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www.medjugorje.ws » Eco di Maria Regina della Pace » Eco di Maria Regina della Pace 161 (Gennaio-Febbraio 2002)

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Eco di Maria
Regina della Pace
161

Gennaio-Febbraio 2002

 


Messaggio del 25 novembre 2001: 

"Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito di nuovo alla preghiera. Figlioli pregate e preparate i vostri cuori per la venuta del Re della Pace, affinchè con la sua benedizione dia la pace a tutto il mondo. L'inquietudine ha cominciato a regnare nei cuori e l'odio regna nel mondo. Perciò voi che vivete i miei messaggi siate luce e mani tese verso questo mondo non credente affinchè tutti possano conoscere il Dio dell'amore. Non dimenticate figlioli, io sono con voi e vi benedico tutti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Mani tese per il mondo

A pochi giorni dall'inizio dell'Avvento, Maria ci invita ancora alla preghiera. Figlioli, pregate e preparate i vostri cuori per la venuta del Re della Pace. E' un invito chiaro e forte a non limitarsi a gesti esteriori ma a vivere in profondità questo tempo di grazia. Abbiamo ancora una occasione preziosa per una reale conversione, per liberare lo Spirito che è in noi e che già intercede con insistenza per noi con gemiti inesprimibili (Rm 8, 26-b). Occorre pregare e preparare il cuore perché l'attesa non si esprima in pratiche rituali o religiose formali ed esteriori ma sia orientata ad un reale e radicale rinnovamento di vita. Perché il Natale non sia la celebrazione di un evento chiuso nel tempo ma l'incontro vivo ed attuale con Dio nell'uomo occorre adeguata preparazione. Prepariamo il nostro cuore perché possa essere culla per Gesù che nasce. Egli non chiede molto; anche una stalla va bene, purché aperta ad accoglierlo. Non ha alcuna importanza la nostra indegnità. Se desideriamo che Egli venga, se ci fidiamo di lui ed a lui ci abbandoniamo, Egli verrà. Allora si scioglierà il gelo del nostro cuore, sparirà tutto ciò che ingombra e pesa, tutto ciò che ci tiene in ansia e ci nasconde il suo Volto. Allora verrà il Re della Pace e la sua benedizione porterà pace a tutto il mondo. E' l'annuncio di pace degli angeli in festa nella notte santa (Lc 2, 14), accolto in 2000 anni da una moltitudine di persone, ma che ancora non ha raggiunto l'intera umanità.Ancora oggi le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni (Is 60, 2-a). L'inquietudine ha cominciato a regnare nei cuori e l'odio regna nel mondo. Alla violenza si risponde con la violenza, all'odio con l'odio, attivando così una spirale di morte che sembra inarrestabile. Ciascun uomo, e specialmente ciascun cristiano, è chiamato ad interrogarsi con serietà sugli avvenimenti che stanno sconvolgendo il mondo e sulla sua personale responsabilità in merito. Anche la persona più insignificante nella scala dei valori del mondo ha la grande, indeclinabile, responsabilità di permettere a Cristo di vivere in lui e questo significa dare un contributo decisivo alla salvezza del mondo intero. Perciò voi che vivete i miei messaggi siate luce e mani tese verso questo mondo non credente affinché tutti possano conoscere il Dio dell'Amore. In Cristo è la Vita e la Vita è la luce degli uomini (Gv 1,4). La Luce è Cristo Gesù e la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta (Gv 1, 5). Vivere i messaggi di Maria per essere luce per il mondo; non basta leggere o ascoltare alla radio i messaggi per portare Cristo nel mondo: Egli non può essere rinchiuso in una filosofia e neppure in una religione; Egli è vivo oppure è vana la nostra fede. Essere luce equivale ad essere inabitati da Cristo, a lasciare vivere Cristo in noi. Neanche Giovanni Battista, da Gesù stesso dichiarato il più grande fra i nati da donna, è la luce (Gv 1, 8) solo il Verbo incarnato è la luce vera. Se Cristo vive in noi saremo luce e benedizione &emdash; mani tese - per il mondo affinché tutti possano conoscere il Dio dell'Amore. Quale obiettivo più grande e più bello per il Natale? Viviamo i messaggi di Maria, Regina della Pace, e nel mondo sarà pace!

Nuccio Quattrocchi

 

Messaggio del 25 dicembre 2001: 

"Cari figli, oggi vi invito e vi esorto alla preghiera per la pace. In particolare vi invito oggi, portandovi nelle mie mani il Neonato Gesù, ad unirvi a Lui attraverso la preghiera e a diventare segno per questo mondo inquieto. Esortatevi gli uni gli altri, figlioli, alla preghiera e all'amore. La vostra fede sia un'esortazione per gli altri affinchè credano e amino di più. Vi benedico tutti e vi invito ad essere più vicino al mio cuore e al cuore del piccolo Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Gesù nostra pace

