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www.medjugorje.ws » Eco di Maria Regina della Pace » Eco di Maria Regina della Pace 144 (Marzo-Aprile 1999)

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Eco di Maria
Regina della Pace 144


 

Marzo-Aprile 1999

 


 

Messaggio di Maria del 25 gennaio 1999

«Cari figli, vi invito di nuovo alla preghiera; non avete la scusa di dover lavorare di più, perché la natura dorme ancora un sonno profondo. Apritevi nella preghiera; rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie.
Mettete la Sacra Scrittura in un luogo visibile nelle vostre famiglie, leggetela, meditate e imparate come Dio ama il suo popolo. Il suo amore si mostra anche nei tempi odierni, perché manda me per invitarvi al cammino della salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Apritevi a Dio e rinnovate
la preghiera in famiglia

Nel rinnovato invito alla preghiera, Maria si rivolge soprattutto alla sua parrocchia agricola e, ripetendo i richiami degli inizi, quando la gente d'inverno riempiva la Chiesa nelle messe serali, osserva: ora non potete avere la scusa di dover lavorare nei campi perché la natura dorme ancora un sonno profondo. Verrebbe da chiedersi: allora saremmo dispensati dal pregare quando fossimo presi dal molto lavoro? Tutt'altro.
Agli stessi uomini e donne della parrocchia Lei diceva il 30.5.85: che la preghiera, cari figli, sia nutrimento quotidiano per voi, soprattutto in questi giorni, in cui il lavoro dei campi vi affatica a tal punto da non poter pregare col cuore. Pregate, e così potrete superare ogni stanchezza. La preghiera sarà per voi gioia e riposo. E' chiaro, e questo la Madonna non lo dice solo per loro. Ella comprende la nostra fatica, ma ci dona anche il mezzo per superarla e avere gioia e riposo.
Apritevi nella preghiera. Vuol dire che quando si prega si può rimanere chiusi a Dio e aperti solo ai nostri pensieri, cioè pregare con la bocca e non con il cuore. E' necessario prima della preghiera invocare lo Spirito Santo perché svuoti il cuore dalle cose nostre e lo riempia di sé per poter incontrare Dio. Se poi tra noi e Dio sembra esserci un muro invalicabile, bisogna insistere nell'invocazione. Questo è segno che il cuore vuole aprirsi a Lui. Dio vuol provare se tu lo vuoi davvero: se vede che tu lo cerchi, Egli arriva.
Aprirsi a Dio vuol dire avere a cuore di conoscere la sua volontà e non mettergli davanti la nostra o i nostri problemi per averne una soluzione. Egli vuole il nostro cuore per riempirlo di sé. Circa i nostri problemi ci ha detto: cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, il resto vi sarà dato in sovrappiù (Mt 6,33), gettando in Lui ogni preoccupazione perché Egli ha cura di voi (1Pt 5,7). Ma questa apertura non è solo per il tempo della preghiera: è apertura a Dio perché entri nella nostra vita e la conduca Lui, secondo il suo volere. E' proprio vero che la preghiera comincia dopo aver pregato entrando in un rapporto nuovo con Dio, nell'attenzione a fare la sua volontà.
Rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie: quante volte l'ha ripetuto! La famiglia si salva e rimane unita con la preghiera, perché se i membri della famiglia si confrontano con Dio, non ci possono rimanere disordini. Ma perché dice: rinnovate? Perché occorre riprendere la preghiera se si è abbandonata; o, forse meglio, renderla nuova con un rinnovato impegno, come la cosa più importante, in modo che non ristagni nell'abitudine, nella routine. Maria ha chiesto altrove di renderla attiva con il contributo e l'ispirazione dei singoli, facendo spazio, per es. a un piccolo esame di coscienza, a un pensiero suggerito dalla Parola di Dio, a preghiere di intercessione per i bisogni propri e degli altri.
Poi ripete - e sembra dire "al posto della televisione"- di mettere la Sacra Scrittura in un luogo visibile, leggerla e meditare. In questa maniera è chiara la scelta fatta dalla famiglia: che l'uomo vive di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (Mt 4,4) e non delle vanità e modelli vuoti da cui ogni giorno siamo sommersi.
Così imparerete come Dio ama il suo popolo. Dobbiamo averlo sempre presente, altrimenti non sappiamo perché si vive! Questa è la verità sull'uomo che la Parola di Dio ci rivela: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito (Gv 3,16). Ed è chiaro dalle parole del messaggio che in ogni pagina della Scrittura, che si legge in famiglia, è nascosto questo amore, anche se a prima vista non sembra: solo gli occhi della fede illuminati dallo Spirito, lo possono comprendere.
Ed ora, nella continuità dello stesso amore, Dio ci manda sua Madre: nel tempo presente manda Me per invitarvi alla via della salvezza. Vuol dire che Dio, come ultima prova del suo infinito amore, in linea con la missione del Figlio, ci manda Maria. Si può allora prendere alla leggera un tal dono di amore e tener chiusi gli occhi di fronte ai prodigi che le sue apparizioni hanno già compiuto nei cuori?

don Angelo

 

Messaggio di Maria del 25 febbraio 1999

«Cari figli, anche oggi sono con voi in un modo speciale meditando e vivendo nel mio cuore la Passione di Gesù.
Figlioli, aprite i vostri cuori e datemi tutto ciò che vi è in essi: le gioie, le tristezze ed ogni dolore, anche il più piccolo, perché io possa offrirli a Gesù, affinché Egli con il suo amore incommensurabile bruci e trasformi le vostre tristezze nella gioia della sua Risurrezione.
Perciò, figlioli, vi invito ora in modo particolare ad aprire i vostri cuori alla preghiera, cosicché per mezzo di essa diventiate amici di Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Date a me le vostre tristezze
e Gesù le muterà in gioia.

La Madonna in questo tempo di Quaresima ci invita con dolcezza a partecipare alla Passione di Gesù per aver parte con Lui nella gloria: Partecipiamo alle sue sofferenze per giungere alla risurrezione (cf. Fil 3,10).
Ella è con noi nel meditare la vicenda della Croce perché per nostro amore il suo Figlio ha patito ed è morto cambiando così la nostra sorte. E' un invito anche per noi a meditare la Passione di Gesù nella Via crucis. Quanto diversi ci sentiamo dopo aver fatto un bagno nel cammino doloroso della Croce di Gesù... Ma c'é anche la Via Matris in cui meditiamo i dolori che hanno trapassato l'anima di Maria come una spada.
La Madonna a Kibeho nel 1982 ha offerto la corona dei sette dolori "come rimedio valido per quello che si può chiamare il male del secolo: la negazione del peccato e quindi l'assenza del pentimento necessario per il perdono di Dio". Vi possiamo dire per esperienza quanto è efficace!
E non solo Ella medita, ma pur essendo nella beatitudine, vive anche la Passione di Gesù e la nostra. E chiede che le apriamo i nostri cuori perché non ci scoraggiamo al pensiero dei dolori che ci aspettano, davanti ai quali soccomberemmo se non guardassimo a quello che viene dopo la croce e che Lei ha già vissuto: la gloria della risurrezione: non son paragonabili le sofferenze del momento presente alla gloria futura che sarà rivelata in noi (Rom 8,18).
Aprite i vostri cuori e datemi tutto ciò che vi è in essi. Datemi tutto: le tristezze, le angosce, le ansietà che si agitano dentro per il futuro, le vostre depressioni, i vostri fallimenti, le vostre malattie, le infermità corporali e anche i più piccoli dolori. Perché "dateli a me"?
Date a me: Lei conosce la nostra tentazione di rifiutare la sofferenza che ha avuto anche Gesù: Padre, allontana da me questo calice... e il silenzio di Dio: Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato? Ella sa che siamo portati a ribellarci alla croce e ad abbatterci davanti ad ogni angustia.
Date a me perché ella sa che finiamo col disperdere quel tesoro di grazie che sono le croci. Queste croci si muteranno in gioia, come per una donna le doglie del parto, quando, assunte da Gesù, diventeranno motivo di gaudio, da poter dire come S.Paolo: sovrabbondo di gioia in ogni tribolazione.
Date a me, perché Lei è Mediatrice di tutte le grazie, come a Cana dove ha mutato l'umiliazione di una famiglia in una festa. Date a me anche le vostre gioie perché è facile che quelle vi illudano e vi allontanino dalla verità: io le purifico e le faccio servire al vostro bene.
Ebbene Lei sa che è impossibile a noi superare la prova della passione e perciò ci dice: date tutto a me e io offrirò tutto a Gesù. Quanto è importante il coinvolgimento di Maria nel nostro dono di offerta, di purificazione, di conversione, di risurrezione per il trionfo dell'amore smisurato del Signore Gesù!
E Gesù brucerà le nostre sofferenze con il suo amore senza misura e le trasformerà nella gioia della sua Risurrezione. Già ora la pregustiamo e verrà il tempo in cui saremo per sempre così come Egli è (1Gv 3,2)).
Alla fine Maria ci esorta ad aprire i cuori nella preghiera, per diventare amici di Gesù. Approfittiamo di questo tempo di grazia per entrare nell'amicizia di Gesù con una preghiera più vera, nella quale impariamo a dire come Lui: sia fatta non la mia, ma la tua volontà. Questo vuol dire essere amici di Gesù. Se accettiamo con l'aiuto di Maria di entrare nella sua Passione, entreremo con Gesù nella gioia del Padre che nessuno ci potrà togliere.
d.A.

