanno sicure basi dottrinali, oppure coltivano solo un'idea miracolistica della fede e rincorrono soluzioni extra-ordinarie e traumatiche dei mali odierni. Da questa cultura ci ha già messo in guardia Gesù stesso: Molti diranno: eccolo qui, eccolo là; non vi credete (Mt 24,23). Tenetevi pronti perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate! (Lc 12,40).
Queste previsioni catastrofiche sono in contrasto con il linguaggio della Chiesa, con la visione realistica ma serena del Papa e con i messaggi stessi di Medjugorje, sempre miranti al positivo! Anzi questi profeti di sventura, invece di rallegrarsi della clemenza e pazienza di Dio, che attende la conversione, sembrano dispiaciuti che non si realizzino, entro il tempo previsto, i mali minacciati. Come Giona, indispettito del perdono di Dio a Ninive, fino ad augurarsi la morte (Giona 3).
Ma il peggio è che queste pseudorivelazioni finiscono per oscurare l'autorità assoluta della Parola di Dio, quasi che gli "illuminati" fossero solo quelli che credono in esse, mentre quelli che le ignorano o non vi credono, sarebbero "all'oscuro di tutto". Ma la Parola di Dio ci ha già aperto gli occhi su tutto: Voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno (1 Tess 5,4-5). **

Il terzo segreto di Fatima - Il card. Ratzinger ha tagliato corto con tutte le illazioni fatte sul terzo segreto di Fatima nell'80° anniversario dell'ultima apparizione (13 ott.): "Sono tutte fantasie". Sullo stesso argomento l'anno scorso aveva detto: "La Vergine non fa sensazionalismo, non crea paure, non presenta visioni apocalittiche, ma guida gli uomini verso il Figlio" (vedi Eco 130 p.7).
Anche mons.Capovilla, segretario di Papa Giovanni XXIII, racconta su La Stampa del 20.10.97 come reagì Papa Giovanni nel 1960 davanti alle quattro paginette scritte a mano da suor Lucia, fatte leggere anche ai più intimi collaboratori: le fece richiudere in una busta dicendo: "Non do nessun giudizio". Lo stesso segretario aggiunge che "il segreto non contiene nessuna scadenza di tempi" e bolla come "fandonie" sia le versioni che parlano delle divisioni e deviazioni nella Chiesa dopo il Concilio, sia quelle che parlano di prossime catastrofi, che circolano da tempo.
Vera catastrofe, sappiamo, è la dannazione eterna. Ogni tempo è buono per convertirsi ed entrare nella vita vera. I disastri che capitano e i mali stessi che gli uomini si procurano, servono alla loro purificazione e conversione, perché si salvino. Per chi sa leggere negli avvenimenti, tutto serve alla misericordia di Dio.

Le tre corone o i salmi?

Ci è stato chiesto: Devono recitare le 3 Corone del Rosario anche quelli che pregano con i Salmi dell'Ufficio delle Ore, per assecondare la richiesta della Madonna di recitare il Rosario intero ogni giorno (14.08.'84)?
Il motivo della richiesta è il fatto che il Rosario completo, di 150 Ave Maria, è nato, storicamente, per sostituire i 150 salmi, che il popolo cristiano, agli inizi del 2° millennio, non conosceva più. E' come se Maria dicesse: Voi non sapete più pregare con le preghiere insegnate da Dio (i salmi); allora pregate Me con altrettante Ave ed Io pregherò Dio per voi con i salmi. Mentre voi direte "Maria!", io dirò per voi "Dio!" (cf Montfort n.225). Ma è molto conveniente e soprattutto efficace essere fedeli alle 3 Corone, anche se si prega con i salmi delle ore. L'impegno delle 3 corone è come un voto che, se mantenuto, glorifica Dio e ci porta grandi vantaggi, come dice il salmo (49): Sciogli all'Altissimo i tuoi voti e invocami nel giorno della sventura. Io ti salverò e tu mi darai gloria.
Del resto da secoli la Madonna raccomanda il Rosario: forse per niente? Come non accogliere ora il consiglio di recitarlo intero? Con la continua invocazione a Lei, al mattino, a mezza giornata, alla sera, noi le permettiamo di farsi carico di tutte le nostre necessità e di difenderci da ogni pericolo. Chi l'ha provato, può dire di sentirsi come portato in braccio.
Ma Lei non costringe nessuno. Anzi, è contenta che ciascuno preghi come vuole, "secondo la libertà dei figli di Dio". C'è qualcuno che sostituisce una o più corone con dei salmi? Bene! C'è chi è colpito da una preghiera, come il Padre Nostro, o un'espressione della Bibbia e si ferma tutto il giorno su di essa? Anche i santi facevano così e i nostri veggenti dicono altrettanto. Quello che conta è che il cuore sia unito a Dio, e l'amore si esprimerà come vuole e secondo ispirazioni dello Spirito Santo.
Non temere poi se sei distratto nel Rosario: Maria conosce la tua debolezza. Appena ti accorgi della distrazione, recita l'Ave con tutto il cuore e questo ti risarcirà di tutte le distrazioni.

Sostituire i Misteri con brani biblici? Invece di ripetere sempre gli stessi misteri del Rosario, al posto di essi non si possono meditare anche brani della Parola di Dio, per esempio quelli del giorno?
Certamente si può fare. La Madonna, che è Maestra della S.Scrittura e che ce la raccomanda ogni giorno, sarà contenta di questo scambio (pur mantenendo privilegiati i 15 misteri tradizionali) e aprirà la mente e il cuore alla comprensione delle Scritture. Lei "meditava nel suo cuore le Parole del Figlio suo" e, come sposa dello Spirito Santo, ci aiuterà a penetrare e vivere i misteri di Dio.


Immergersi nel Vangelo e nei Salmi

Queste parole confidenziali, rivolte da don Giuseppe Dossetti il 21 giugno 1996 a un gruppo di giovani preti di Foggia, saliti a Monte Sole sull'Appennino bolognese per incontrarlo, sono le sue ultime dette in pubblico. Quindi suonano come testamento di un sapiente patriarca che, dopo la sua lunga esperienza con gli uomini, non ha altro di più valido da raccomandare.

"Io dico due cose, e una terza l'aggiungo", come dice il Libro dei Proverbi. Le due sono queste: il Vangelo e i Salmi. Nessuna scoperta. Credo che assolutamente tutta la vita della Chiesa, oggi più che mai, domani più che oggi, in un grande flusso storico che adesso neppure possiamo prevedere o sognare ma che è alle porte nei prossimi anni, nei primi anni del secolo prossimo, tutta la vita della Chiesa dipenda dal Vangelo. Inquadrato e naturalmente vissuto nell'Eucaristia.