E' Natale. Oggi, come 2000 anni fa, Maria regge sulle braccia il neonato Gesù. Oggi, come allora, lo porta al mondo, lo dona a noi. Un bambino è nato per noi, ci è stato donato un figlio (Is 9, 5). In Lui e solo in Lui possiamo trovare salvezza. Egli è lì, segno di contraddizione (Lc 2, 34) ora come allora. E noi sperimentiamo ora, forse più che allora, le nostre contraddizioni. Condanniamo la violenza, ma poi rispondiamo ad essa con altrettanta, se non più atroce, violenza; lottiamo per salvare una vita ma in mille modi seminiamo morte; vogliamo la pace ma la cerchiamo con la guerra. Maria è ancora lì, in silenzio, ad offrirci la pace vera: è Gesù la nostra pace (Ef 2,14)! Fuori di Lui, senza di Lui, lontano da Lui non c'è pace né per i singoli individui, né per le nazioni. In quel bambino inerme che giace ai margini del mondo, lontano dai palazzi del potere e dell'opulenza, risiede la pace vera (Gv 14, 27) quella che il mondo non sa e non può darsi. Quel bimbo che Maria ci offre crescerà e piangerà su Gerusalemme (Lc 19, 42): se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. Egli è la via della pace e noi tutti siamo chiamati a riconoscerla. Maria ci invita ancora, ci esorta. Sembra di poter cogliere la Sua materna trepidazione per il nostro ritardo; che non sia chiusa anche per noi la via della pace! Siamo chiamati a pregare per la pace oggi ed in particolare in questo tempo di Natale nel quale Maria ci porta il neonato Gesù. Pregare perché l'incontro con Gesù non sia formale ed esteriore ma reale, concreto, profondo, tale da trasformare completamente la nostra vita; perché non sia un incontro occasionale ma un cammino sempre più aderente al Suo, fino al Calvario, per poter dire con l'Apostolo sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me (Gal 2,20). Allora saremo uniti a Lui, come Maria ci invita, e saremo segno per questo mondo inquieto. Allora saremo il sale della terra e la luce del mondo (Mt 5, 13-14), allora la nostra fede sarà esortazione a credere ed amare di più. Ma senza di Lui il sale perde il sapore e la luce non illumina più. Uniamoci a Lui, lasciamo allo Spirito la libertà di uniformarci a Lui; così si ridurrà l'infinita distanza che ci separa da Lui, saremo più vicini al Cuore di Maria ed al Cuore del piccolo Gesù. Sempre più vicini, fino al punto che nei palpiti del nostro cuore si avvertano i palpiti del loro Cuore ed allora saremo veramente segno per le persone che incontriamo. Segno della loro presenza che passa non attraverso le parole ma attraverso lo Spirito, nel silenzio e nell'umiltà del vero amore, di quell'amore che non si impone ma si offre, che non distrugge ma crea, che non divide ma unisce, che è puro dono senza pretesa alcuna (Lc 6, 27-36). N.Q.

 

Il Papa come Maria:

"Vi invito a digiunare e a pregare per la pace"

Il 24 gennaio ad Assisi ci sarà il terzo raduno (dopo quelli del 1986 e 1993) dei rappresentati di tutte le religioni per pregare per il superamento delle contrapposizioni e per la promozione dell'autentica pace. Un incontro fortemente voluto dal Papa come una risposta forte e pacifica a chi persegue la logica della guerra santa e dello scontro tra le religioni. Lo stesso Pontefice aveva invitato tutti i cattolici a vivere lo scorso 14 dicembre come giorno di digiuno, durante il quale pregare con fervore Dio perché conceda al mondo una pace stabile, fondata sulla giustizia, e faccia si che si possano trovare adeguate soluzioni ai molti conflitti che travagliano il mondo.
Il digiuno appartiene all'ascesi di quasi tutte le religioni e assieme alla preghiera, all'elemosina e al pellegrinaggio, è uno dei caratteri distintivi della spiritualità biblica alla quale anche l'Islam si è ispirato (seppur attraverso un filone apocrifo). Da sempre il digiuno accompagna la spiritualità cristiana, specialmente nel tempo di Quaresima e nei momenti di più intensa supplica a Dio. Diversi sono poi i modi, per digiunare: per alcuni si digiuna astenendosi completamente da ogni cibo e bevanda dall'alba sino al tramonto; per altri si digiuna facendo un solo pasto durante la giornata; per altri ancora si digiuna a pane ed acqua.
Per noi cristiani il digiuno oltre ad essere una pratica ascetica ha anche un orientamento sociale: non si digiuna solo per far penitenza. Il digiuno cristiano non è un digiuno rituale e disincarnato (contro il quale è aspra la condanna degli antichi profeti) ma è invito alla condivisione, a dare il elemosina quello che non si spende nel giorno di digiuno, a recuperare uno stile di vita sobrio.
Nelle parole del Santo Padre (Angelus del 18 novembre) possiamo anche trovare un legame con il messaggio di Medjugorje: la Madonna sin dagli inizi ha chiesto di digiunare e di pregare per la pace; oggi dopo vent'anni di scetticismo e di "silenzio" (da parte della Chiesa "che conta") su uno dei fenomeni religiosi più imponenti del secolo, accogliamo con gioia l'invito del Papa sapendo che esso, oltre a riscoprire una lunghissima tradizione si pone sulla linea della Regina della Pace.
La novità di quella giornata di digiuno è che è coincisa, o meglio, è stata scelta, in una data significativa per i musulmani. Il 14 dicembre era l'ultimo giorno di Ramadan, il mese sacro dell'Islam, consacrato alla preghiera intensa e al digiuno. In quello stesso giorno i fedeli delle due più grandi religioni al mondo, hanno pregato e digiunato per supplicare dal Dio di Abramo il dono della pace. L'invito del Papa va collegato alla visita alla Moschea di Damasco dove lo scorso ottobre si era recato per visitare la tomba di San Giovanni Battista: gesti che invitano tutti ad una autentica "guerra santa" condotta con le "sante armi" della preghiera, del digiuno e del dialogo.
I gesti del Papa rischiano tuttavia di essere fraintesi se non li si considera nel loro insieme. Il rischio principale è il sincretismo religioso: ossia un atteggiamento superficiale che ritiene che tutte le religioni siano uguali, che il bene e il male, il giusto e lo sbagliato siano ugualmente ripartiti, che i figli di Abramo (ebrei, cristiani e musulmani) siano destinati a diventare un'unica religione che prenda gli elementi positivi delle rispettive tradizioni. Un ipotesi suggestiva ma che però non tiene conto di alcune fondamentali ed irrinunciabili differenze. Anzitutto la persona di Gesù Cristo che per noi cristiani è Figlio di Dio e unico Salvatore; per gli ebrei non è neppure un profeta; per i musulmani un grande profeta, inferiore però a Maometto che è l'ultimo e il più grande dei profeti. Le differenze sono ugualmente abissali riguardo ad altre fondamentali verità cristiane come la Trinità, l'incarnazione, la croce, la risurrezione.