Missione del Papa
in America in difesa della vita e degli oppressi

Giovanni Paolo II è venuto nel Messico l'ultima settimana di gennaio per apporre la firma ai deliberati del Sinodo dei vescovi americani, ma ha preso l'occasione per annunciare il Vangelo della Vita nel continente dove c'è il maggior numero di cattolici nel mondo. Ha scelto un popolo povero che sta vicino al più potente della terra per gridare: Beati i poveri, ma guai a voi ricchi, a voi sazi, a voi che ora ridete. Ha scelto il santuario di Guadalupe, dove la Madre di Dio, la "Morenita" è venuta a salvare l'esistenza minacciata del popolo indigeno, per condannare ogni sorta di attacco contro la vita.
Il Papa è stato accolto dall'entusiasmo popolare con i milioni di specchietti che hanno salutato e bombardato il suo aereo di luce e con le serenate fattegli da 250 chitarristi, tutte le notti sotto le finestre della nunziatura dove era ospite. Il Papa ha detto la verità sull'oppressione dei poveri, delle etnie, degli indios e dei chiapas: una vera tragedia soffocata dal silenzio ufficiale.

I "mai più" del Papa - Ecco come nello stadio Hermanos Rodriguez sono risuonati i suoi: "mai più". "E' giunta l'ora di bandire una volta per tutte dal continente qualsiasi attacco alla vita. Mai più violenza, sfruttamento, l'inutile pena di morte. Mai più tortura, discriminazione razziale, mai più questi mali intollerabili, che gridano al cielo e invitano i cristiani a un diverso stile di vita, ad un impegno sociale più in sintonia con la loro fede. Dobbiamo risvegliare le coscienze degli uomini e delle donne con il Vangelo per dar risalto alla loro sublime vocazione di figli di Dio". Poi ha deposto davanti al volto meticcio della Vergine di Guadalupe "i desideri e le speranze dei popoli indigeni con la loro cultura, con le legittime aspirazioni a cui hanno diritto".
In seguito nell'immenso stadio "Azteca", davanti ai rappresentanti di ogni parte del mondo nuovo, si è espresso con queste lapidarie parole: "Poiché alcuni potenti hanno voltato le spalle a Cristo, questo secolo che si conclude, assiste impotente alla morte per fame di milioni di esseri umani, anche se paradossalmente aumenta la produzione agricola e industriale; rinuncia a promuovere i valori morali, progressivamente erosi da fenomeni come la droga, la corruzione, il consumismo sfrenato e il diffuso edonismo; contempla inerme il crescente abisso tra paesi poveri e indebitati e altri forti e opulenti; continua a ignorare la perversione intrinseca e le terribili conseguenze della cultura della morte; promuove l'ecologia, ma ignora che le radici profonde di qualsiasi attentato alla natura sono il disordine morale e il disprezzo dell'uomo per l'uomo".
Incontro tra due mondi opposti - Poi, lasciato il Messico, il volo a St. Louis (USA), dove si trova faccia a faccia con Clinton. Mentre, nell'indirizzo ufficiale, il presidente elogia l'opera del Papa per la pace nel mondo, Giovanni Paolo II, con parole calibrate, davanti al suo interlocutore, richiama l'America alle sue grandi responsabilità verso il mondo.
Nel 4° incontro con il Papa polacco, è l'uomo più potente del mondo a tremare, forse, dentro di sé per i propri sensi di colpa e per la sua spirituale inadeguatezza davanti a questo vecchio in apparenza fragile e invece duro come l'acciaio. Non sarà sua Santità a fargli cambiare idea sulla pena di morte e sull'aggressione all'Iraq, sul quale vengono lanciate bombe proprio durante l'incontro. Si congeda con un sorriso il Presidente della globalizzazione del mercato, ma il Papa lancia un'altra globalizzazione, quella della solidarietà tra tutti gli uomini.

Ai giovani: sincerità e purezza - Ai giovani contagiati dall'entusiasmo nel grande tempio del Baseball di St.Louis, il Kiel Center, il Papa porge l'invito a seguire Cristo con lo stesso trasporto con cui seguono i records della loro squadra superstar. Li ha esortati a dire sempre la verità in un mondo che ha bisogno di luce. "Quando eravate piccoli avevate paura del buio. Oggi esiste un altro tipo di oscurità nel mondo di cui dovete aver paura: l'oscurità del dubbio e dell'incertezza, della violenza e dell'indifferenza, dell'abuso sessuale e degli stupefacenti che distruggono corpo, mente e cuore. C'è qualcosa di terribilmente sbagliato se tanti giovani vengono sopraffatti dalla disperazione da uccidersi.
In alcuni stati di questa nazione sono state approvate leggi che permettono ai medici di porre fine alla vita di quanti sarebbero invece vincolati da giuramento ad aiutare. Il dono della vita che Dio ha fatto viene respinto! Viene scelta la morte piuttosto che la vita... Non ascoltate coloro che vi spingono a mentire, a sottrarvi alle responsabilità, a pensare prima di tutto a voi stessi. Non ascoltate quanti vi dicono che la castità è "passé": nei vostri cuori sapete che l'amore vero è un dono di Dio e rispetta il suo piano per l'unione stabile dell'uomo e della donna nel matrimonio. Non fatevi fuorviare da falsi valori e slogan ingannevoli circa la vostra libertà. La vera libertà è un meraviglioso dono di Dio ed è stata una parte preziosa della storia del vostro paese".
Il gesto con cui il Papa maneggia il suo bastone, mimando un giocatore di hockey, dimostra una volta ancora la capacità del Papa di mettersi in sintonia con i ragazzi nel modo più spontaneo. Così ha accolto anche il dono di una vera mazza da hockey e una maglia della squadra locale col n. 1 e il nome "John Paul II" stampati sopra.

Alla Messa nel grande stadio coperto di St. Louis, il Papa ha lanciato un esplicito invito agli USA perché cambino rotta sul rispetto della vita e delle verità morali. E ai cattolici ha detto apertamente ciò che l'appartenenza alla Chiesa non può permettere: "Quali credenti, come possiamo non capire che l'aborto, l'eutanasia, il suicidio assistito, rappresentano un terribile rifiuto del dono che ci fa Dio della vita e dell'amore?"
E' bene sapere che da un'indagine statistica appena conclusa risulta che nel Missouri l'86% dei cattolici, che sono la stragrande maggioranza, credono che si possa essere buoni cristiani anche senza seguire il pensiero del Papa riguardo all'aborto, al divorzio, al celibato del clero, al permissivismo sessuale, ecc.
Ha destato generale soddisfazione il significativo gesto del governatore del Missouri che, dopo la visita del Papa, ha concesso la grazia a un detenuto condannato alla pena capitale proprio in quei giorni.
"Questo incontro, con il materno intervento di S.Maria di Guadalupe -ha detto il Papa nell'udienza generale del 10 febbraio- ha segnato in maniera indelebile la storia dell'America".
* *

L'amore del Padre:
è umano e anche materno

Così il Papa nell'udienza del 20 gennaio ha delineato il volto del Padre come già risulta dall'A.T.: «... La paternità divina nei confronti d'Israele è caratterizzata da un amore intenso, costante e compassionevole. Nonostante le infedeltà del popolo, e le conseguenti minacce di castigo, Dio si rivela incapace di rinunciare al suo amore.
E lo esprime in termini di profonda tenerezza anche quando è costretto a lamentare l'incorrispondenza dei suoi figli: A Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amore: ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare... Come potrei abbandonarti, Efraim, come consegnarti ad altri, Israele?... Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione (Os 11,3s.8; cfr. Ger 31,20).
Persino il rimprovero diviene espressione di un amore di predilezione, come spiega il libro dei Proverbi: Figlio mio, non disprezzare l'istruzione del Signore e non aver a noia la sua esortazione, perché il Signore corregge chi ama, come un Padre il figlio prediletto (Pro 3,11-12).
Una paternità così divina e nello stesso tempo così "umana" nei modi con cui si esprime, riassume in sé anche le caratteristiche che solitamente si attribuiscono all'amore materno. Anche se rare, le immagini dell'A.T. in cui Dio si paragona ad una madre sono estremamente significative. Si legge ad es. nel libro di Isaia: Sion ha detto: 'Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato'. Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio del suo seno? Anche se ci fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai (Is 49,14-15). E ancora: Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò (Is 63,13).
L'atteggiamento divino verso Israele si manifesta così anche con tratti materni, che ne esprimono la tenerezza e la condiscendenza (cfr. CCC 239). Questo amore, che Dio effonde con tanta ricchezza sul suo popolo, fa esultare il vecchio Tobi e gli fa proclamare: Lodatelo, figli di Israele, davanti alle genti: Egli vi ha disperso in mezzo ad esse per proclamare la sua grandezza. Esaltatelo davanti ad ogni vivente; é Lui il Signore, il nostro Dio, Lui il nostro Padre, il Dio per tutti i secoli (Tb 13,3-4)».

Per la Quaresima: "Esercitare la carità!"

Il Signore preparerà un banchetto per tutti i popoli (Is 25,6): è il tema dell'esortazione del S.Padre per la Quaresima. Per far partecipi i nostri fratelli esclusi dal banchetto del quotidiano consumismo ai beni necessari alla vita, concretizziamo la carità nelle opere di misericordia spirituali e corporali.
"Ci sono molti 'Lazzaro' che bussano alle porte della società: sono tutti coloro che non partecipano ai vantaggi materiali apportati dal progresso. Vi sono perduranti situazioni di miseria che non possono non scuotere la coscienza del cristiano, e richiamargli il dovere di farvi fronte con urgenza, sia personalmente che in modo comunitario..." Anche i governi, le istituzioni internazionali e i centri direttivi dell'economia mondiale "devono farsi carico di progettare itinerari coraggiosi per una più giusta ripartizione dei beni della terra... Maria con la sua presenza sostenga i nostri passi nella carità..."

"Giovani, riscoprite la confessione"

E' l'invito proposto da Giovanni Paolo II nel messaggio per la prossima giornata mondiale della gioventù che si celebra nelle diocesi la domenica delle Palme. "Giovani, il Padre vi ama, ma per incontrare e sperimentare questo amore, dovete riscoprire la bellezza e la ricchezza di grazia del sacramento della penitenza... Un appello accorato -afferma sempre il Papa- perché l'uomo moderno, quanto più smarrisce il senso del peccato, tanto meno ricorre al perdono di Dio".