Il Vangelo: che i preti e i laici, senza differenze quasi, si immergano nel Vangelo. Questo lo dico con una particolarissima e specifica insistenza, anche quantitativa: leggerlo, leggerlo, leggerlo, leggerlo, formarvi su di esso, sul Vangelo letto infinitamente, mille volte al giorno se fosse possibile, "sine glossa". Lettura continua il più possibile. Leggete il Vangelo, turandovi le orecchie e sradicando i pensieri; ci pensa poi Lui a sradicarli ancora più profondamente, in un rapporto continuo, personale, vissuto, creduto con tutto l'essere: e sapendo di accogliere la Parola di Dio come Gesù l'ha seminata quando andava per le strade della Galilea. Ascoltate il Vangelo così com'è, senza glossa, come diceva Francesco, continuamente, in maniera che raschi il vostro cervello, veramente lo raschi completamente, e invece vi plasmi lo spirito. Raschi il cervello e vi plasmi lo spirito, senza che ve ne accorgete, non stancandovi mai, perché è assurdo stancarsi del Vangelo. E' di una profondità infinita, inesausta e inesauribile. E continuamente ci plasma, ci sostiene, ci forma, ci crea, come cristiani prima di tutto.
Sino a Gregorio Magno, e dopo anche di lui, c'erano canoni che impedivano ad uno di diventare sacerdote se non sapeva il Salterio a memoria; si è prolungata a lungo questa tradizione nella Chiesa. Non ci chiedevano lauree, non ci chiedevano studi di antropologia teologica, ma di sapere a memoria il salterio. Questa, secondo me, era una esigenza di laurea più alta e più forte. Sempre rispettando i valori che possono essere inclusi nella cultura moderna e nel progresso anche degli studi teologici e biblici, ma trascendendo. Mi sono fatto rilegare l'edizione critica del Nuovo Testamento, quella fatta dai grandi, da Antonio Martini a Metzger, con il Salterio dell'Alfa, greco, e li tengo insieme e continuamente passo dall'uno all'altro, li mescolo, li impiasticcio, li lavoro, però sono loro che mi lavorano. Questo solo trovo che sia veramente fruttuoso e meritevole di farlo. Salterio e Vangelo, Vangelo e Salterio. Avete tanti impegni, ciascuno secondo la vostra collocazione pastorale o da un mandato superiore, però nulla impedisce questo; si fa insieme.
Queste sono le due cose che vi volevo dire. Adesso aggiungo la terza: la storia. (E qui aggiunge come bisogna conoscere la storia, leggerla nello spirito del Vangelo, perché sia maestra della vita).

 

La Croce dei cattolici in Russia

E' stato approvato il nuovo testo sulla libertà religiosa in Russia. Nel preambolo è stato riconosciuto il Cristianesimo (non il Cattolicesimo) assieme all'Islam all'Ebraismo al Buddismo "come parte ineliminabile dell'eredità storica del popolo russo"; restano però come "religioni tradizionali per la Russia solo l'Ortodossia, il Buddismo, l'Ebraismo e l'Islam, mentre tutte le altre (compresa la Cattolica) sono ridotte a gruppi religiosi, senza personalità giuridica e quindi limitati nelle loro attività concrete e soggetti ai permessi dei capi locali.
Hanno vinto le forze politiche per assicurarsi il favore degli ortodossi e delle religioni più influenti. Ma Dio è certo più potente dei politici e la sua potenza si manifesta pienamente nella debolezza (2Cor 12,9): aiutiamo anche noi questi fratelli a crederci.


Perché bombardare così l'oasi della pace?

Così risponde p. Daniel Ange, l'apostolo e tascinatore di giovani che ben conosciamo (Eco 125 p.3), alla campagna condotta in Francia dal settimanale cattolico "Famille Chrétienne" e dal libro di mons. Peric', per stroncare Medj.; campagna che ha suscitato tanto sconcerto tra i pellegrini francesi:

Negare i frutti è peccato contro lo Spirito - Parlo qui a nome di una moltitudine di giovani che sono già dolorosamente urtati se non scandalizzati, o rischiano di esserlo, per il vostro servizio. Ne testimonio qui: in una trentina di paesi dove già da 20 anni esercito il mio ministero, sono innumerevoli i giovani che hanno trovato o ritrovato Dio e la sua Chiesa a Medj.: luogo della loro nascita alla vita divina o semplicemente di rinascita alla vita.
Non si contano più: conversioni, guarigioni spirituali e fisiche; riconciliazioni di famiglie divise, giovani letteralmente salvati dalla morte (che hanno detto fine alla droga, al sesso, al tentativo di suicidio). Senza parlare delle migliaia di preti che hanno ritrovato la gioia e il fervore nella loro vocazione, talvolta dopo anni di infedeltà o di abbandono del ministero. E questo in tutti i paesi dove passo: è niente per i tempi che corrono? Frutti durevoli, che tengono. Quanti hanno trovato lì la loro vocazione religiosa o sacerdotale e sono ora già preti o consacrati!
Un Arcivescovo di una grande metropoli europea [sappiamo trattarsi di mons. Schönborn di Vienna] me lo confessava: la metà dei suoi seminaristi e giovani preti hanno ricevuto là la loro chiamata. Quanti vescovi o superiori religiosi possono testimoniarlo! Nelle nostre scuole di evangelizzazione un gran numero di giovani offre un anno della propria vita alla Chiesa per radicarvisi, in seguito al pellegrinaggio.
Negare i frutti universalmente riconosciuti, non è rasentare il peccato contro lo Spirito? Se tutto quello non viene da Dio, allora per chi "gira" Medj.? E' troppo facile tirarsi fuori alla leggera, riconoscendo i frutti ma negando i fatti. In altre parole: i frutti sono buoni, le radici guaste. Ma così non si contraddice il Maestro: l'albero si giudica dai frutti?
Questa condanna implica anche che i giovani veggenti sono degli imbroglioni, il peggio degli impostori. (Confessiamolo, in questo caso i più geniali impostori della storia per essere riusciti a prendere in giro milioni di persone per 16 anni! Un miracolo di primordine da riconoscere).
E così si condannano i francescani e tanti altri preti come complici della colossale truffa. Ora la loro semplicità evangelica, l'autenticità dei loro atteggiamenti, la chiarezza del loro sguardo hanno stupito il mondo intero e hanno finito per disarmare i più aggressivi (salvo quelli che non li hanno mai incontrati personalmente). I giovani che li hanno incontrati sono impressionati per la loro luminosità: riconoscono in essi dei giovani della loro generazione. Certo se fosse provato che i fatti erano falsi, sarebbe un dovere avvertire i fedeli. Ma ciò non è. Per condannare senza appello queste apparizioni, occorrerebbero delle prove talmente evidenti da poterne dare tutti gli annessi e connessi, in particolare ai giovani che sono esigenti in materia di giustizia e di verità.
Prima di divulgare urbi et orbi la posizione personale di mons.Ratko Peric', occorrerebbe riflettere sulle gravi conseguenze pastorali tra le folle, in particolare dei giovani. Era necessario che anche nella Chiesa si contaminassero i giovani, già presi da una psicosi di sospetto freudiano, con nuovi microbi di sospetti? Sospettare su tutto ciò che amano, pensano e credono in tutta semplicità, non è già abbastanza devastante? Con quale diritto rischiare di infrangere il loro slancio, di agghiacciare il loro entusiasmo e spegnere il loro fervore?
"Vi supplico in ginocchio" - Io pongo la questione: oggi nella Chiesa ci sono luoghi simili dove i giovani incontrano realmente il Signore, cambiano vita, si mettono a vivere il Vangelo? Non c'è al contrario il dovere pastorale evidente di sostenerli, incoraggiarli, illuminarli, radicarli, come non cessa di fare Giovanni Paolo II°? Esporsi al rischio di deluderli, di farli rivoltare o stomacare, non rasenta già lo scandalo dei piccoli e dei poveri, stigmatizzato dallo stesso Signore e rimproverato da S.Paolo (Mt 18,5; 1Cor 8)?
E se questo dovesse esser fatto, perché lo richiede la verità, allora io supplico in ginocchio la nostra gerarchia: di grazia, non fatelo alla leggera, ma con delle prove evidenti, assolute, incontrovertibili! In attesa, penso che il semplicismo (14 agosto) o l'ambiguità (28 agosto) del vostro esposto è un errore pastorale dalle conseguenze disastrose.