Su un piano meno dottrinale ma più legato alla spiritualità e alla prassi religiosa, anche il rapporto uomo-Dio è concepito in maniera diversa: l'Islam è una religione legalista che sottolinea maggiormente l'obbedienza assoluta dell'uomo a Dio: il muslim (musulmano) è appunto un sottomesso a Dio. Il Cristianesimo non esclude la legge (in senso religioso) ma la trascende nel dialogo con Dio, nella relazione d'amore tra il Padre e il figlio (ogni cristiano è figlio e non più schiavo!) che supera ogni timore legalista.
Lo stesso Papa nella Dominus Jesus ribadisce la fede della Chiesa per la quale solo da Cristo proviene la salvezza. Non si tratta quindi di costruire una nuova religione o di far finta che "siamo tutti uguali". Non si tratta neppure di pregare insieme, ma di stare insieme nella preghiera. Pregare l'uno accanto all'altro e non più l'uno contro l'altro. Si tratta di proclamare davanti al mondo che la religione non deve mai diventare motivo di conflitto, di odio e di violenza; che il fanatismo non ha nulla a che vedere con la fede. Pregare per cercare una rispettosa e pacifica convivenza tra popoli e religioni che adorano l'unico Dio, grande e misericordioso.

Mirco Trabuio

 

 

Sono grato al Santo Padre

Ringrazio il Papa perché ha voluto impegnare tutta la Chiesa nel digiuno affinché il mondo non debba più conoscere gli orrori della guerra". E' il commento al gesto del Santo Padre di Don Divo Barsotti, anziano teologo italiano, fondatore della Comunità "Figli di Dio", situata nei pressi di Firenze. "La preghiera - continua il monaco - è il mezzo che ci è stato offerto per entrare in comunione con Dio. Non ha come suo oggetto la guerra, ma non ha nemmeno come suo oggetto la pace. La preghiera, stabilendo un rapporto dell'uomo con Dio, dà all'uomo di vivere un abbandono sempre più vero, sempre più pieno alla volontà di un Dio che ci rimane nascosto. Tuttavia, se direttamente non assicura la pace delle nazioni, purifica il cuore dell'uomo e lo dispone ad accogliere la volontà di Dio che gli rimane nascosta".
Molti Cristiani hanno accolto l'invito a pregare, ma qualcuno è rimasto perplesso davanti alla proposta del digiuno: "La preghiera dovrebbe avere un rapporto con il digiuno - aggiunge a proposito Barsotti - è infatti nella misura in cui l'uomo si sottrae ad ogni soddisfacimento sensibile, che l'anima può con maggiore impegno spirituale rivolgersi a Dio e ottenere da Lui quanto chiede".
Sappiamo però che il Papa è andato oltre e ha chiesto che il digiuno coincidesse con quello dei mussulmani: "E' significativo che già nella preghiera le due posizioni oggi maggiormente in conflitto si ritrovino unite. L'unità che Dio vuole stabilire tra gli uomini dovrà essere prima di tutto realizzata in questa unità di tutti gli uomini in Dio. La preghiera, se veramente raggiunge il cuore di Dio, tende per sé necessariamente a superare la divisione degli uomini: Dio è al di là di ogni divisione".

Redazione

 

 

"Monstra Te esse matrem!"

Mostrati Madre per noi!

Nubi oscure si addensano all'orizzonte del mondo.