La gioia del perdono - Nel giorno delle Ceneri il Papa ha aggiunto: "La Quaresima è il tempo di una particolare sollecitudine di Dio nel perdonare e rimettere i nostri peccati: E' il tempo della riconciliazione... In effetti l'uomo non ritrova l'amicizia con Dio fino a quando non sgorgano dalle sue labbra e dal suo cuore le parole: Padre, ho peccato! Il suo sforzo viene allora reso efficace dall'incontro di salvezza che avviene grazie alla morte e risurrezione di Cristo. E' nel mistero pasquale, cuore della Chiesa, che il penitente riceve in dono il perdono delle colpe e la gioia della rinascita alla vita immortale".

 

"Sarete perseguitati per il mio Nome"

I discepoli del Signore -lo sappiamo dalle parole di Gesù- patiranno persecuzioni nella stessa famiglia, nella stessa loro comunità, tanto contrasta con il mondo lo spirito genuino di Gesù. Ma anche a livello di società e di nazioni non cesseranno mai le persecuzioni contro chi ha il nome cristiano e appartiene alla Chiesa. Oggi questo avviene particolarmente nel Sudan, nel Pakistan, nella Birmania, in Turchia, nel Vietnam, in Egitto, in Algeria, in Ruanda e soprattutto in Cina. In molti paesi i fondamentalisti islamici cercano di sradicare la Chiesa.

Tragedia nel Sudan del Sud - Il Governo musulmano centrale sembra perpetrare un vero genocidio contro la popolazione cristiana e animista, impedendo persino, oltre alle tante vessazioni, l'atterraggio degli aiuti per la gente affamata. E anche i soccorsi lanciati dagli aerei spesso non raggiungono lo scopo, perché le persone, che accorrono da lontano in condizioni spaventose, muoiono dalla sfinitezza prima di poter afferrare qualche cosa. Non parliamo della malaria e delle malattie conseguenti alla denutrizione che mietono una quantità di vittime tra i bambini.
Migliaia e migliaia di ragazzi -riferiscono i giornali- vengono tenuti schiavi in campo di concentramento, dove vengono venduti ai migliori acquirenti. Due benefattrici americane per liberarli ne hanno comperati 350 a 100 dollari ciascuno.

Eppure i cristiani resistono - Una suora, nostra affezionata lettrice, ci scrive: "La Chiesa così tribolata qui in Sudan sotto l'integralismo islamico, prende la sua forza da Maria, dal Rosario, che vedo recitare dovunque, nei centri, nelle povere capanne, tra giovani, adulti e piccoli. Nella cattedrale di Khartoum il Vescovo recita sempre il Rosario intero con i fedeli ogni sabato pomeriggio. Si scopre la forza di questa preghiera. I nostri cristiani, pur essendo disarmati, non hanno paura. Il governo ci controlla sempre, disperde i centri dove si prega e si fanno attività a beneficio dei poveri. Nella scuola, alla radio e alla TV c'è sempre e solo l'islam. Eppure, vedesse come si difendono anche i piccoli nelle scuole. Non hanno paura a dire: "Sono cristiano e non voglio il Corano". Qui la Chiesa è viva e testimonia con la fede il suo credo. Vedo giovani e adulti che cercano Dio e hanno sete della sua Parola". (suor Stefania Bassan, 8.12.98).

Povertà e persecuzione
per la Chiesa segreta della Cina

Due vescovi cinesi erano stati invitati al recente sinodo per l'Asia, ma il governo di Pechino non ha dato loro il permesso di partire. Uno dei due ha scritto al Papa: "Sono fisicamente assente, ma il mio cuore è costantemente presente con voi". Nella Cina i fedeli della Chiesa "segreta" sono continuamente perseguitati. Anzi il chiaro scopo del regime -come risulta da un documento segreto pubblicato da "Fides"- è di eliminare i cattolici che rifiutano l'adesione alla Chiesa patriottica controllata dal governo. Il 21 febbraio la stampa ha dato la notizia che centinaia di fedeli della provincia di Begoin sono stati arrestati e il loro vescovo incarcerato.
Ci sono centinaia di seminaristi, sacerdoti, suore e vescovi clandestini. I più vecchi hanno passato spesso molti anni in carcere o in campi di lavoro, i giovani sanno che da un giorno all'altro possono essere gettati in prigione. Abbiamo incontrato un vescovo che dal 1986 ha passato ogni anno, fino a sei mesi, in carcere per i più svariati motivi.
E' pieno di gioia e non ha nessuna paura dei pericoli e della miseria. Questi vescovi sono poverissimi e chiedono offerte di Messe per poter finanziare la formazione di molti giovani che vogliono diventare sacerdoti. Qui non c'è scarsità di vocazioni.
Ci sono molte suore che lavorano clandestinamente e rischiano tutto per evangelizzare, insegnare il catechismo ai bambini cattolici (l'educazione religiosa è proibita fino ai 19 anni) e gestire un orfanotrofio per bambini minorati: questi non sono orfani, ma a causa della politica cinese del "figlio solo" i genitori tengono solo il figlio perfetto. Mentre gli orfanotrofi statali respingono questi bambini, le sorelle li accolgono, li battezzano e danno loro affetto e assistenza. Molte ragazze si fanno suore, nonostante le tante incomprensioni, i dissensi familiari e il pericolo di essere scoperte: "Per onorare Dio e salvare le anime" ha detto una di esse.

Come ci insegnano il digiuno 20 seminaristi cinesi! - "Alle 3,50 di notte, con i nostri volti coperti da cappelli e sciarpe, la contadina ci guida in silenzio attraverso la campagna immersa nel buio, ci porta dietro un mucchio di fieno, dal quale percepiamo da lontano delle voci. Giunti alla bassa e umida costruzione, siamo fatti entrare nella cappella dove 20 giovani sono già inginocchiati davanti all'altare in preghiera. Sono i sacerdoti cinesi di domani. Dopo una lunga Messa hanno fatto in cortile alcuni esercizi di ginnastica, prima di tornare nella cappella gelida per il Rosario. Il sole non era ancora sorto.
Poi i seminaristi presero una scodella di zuppa di avena per prima colazione. Non avrebbero mangiato altro fino al secondo e ultimo pasto delle 16 a base di verdure. Di venerdì mangiano una volta sola al giorno e il mercoledì e il sabato stanno a pane ed acqua. Non mangiano mai carne né uova. Un giovane ci dice sorridendo: «Noi pensiamo che il nostro tenore di vita deve essere più basso di quello degli altri cristiani. Normalmente la rinuncia non ci pesa, perché con la preghiera ci sentiamo vicini a Dio». Talvolta però questa povertà è sentita come molto dura, e allora si dedicano con maggiore intensità alla preghiera: «All' inizio -egli aggiunge- ciò è molto difficile, ma con la preghiera percepiamo meglio il nostro scopo e siamo felici»" (ridotto, da Eco dell'Amore, sett. '98).

Una commovente voce dal Vietnam - "Ho 70 anni e sono malaticcio, ma ho una energia che sorpassa quella dei giovani. La preghiera e il fervore mi consumano come in una fornace, come Lui ha detto: sono venuto a portare il fuoco sulla terra...
Ve lo dico sottovoce. Nella notte dell'ultimo Natale l'arcivescovo di Hociminville (Hanoi) è venuto a celebrare la Messa di mezzanotte in questo angolo tenebroso della bidonville, dove siamo un piccolo gruppo di parrocchiani senza identità. Sono io che me ne occupo e Monsignore è venuto direttamente a casa mia senza alcuna pompa. Sembrava una leggenda. Per mezzo suo il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare sotto la nostra tenda. Avevamo tutti le lacrime agli occhi per questo nuovo Betlemme a Hociminville.
Io sto traducendo i messaggi di Maria del 1998, ma me ne mancano, perciò busso alla vostra porta perché, malgrado le distanze e la mia umile condizione, possa ricevere regolarmente l'Eco di Maria per diffonderlo".
Il prossimo 24 marzo celebreremo la giornata di preghiera e di digiuno per i missionari martiri.

Semi di unità anche con gli ortodossi - Sappiamo quanto sia diventato difficile il rapporto degli ortodossi, specialmente quelli di Russia, con i cattolici in questo ultimo tempo. Ebbene, uno spiraglio si è aperto: "E' giunto al Santo Padre l' invito ufficiale del Patriarca della Chiesa ortodossa rumena, Teoctist, a visitare la Romania, a grande maggioranza ortodossa. Il Papa ha accettato. La visita avverrà nel prossimo maggio".
Ecumenismo pratico sul Volga - Funziona a pieno ritmo la Chiesa-battello donata dalla "Chiesa che soffre" all' arcivescovo German di Volgograd. Dovunque passa, al suono delle campane issate sopra, i fedeli ortodossi stipano la cappella, capace di 100 posti: molti restano fuori. L' instancabile Padre Lardo ha promesso altre 2 Chiese-battello più grandi, e altre sono in progetto per diverse popolazioni bisognose.

A Scutari (Albania) è stato inaugurato il nuovo santuario della Patrona, la Madonna del Buon Consiglio. Questo santuario del VI secolo era stato distrutto nel 1467 dalle orde ottomane, mentre la stessa immagine era apparsa miracolosamente a Genazzano presso Roma, nella Chiesa dei Padri agostiniani dove è tuttora venerata. Il santuario di Scutari, ricostruito successivamente, era stato di nuovo abbattuto dal regime comunista. Nella sua visita in Albania nel 1993 il S.Padre aveva benedetto la prima pietra.