Alcune obiezioni che non tengono - Proseguendo, Daniel Ange affronta alcune obiezioni fatte contro Medj. a cui cerca di dare risposte chiare.

1. La dubbia ricerca del sensazionale? Ecco il sensazionale di Medj.: la Messa, le confessioni, la Via Crucis, il Rosario. Cosa vedono i pellegrini? L'Ostia. Che cosa sentono? "Io ti assolvo!". Che cosa fanno? Cadono in ginocchio davanti alla Croce. E questo in un quadro più semplice e austero che a Lourdes. Qui tutto è semplice, povero, spoglio: Nazareth! E se anche ci fosse del sensazionale, questo fa parte della pedagogia del Signore che prende gli uomini come sono.
2. Effetto della propaganda dei media? Per Fatima e Lourdes c'è qualche servizio anche per TV, la "cattedra dei nostri tempi" (Paolo VI°), ma per questo luogo che vede milioni di pellegrini non c'è una decima parte dei mezzi di cui le Chiese dispongono, per trasmettere i messaggi: solo mezzi irrisori.
3. I veggenti vanno in giro invece di ritirarsi. (Qui l'autore ha buona ragione a parlare della estrema riservatezza di alcuni -Ivanka sempre in casa, Marija impegnata coi tre figli, Jakov appartato- e dei sacrifici che costano ad altri i continui inviti dei pellegrini e le visite all'estero. Vicka è quella che più si espone, e lo fa per amore di Maria e delle anime. E sappiamo con quali frutti: "nella sua venuta a Parigi, una valanga di conversioni"! Così dicasi di Ivan e Mirjana). Ma perché sottovalutare l'impatto evangelizzatore di questi giovani? E' peccato testimoniare per salvare la gente?
4. Queste apparizioni non finiscono mai. Maria si mostra libera e creativa: non copia mai. Lucida e intelligente, si incultura. Nell'assalto quotidiano di mille fatti, immagini, scoop che poi si dileguano davanti a noi, che cosa avrebbero prodotto solo alcune apparizioni? A Medj. Maria ha impiantato una stabile scuola di educazione al Vangelo, che richiede tempo. Ma c'è qualche decreto che proibisce interventi quotidiani o settimanali del Cielo? Qui solo il messaggio mensile è pubblico, altri riguardano personalmente i veggenti o i gruppi di preghiera. In breve Maria vuol formare una generazione di giovani apostoli.
5. I suoi messaggi sono ripetitivi e banali. Difatti Maria è psicologa e pedagoga senza eguali e come buona mamma ripete continuamente per imprimere nei figli le verità essenziali. Messaggi banali? No, piuttosto semplici. Questo sottolinea che sono autentici e che nessuno li ha toccati per abbellirli o renderli più interessanti e originali. Il contenuto? Hanno il puro sapore del Vangelo: ne sono l'eco fedele e riportano solo a Gesù.
6. Maria si sostituisce ai pastori. Anzi conduce ad essi e li vuole aiutare nel loro grave impegno pastorale. Ma quanti giovani hanno inteso i loro preti parlare di confessione, di adorazione, di digiuno, di lotta contro il maligno? Quale vescovo, fosse Papa, avrebbe potuto far ritrovare a milioni di battezzati il valore evangelico del digiuno, della confessione mensile, della lectio divina, dell'amore all'Eucaristia; in una parola sollevare una tale ondata di vita secondo il Vangelo?
7. Da ogni dove si reclama una Chiesa povera, fervorosa, fraterna, bella, sorridente: proprio così i giovani la trovano a Medj., come dono del Cielo. Perché dolersene?
8. Occorre sottolineare alla fine il carattere non solo ecclesiale, ma ecumenico di Medj.. Conosco personalmente ortodossi, anglicani, protestanti di diverse denominazioni fortemente scossi da ciò che hanno visto lì, dove si rivela la Madre dell'Unità. Avviene di frequente questo? Lo si deve trascurare?
Potrei aggiungere ragioni a non finire, ma mi sembra che questo basti per far riflettere chi ha gravi responsabilità sulla questione. Chiedo perdono se ho urtato qualcuno, ma in coscienza non potevo tacere. L'ho fatto a nome di tutti i giovani tra i quali ho la grazia di esercitare il mio ministero. Non disfate Medjugorje, questa scuola di vita divina e di grazia, ve ne supplico.
Daniel Ange


Medjugorje è un dono divino,
che non ha l'eguale

Il prof. Adalbert Rebic', docente alla facoltà di teologia cattolica di Zagabria, una delle personalità più in vista della Chiesa croata, interrogato dal settimanale croato Globus (5 settembre '97) sui difficili rapporti tra il Vescovo e i francescani in Erzegovina, che influiscono negativamente sulla vicenda di Medj., ha risposto:
"Esprimerò la mia convinzione personale: in Erzegovina, sia gli uni che gli altri avrebbero bisogno di un maggiore spirito divino. Ai francescani bisogna riconoscere che nella storia hanno fatto moltissimo per quel popolo. Essi hanno tutelato la fede cattolica in queste terre e sono smpre stati a fianco del popolo: ancora oggi sono chiamati "zii". Essi sono parte della famiglia erzegovina. A che scopo rovinare tutto questo, soprattutto con la forza di decreti, di condanne, di minacce?
Credetemi, questo non è nello spirito di Gesù Cristo e del suo Vangelo. Se mi chiedete di Medj. vi dirò: Medj. è un dono di Dio al nostro popolo in queste zone. Non mi addentro nella veridicità o meno delle apparizioni: ho una mia opinione teologica, che riguarda anche Lourdes, Fatima e altri Santuari. Ma Medj. è una cosa di Dio. Ci sono stato alcune volte, come funzionario del governo nel periodo della guerra e delle tensioni a Mostar. Medj. è un'oasi spirituale, dove l'uomo sperimenta la vicinanza di Dio, come sul Sinai. E' qualcosa di particolare che non si può provare né a Lourdes né a Fatima. Ecco perché qui vengono da ogni parte del mondo.