L'umanità, che ha salutato con speranza

l'aurora del terzo millennio,

sente ora incombere su di sé la minaccia

di nuovi, sconvolgenti conflitti.

E' a rischio la pace nel mondo.

Proprio per questo noi veniamo a te,

Vergine Immacolata, per chiederti di ottenere,

quale Madre comprensiva e forte,

che gli animi, liberati dai fumi dell'odio,

si aprano al perdono reciproco,

alla solidarietà costruttiva e alla pace".

Giovanni Paolo II

(dalla Preghiera all'Immacolata)

 

 

Salviamo i bambini!

Un inerme Neonato nell'umiltà di una grotta restituisce dignità a ogni vita che nasce... In Lui possiamo riconoscere i tratti di ogni essere umano che viene alla luce a qualunque razza e nazione appartenga. Sono le espressioni di gioia e di adorazione di Giovanni Paolo II davanti al presepe di piazza S. Pietro nel giorno di Natale. Il Papa accoglie con riconoscenza questo Bimbo divino che reca in dono nelle sue piccole mani il segreto della pace per l'umanità. Egli è il Principe della pace!... Ma osservando Gesù nel meraviglioso mistero della sua infanzia, il Pontefice denuncia anche la sua preoccupazione per tutti i bambini del mondo: tanti, troppi sono i bambini che nascono condannati a patire senza colpa le conseguenze di disumani conflitti.
Salvare i bambini significa salvare la speranza dell'umanità, oltre che le loro piccole vite: Ce lo chiede oggi con forza quel Bimbo nato a Betlemme, il Dio che si è fatto uomo per restituirci il diritto a sperare - continua il successore di Pietro. E' un Dio-bambino che nascendo è venuto a guarire i feriti della vita per ridare senso perfino alla morte. E' un Dio-bambino in cui il Padre ha distrutto il peccato, e ha posto il germoglio di un umanità nuova, chiamata a portare a compimento l'originario progetto della creazione e a trascenderlo con la grazia della redenzione.

Redazione

 

 

 

"Le porte dell'inferno non prevarranno!"

Molto volte glielo abbiamo sentito dire: "Il principale compito del demonio è riuscire a far credere di non esistere!". PADRE GABRIELE AMORTH è l'esorcista più famoso nel mondo, fondatore e presidente ad honorem dell'Associazione internazionale degli esorcisti. Una lunghissima esperienza nella lotta contro il Maligno e un amore tenero e appassionato per la Madonna ("a lei mi sono affidato quando ho ricevuto il mio mandato, chiedendole di avvolgermi nel suo manto dove ero certo di trovare il giusto rifugio - afferma p. Amorth - dopodiché ho ricevuto tantissime minacce dal demonio, ma non ho mai ricevuto alcun danno!").
Sulle pagine di Eco p. Amorth ci accompagnerà di tanto in tanto con le sue riflessioni, per farci comprendere più a fondo questa realtà soprannaturale che agisce nella vita di tutti noi in modo occulto, causando talvolta fortissime sofferenze e difficoltà a chi si trova esposto. Queste considerazioni non vogliono gettare allarmismo né tanto meno insegnare a "demonizzare" qualsiasi male, vogliono piuttosto educare ad una vita spirituale sana, equilibrata, abbandonata a Dio e soprattutto a Maria che - figura dell'Apocalisse - è simbolo della Chiesa che schiaccerà definitivamente la testa al serpente. "Lo Spirito Santo regge la Chiesa - conferma p. Amorth - Le porte dell'inferno non prevarranno ma è vero anche che la Chiesa deve rendersi conto che l'inferno è una realtà che minaccia la vita dei fedeli e quindi deve prendere i giusti provvedimenti per proteggere i suoi figli".
Purtroppo non sempre è così. Il numero degli esorcisti ufficialmente nominati è scarsissimo, segno che il clero e l'episcopato non credono al demonio e nemmeno nel potere che Gesù ha concesso di scacciarlo: "Da tre secoli la Chiesa latina - al contrario della Chiesa ortodossa e di varie confessioni protestanti - ha quasi del tutto abbandonato il ministero esorcistico. Abbiamo interi episcopati contrari agli esorcismi, così come intere nazioni prive di esorcisti, come l'Austria, la Svizzera, la Spagna e il Portogallo. Una carenza spaventosa.
Quando un sacerdote viene nominato vescovo, si trova di fronte un articolo del Codice di diritto canonico che gli dà l'autorità assoluta di nominare degli esorcisti. A qualsiasi vescovo il minimo che si può chiedere è che abbia almeno assistito ad un esorcismo, dato che deve prendere una decisione così importante. Purtroppo non accada quasi mai".
E' il commento addolorato ma realistico di p. Amorth. La constatazione di tanta incredulità tra i vescovi arrivò un giorno anche alle orecchie di Giovanni Paolo II, il quale rispose secco: "Chi non crede nel demonio non crede nel Vangelo!".
Questa sorte di ignoranza all'interno della stessa Chiesa indebolisce l'efficacia del combattimento contro il Maligno e, talvolta, rende anche "spuntate" le armi che la Chiesa possiede ormai da secoli. E' il caso del Rituale esorcistico, che recentemente è stato presentato dalla Cei in una nuova veste. "Il Concilio Vaticano II aveva chiesto di rivedere alcuni testi. C'era quindi bisogno di una correzione, non di un rifacimento" - spiega p. Amorth. "In quello precedente c'erano preghiere che hanno dodici secoli di esperienza. Noi tutti esorcisti, utilizzando per prova le preghiera del nuovo Rituale ad interim, abbiamo sperimentato che sono assolutamente inefficaci".