 

"Ritorniamo al primitivo fervore"
Modello di vita tracciato dalla Madonna per il primo gruppo di preghiera

Il 25 maggio '83 la Vergine aveva ripetuto il desiderio che venisse formato un gruppo di preghiera totalmente abbandonato a Dio. Il 16 giugno detta a Jelena le regole del gruppo:
1. Rinunciate a tutte le passioni e desideri disordinati. Evitate la televisione, soprattutto le trasmissioni nefaste. Gli sport eccessivi, il godimento smodato di cibo e di bevande, l'alcool, il tabacco, ecc.
2. Abbandonatevi senza riserve a Dio.
3. Bandite definitivamente ogni forma di angoscia. Chi si abbandona a Dio non ha posto nel suo cuore per l'angoscia. Le difficoltà sussisteranno, ma serviranno alla crescita spirituale e renderanno gloria a Dio.
4. Amate i vostri avversari. Bandite dal cuore odio, amarezza, giudizi, preconcetti. Pregate per i vostri avversari e invocate la benedizione divina su di loro.
5. Digiunate a pane e acqua due volte la settimana. Radunatevi in gruppo almeno una volta la settimana.
6. Ogni giorno consacrate almeno tre ore alla preghiera, di cui almeno mezz'ora al mattino e mezz'ora alla sera. In questo tempo di preghiera sono compresi la S.Messa e il Rosario. Riservatevi momenti di preghiera nel corso della giornata e ricevete la S.Comunione ogni volta che vi sarà possibile. Pregate con grande raccoglimento. Non guardate continuamente l'orologio, ma lasciatevi guidare dalla grazia di Dio.
Non vi preoccupate troppo delle cose di questo mondo, affidando tutto, nella preghiera, al nostro Padre celeste. Quando uno è troppo preoccupato non può pregare, perché manca la serenità interiore. Dio contribuirà a condurre a buon fine le cose terrene, quando uno si sforza di aprirsi alle sue. Quelli che vanno a scuola o al lavoro devono pregare mezz'ora al mattino e mezzora la sera e partecipare, possibilmente, all'eucaristia. Bisogna estendere lo Spirito di preghiera al lavoro quotidiano, cioè accompagnare il lavoro con la preghiera.
7. Siate prudenti, perché il demonio tenta tutti coloro che hanno deciso di consacrarsi a Dio e soprattutto loro. Suggerirà loro che pregano troppo, che digiunano troppo; che devono essere come gli altri giovani e cercare i piaceri. Non devono ascoltarlo né obbedirgli! Devono prestare attenzione alla voce della Vergine. Quando la loro fede sarà consolidata, il demonio non riuscirà più a sedurli.
8. Pregate molto per il vescovo e per i responsabili della Chiesa. Non meno della metà delle loro preghiere e dei loro sacrifici deve essere consacrata a questa intenzione.

A Jelena: "Sono venuta per dire al mondo: Dio è verità. Egli esiste. In Lui c'è la felicità e la pienezza della vita. Mi sono presentata qui come Regina della Pace per dire al mondo che la pace è necessaria per la salvezza del mondo. In Dio si trova la vera gioia dalla quale deriva la vera pace".
"Vi chiedo un impegno per quattro anni. Non è ancora il momento di scegliere la vostra vocazione. L'importante, all'inizio, è entrare nella preghiera. Dopo, farete la scelta giusta.

(Da: "Messaggi e pedagogia di Maria a Medjugorje" di R.Laurentin - R. Lejeune, ed. Queriniana, Brescia)

 

Continua la lotta spirituale
per difendere il dono autentico di Medjugorje

Noi crediamo fermamente che la presenza speciale di Maria a Medjugorje, dove in questo tempo "si trova una fonte della grazia" (08.05.1986), rappresenti un dono prezioso offerto a tutta la Chiesa e a tutti gli uomini di buona volontà, in questi tempi che attraverso Maria sono uniti al cielo in modo speciale (25.05.1996). Sono tempi di grazia in cui lo Spirito sembra voler soffiare con un nuovo irresistibile vigore sulla Chiesa e sul mondo per "fare nuove tutte le cose".
Sappiamo anche che il nucleo più vero e profondo della chiamata della Regina della Pace risiede nella disponibilità all'offerta della vita per la salvezza del mondo (25.02.1988), come già anticipato a Fatima, di cui Medj. rappresenta la piena realizzazione (25.08.1991), mediante un cammino spirituale di abbandono totale a Dio (25.05.1989), guidato personalmente da Maria.
Se osserviamo lo sviluppo cronologico dei messaggi di questi anni e la sapiente pedagogia dispiegata dalla Madonna con inimitabile finezza materna, è indubbio che la piena assimilazione dei contenuti più veri e profondi di tale chiamata non può avvenire istantaneamente (come per gli angeli!). Ma tutto questo richiede lo sviluppo di una dinamica di progressiva apertura del cuore, che ci conduca, guidati da Maria, "alla profondità della vita spirituale, nella semplicità" (25.12.1989). Ciò tuttavia diventa possibile solo se si accettano con docilità le vie da Lei sapientemente tracciate e i mezzi e gli strumenti spirituali da Lei prescelti per l'attuazione dei suoi programmi.
E' in tale prospettiva che si collocano quegli speciali spazi concreti, da Lei voluti sin dai primi tempi delle apparizioni (a Jelena 25.05.1983), in cui potesse ardere, con speciale intensità, un fuoco di comunione e di offerta capace di fornire per così dire "il carburante spirituale" per la realizzazione del piano di grazia della Regina della Pace. Primo tra questi il gruppo di preghiera guidato direttamente da Maria, attraverso il dono carismatico concesso a Jelena, che espresse, con carattere esemplare, i contenuti più profondi della grazia donata a Medj.
Poi sono venute le altre comunità e famiglie spirituali, nate dal Cuore di Maria, spesso da Lei personalmente guidate, anche attraverso doni particolari, per realizzare una speciale dinamica di offerta e di profondità di comunione nello Spirito, che assicurasse la piena attuazione dei disegni di grazia a Lei affidati da Dio, per il finale trionfo del Suo Cuore Immacolato annunciato a Fatima.
Era anche prevedibile, ed in perfetto accordo con le Scritture, che un evento di grazia di tali proporzioni non sarebbe potuto sfuggire alla legge evangelica della contraddizione. Difatti Medj. è stata inevitabilmente proiettata, sin dall'inizio, in un contesto di violentissima lotta spirituale ("dove sono Io e Mio Figlio subito arriva anche satana", a Mirjana, 28.01.1987).
Così nei primi tempi delle apparizioni, il nemico, "colui che vuol distruggere i miei piani di pace" (12.07.1984), manifestò la propria azione attraverso una fase di violenta opposizione frontale da parte delle autorità civili del regime comunista ateo e una serie di inspiegabili malintesi, incomprensioni, immotivate posizioni di rifiuto da parte del Vescovo locale e di altri esponenti delle gerarchie ecclesiastiche, spesso male informati, resi incomprensibilmente ciechi e sordi di fronte agli evidenti ed abbondantissimi frutti spirituali che scaturivano incessantemente da quella fonte di grazia.
Attualmente la lotta spirituale si esercita, in modo apparentemente meno violento, ma su livelli assai più sottili ed insidiosi, attraverso l'opera, magari inconsapevole, di chi pur affermando di accettare il dono spirituale di Medjugorje, o addirittura facendosene rumorosamente araldo e banditore, di fatto ne rifiuta e nega le dinamiche spirituali più profonde e i frutti più autentici. In questa maniera si mutila arbitrariamente il piano di grazia di Maria di componenti essenziali e di strumenti spirituali da Lei esplicitamente prescelti per una piena attuazione dei suoi disegni di amore.
Non a caso l'accanimento maggiore generalmente si manifesta contro ciò che rappresenta il cuore spirituale del piano di Maria, quei nuclei di ardente comunione voluti dalla Regina della Pace, in cui si esprime nel modo più autentico l'essenza profonda del carisma spirituale di Medjugorje. Parliamo di quelle comunità spirituali generate dal suo Cuore Immacolato, che sono destinate a svolgere un ruolo decisivo per la effettiva realizzazione dei suoi programmi di grazia per il mondo.
Si assiste così ad un sistematico oscuramento dei contenuti più vitali ed autentici del carisma spirituale di Medjugorje, paradossalmente operato anche da parte di coloro che più direttamente dovrebbero sentirsi impegnati a custodirne l'integrità. C'è un evidente intento di costringerlo forzatamente nelle logica angusta e riduttiva del "Santuario mariano - Istituzione", o con la irragionevole pretesa di circoscriverlo arbitrariamente soltanto ad una parte - la più appariscente - delle sue manifestazioni. Così si rischia di impoverire tragicamente il sovrabbondante dono spirituale e lo stupefacente dinamismo di grazia donato dalla Regina della Pace.
I frutti malati di tale impostazione, che svaluta e oscura indebitamente componenti essenziali del dono spirituale di Medj., opponendosi di fatto ad una piena realizzazione dei suoi piani, si avvertono diffusamente anche tra molti pellegrini più sensibili. Essi, dopo un primo forte impulso iniziale generato dallo Spirito, cercano invano di essere aiutati a trovare e a riconoscere gli spazi spirituali voluti e preparati da Maria, dove poter sviluppare un autentico cammino di crescita verso quei livelli profondi di comunione con la Vita Trinitaria, che rappresenta l'essenza stessa della chiamata della Regina della Pace. E non trovandoli, finiscono troppo spesso per restare alla superficie, imbrigliati in uno sterile immobilismo spirituale, intessuto di elementi emozionali e di gesti ripetitivi e autogratificanti.
Questi livelli son ben lontani da quell'infuocata dinamica di grazia, che, bruciando nel vortice dell'Amore Trinitario ogni traccia dell'uomo vecchio, dovrebbe far nascere nei cuori quei "cieli nuovi e terra nuova", cui instancabilmente vuole condurci Maria, per farci strumenti efficaci nelle sue mani per la salvezza del mondo.
Consegniamo al Cuore della Regina della Pace le nostre e le altrui debolezze, perché, attraverso una più generosa preghiera ed offerta da parte dei suoi figli, tutto si trasformi in più viva luce di grazia, per un pieno trionfo del suo Cuore Immacolato.