Il ruolo del Vescovo. Perché alcuni nostri vescovi e sacerdoti guardano negativamente a tutto questo? Perché il fenomeno di Medj. rientra nella sfera dei francescani? E' triste! Lì ho visto lo Spirito di Dio all'opera. Messe, confessioni, preghiere ed espiazioni tutti i giorni, per tutto il giorno, dal mattino a tarda sera. Come ci può essere del male se qui la gente prega, si confessa, canta, è felice e guarisce spiritualmente...?
Penso che alcuni Vescovi non comprendono che "potere", in senso ecclesiastico, non significa governare bensì servire, amare, aiutare. E' questo il senso del potere nella Chiesa ed anche il significato dell'episcopato: un vescovo deve coordinare, amare, servire, rispettare la dignità di ogni uomo e sacerdote, diocesano o francescano che sia. Pensiamo che non si possa rimanere sordi dinnanzi a queste parole profetiche. Decidiamoci a pregare per l'unità della Chiesa locale in cui Medj. si trova, affinché essa sia più pronta, insieme a tutta la Chiesa croata, a rispondere all'invito della Vergine. In tal modo sarà eliminato un grosso ostacolo all'opera della Madonna".
(dal Press Bulletin)

Come eloquente risposta 1.200 pellegrini francesi sono giunti il 27 ottobre a Medjugorje. "La domanda dei messaggi cresce in Francia: 300 per il mese scorso! Grazie a Dio e alla Madonna", ci riferisce la nostra traduttrice da Lione


Notizie dalla terra benedetta

Nella festa della Esaltazione della Croce, il 14 settembre, come ogni anno, un fiume di pellegrini, in gran parte croati, si è riversato su Medj., già a partire dalla notte precedente. Molti di loro hanno percorso a piedi decine e decine di Km, alcuni addirittura a piedi scalzi. Alla presenza di migliaia di persone che coprivano la cima del Krizevac, è stata celebrata la Messa con 95 sacerdoti. Su questo monte, sovrastato dalla grande Croce del giubileo 1933, sono stati visti in questi anni tanti segni: essi stanno a indicare che il cammino verso la pace passa attraverso la Croce.

Un Vescovo indiano: "Qui si tocca con mano la potenza di Dio" - Il vescovo indiano mons. Arokiaswamy è rimasto una settimana a Medj., e la domenica 10 agosto ha celebrato la S.Messa serale, parlando delle ultime manifestazioni mariane nei luoghi che pure lui ha visitato. In breve: la Vergine si è manifestata nel contesto di un mondo materialista che, pago delle sue conquiste, nega il soprannaturale. Ma qui, come altrove, Maria fa toccare con mano la potenza di un Dio vivo che, nella fede dei credenti, opera miracoli di ordine fisico e soprattutto spirituale.
Qui si trova la felicità e la pace dell'anima attraverso la guarigione dei cuori. Per questo arrivano folle da ogni parte. Non dobbiamo aspettare il giudizio ufficiale della Chiesa, che potrebbe venire tra tanti anni. Quello che mi fa male è la posizione del Vescovo locale. Il Papa privatamente incoraggia chi va a Medj. e questo significa un'approvazione: per il momento questo ci basta.
Accogliamo i messaggi di Maria perché essa ci plasmi a immagine del suo Figlio per essere suoi testimoni in questo mondo. Ha concluso illustrando la generosità e il martirio di S. Lorenzo, bruciato vivo, auspicando con la preghiera antica in suo onore, che per sua intercessione anche noi siamo liberati dall'incendio delle passioni.

L'arcivescovo di Libreville (Gabon), mons.André Fernand Anguilé, desiderava da tempo di venire a Medj., perché invogliato dai molti che tornavano trasformati, ma c'era chi lo dissuadeva: "La visita di un vescovo a Medj. suona come un riconoscimento ufficiale!". Ora si è deciso e, venuto con un gruppo di diocesani "come pellegrino privato", è rimasto qui non solo per i tre giorni previsti, ma ha prolungato il suo soggiorno perché si è trovato tanto bene.
"Ciò che mi ha edificato di più -ha detto- è stato il Rosario, recitato con grande fervore a una sola voce da tante razze raccolte dentro e fuori della Chiesa. La Madonna, al dire di Ivan, ha benedetto il mio paese e il suo Vescovo. Ero contento perché il Gabon ha tanto bisogno di preghiere e di benedizioni. Occorre pregare per la santità dei preti. Sarei molto contento che i preti del Gabon venissero qui".
Anche il presidente dei vescovi giapponesi, mons. Stephen Fumio Hamao, ha visitato Medj. il 16 agosto.

Viaggi missionari - Su invito degli amici di Medj. fra Slavko e la veggente Mirjana hanno visitato la California alla fine di agosto. Hanno partecipato a un incontro di preghiera, sul tema "Fate quello che Lui vi dirà" a Modesto, dove tutti i fine settimana i pellegrini (questa volta 2mila) si raccolgono in preghiera, come pure a Bakersfield e altrove.
Fra Ivan Landeka ha visitato in Olanda il generale Blaskic', detenuto da 15 mesi in attesa di essere processato all'Aia. L'alto ufficiale, dopo la visita di fra Slavko, aveva espresso il desiderio che un sacerdote gli celebrasse la Messa nel carcere. Così, con la visita del parroco di Medj., ha potuto confessarsi e partecipare alla Messa e alla comunione. "Il suo stato d'animo fisico e spirituale -ha detto fra Ivan- è buono. La cosa interessante è che egli non accusa né biasima alcuno. E' profondamente convinto della propria innocenza e nel carcere ha organizzato nel miglior modo la sua vita tra lavoro, lettura, ginnastica, preghiera e riposo. Tra l'altro ogni giorno recita il Rosario".

Avvisi

* Seminario formativo per guide di gruppi di preghiera, di carità e di pellegrinaggi, all'Hôtel Sunce di Neum dal 9 al 13 marzo '98. Il tema: Il movimento spirituale di Medj.. Comunicare la partecipazione entro fine dicembre al fax (387)88651444. Costo 280 marchi in stanza doppia (più 40 per singola). Possibile trasferimento dall'aeroporto di Spalato da comunicare al fax (385) 21361354. Per la traduzione simultanea necessarie cuffie e ricevitori, acquistabili anche sul luogo.
* Un convegno per organizzatori, guide di pellegrinaggi, animatori di gruppi di preghiera italiani e per tutti quelli che seguono e vivono gli avvenimenti di Medj. è organizzato dal centro informazioni MIR di Medj. presso il Centro di Spiritualità in Tocco da Casauria (PE) dal 28 al 30 novembre. Un'occasione per parlare con libertà dei diversi problemi riguardo a Medj.. Telefonare a p.Urbano Pittiglio 085-880132.
* Seminari di digiuno e di preghiera in preparazione al Natale saranno tenuti anche quest'anno sotto la guida di fra Slavko alla Domus Pacis. Ci sono posti disponibili per due di essi: dal 7 al 12, dal 15 al 21 dicembre. Per informazioni rivolgersi al (387)88651333.
* Per i pellegrinaggi preghiamo gli organizzatori di comunicare in anticipo l'arrivo, la lingua, il numero dei pellegrini per poter dare adeguata assistenza: fax(387)88651444.

* Annemarie Hermann Calvi, traduttrice di Eco in tedesco, nata a Essen 63 anni fa, è tornata al Padre nell'abbraccio di Gesù, il 4 ottobre scorso, in una clinica di Lecco, lasciando nel pianto, confortato dalla fede, il marito e i quattro figli col primo nipotino Thomas. Donna di elevata fede e cultura, sempre disponibile ad ogni servizio, è passata nel silenzio seminando dolcezza e amore. Un ricordo a Dio per lei e un grazie a Maria che ce l'ha data e che ha già provveduto a sostituirla nel lavoro che lei tanto amava.