Chiediamo all'esperto di farci capire con alcuni esempi le carenze presenti nel nuovo Rituale: "Al punto 15 si parla dei malefici e di come comportarsi. Il maleficio è un male causato a una persona ricorrendo al diavolo. E può essere fatto in diverse forme, come fatture, maledizioni, malocchi, vudù, macumba. Il Rituale romano spiegava come bisognava affrontarlo. Il nuovo Rituale, invece, afferma che c'è proibizione assoluta di fare esorcismi in questi casi. Assurdo! I malefici sono di gran lunga la causa più frequente delle possessioni e dei mali procurati dal demonio: non meno del 90 per cento. E' come dire agli esorcisti di non operare più! In un altro punto, al 16 per la precisione, si afferma che non si debbono fare esorcismi se non c'è la certezza della presenza diabolica. Ma la certezza che il demonio sia presente in una persona si ha solo facendo l'esorcismo".
Purtroppo questi punti denunciano inesperienza e rischiano di far danno o comunque di non risolvere i danni causati da satana. E' normale a questo punto chiedersi se nelle commissioni che hanno lavorato al nuovo Rituale fossero presenti degli esperti, degli esorcisti, per l'appunto. Tutto lascia pensare di no. Tuttavia la stessa Chiesa ha provveduto a questo "incidente di percorso" decidendo di non imporre l'uso del nuovo Rituale e permettendo quindi agli esorcisti di avvalersi del vecchio, facendo richiesta al vescovo che si disporrà volentieri a concederla. E' un modo per venire incontro alle esigenze di chi tanto si adopera per ripulire le nostre anime dall'inquinamento venefico del male: "Tutto va benedetto e protetto - conclude p. Amorth - le case, le scuole, i mezzi di comunicazione... Ma oggi la protezione dal demonio non esiste più. Non esistono più difese e neppure preghiere contro di lui. Gesù stesso ci aveva insegnato una preghiera di liberazione, nel Padre nostro: "Liberaci dal Maligno. Liberaci dalla persona di satana". In italiano è stata tradotta in modo erroneo, e adesso si prega dicendo: "liberaci dal male". Si parla di un male generico, di cui in fondo non si sa l'origine: invece il male contro cui nostro Signore Gesù Cristo ci aveva insegnato a combattere è una persona concreta: è satana.".

Anche la Madonna nei suoi messaggi ci ha molte volte esortato a combattere con decisione il Maligno, e a farlo con piena consapevolezza: "Cari figli! Oggi come mai prima vi invito alla preghiera... Satana è forte e desidera distruggere non solo la vita umana, ma anche la natura e il pianeta su cui vivete. (Mess. 25.01.1991). Vi invito ad impegnare il combattimento contro Satana attraverso la preghiera. Conoscete già le sue trame, ed egli intensificherà la sua azione" (Mess. 08.08.1985). "Solo con la preghiera vincerete l'influsso di Satana, dovunque siate" (Mess. 07.08.1986). "…Pregate incessantemente. Pregate di più. Così Satana verrà allontanato da qui" (05.09.1985)."Se pregate Satana non può intralciarvi minimamente, perché voi siete figli di Dio e Lui tiene il Suo sguardo su di voi. Pregate la corona del Rosario sia sempre nelle vostre mani come segno per Satana che appartenete a Me" (Mess. 25.02.1988).
Sono parole che ci invitano a vigilare e a renderci attivi nella lotta, ma sono anche parole di conforto perché la Madonna ci assicura che attraverso la preghiera, l'amore, i sacramenti, siamo protetti e possiamo anche contribuire a scacciare il nemico dalla nostra vita e dalla vita di tanti fratelli afflitti.
"La Chiesa continua nel suo cammino nonostante le normali debolezze. E' tenuta in piedi dallo Spirito Santo" ribadisce il nostro esorcista, "e quindi tutte le lotte di satana possono avere solo dei risultati parziali. Certo, il demonio può vincere delle battaglie. Anche importanti. Ma mai la guerra".