Giuseppe Ferraro

I francescani restano a Medj. Negli ultimi giorni si sono rivolti a noi molti pellegrini chiedendo chiarimenti sull'allontanamento dei francescani dalla parrocchia di Medj. La notizia si riferisce alla recente pubblicazione di una lettera scritta dal vescovo di Mostar Ratko Peric e dal Ministro Generale dell'Ordine Francescano P.Bini.
Le notizie relative all'allontanamento dei francescani dalla parrocchia di Medj. ed all'acquisizione della parrocchia da parte del Vescovo Peric non sono esatte. Non è vero che alcuni dei francescani che attualmente si trovano nella parrocchia di Medj. debbano andare via. La parrocchia di Medj. non viene citata nel decreto "Romanis Pontificibus" tra le 20 parrocchie circa, quale parrocchia che i francescani dovrebbero cedere al vescovo locale. In caso di cambiamenti, il nostro Centro informativo ve ne informerà. (P.B.)

 

Notizie dalla terra benedetta

Un vescovo austriaco: "Qui troviamo quello che non si trova altrove:
conversione, confessione, vocazioni"

Prima di partire da Medj., ai primi di dicembre, l'arcivescovo di Salisburgo, Mons. Georg Eder ha manifestato così le sue impressioni: «... Mi sono sempre posto una domanda: perché questi messaggi così semplici che continuano a ripetersi? Sempre questo invito alla preghiera, al digiuno, al pentimento... Mi sono detto: tutto questo deve avere un senso. Cosa fa una madre che educa i suoi figli? Ripete sempre le stesse cose. Così anche Maria a Medj. si comporta nello stesso modo. Ella insegna a pregare e lo fa in maniera molto semplice...
Devo dire che per me vale davvero la parola di Cristo: li riconoscerete dai loro frutti! Quindi nessuna sorpresa. So che spesso vengono gruppi da Salisburgo a Medj. e che continuano a crearsi gruppi di preghiera. Ci sono sempre più persone che dicono: "a Medj. ho avuto la vocazione!" Penso: noi dimentichiamo tre cose che si trovano a Medj.: pentimento, confessione e vocazione. In Austria attendiamo inutilmente queste cose. Di conversione non si parla neppure più, perché la gente non ne ha bisogno; la confessione da noi si sta spegnendo, fatta eccezione per i santuari e le chiese dove si vive e si cerca questo sacramento; le vocazioni spirituali diminuiscono sempre più. A Medj. tutto questo avviene di continuo: conversione, confessione e vocazione spirituale!
Mi chiedo questo: cosa dobbiamo fare perché qualcuno si converta? Spesso ho detto ai componenti di associazioni che nei loro programmi manca la conversione. Siamo forse noi quelli che non hanno bisogno della conversione, che è il primo comando di Gesù nel Vangelo? La conversione viene meno, si perde la confessione, ci sono sempre meno vocazioni spirituali. Ci chiediamo come sia possibile mantenere i seminari. A Medj. si trova tutto questo, troviamo proprio quello che da noi manca. Ho ancora un altro desiderio: che qui ci sia pace tra i francescani e il Vescovo e che Medj. possa davvero svilupparsi come Maria desidera.
Io credo nella veridicità di Medj. Ci credo già da tempo. Quando i pellegrini mi hanno chiesto di venire con loro a Medj., ho risposto: "Io da tempo sono più vicino a Medj. di tanti altri. Una volta venuto, le mie impressioni si sono rinsaldate, grazie alla semplicità dei veggenti e del programma serale. Tutto è conforme allo spirito della Chiesa, molto, molto semplice e allo stesso tempo c'è tanta devozione, molta fede e, al di sopra di tutto, un forte desiderio di conversione e reale rinnovamento».

Il Card. Schonborn: "Dove c'è Maria la Chiesa si rinnova"

In una intervista a Lourdes l'arcivescovo di Vienna ha affermato: "Nei santuari mariani si prova ciò che rende la Chiesa viva: si ha la sensazione che Dio è vicino e non in maniera astratta, ma proprio concreta e reale, grazie a Maria che, come nessun altro rappresenta la vicinanza del cielo alla terra".
Interrogato su Medjugorje, che è molto presente in Austria, egli ha detto: "Non sono ancora stato a Medj., ma in un certo senso ci sono stato molte volte, grazie a coloro che ci sono stati e nella cui vita vedo molti frutti. Mentirei se dicessi diversamente. Questi frutti sono ben evidenti e concreti. Nella nostra diocesi e in molti altri luoghi assisto alla grazia della conversione, della vita soprannaturale nella fede, della grazia della gioia, della vocazione, della salvezza, della riscoperta dei sacramenti, della confessione, tutto ciò non è un inganno. Pertanto posso dire che i criteri che ho, come vescovo, sono i frutti e, se si deve giudicare l'albero dai frutti, si tratta proprio di un albero buono".
All'osservazione che dagli avvenimenti di Medj. sono sorte varie comunità, tra cui Kraljice Mira e Lamm in Austria, gli è stato chiesto se tutto questo può condurre a nuove prospettive per il futuro della Chiesa. "Certo -ha risposto- credo che Maria agisca sin dall'inizio nel silenzio, ma in maniera molto efficace. L'uomo presta meno attenzione alle 'piazze', raramente viene toccato dalle discussioni, anche se il dialogo ci deve essere, ma tutto ciò non basta, né per la vita personale, né per quella della comunità.

E in Maria la Chiesa è sempre personale, poiché non è una grande istituzione, né un grande sistema teologico, ma è percepibile, comprensibile solo nella sua maternità, nella sua verginità, nella sua bellezza e nella sua infinita gentilezza. Soprattutto nei luoghi mariani ci si rende conto che la Chiesa non è innanzitutto un'istituzione, come la si definisce tanto negativamente, ma è la sposa di Cristo, per la quale Cristo ha donato la vita: è meravigliosa ed è la madre di tutti gli uomini. E tutto ciò si trova in Maria. Per questo Maria è presente ovunque la Chiesa si rinnovi e dove c'è Maria, la Chiesa si rinnova. Non è un caso che le comunità, che sorgono dalla Chiesa, sono legate nella maggior parte dei casi a Maria e ai suoi luoghi di grazia".
Interrogato sull'atteggiamento di rifiuto da parte di certi vescovi per Medj., che pure è un frutto di grazia mondiale, e poi se l'ultimo documento del Vaticano al vescovo de La Réunion sia una risposta soddisfacente (26 maggio 1998), egli ha risposto: "La lettera del segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede (Vedi Eco 140; p.4) chiarisce in maniera amichevole quello che negli ultimi anni è sempre stato l'atteggiamento ufficiale della Chiesa su Medj. e cioè che la questione viene lasciata consapevolmente aperta... Non si nega né si esclude che i fenomeni possano avere un carattere soprannaturale. Certamente la Chiesa non si esprimerà definitivamente finché i fenomeni continueranno sotto forma di apparizioni o di eventi simili, ma il compito dei pastori è quello di promuovere ciò che cresce, ciò che mostra dei frutti, di proteggerlo, se necessario, anche dai pericoli che naturalmente sono ovunque. Anche a Lourdes bisogna sempre preoccuparsi di evitare che il dono originario non sia soffocato da sviluppi errati. E anche Medj. non ne è immune. Pertanto è o sarebbe importante che anche i vescovi dedichino consapevolmente le proprie attenzioni pastorali a Medj. affinché quelli che sono i frutti evidenti siano protetti da sviluppi errati" (Medj., un invito alla preghiera, I trim. '98, Tocco di Casauria - Pescara).

Come sono andati
gli ultimi esami sui veggenti?

Dopo le prime ricerche di un gruppo di medici francesi nell'84 e di un secondo gruppo di italiani nell'85, un gruppo di psichiatri europei hanno condotto nel 1998 ricerche esclusivamente psichiatrico-diagnostiche, richieste dall'Ufficio parrocchiale di Medj., sui veggenti. Le analisi sono state fatte in quattro diversi tempi nella casa dei Padri Dehoniani di Capiago (Como) e a Medj. Vengono elencati i 14 medici e psicologi, non solo italiani, che hanno condotto le ricerche, e anche una decina di sofisticate analisi fatte sui veggenti.
"Da tali ricerche emerge che in un arco di tempo di 17 anni, dall'inizio delle loro esperienze di apparizione, i soggetti non hanno mostrato sintomi patologici, come per es. estasi, disturbi dissociativi o perdita del contatto con la realtà... L'obiettivo era quello di valutare se la condizione di estasi durante le apparizioni, registrata dal gruppo di lavoro di medici italiani, fosse ancora presente o se fossero intervenuti dei cambiamenti...
Le ricerche condotte hanno dimostrato che i fenomeni di estasi possono essere associati a quelli del 1985, con un'intensità minore. L'esame ipnotico dello stato di estasi non ha causato una fenomenologia di esperienze spontanee, e per tanto si può concludere che la condizione estatica nelle apparizioni non sia una condizione di sonno ipnotico.
Capiago Intimiano, 12.12.1998. Firmato: P. Andreas Resch (coordinatore generale), dott. Giorgio Gagliardi (coordinatore scientifico), dott. Marco Margnelli, dott.sa Marianna Bolko e dott.sa Gabriella Raffaelli (gruppo ricerca).
Conclusione. Questi esami scientifici permettono di constatare che i veggenti non sono manipolati, che non fanno commedia e che lo stato di estasi (inspiegabile) non altera in nulla il loro comportamento "normale" nella vita quotidiana. Non è stata registrata alcuna patologia. Certo nessun apparecchio potrà registrare ciò che per i veggenti avviene "al di là del velo", ma è da notare che nessuna di queste indagini invalida ciò che i veggenti dicono di sperimentare.

Fra Slavko in Slovenia - Dall'11 al 15 gennaio '99 fra Slavko Barbaric, insieme a Nono Bulic e Vincenzo Cazzaniga, provenienti dalla Comunità di Suor Elvira, hanno condotto programmi di preghiera di Medj. e vari incontri sul tema della tossico-dipendenza, in occasione della pubblicazione del libro di fra Slavko "Perle di un cuore ferito".
Sia la preghiera come il problema della tossico-dipendenza e della possibile liberazione hanno attirato molta gente. Gli incontri si sono svolti in scuole, chiese, alla radio e in televisione. Anche i giornali locali hanno manifestato grande interesse verso i giovani della Comunità Cenacolo. Anche l'arcivescovo di Lubiana fra Frane Rode, ha ricevuto i giovani, mentre fra Slavko ha incontrato una trentina di sacerdoti di Maribor ed il vescovo Franco Kranberger.