Madre Teresa di Calcutta è stata ricordata con una Messa di suffragio, celebrata la sera antecedente ai funerali, il 12 settembre, da fra Ljudevit Rupcic, il quale ha ricordato il desiderio di visitare Medj. più volte espresso dalla defunta per affidare alla Regina della Pace il rimedio all'AIDS.
(dal Press Bulletin)

Mirjana ha avuto con la Madonna l'incontro mensile di preghiera per i non credenti. Tra il 2 maggio e il 7 settembre l'apparizione è avvenuta a casa sua, in una cerchia ristretta. Il 2 ottobre invece è avvenuta alla Croce Blu verso le 10,30 ed erano presenti diversi pellegrini. Questa volta il volto di Mirjana non esprimeva tristezza, ma anzi gioia e meraviglia. Nessun messaggio. Tutti liberi per i prossimi 2 del mese di essere presenti dove l'apparizione avverrà.

 

Così racconta Sofia amica del Papa - Sofia di Vilnius in Lituania e il marito Marek, poeta molto conosciuto, sono amici del Papa e hanno lavorato con lui in Polonia in un movimento cattolico fin dal 1957. Ora Marek lavora in Vaticano e spesso è in corrispondenza col Papa. Così racconta Sofia: "Venuti a Medj. la prima volta con una coppia di amici nel 1984, il 5 ottobre abbiamo iniziato la salita verso il Krizevac. A metà cammino, rimasta un po' più indietro degli altri, io sono stata improvvisamente illuminata sulla misericordia del nostro Padre Celeste, che da anni inviava la Madre del suo Figlio sulla terra a portare la pace.
Questa rivelazione sulla tenerezza del Padre e sulla sua premura per noi durò per pochi istanti, ma fu un'esperienza folgorante che mi ha profondamente cambiato: quel pomeriggio alla quarta stazione il mio cuore aveva davvero incontrato il Padre Celeste! Quante volte avevo recitato il Padre Nostro, ma ora quella preghiera così semplice sgorgava dal cuore con trasporto d'amore e di riconoscenza. E questo dura tuttora. E' il più grande dono inatteso che io abbia ricevuto a Medj. e che ha fatto nascere in me il desiderio di conoscere anche lo Spirito Santo come persona e di sentirne la viva presenza. Nove mesi dopo è arrivato anche questo dono!
Che ne dice il Papa? Subito dopo ho scritto al Papa di questo fatto, confidandogli che non ero mai stata così felice e piena di speranza come a Medj.. Egli mi ha risposto di sua propria mano con inaudita bontà, ringraziandomi della mia lettera e aggiungendo che dovevo ricordarmi sempre quelle parole: "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà".
Queste parole mi hanno sostenuto nelle difficoltà che incontravo allora nella Polonia comunista. In seguito, alle lettere inviate al Papa da mio marito, io aggiungevo sempre qualche parola. Un giorno i redattori del giornale dove lavora Marek (che riceve anche l'Eco fin dagli inizi) sono stati ricevuti dal Papa con le loro famiglie. Mio marito era spiacente che io non l'avessi accompagnato nell'incontro col Santo Padre, ma questi ha subito osservato la mia assenza, indovinando dov'ero. E con un gran sorriso disse a Marek che la Madre di Dio gli faceva concorrenza, ma non aveva la pretesa di superarla.
Aggiunse poi che avevo scelto bene. Marek approfittò dell'occasione per parlare al S.Padre di Medj.. Ne ricevette questa risposta: "E' un evento tanto importante e tanto positivo!".

Il Papa: "Ci credo" - Circa un anno fa l'arcivescovo di Chiavari, mons. Cavallero, parlò al S. Padre della visita appena fatta a Medj.. Il Papa gli ha chiesto: "Medj.! lei ci crede?". Il Vescovo gli rispose: "Oh, sì che ci credo!" E a sua volta il Vescovo di rimbalzo: "E lei, S.Padre, ci crede?" Dopo qualche attimo di silenzio, il Papa articolò bene queste parole in italiano: "Ci credo, ci credo, ci credo". Questo ha confidato il vescovo di Chiavari a mons. Rizzi, ex nunzio in Bulgaria, il quale l'ha riferito a Marija Pavlovic' durante il Congresso Eucaristico di Bologna

Vicka ha festeggiato i 33 anni con i suoi amici (3 settembre). Raggiante di gioia per aver ricevuto, come tutti i veggenti nell'occasione, l'abbraccio della Madonna, ha detto: "Non ho parole per dire la felicità che provo. Non è un bacio normale, il tuo cuore rimane sconvolto e ti sembra di non più contenere questa felicità. Poi mi ha ringraziato! E io ben di più l'ho ringraziata per tutti i doni, per la vita, per la famiglia, per la casa e per la possibilità di accogliere con amore tutti quelli che vengono... per tutto".

Ivan ha lasciato Medj. per stabilirsi in USA nel paese di sua moglie Laureen.

I messaggi di Maria al Congresso USA - Denis Nolan, presidente degli Enfants de Medj. in USA scrive: Sembra che la Gospa abbia un piano per far penetrare i suoi messaggi di pace nelle alte sfere dei responsabili politici degli USA. Difatti un membro del Congresso, Tom Lantos, colpito dalle video cassette su Medj., ha invitato suor Emmanuel a Washington per parlare di Medj. davanti al Congresso il 22 ottobre. La conferenza aperta al pubblico sarà filmata per la TV. Va notato che questo Congressman è ebreo, non battezzato, del partito di Bill Clinton.

(dal diario di Suor Emmanuel)


Mirjana: ciò che chiede la Madonna

Così ha detto Mirjana, con tanta semplicità nella sua testimonianza ai giovani del Festival: Il mio giorno preferito è il 2 del mese dal 1987. Il 2 di ogni mese prego con la Madonna per i non-credenti ma Lei non dice mai "i non credenti"; dice sempre "quelli che non conoscono l'amore di Dio". E Lei chiede il nostro aiuto, e questo non lo dice solo a noi sei veggenti, ma a tutti quelli che sentono la Madonna come la loro madre.
La Madonna dice che noi non possiamo salvare i non credenti se non con la nostra preghiera e il nostro esempio. E Lei ci chiede di mettere la preghiera per loro al primo posto, perché Lei dice che le cose più cattive, le guerre, i divorzi, gli aborti arrivano dalle persone che non credono: "Quando voi pregate per loro, pregate per voi stessi, per le vostre famiglie e per il bene del mondo intero".
Lei non vuole che noi predichiamo a destra e a sinistra, ma che parliamo attraverso la nostra vita. Vuole che i non credenti possano vedere, attraverso di noi, Dio e l'amore di Dio. Ci chiede di prendere questo sul serio. "Se una sola volta voi vedeste le lacrime sul viso della Madonna a causa dei non credenti, sono sicura che mettereste tutto il vostro impegno e amore verso di loro". Ella dice che questo è un tempo di decisione, che noi, che ci consideriamo figli di Dio, abbiamo una grande responsabilità.
Ognuno di noi sei veggenti ha una missione particolare. La mia è quella di pregare per i non credenti, per quelli che non conoscono ancora l'amore di Dio; Vicka e Jakov pregano per i malati; Ivan per i giovani e i sacerdoti; Marija per le anime del purgatorio; Ivanka prega per le famiglie. Il messaggio più importante della Madonna è la S.Messa: "la Messa non soltanto la domenica -ci ha detto-. Se c'è da scegliere tra varie forme di preghiera, dovete sempre scegliere la S.Messa, perché è la più completa e nella Messa mio Figlio stesso è con voi".
La Madonna ci chiede di digiunare il mercoledì e il venerdì a pane e acqua. Ci dice di dire il Rosario in famiglia e che niente in questo mondo può unire la famiglia più della preghiera fatta insieme. Ci chiede di confessarci almeno una volta al mese. Ci dice che non c'è nessuna persona al mondo che non abbia bisogno di una confessione mensile. Ci chiede di leggere la Bibbia in famiglia: non parla della quantità da leggere, ma soltanto che si deve ascoltare la Parola di Dio in famiglia.
Vorrei chiedervi di pregare per i non credenti perché la preghiera per i non credenti asciuga le lacrime sul viso della Madonna. Lei è nostra madre e come ogni madre di questo mondo, ama i suoi figli. Lei è triste per uno solo dei suoi figli che si smarrisce. Lei dice che dobbiamo anzitutto amare i non credenti, prima ancora di pregare per loro, e considerarli come nostri fratelli e sorelle, che non hanno avuto la stessa nostra fortuna di conoscere Dio e il suo amore.
Quando avremo sentito questo amore per loro, allora potremo cominciare a pregare per loro, ma non dovremo giudicarli mai: è solo Dio che giudica: così dice la Gospa. (3 ag. 97)