Stefania Consoli

 

 

La Chiesa si interroga sulla figura del vescovo

Il Vescovo servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo. E' stato questo il tema affrontato dal decimo Sinodo dei vescovi: 280 prelati provenienti da tutto il mondo e riunitisi in Vaticano nello scorso mese di ottobre. La funzione del Sinodo è quello di aiutare con i propri consigli il Papa nel governo della Chiesa. Di fronte ai rapidi mutamenti sociali e alle nuove sfide pastorali la Chiesa si interroga sulla figura del Vescovo, sul suo ruolo nella Chiesa e nella società e su come rendere più efficace la sua missione pastorale.
All'apertura del Sinodo il Papa ha richiamato con forza i vescovi ad una testimonianza di vita evangelica più autentica, partendo dalla beatitudine della povertà: I vescovi siano poveri per avere credibilità, perché la povertà è un tratto essenziale della persona di Gesù. Siamo stimolati, cari fratelli, a esaminarci circa il nostro atteggiamento verso i beni terreni e circa l'uso che se ne fa, siamo invitati a verificare a che punto nella Chiesa sia la conversione personale e comunitaria a una effettiva povertà evangelica. Proprio partendo da questo atteggiamento i vescovi sono chiamati a denunciare con coraggio i peccati sociali legati al consumismo, all'edonismo, a un economia che produce un inacettabile divario tra lusso e miseria. La missione del vescovo passa attraverso la sua santità personale, alimentata dalla preghiera intensa e dai sacramenti.
L'assemblea dei vescovi ha sottolineato il dovere di stimolare l'azione missionaria in tutta la comunità ecclesiale e, in modo particolare nei laici. La missione della Chiesa esige infatti la partecipazione attiva e responsabile di tutti. Non è solo una coincidenza che il Sinodo si sia tenuto durante il mese di ottobre, mese missionario e mese del rosario.
Il vescovo oltre ad essere custode e maestro della fede deve essere anche padre, fratello e pastore del suo popolo, per comunicare a tutti con i mezzi e i linguaggi che l'uomo contemporaneo può intendere il dono della fede. M.T.

 

Abbiamo appena rivissuto il meraviglioso mistero del Natale, la nascita di Gesù, Figlio di Dio fattosi uomo per condividere con noi la vita sulla terra. Un evento grandioso che ha sconvolto l'umanità di allora e che ancora oggi, nel suo memoriale, continua a farci ammirare come Dio stesso possa assumere sembianze umane per farsi guardare e toccare dagli uomini, per vivere con loro e poi morire per loro.

P. DANIEL-ANGE, nel suo libro: "Giovane come te" (ed. Paoline) tratteggia un ritratto inedito di Cristo, immaginando la sua formazione nel grembo di Maria e, con la penetrante "arguzia spirituale" che lo contraddistingue, il sacerdote francese riesce a comunicarci realisticamente immagini di profonda poesia.

 

Una silenziosa crescita nascosta nel grembo di una donna

di p. Daniel-Ange

 

Vieni e vedi il nostro Gesù, ancora nel grembo di Maria. Piano piano sta prendendo forma umana. Giorno dopo giorno, di ora in ora, il suo patrimonio genetico comincia a dispiegarsi. Questo volto di bimbo tutto "a immagine" del volto materno - Ecco delinearsi i tratti del volto. Quel volto che da Adamo in poi ogni uomo ha desiderato vedere, nessuno ancora può vederlo, nemmeno Maria. Questo volto resta ancora il segreto più segreto del Padre. È il solo a vederlo, lui che vede nel segreto, lui che sonda le reni e i cuori, lui per il quale la tenebra non è tenebra e la notte del seno materno diventa luce (cfr. Sal 138,11; Ger 1,5).
Ma duemila anni dopo, io posso vedere qualcosa di quello che nemmeno Maria ha potuto vedere. Ciò che per millenni nessuna madre ha potuto vedere, ora mi è dato, attraverso le foto ecografiche, di poterlo contemplare quanto desidero: il volto di un bambino a tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove mesi. Oggi posso indovinare e immaginare come poteva essere inizialmente il volto di Dio sulla nostra terra. Ogni volta che il mio sguardo si posa su una di quelle foto ne resto preso. Il mio Creatore ha voluto essere così! Guardo il volto di questo bambino che non conosco e vi intravedo la presenza del mio Dio sulla nostra terra.
Così, nello svolgersi dei giorni, delle settimane e dei mesi, Maria gli plasma un corpo. Tutto passa attraverso il cordone ombelicale: filo esilissimo ma che collega alla vita! Se Dio ha voluto averne bisogno, non è forse perché noi potessimo un giorno essere collegati a lui attraverso il cordone ombelicale della sua grazia, nella sua Chiesa?
Maria forma i tratti del suo bambino a immagine dei propri. Poiché egli riceve tutto dall'umanità di lei, esclusivamente di lei, mai un bambino ha tanto somigliato fisicamente a sua madre quanto il nostro Dio! È geniale! Tutto quello che il Padre dona al Figlio suo nella sua umanità nuova passa attraverso di lei. Il Padre non ha forse voluto condividere con lei questo suo Figlio unigenito? In un certo qual modo lo fanno crescere insieme: attraverso Maria, il Padre fa crescere il suo Figlio divino nella sua umanità.
Oggi conosciamo meglio l'inimmaginabile influenza di una madre sulla formazione del suo bambino. Avanzati studi scientifici hanno approfondito quanto avviene in questo periodo della nostra vita. Sarebbe necessario che tutte le mamme lo sapessero; ma nel momento in cui sono veramente "mamme" e semplicemente "donne", intuiscono - l'hanno intuito da sempre - quello che gli scienziati oggi confermano. Il bambino è ipersensibile a tutti gli stati d'animo, a tutti i sentimenti della madre. Tutto quello che lei vive e pensa, prova e sente, in qualche modo viene trasmesso al bambino. Le sue angosce quanto le sue gioie, le sue paure quanto la sua pace. E se tutto viene a tal punto trasmesso come per osmosi - tanto il bambino forma ancora una cosa sola con sua madre - quanto più viene trasmessa la sua vita spirituale!
Possiamo perciò intuire tutto quello che Gesù ha ricevuto da Maria. Ella lo associa alla propria preghiera di figlia di Israele: mai una mamma ha potuto altrettanto trasmettere al suo bambino una vita spirituale. (Quanto sarebbe necessario e urgente vivere delle liturgie di benedizione del bambino in seno della madre! In diversi paesi è già stata riscoperta questa bella tradizione della Chiesa).
E tu? Forse la tua mamma non aveva una vita spirituale; forse, pur pregando, non ti associava alla sua preghiera. Forse in quel momento della tua esistenza sei stato privato di ciò che lei poteva darti di più essenziale: la sua vita, non soltanto la vita del suo corpo, ma quella della sua anima.
Oggi però, vivendo interiormente l'esperienza di essere ri-creato, ri-concepito, puoi rinascere con Gesù nel seno di Maria, e ricevere da lei quello che non hai ricevuto allora dalla tua mamma. Puoi entrare in comunione con la stessa vita mistica della Vergine Maria. Lo credi?