P.Jozo in Libano, Siria e Corea - Su invito dei vescovi e delle comunità di preghiera, P.Jozo ha visitato questi paesi per circa una mese. Di ritorno ha detto ai giornalisti di Slobodna BiH: "I messaggi di Medj. hanno raggiunto tutto il mondo. Ho visto come molte persone hanno cambiato vita e desiderano ascoltare i testimoni di Medj.".
A Beirut ha incontrato anche il card. Sferirom e il vescovo Saad. "Il nunzio apostolico mons. Bortolasio ha voluto parlare da solo con me e mi ha ringraziato per tutto quello che faccio per il Libano e per il mondo. Mi ha detto che è stato a Medj. e riconosce l'importanza dei messaggi: di questo è felice". In Corea gli incontri si sono svolti nell'arco di 15 giorni in chiese affollatissime e presso impianti sportivi.

Che cosa ho visto in una piccola Comunità Cenacolo - "Ho passato la prima notte del mio pellegrinaggio a Medj. nella comunità di Suor Elvira a Ugljane (Sinj): una bella comunità di 30 ragazzi. Siamo arrivati poco prima di Mezzanotte. Lo sapete che questi poveri ragazzi ci mettono tutti in ginocchio? Sì, è questa la prima lezione che mi ha dato la Madonna: imparare da questi ragazzi come si ama la preghiera e l'Eucaristia.
Sopra la mia stanza, alle 2 di notte, sentii che qualcuno si muoveva; mi accorsi che nella cappella c'erano le luci accese. Mi alzai anch'io e andai a pregare: trovai là 15 ragazzi inginocchiati davanti all'Eucaristia, in silenzio e in adorazione, i volontari dell'adorazione notturna.
Quali cose meravigliose Dio ha fatto in questa comunità! Qui c'era una terra selvaggia di cespugli e di pietre, ora è un giardino. E' stata trasformata tutta dalle braccia di questi ragazzi. Ora è un piccolo villaggio di casette di pietra, dove c'è tutto: cucina, sala da pranzo, lavanderia, forno per il pane, stalla con le mucche per il latte, campo da football, officina, campi e orto. Tutto creato da questi ragazzi volenterosi, che Elvira tira sù guarendoli dalla droga con la terapia della preghiera: 3 Rosari al giorno, meditazione del Vangelo mattina e sera, revisione di vita severissima. Insomma ho capito che noi dobbiamo darci una scossa e fare ben di più nella preghiera, nel lavoro e nell'educazione dei giovani alla vita di grazia". (P.Gasparino)

"Incoraggiamo i giovani alla vita consacrata" - "Non tornate a casa senza aver promesso alla Madonna di iniziare una vita nuova di preghiera e senza farvi la domanda più importante della vita: Signore, cosa vuoi da me?": così diceva P.Gasparino al festival dei giovani.
"Ho toccato un argomento scottante e avevo riferito le parole di suor Elvira: «Credo che il Signore chiami molti giovani alla consacrazione radicale a Lui, ma i preti non hanno sufficiente coraggio nel sostenerli». Se qualche giovane ha il problema: 'Signore, mi chiami al matrimonio? (Sarà un matrimonio santo!) Mi chiami alla consacrazione radicale a Cristo? Eccomi, Signore'. Se vuole avere un consiglio, cerchi un sacerdote, e se volete, io sono a vostra disposizione alla Comunità Cenacolo.
Sapete cos'è successo? Ho dovuto dedicare 12 ore quasi consecutive ad accogliere giovani che venivano a interrogarmi individualmente, facendo ore di coda per potermi parlare sul loro problema vocazionale. Sì, il Signore chiama tanti giovani al suo servizio, bisogna avere il coraggio di aiutarli".

Giovani al Capodanno - Molto bella la veglia di Capodanno, alla quale hanno partecipato alcune migliaia di pellegrini, in gran parte giovani, provenienti da ogni parte del mondo. E' iniziata alle 22 con la preghiera guidata da P. Slavko: A mezzanotte il momento solenne della consacrazione con un silenzio adorante e poi canti di gioia.
Sabato 2 gennaio mattina, prima di partire, abbiamo partecipato all'apparizione di Mirjana sotto il tendone presso i ragazzi di Suor Elvira. All'arrivo della Madonna abbiamo visto il volto della veggente illuminato con gli occhi sfavillanti. Ella ha pregato con la Madonna il Padre Nostro in modo molto, molto lento, così da poter meditare ed assaporare ogni parola. (Alberto Bonifacio)

Vicka, immobilizzata per parecchie settimane per un fatale strappo alla schiena, in gennaio ha ripreso con coraggio i suoi colloqui con i pellegrini. Era molto affaticata e dimagrita. Eppure, appena ha potuto, ha trovato il tempo per andare in Terra Santa e anche a Lourdes per l'11 febbraio.

 

Come i "poveri" cristiani
ci fanno da maestri

Suor Emmanuel ci racconta la missione che ha svolto in 40 giorni, facendo il giro del mondo: dapprima in America, dove ha avuto sempre accanto Denis Nolan. La Madonna le ha aperto porte inattese per evangelizzare anche i non credenti, per mezzo della televisione, soprattutto nelle isole dei Caraibi.
"In Asia sono stata sempre accompagnata da P.Tim Deeter, americano, che ha un carisma particolare per i giovani (parteciperà anche al prossimo festival dei giovani a Medj). Ovunque il messaggio è stato ben accolto soprattutto dai giovani.
Ma ciò che ha più impressionato -racconta Suor Emmanuel- è stata la visita nel Kerala (India), dove i cattolici vivevano già i messaggi ben prima che la Madonna apparisse a Medj. All'inizio stavo attenta di non calcare troppo la mano, spiegando i cinque punti richiesti da Maria. Ma quando essi hanno sentito che la Madonna domandava di pregare il Rosario intero ogni giorno, essi rimasero sorpresi: «Sorella, solo i pigri si fermano lì! Qui si recitano anche 10 Rosari al giorno!» Mentre io suggerivo loro la confessione mensile, essi sorridevano: «Qui, ci si confessa ogni settimana!» Quando poi io parlavo della mancanza di sacerdoti e invitavo i genitori presenti ad aprirsi alle eventuali vocazioni sacerdotali dei loro figli, tutti erano pienamente daccordo. Difatti da loro c'è un'abbondanza di preti, tale da non soddisfare solo ai loro bisogni, ma anche di aiutare comunità senza sacerdoti all'estero.
Il vescovo di Pala ci confidava che è stato l'anno mariano del 1987 a far piovere grazie a non finire su tutta la diocesi: in quell'anno i fedeli fecero una catena ininterrotta di preghiera, notte e giorno.

Benedetta povertà! - "Erano loro che annunciavano il Vangelo a noi" - Un'esperienza unica è stata quella che abbiamo vissuto una notte tra gli indù, parlando di Dio sulla loro terrazza. Quante domande ci hanno fatto su Gesù e Maria! E la semplicità con cui accoglievano le nostre risposte ci ha profondamente toccati. Una mamma indù insegnava così ai suoi figli: «Voi sapete, bambini miei, che il Dio dei cristiani è tutto bontà.
Non dovete aver paura di Lui, non è come i nostri dei. Egli non punisce mai e ci ama tanto. Il suo amore è così grande che è morto sulla croce per noi; e credetemi, nessun altro dio avrebbe fatto questo per noi. Io vi dico che quel dio là è il mio preferito, è il migliore di tutti». Una della figlie è diventata cristiana, a 40 anni, e ora irradia l'amore di Gesù.
Siamo entrati in molte case, tra le più povere: ovunque c'era un angolo per la preghiera di famiglia ornato di fiori, lampade, candele, incenso e decorazioni fatte con amore. Dio è veramente al primo posto nella loro vita. Il loro cuore puro e la loro gioia infantile furono per noi un vero bagno di grazia. Erano loro che annunciavano il Vangelo e i messaggi a noi. La loro grande intimità con Dio è dovuta alla vera povertà di cuore. Non sono stati ancora toccati dal materialismo di morte che devasta il nostro occidente. Non si creano degli inutili bisogni. Sono liberi! (Dal diario di Sr. Emmanuel)

 