 

Attenzione: L'Eco di Maria nelle lingue principali a Medjugorje si troverà d'ora in poi nella nuova sede del negozio MIR-Shalom, posto nel nuovissimo edificio davanti alla chiesa, a destra della statua della Madonna.

La Regina della Pace a Pompei - P. Jozo da metà settembre a metà ottobre è andato in missione in America, in Austria e in Egitto. Ritornando dall'Egitto, il 14 ottobre ha avuto in incontro di preghiera nel Santuario di Pompei dalle 17,30 alle 23 con circa 3.000 fedeli. Due giovani sacerdoti, don Andrea e don Salvatore, che avevano sentito la vocazione a Medj., avevano ottenuto che fosse aperto il tempio di Pompei alla Regina della Pace. Il Vescovo, mons. Francesco Saverio Toppi, cappuccino innamorato della Madonna, ha ospitato P. Jozo e ha voluto sapere tutto sulle appazizioni, rimanendone entusiasta.
Una coincidenza! Il 14 ottobre 1883 veniva letta per la prima volta la nota Supplica alla Madonna di Pompei; lo stesso giorno di quest'anno nello stesso Santuario sono risuonati per la prima volta i messaggi della Regina della Pace.
Matteo Rossi


"Signore da chi andremo?"

A fine settembre si sono ripetuti gli incontri di p. Tomislav Vlasic' in diversi luoghi. Il tema d'obbligo era quello a cui la Chiesa ci invita quest'anno: vivere un incontro ravvicinato con Gesù, Parola Eterna del Dio Vivente. A Colle Don Bosco il 27 settembre lo spunto è venuto dal Vangelo di Giovanni, in cui Pietro rinnova la sua fedeltà al Maestro dichiarando: Signore da chi andremo? tu solo hai parole di vita eterna! (Gv 6,68).
"Anche noi oggi potremmo affermarlo con convinzione -commenta p.Tomislav- però dobbiamo anche essere in grado di seguire Gesù fino in fondo, proprio come gli Apostoli, testimoni non solo della sua morte, ma anche della sua Risurrezione e della Pentecoste. Siamo liberi di scegliere la strada interiore che ci conduce ad incontrare il Dio vivente e ci fa comprendere la Parola di Vita Eterna; dopo la scelta però dobbiamo partire, camminare e arrivare alla meta. Tra le tante scelte personali e originali, ce ne sono due globali che coinvolgono tutti quanti.
La prima è quella che ci spinge a cercare un "Dio nebuloso", un Dio che non vediamo, un Dio che non risponde, un Dio che non ci fa chiarezza nei momenti di buio. Ovunque ci sono egocentrismo ed egoismo, l'uomo cerca un "Dio nebuloso", perché difendendo i propri interessi, egli non desidera realmente essere trasformato dall'incontro con il Dio vivo.
La ricerca del "Dio nebuloso" può avvenire all'interno della nostra casa, la Chiesa, o fuori casa. Cerchiamo un "Dio nebuloso" in casa quando, ad esempio, giriamo continuamente da un santuario all'altro, ma non facciamo niente per cambiare noi stessi. Questo atteggiamento impedisce alla Grazia di Dio di penetrare il nostro cuore, di illuminarlo e quindi di convertirlo. Anche le Parole evangeliche e gli inviti della Madonna rimangono in questo caso una teoria esterna che non può attecchire e fruttificare, proprio come nella parabola del seminatore, dove satana porta via il seme che, caduto sulla strada.
La preghiera egoistica, quella che va a Dio solo per i propri interessi, costituisce un altro ostacolo all'incontro con il grande "Tu", con quella Parola che può agire in noi e, attraverso di noi, trasformare gli altri. Lo stesso effetto è prodotto dalla preghiera tipo "recita", la ripetizione meccanica di parole, che non ci fa né sentire né vedere Dio, impedendo così la fusione esistenziale tra la creatura e il Creatore. Un altro aspetto del rapporto con Dio, che non conduce a un vero incontro è quello folcloristico, quando si festeggiano i Santi patroni e si riduce il tutto ad una superficiale "gita religiosa". In questi casi Dio non può assolutamente entrare nel nostro intimo e ricrearci come vorremmo. La gita più bella è entrare nel cuore di Dio!
Come dicevamo prima, la ricerca di un "Dio nebuloso" può avvenire anche fuori casa, cioè fuori Chiesa. Sono sempre più numerosi coloro che affermano di credere in Dio ma non in quello che la Chiesa offre ed insegna. Questa strada li conduce a rifugiarsi nelle religioni orientali o in tecniche di meditazione e ascesi che li mette in contatto con qualcosa di superiore che loro affermano essere Dio. In realtà quello che hanno trovato è un "Dio nebuloso", confuso, non rivelato, un Dio che non possiede la Parola di vita eterna. I metodi, le discipline trascendentali si presentano belle e affascinanti sul livello psichico, portano ad un reale rilassamento, ma poi, quando si cerca di dare delle interpretazioni ai diversi fenomeni, le anime non vivono la libertà e la gioia dell'incontro con il Dio che salva. Anzi, molto spesso, le persone sono spinte a cercare la morte, nella convinzione di accedere così a delle realtà superiori e privilegiate.
Ecco allora la seconda scelta che ci viene proposta: incontrare il Dio vivente, il Dio che si rivela. Noi non possiamo raggiungere Dio con le nostre forze, ma è l'Amore che si comunica e si dona gratuitamente ad ogni creatura che lo desidera. Non c'è bisogno di interpretare proprio niente, perché Dio si rivela nella sua pienezza a ciascuno di noi: nella nostra casa, la Chiesa, si rivela Dio Padre, nello Spirito Santo, per mezzo di Gesù Cristo. Il Dio Trinitario è un Dio palpabile, visibile, è Luce che illumina tutti gli angoli del nostro essere. Dio comunica in noi la vita che ci porta all'eternità ma, nello stesso tempo, sperimentiamo l'eternità dentro di noi già nel momento in cui accogliamo la Parola di Dio così come è. L'uomo che vuole incontrare Dio deve semplicemente aprirsi con umiltà e rimanere docile davanti a Lui, togliere le difese dal cuore, dalla mente e andare incontro a Dio per poi seguirlo.
A questo punto sta a noi scegliere: vogliamo incontrare un "Dio nebuloso", non chiaro, dove possiamo nasconderci nel fumo della confusione della nostra mente, oppure vogliamo partire e camminare fino ad incontrare Gesù Pane di vita, Gesù Risorto, il Dio Vivente?... Ma attenzione, in questo caso Egli si rivelerà come "Colui che è" e non come Lo interpreta o Lo vorrebbe qualcuno... Gesù nel suo viaggio terreno amava tutti, ma non soddisfava né coccolava l'egoismo di nessuno! Egli è la Luce perfetta e chi desidera entrare in questa Luce ed esserne permeato, incontrerà di sicuro la Parola di vita eterna. Non potrà più essere confuso, perché da questo incontro l'uomo sboccia, cresce, si trasforma, fruttifica e diventa luminoso portatore di salvezza. Come la vita di Dio ci penetra, anche noi ci eleviamo ed entriamo nella vita di Dio: arriviamo così alla comunione e non alla confusione.
Questo cammino di ricerca del Dio vivente ci porterà ad una strada regale, una strada di luce, di pace, di comprensione, di comunione con tutti. E allora una risposta chiara nascerà dalla nostra profondità: "Signore, tu hai la Parola di vita eterna... Io ti seguo, vengo dietro di te; ti seguo ogni giorno cercando di togliere le difese e le maschere del mio egoismo, perché per colpa loro io guardo ma non vedo, ascolto ma non sento, sento ma non capisco. Tolgo tutto questo perché voglio arrivare a quella vita che è eterna e che nessuno può offuscare, alla vita che non finisce mai...". Permettiamo a Gesù di vivere nel mondo attraverso di noi: diamogli il nostro corpo, il nostro cervello, la nostra mente, la nostra volontà, le nostre anime. Lasciamoci abitare da Gesù, Lui rivelerà se stesso, darà le giuste interpretazioni. Lui, la Parola di vita. Dio e non il nostro io".