 

...Ed è Dio!

Uno sguardo retrospettivo: cronologico e…cromosomico - Seguiamo ora il nostro Dio in quell'itinerario stupefacente che sta percorrendo come un piccolo cosmonauta per penetrare nel cuore del nostro cosmo. (Prendo come punto di partenza la data tradizionale del 25 marzo, pur sapendo che è una data fittizia, fissata in riferimento al 25 dicembre. Quest'ultima data infatti è stata scelta dai cristiani nel III secolo per cristianizzare la festa del Sole invincibile). 1
3 aprile:
al suo diciottesimo giorno, misura due millimetri: la statura… di un chicco di grano! Ed ecco, il suo cuore, il cuore di Dio, comincia a battere. Il primo organo che vediamo apparire con l'ecografia è questo piccolo muscolo ancora aperto: il cuore, di cui si possono già cogliere le pulsazioni: la vita di Dio sulla terra comincia con questo piccolo cuore aperto. E si concluderà con un cuore aperto di nuovo: per sempre aperto (cfr. Gv 19,34).
21 aprile: si distinguono già le sue braccia, le braccia che un giorno, distese, formeranno tra il cielo e la terra il segno dell'Alleanza.
23 aprile: compaiono le gambe, con le quali percorrerà prima tutta la Galilea e poi la Giudea.
25 aprile: al trentesimo giorno questo piccolo germe divino, questo minuscolo essere di un centimetro (diecimila volte l'ovulo fecondato) riposa sereno nel suo mondo intimo e quieto…ed è Dio!
Inizio di maggio: si abbozzano sul volto gli occhi e le labbra. Quegli occhi che presto rifletteranno la luce del cielo, quella labbra che proclameranno la verità (cfr. Mt 5)…ed è Dio!
15 maggio: al cinquantesimo giorno le sue mani sono come piccoli fiori; già vi si possono distinguere delle impronte digitali, uniche al mondo. Quelle mani che un giorno lavoreranno il legno, si poseranno sui malati e sui bimbi…ed è Dio!
31 maggio: con gli ultrasuoni sarebbe possibile sentire il battito regolare del suo piccolo cuore a sessantacinque pulsazioni al minuto. Quel cuore che non cesserà un solo istante di amare, fino a esserne un giorno spezzato…ed è Dio!
Inizio di giugno: comincia l'ossificazione dello scheletro e si intessono i muscoli. Ben protetto nel suo nido, collegato al' "officina" placentare dal cordone ombelicale, sembra alzarsi in piedi. Misura tre centimetri e pesa undici grammi: meno di due pagine di un libro!…ed è Dio!
In due mesi il minuscolo esserino ha compiuto un enorme lavoro abbozzando tutti i suoi organi. Restano ancora le rifiniture…
10 giugno: come piccoli punti, in delicato tratteggio, si distinguono ora le piccole impronte delle dita dei piedi…ed è Dio!
Metà giugno: se avverte una carezza sulla fronte, comincia a volgere il capo e a muovere le mani…ed è Dio!
Fine giugno: dieci centimetri e quarantacinque grammi: ha le mani e le corde vocali formate del tutto; e anche le piccole palpebre, che però resteranno chiuse ancora per sei mesi. Si può riconoscere il sesso: sarà un maschietto!…Ed è Dio!
Fine luglio: ogni dettaglio è compiuto: le dita, le falangi, le unghie, gli occhi, le palpebre, i capelli, il foro delle orecchie.
Inizio di agosto: percepisce i suoni del mondo esterno. I capelli cominciano a crescere. Comincia a muoversi, solo un poco da principio. Il cuore batte molto in fretta. Sotto la pelle, i piccoli vasi trasportano il sangue a ritmo accelerato...ed è Dio!
Fine agosto: finalmente Maria sente il movimento del suo bambino. Lui si esercita alla deglutizione. Misura venticinque centimetri e pesa cinquecento grammi…ed è Dio!
Fine settembre: ammantato nei suoi veli diafani, dorme da sedici a venti ore al giorno; oppure succhia il pollice e sembra nuotare dentro una bolla…ed è Dio! Si, Dio che succhia il pollice nel grembo di una donna!
Fine ottobre: misura trentun centimetri e pesa un chilogrammo. Sta vivendo il risveglio dei cinque sensi.
Novembre: diventa una piccola bellezza: le rughe sono cancellate, la pelle assume il suo colorito rosa chiaro, la lanugine fine che la ricopriva scompare a poco a poco. I polmoni si perfezionano, ma il cranio non è ancora completamente ossificato…ed è Dio!
Metà dicembre: testa volta verso il basso, braccia e gambe ripiegate sul ventre. Dio si appresta a tuffarsi fuori dal nido materno…
Finalmente, finalmente, è tempo ormai, dopo questi mesi trascorsi così in fretta e che pure parevano tanto lunghi! (Una lunghezza simboleggiata forse un po' da queste pagine che sembravano interminabili…Ma era necessario soffermarci un poco su questo mistero così poco adorato eppure tanto attuale.)
Ma prima di arrivare a Betlemme, prima della notte di Natale, dimmi: vorresti davvero un Dio diverso? Di questo Dio non sei contento, fiero, felice?