In cammino
incontro al Padre

Giovani di tutta Italia si sono ritrovati anche quest'anno a Numana per il convegno guidato da P.Tomislav, dal 7 al 10 gennaio, sul tema "Incontro al Padre". E per molti è stato un vero e proprio cammino che come sempre comporta: lotte, attese e decisioni. Il culmine di queste giornate ritmate dalla preghiera è stato sabato, nella Veglia di Risurrezione, con il rinnovo delle promesse battesimali. Vi riproponiamo qui alcuni momenti chiave di questo "cammino".
1. Che tipo di cristiani siamo? - Cosa succede in noi? Siamo capaci di vedere dove sono le tenebre dentro di noi? Prendiamo in esame alcuni punti.
Se ci sentiamo schiacciati, calpestati, siamo ancora nelle tenebre: abbiamo accettato il cristianesimo come un'ideologia. La religione, la fede sono per noi fonte di paura? Se il nostro rapporto con Dio è così, allora siamo ancora nelle tenebre. Se poi accettiamo la fede come un semplice mezzo di consolazione significa che siamo ancora infantili, non sviluppati, perché la fede è la fonte della vita e non delle consolazioni. Un altro aspetto ancora è la schiavitù delle devozioni, quando esse, cioè, non ci cambiano ma ci schiacciano...
2. Un Giubileo per entrare nella Luce Se la nostra spiritualità non è inserita nella SS.Trinità, rimane confusa, individualista. E' il punto più importante della nostra dinamica interiore. Solo così possiamo raggiungere la nostra identità piena: diventare figli di Dio Padre e entrare nella luce piena.
Questo tempo di preparazione al Giubileo è una grande Pentecoste per poter entrare nel battesimo dello Spirito Santo. La chiave per entrarci è la croce. Sapete perché molti cristiani sono depressi, deboli? Perché non hanno accettato la croce di Gesù Cristo! In essa abbiamo le grazie per accogliere e portare le nostre croci. Ma poiché le rifiutiamo, diveniamo sempre più deboli. Eppure ogni prova è prevista come uno strumento per la nostra purificazione e la salvezza di altri! Voi non sapete quanti hanno sofferto perché voi oggi abbiate la fede. Non siete consapevoli di quanto grande sia il compito affidatovi da Gesù Cristo!
3. Incontrare il Padre - Il Padre è temuto perché sconosciuto, ed è sconosciuto perché temuto. Razionalmente non si può parlare del Padre poiché è Fonte e Sorgente di tutto. Il Padre stesso vi ama poiché voi mi avete amato e avete creduto che io sono venuto da Dio... (Gv 16, 27). Gesù ci parla apertamente del Padre, senza immagini, senza concetti e la nostra anima ha la capacità di capire questo linguaggio, nello Spirito Santo. Gesù ci ha introdotti nello Spirito Santo a guardare il Volto del Padre che ci ama: qui si apre il colloquio fra noi e il Padre; qui l'uomo raggiunge la sua identità di figlio di Dio.
Infatti il nostro percorso sulla terra mira a portarci alla creatività piena, nel senso di partecipare alla creatività del Padre come figli: ossia partecipare alla Risurrezione di Cristo. Dio Padre, al quale ci doniamo non è una realtà passiva: è Onnipotente, Intelligente, Creatore. Agisce in noi, è geloso di noi in senso positivo, pensa a noi giorno e notte. Con questa apertura, ci cambia, ci trasforma dal di dentro.
4. Quali atteggiamenti ci ostacolano, dunque, in questo incontro? - Il primo è quello di possedere. Schemi, idee, vedute proprie diventano allora come un seme che non vuole nascere, uscire fuori. Questo atteggiamento ha molte conseguenze. Porta alla passività spirituale il dire: "non posso, non so"; porta all'indecisione. Come conciliare questo con la creatività del Padre?
Quale ragione si nasconde sotto? In verità, volete possedere i vostri peccati, le vostre ferite, volete custodirli. C'è un altro atteggiamento: quello della ribellione. L'uomo di fronte al male diventa insicuro e volendolo dominare fa crescere in sé una negatività maggiore, come a voler superare, sconfiggere il male iniziale. Però, facendo così, si innalza come giudice, invece di sottomettersi a Dio che perdona e guarisce. E infine: distrugge se stesso e gli altri. Anche la nostra più piccola chiusura porta a questo; è l'attività dei demoni: accentuare le nostre chiusure per dividerci dal Padre e far crescere in noi l'aggressività, l'odio, le tenebre... L'incontro con il Padre è, al contrario, una guarigione, una riconciliazione. Perciò l'unica strada per uscire dalle tenebre è la Confessione. E' faticoso perché siamo "innamorati" delle tenebre, ma è solo sperimentando l'amore del Padre che possiamo rinascere, sbocciare...
5. Vivere con il Padre... - Due passi per entrare in questo rapporto col Padre attraverso il Figlio nello Spirito Santo. Un primo passo è aprirsi allo Spirito Santo in modo incondizionato.
Significa togliere tutti i privilegi, la nostra etichetta di credenti, la nostra conoscenza. Ma, altresì, togliere tutte le barriere, le negatività, le miserie che mettiamo davanti a noi. Aprirsi in modo verginale, libero, come Maria. Un secondo passo consiste nel donare la nostra volontà. Vi dico: non partite dall'analizzare voi stessi, i vostri pregi, i vostri difetti: lì troverete mille scuse. Donate la vostra volontà. L'atteggiamento di Maria davanti all'Angelo era di discernere se quella era o no la volontà di Dio: quando ha capito, si è donata... Così ci inseriamo nella dinamica della Trinità: Gesù cede il posto allo Spirito Santo, si ritira e lo Spirito Lo glorifica e Lo rivela. La SS.Trinità è il contrario dell'egoismo: le divine persone si promuovono tra di loro e si glorificano. Questo ci fà capire come dobbiamo comportarci.
6. ...e per il Padre: cioè mandati! - Tanti giovani rimangono scettici perché manca un orientamento chiaro nei cristiani. Allora voi siete mandati: il mondo non conosce il Padre, quest'anno andate ad annunciarlo. Non dovete convertire nessuno, ma voi non chiudetevi nella paura, nella timidezza. Non potete realizzarvi se in voi non esplode questa missione. Con la vostra donazione completa, incondizionata al Padre, sconfiggerete le tenebre. Voi non potete convincere i giovani, è vero, ma potete illuminarli con questa luce che è in voi! Allora accettate questa missione!
Nicola

Prossimo convegno a Numana 6-9 maggio, tema: "Stare con il Padre". Tel 071-82 42 5

 

Edith Stein e la preghiera del cuore

La sua vita di preghiera si basava su due pilastri: la S.Messa e l'adorazione al Santissimo. Essa scrive: "Le sostanze che servono allo sviluppo dell'organismo umano, sono trasformate in esso. E se gli uomini ricevono con fede il Pane eucaristico, sono anch'essi trasformati, incorporati al Cristo in una unione vitale e ripieni di vita divina. Il Verbo si è fatto carne per dare la vita che Egli possiede, per offrire se stesso e la creazione riscattata dalla sua offerta, in sacrificio di lode al Creatore". A tal scopo diceva: "Dobbiamo creare in noi uno spazio eucaristico questo è certamente il mezzo più sicuro per essere e perdurare continuamente uniti con Dio, per trapiantarci ogni giorno più saldamente e profondamente nel corpo mistico di Gesù.
E' necessario creare nella nostra vita uno spazio per il Salvatore eucaristico, affinché possa trasformare la nostra vita nella sua vita. E' forse chiedere troppo? Si ha tempo per raccontare ogni genere di cose inutili da libri, riviste e giornali, per andare attorno a sedere nei caffè, per sprecare i quarti e le mezz'ore chiacchierando in strada; tutte dispersioni in cui a poco a poco si sciupano tempo e forza.
Che non sia proprio possibile riservarsi un'ora del mattino in cui non distrarsi, ma raccogliersi, nella quale non ci si disperda, ma si acquisti forza per fronteggiare l'intera giornata?" E proseguiva: "Veramente a tale scopo una sola di queste ore non basta: si deve vivere tra l'una e l'altra di queste ore di raccoglimento in modo che sia facile ritornarvi. Non è più possibile "lasciarsi andare" anche soltanto temporaneamente. Con il nostro Signore si acquista una sensibilità sempre più delicata per ciò che gli piace o dispiace".
La presenza di Cristo-Dio, alimentata dalla preghiera diventa fonte di una nuova sensibilità spirituale ed umana.
Scrive una sua alunna: "Restava ore e ore davanti al tabernacolo tutta assorta in Dio. Il suo modo di pregare toccava le anime, più dei più bei discorsi..." Una giovane professoressa ricorda: "La sua sola presenza era un invito all'ascesa... ci trascinava al suo seguito senza troppe parole, unicamente con l'irradiare del suo cuore puro, nobile e offerto. Le sue ex-allieve testimoniano: "Non ci parlava affatto di religione: tuttavia sentivamo che viveva la propria fede; al vederla pregare in cappella ci sembrava di accostarci alla presenza del mistero di Dio in un'anima". "Per il minimo servigio manifestava una gratitudine traboccante... eppure lei, a qualsiasi ora era disponibile, pronta a riceverci e a interrompere i suoi lavori filosofici più esigenti... Lenta nel giudicare aveva una pazienza immensa per conoscerci, per andare aldilà delle apparenze".
Un'amica, che seguiva insieme a lei i riti della settimana santa, racconta come il venerdì santo Edith passava l'intera giornata in chiesa, dalle 4 del mattino fino a notte senza toccare cibo. A chi stupito da quel rigoroso digiuno le chiedeva come potesse sopportarlo, Edith rispondeva sorridendo: "La mia vecchia madre, a 84 anni, osserva ancora digiuni di 24 ore. E come non sopportarlo nel giorno della morte del Signore".
Il suo pregare non è un egoistico appagamento, ma sorgente di energia per il compimento del proprio dovere, per portare il mondo a Dio: se perciò "rientrare in sé significa avvicinarsi gradualmente a Dio, ... comporta anche la progressiva conquista di un atteggiamento sempre più puro e più genuinamente realistico nei confronti del mondo" ... "Tutto dipende in primo luogo dall'avere, in ogni attività un posticino nel quale poter trattare con Dio, come se non esistesse nient'altro, e questo quotidianamente; infine dal considerare noi stessi esclusivamente come strumenti e le energie particolari, con le quali si deve lavorare, come qualcosa di cui non noi abbiamo bisogno, ma Dio in noi".
Anche al Carmelo colpiva in modo particolare il suo fervore nella preghiera: offriva la S.Messa, come fosse il proprio sacrificio; mostrava grande zelo per l'ufficio corale; molto prima della sveglia della comunità, era già in preghiera in ginocchio vicino alla finestra aperta, con le braccia in croce ad implorare misericordia dal Signore per il suo popolo. Anche durante il freddo invernale pregava così "per abituarmi -diceva- ai sacrifici che incontrerò nei lager".
La partecipazione alla Croce redentrice di Cristo. "Non è l'attività umana che salva, ma la Passione di Cristo: partecipare ad essa: ecco la mia aspirazione!" Con queste parole Edith dà il motivo del suo ingresso al Carmelo. In un biglietto indirizzato alla priora del Monastero di Echt, il 29 marzo 1939, domenica di Passione, scrive: "Cara Madre, prego Vostra Reverenza di permettere che io mi offra al Cuore di Gesù come vittima di espiazione per la vera pace, perché il regno dell'anticristo crolli, se è possibile, senza una nuova guerra mondiale, e un nuovo ordine possa essere instaurato. Vorrei farlo oggi stesso, perché già siamo alla dodicesima ora. So di essere un niente, ma Gesù lo vuole, e in questi giorni chiamerà certamente anche molti altri a fare la stessa cosa".
Con forza sente la fecondità dell'unione con il Crocifisso: "Unita al Signore, tu sei come Lui Onnipresente. Tu non potrai venire in aiuto solamente qua e là come il medico, l'infermiere o il sacerdote. Con la forza della Croce, potrai essere su tutti i fronti, in tutti i luoghi del dolore. Il tuo amore misericordioso, l'amore che viene dal Cuore Divino, ti condurrà ovunque Egli sparge il suo sangue prezioso che monda, sana e redime.
Nel lager di Auschwitz i testimoni oculari affermano che sembrava un angelo di carità e di bontà. Al suo fianco si respirava il soprannaturale. Nell'inferno di quel campo essa viveva, parlava, pregava tutta trasformata nel suo Cristo. In una conversazione mi disse: "Il mondo è fatto di contrasti, ma alla fine quei contrasti non rimarranno, rimarrà solo la carità, come potrebbe essere diversamente?"
La croce trionfava in lei, come trionfò in Cristo: "La Croce non è fine a se stessa... E' il simbolo trionfale con cui Egli -il Cristo- batte alla porta del cielo e la spalanca. Allora ne erompono i fiotti della luce divina, sommergendo tutti quelli che marciano al seguito del Crocifisso" (Scientia Crucis).
"Molti nostri contemporanei vorrebbero far tacere la Croce. Ma niente è più eloquente della Croce messa a tacere! Il vero messaggio del dolore è una lezione d'amore. L'amore rende fecondo il dolore e il dolore approfondisce l'amore".
Alessandro