Sr. Stefania


Perdonare per avere la pace
(Dai commenti pratici di p.Slavko)

Maria, da tempo ripete spesso queste parole, toccando la condizione fondamentale della pace. Se non si perdona la pace non è possibile.
1. Perdonare non è facile, questo lo sappiamo tutti sicuramente; specialmente quando le cose che non ti piacciono si ripetono, soprattutto nella famiglia. Gesù non ha detto per caso che bisogna perdonare "70 volte 7", cioè sempre. Ma noi ci troviamo molte volte in una contraddizione con noi stessi: vogliamo la pace e non vogliamo perdonare; vogliamo la pace ma non vogliamo chiedere perdono. Perché, per chiedere il perdono, bisogna avere anche un po' di umiltà; chiedere perdono significa vedere anche la parte della propria responsabilità. Qui troviamo un grande problema: vedere la propria colpa, riconoscerla e chiedere perdono.
Io mi ricordo di questa storia vera. Una persona è venuta e ha detto: "Io non ho più la pace; non posso dormire, né lavorare, non posso far niente". E io ho chiesto quello che anche voi avreste chiesto: "Da quando non hai la pace e perché?" Mi dice: "Una persona mi ha ferito profondamente e ho perso la pace". Io ho detto allora: "Tu devi perdonare e la pace ritornerà". Ha detto: "Eh, padre, non posso, perché mi ha ferito profondamente".
Io ho detto: "Ma tu cerchi la pace?" "Sì, padre; non posso dormire, non posso mangiare, non posso lavorare". Allora io ho detto: "Tu devi perdonare!" "Ah, non posso perché non è la prima volta che mi ha ferito così!" "Ma tu vuoi la pace!" "Sì padre!" Potevamo continuare fino all'indomani e mancava poco che questa persona entrasse in conflitto anche con me.

Noi sappiamo tutti che quando siamo feriti, è difficile perdonare o chiedere perdono, ma, volendo la pace, dobbiamo lavorare su questo punto del perdono e non dire che è impossibile perdonare. Dio non può chiederci le cose impossibili. Se noi pensiamo che è impossibile, probabilmente non preghiamo abbastanza. Infatti la Madonna ci insegna: "Pregate con il cuore per poter perdonare ed essere perdonati" (a Ivanka 25.06.397). In un messaggio al gruppo di preghiera, la Madonna ha detto: "Se tu senti nel tuo cuore qualche cosa contro qualcuno, prega fino al momento in cui cominci a sentire sentimenti positivi verso questa persona". In un gruppo una persona ha reagito dicendo: "Ah, io dovrei pregare giorno e notte!" E allora prega giorno e notte fino a che riuscirai a perdonare, perché la pace è un profondo desiderio di tutti e vale la pena impegnarsi.
Il problema del perdono è più grave di quanto noi pensiamo, soprattutto nelle famiglie. Guardate, quando parliamo degli altri ad un amico o ad un'amica, come parliamo? Molte volte in modo negativo; e sempre, quando siamo tentati di parlare così, si tratta del problema del perdono. Si dice: "La mia vita è difficile a causa di mio padre, di mia madre, marito, moglie, suocera, nuora..." Sono sempre gli altri quelli che ci creano problemi! Quante volte abbiamo detto o sentito dire che la vita di mio padre o di mia madre, di mia moglie, o di mio marito è difficile a causa mia! E' molto raro vedere le difficoltà che hanno gli altri, per il fatto che vivono con noi, ma noi sempre sappiamo come è difficile la nostra vita a causa degli altri. E' sempre il problema del perdono.
Soprattutto questa affermazione: "Io ho ragione!" Ecco una storiella: Dio permette a satana di dominare un giorno una città; e satana gli chiede solo una cosa: lasciare che i semafori della città segnino sempre verde. Risultato: in un minuto confusione completa! In ogni incidente ognuno aveva ragione: quello che veniva da una parte aveva il verde, ma anche quello che veniva dall'altra parte aveva pure lui il verde! Tutti avevano ragione. E chi può perdonare se ha ragione? E chi poteva chiedere perdono se aveva ragione? Ecco: quante volte dalla nostra parte c'è sempre verde e dopo tutti sono colpevoli intorno a noi; solo noi no, perché abbiamo la luce verde...
Sono sicuro che avete ascoltato le testimonianze dei giovani di suor Elvira. Una volta uno ha detto: "Noi ci amiamo nella comunità non perché non ci conosciamo, ma ci amiamo perché ci conosciamo; noi non abbiamo paura di dire all'altro: ho sbagliato. Ci amiamo perché conosciamo anche le debolezze l'uno dell'altro". Molte volte, soprattutto nelle famiglie, noi nascondiamo queste cose. E dopo si incontrano le maschere! Le maschere, non le persone! E così si incontrano maschere tra marito e moglie, tra genitori e figli e hai un teatro, non una famiglia, non una vita.
2. Di solito diciamo che noi viviamo male a causa degli altri e non ci accorgiamo quando gli altri vivono male a causa nostra. Cioè vediamo la pagliuzza nell'occhio del fratello e non la trave che è nel nostro.
Qui possiamo collaborare con Maria o con satana. Quando abbiamo esperienze negative con gli altri, quando ci hanno ferito o parlato male di noi, che cosa facciamo? Se continuiamo ad accusare, a farli responsabili per questo, a spargere in giro queste cose, noi collaboriamo con satana, perché satana fa così. Nella Bibbia si dice che satana si trova davanti al trono di Dio e ci accusa. Nei messaggi della Madonna troviamo invece questo: "Io prego per voi...". "Io intercedo per voi presso Dio...". La Madonna ci conosce, conosce le nostre cose buone e anche le cose cattive, ma non ci accusa, non ci condanna; bensì prega per noi.
Allora, quando tu hai un'esperienza negativa con qualcuno e cominci a pregare per questa persona, tu sei in piena collaborazione con la Madonna. Guardate che su questo punto siamo tutti troppo deboli: parliamo spesso male gli uni degli altri e siamo tentati di ingigantire le storie negative; e dall'altra parte siamo tentati a diminuire il bene degli altri. E' sempre la collaborazione con il negativo!
E' anche una tentazione quando uno dice: "Quello che ti dico è proprio vero!" Anche se è vero, tu diffondi le cose negative e il negativo si allarga. C'è un buon consiglio per tutti voi, soprattutto per coloro che sono molto tentati a parlare male degli altri. Io dico a loro: continuate a parlare male, ma a una condizione. Prima di raccontare le cose negative, a questa persona alla quale vuoi parlare, devi dire: "Quando termino di dirti queste cose negative, promettimi che pregherai un Rosario con me per questa persona, oppure che farai un giorno di digiuno per la persona che ti ha fatto del male". Sono sicuro che molti vi diranno che non hanno tempo di ascoltare le cose brutte e negative...
Succede spesso che anche le persone che pregano molto, dicono il Rosario, vanno alla Messa, ecc., quando si incontrano con gli altri, tante volte parlano male, fanno delle chiacchiere. Bisogna decidersi: con chi vuoi collaborare? Con la Madonna o con satana? (16 agosto 1997).


18 nuovi paesi stanno accogliendo Le Madonne pellegrine, dall'Africa al nord Europa, all'Estremo Oriente. Per arrivare a tanti altri paesi del mondo in preparazione del Giubileo si cercano responsabili e collaboratori nelle diocesi dei paesi non ancora visitati: Confrérie Notre-Dame de France, 71 rue du Village, F-91530 Le Val St-Germain, tel 0033-164596556, fax 0033-164596522.

I primi 5 sabati del mese in onore della Regina della Pace nella Basilica di S.Pietro a Modena: ore 16 con S.Rosario meditato con adorazione, catechesi, S.Messa e benedizioni. Il 6 dicembre guiderà l'incontro il vescovo Hnilica: tel 059-342168.

* L'amico Frank di Maastricht, traduttore di Eco olandese, ha perso la Mamma a Mostar ai primi di ottobre e trova difficoltà insormontabili per trasportarla in patria. Questo sacrificio feconderà la nuova iniziativa di Frank: una TV mariana in uno dei paesi più scristianizzati d'Europa. Siamo uniti al suo dolore.
Le 4 grandi bandiere croate che sventolano da due mesi davanti al Santuario, sembrano in contrasto con la vocazione di Medj., oasi di pace e di carità e luogo di incontro di tutti i popoli, anche quelli nemici tra loro (A.B.)

Un'occasione per i giovani - Per affrontare gli attuali problemi spirituali dei giovani, è stato chiesto a P.Tomislav Vlasic' di guidare un incontro per loro da sabato 3 gennaio a martedì 6 gennaio 1998 a Numana (AN) presso il club S. Cristiana. Il tema: "guardare a Dio con il cuore". Rivolgersi per iscrizioni: al Nord ad Adele Della Bosca 0332-425220 ore pasti; Agostino Rovati 030-902733. Zona Centro: Andrea Casadei, 071-82425 ore pasti. Zona Sud: Carmine Ciraolo, 081-5563346 ore ufficio.
La posta di Eco
Un SOS dai portatori di aiuti, che si assottigliano di numero e di mezzi, e non cedono, mentre in Bosnia e anche nella parte di Slavonia ancora controllata dai Serbi, si scoprono nuove terribili sacche di povertà, ignorate da tutti. Ora stanno tornando 300mila profughi rimandati dalla Germania e sono senza meta! La Regina della Pace chiama ancora i suoi figli in aiuto dei più poveri. Per informazioni e collaborazione: Alberto Bonifacio, v.S.Alessandro 26, 22050 Pescate (LC), 0341-368487tel/368587fax; ccp 17473224.

* Il pullman giornaliero per Medj. parte da Trieste alle 18, vicino alla Stazione ferroviaria con arrivo a Medj. alle 08 del mattino successivo; riparte sempre alle 18 da Medj. con arrivo a TS alle 08 (tel 040-425001; £ 180mila a/r).

Eco compie 13 anni il 21 novembre e inizia il 14°. Lavoriamo sempre in condizioni precarie, ma la Madonna ci assiste visibilmente e fa crescere la diffusione dei suoi messaggi nelle 16 lingue, con ben più di 800mila copie, senza contare le riproduzioni che di Eco si fanno in Canada e in America Latina. Un grande grazie a Maria, ai lettori che attestano continuamente il bene che ricevono da Eco, ai collaboratori e distributori sparsi ovunque. Nonostante i sacrifici, continueremo l'opera finché a Dio piacerà.
Ci scusiamo con i distributori italiani se non trovano l'elenco dei loro indirizzi: sia per lo spazio, sia perché nel frattempo si sono aggiunti molti altri e sarebbe impossibile citarli tutti. Rallegratevi perché la vostra ricompensa è nei cieli! Abbiamo inserito il c/c postale per facilitare le offerte: preghiamo di scrivere chiaro in stampatello il vostro nome e indirizzo.

Giunga a tutti la benedizione materna della pace perché, grazie anche all'aiuto dell'Immacolata e dei Santi, rimaniate sempre nella gioia e nella pace.

Villanova M., 27.10.97


EDIZIONI ESTERE
Inglese: Echo of Mary, cas.post.27, I-31030 Bessica Treviso. Francese: Echo de Marie, B.P. 4602, F-45046 Orléans, Cedex 1. Tedesco: Echo Mariens, Cas. Post. 149, I-46100 Mantova. Spagnolo: Eco de Medj., cas. post 149, I-46100 Mantova; Catalano: Amics de Medj., c.Carme 11 baixos E-08700 Igualada-Catalogna; Portoghese: Gilberto Correia, rua de Brito 24, P-4915 Vila Praia de Ancora, tel. 911181; Brasiliano: Servos da Rainha, Caixa p. 02576, 70279-970 Brasilia DF; Olandese Int. Medj. Comité afd. Nederland-Belgie, Misericordeplein 12C, 6211 XK Maastricht (Olanda); Polacco: Echo Maryi, 30-960 Krakòw skr.pocz. 188 (Polonia), fax (48) 12475528; Russo: Dom Marii, Ul Remisova 5, a/28, 113186 Moscow (Russia); Svedese: Carlo Frizzo, c/o Josephina Hemmet, 16849 Drachmannsg 2, Bromma (Svezia) Ungherese: Fraternitas, 1399 Budapest, P.F. 701/85, Hongrie, fax 36-11329001; Rumeno: Ecou din Medjugorje, cas. p. 41-132 Bucuresti (Romania). Albanese: Sander Prendushi, L. Heroj, Rr Skenderbeg, nr 98, Shköder (Albania). Greco: Sr. Despina de la St. Croix, 69 rue Epirou, Agia Paraskevi, 15341 Athenes.
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Resp.Ing.A. Lanzani-Tip. DIPRO (Roncade TV).