 

Il nuovo rito degli Esorcismi
per un ministero trascurato

Il 26 gennaio scorso è stato presentato solennemente alla stampa internazionale il rituale rinnovato degli esorcismi. Si sa che il Vaticano II nella Costituzione "Sacrosanctum Concilium", aveva stabilito l'aggiornamento dei testi liturgici. In particolare, al n. 79, aveva insistito sull'aggiornamento dei sacramentali, di cui gli esorcismi fanno parte.
Il nuovo documento è caratterizzato da una ampia parte introduttiva, del tutto nuova rispetto al Rituale Romano del 1614, in cui si riassumono i fondamenti biblici degli esorcismi. Si tratta di verità chiaramente espresse nella Bibbia, in particolare in tutto il Nuovo Testamento; erano verità mai poste in discussione in passato, per cui non c'era bisogno di ricordarle, quando uscì il Rituale del 1614. Ma oggi i tempi sono cambiati; il razionalismo e l'incredulità hanno pervaso anche i ceti ecclesiastici, per cui è stato quanto mai opportuno premettere alle preci di esorcismo una sintesi biblica, redatta ottimamente, per ricordare i principi che stanno alla base degli esorcismi.
Quali sono questi principi, ossia queste verità chiaramente rivelate? Prima di tutto l'esistenza degli angeli e dei demoni. Poi, in particolare il "potere delle tenebre" per cui usando le parole del Vaticano II "tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro il potere delle tenebre, che durerà fino all'ultimo giorno" (GS 37).
Oltre all'azione ordinaria, che è quella di tentare l'uomo al male, il demonio può avere anche un'azione straordinaria, ossia un'azione malefica e nociva che influisce sulle persone, le cose, i luoghi e si manifesta in modi diversi. La Chiesa sempre ha pregato e prega perché gli umili siano liberati dalle insidie del diavolo. Tale preghiera in certi casi prende la forma di esorcismo, che è basato sia sull'esempio di Gesù, esorcista per eccellenza (è Lui che ha sconfitto satana e ci ha dato il potere di sconfiggerlo).
E' basato pure sul particolare mandato che Gesù ha dato agli apostoli, e poi ai discepoli, e infine a tutti i credenti in Lui: il potere di scacciare i demoni. In particolare poi la Chiesa istituì nel IV secolo il sacramentale dell'esorcistato, col quale la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l'influenza del maligno o sia sottratto al suo dominio.
Ricordiamo quante volte la Madonna a Medj. nei suoi messaggi, ha messo in guardia dal demonio, ha ricordato che satana è forte e che vuole distruggere i suoi piani. La vita cristiana, la preghiera, i sacramenti, sono sempre la più efficace difesa; ma in certi casi si rende necessario il ricorso agli esorcismi. Ci auguriamo che il nuovo rituale sia un'occasione per mettere in guardia i cristiani degli errori che aprono le porte all'influenza del nemico; e sia al tempo stesso un'occasione perché le autorità ecclesiastiche provvedano a nominare largamente i sacerdoti addetti a tale ministero quasi del tutto trascurato da tre secoli nella Chiesa Latina, a differenza della Chiesa Ortodossa e di alcune confessioni del protestantesimo.
Don Gabriele Amorth

Padre Jozo in Italia guiderà i seguenti incontri:
13 marzo '99 a Pontassieve (FI) nella Casa di Preghiera "Gesù Amore", ore 9. 14 marzo a Marina di Carrara (MS) nel complesso fieristico, ore 14,30. 15 marzo a Prato (PO) in San Pietro a Carignano, ore 17. 16 marzo a Verona, al Palazzetto dello Sport, ore 15. 6 maggio ad Avellino: Cuore Immacolato, ore 16. 7 maggio a Caserta nel Duomo, ore 16. 8 maggio a Collevalenza (PG), Santuario Amore Misericordioso, ore 15,30. 9 maggio a Montecatini (PT), in San Francesco d'Assisi, ore 17.
A Milano il 28 marzo, al Palavobis (ex Palatrussardi) , P.Jozo terrà l'incontro dalle 9,30 fino a sera sul tema "Con Maria verso il 2000". Per informazioni: Gianni Romolotti, fax 02 58 10 59 79, tel 02 83 72 322, e-mail realt@tin.it; Mir i Dobro (Viggiù-VA) tel/fax 0332/487 613.

A Modena riprendono i 5 sabati dedicati alla Regina della Pace nella Basilica di S.Pietro, ore 16: sabato 13 marzo, Padre Jozo; 10 aprile, mons. Hnilica; 1 maggio, Jelena Vasilj; 5 giugno, Mirjana Dragicevic e P.Peter Ljubicic; 3 luglio, (da definirsi). Per informazioni: tel 059-34 21 68.

La festa della Misericordia nell'anno del Padre sarà celebrata solennemente la domenica in Albis, 11 aprile con inizio ore 9,30 in P.za S.Pietro. Il Santo Padre saluterà i convenuti. Ogni gruppo che partecipa si organizzi autonomamente. I biglietti si possono ritirare dal 15 marzo presso la Chiesa di S.Spirito in Sassia, tel 06-68 79 310, fax 06-68 33 445.

E' uscito in italiano l'atteso libro di R.Laurentin, Testamento (17° aggiornamento), ed. Segno.

Riceviamo anche: P.Slavko, Le Perle del cuore ferito (sulle Comunità Cenacolo), ed. Segno; P.Jozo, Come Lei chiede, ed.Associaz. Bambini orfani, fax 0585 436 53; E. Romeri, Il dono di essere sacerdote, ed.Messaggero, PD; L. Bianchi, Il grande Segno, 20010 Gera Lario (CO), tel 0344 84 137.

La Comunità Missionaria di Villaregia (Porto Viro - RO), che opera ora anche a Porto Rico, è stata investita dal terribile uragano "Georges". Sull'isola circa 30.000 persone sono rimaste senza tetto. La Missione in Arecibo chiede un aiuto concreto per il ripristino dei locali devastati. Tel 0426-32 50 31-2, fax 0426-32 54 42, ccp 10227452.

Un centro missionario in Bangladesh attende da qualche generoso l'ordinazione di bellissime tovaglie di ogni misura, confezionate a mano per sostenere la Missione. Fax +880-041-76 32 53.

* Viaggio a Medj. - Pullman giornaliero da Trieste (vicino a staz. FFSS) ore 18, con arrivo a Medj. alle 08 del mattino; riparte alle 18 da Medj. con arrivo a TS alle 08 (tel 040-425001; £ 102mila, con prenotazione, a/r valevole pe un mese).

Eco di Maria nelle lingue principali si trova a Medj. nei negozi Miriam e Shalom a destra davanti alla Chiesa ed anche presso Ain Karim, l'ultimo negozio della Galleria sotto l'Hotel Internazionale, nella strada antistante la Chiesa.

Segno di benedizione - Dalla Colombia P.Querubin ci scrive: «Riproduciamo per ogni edizione di Eco spagnolo 10.000 copie e le facciamo giungere in pacchetti a 80 distributori e molti restano senza». Con il Messico e con l'Ecuador sono circa 20.000 le copie riprodotte in America Latina.
In Italia cresce la domanda di spedizione postale individuale; preghiamo, nel caso, i distributori di diminuire il quantitativo di copie ricevute per la distribuzione a mano.

Ci scusiamo se, con l'afflusso di tanti indirizzi, qualcuno è andato perso per disguidi tecnici. In questo caso preghiamo gli interessati di avvisarci e sarà subito rimediato.

L'Eco di Maria è gratuito e vive solo di offerte, da spedire o per cc.p 10799468, o per assegno, o per cc. bancario: Banca Agricola Mantovana, Ag. 4, Frassino, Mantova, conto 26641/1 intestato a don Angelo Mutti.

Ringraziamo gli amici che sempre ci sostengono con la loro collaborazione e le loro offerte. Maria li ricompenserà perché Eco è opera sua. Di solito il sottoscritto dona a tutti la sua benedizione. Questa volta la chiede anche a voi per il suo stato di salute che è nelle mani di Dio e anche per i nuovi collaboratori in redazione e in segreteria.

Su tutti la pace pasquale di Gesù!

Villanova M., 28 febbraio 1999