La sua nascita nella carne, la tua nascita nella Luce

La notte, di tutte la più dolce - Giunge finalmente l'ora di metterlo al mondo. Di darlo alla luce. Occorrerebbero in questo momento i talenti di tutti i poeti, di tutti i musicisti, di tutti gli artisti, per tentare di abbozzare la descrizione di un evento che si dovrebbe soltanto cantare. Occorrerebbe soprattutto la voce e lo guardo di tutti i santi per azzardarsi a balbettare qualcosa di un mistero che si dovrebbe soltanto adorare...

Lungo una strada, nel cuore della notte - E' sconcertante, ma è in cammino, lungo la strada, che lui nascerà. Maria e Giuseppe sono costretti ad abbandonare Nazaret all'improvviso, a lasciare tutto quello che amano, tutte quelle umili cose familiari che ci rassicurano, ci confortano. Abbandonando tutte le loro sicurezze, i loro punti di riferimento. Accettano questa nuova situazione di instabilità, di insicurezza, senza rivolta, senza obiezioni, senza il minimo lamento. Hanno fiducia. Partono come Abramo senza sapere bene dove condurrà la loro strada (cfr. Gen 12,1). Sanno che la destinazione è Betlemme...ma che cosa c'è oltre Betlemme? Chi può saperlo? Partono senza sapere di preciso se e quando ritorneranno: Dio lo sa!
Vieni e vedi! Vedi questi due giovani, un po' smarriti in mezzo a una folla numerosa, nelle lunghe carovane che ingombrano le strade verso la Giudea, come in un grande esodo: questo spostamento di massa, questa calca, questo chiasso, mentre loro avrebbero tanto desiderato rimanere tranquilli, quieti, raccolti, in queste ultime settimane, questi ultimi giorni di attesa.
Maria attraversa le colline: chi, vedendo questa giovane ragazza, potremme immaginare che è lei il vero tempio di Gerusalemme? Che è lei la vera arca dell'alleanza? Che è lei la dimora di Dio fra gli uomini, la sua prima casa? Solo Giuseppe può intuire qualcosa di questo mistero.
Dio nascerà sulla strada perché è alla ricerca di coloro che vagano senza strada. Sempre alla ricerca della pecora perduta (cfr. Lc 15,4). Dio nascerà nel cuore della notte perché lui, la Luce, viene a cercare coloro che giacciono nell'ombra della morte. In tutte le nostre notti, egli viene per far risplendere la sua luce (cfr. Gv 1,5). Dio nascerà povero, assolutamente povero, per raggiungere tra i poveri il più povero. Non vi è più nessuna povertà che egli non possa venire ad abitare; più nessuna miseria che la sua luce non possa trasfigurare!

Maria e Giuseppe cercano disperatamente una casa, un riparo, per proteggere almeno un poco Maria dal via vai e dal chiasso mentre partorisce. Bussano a molte porte. Nessuna si apre. Si trova posto per tutto, eccetto che per Dio! Tuttavia, vi sono quelli che lo accolgono con tanta tenerezza e gioia in più, quanto più altrove gli vengono negate. Il regno minerale gli offre una grotta, il firmamento una stella, il regno vegetale un poco di paglia, il regno animale il bue e l'asino. E noi? Noi... gli offriamo i nostri peccati - giacché per questo è venuto: per cercarli, prenderli su di sé, cancellarli - e... sua madre? Una giovane ragazza, una di noi, gliel'abbiamo donata per essergli madre! E lui si dona a lei per essere nostro fratello.
Dimmi: vorresti davvero un altro Dio? Di questo Dio non sei contento, fiero, felice? ***

 

Perdonando portiamo la salvezza all'umanità

"Tu sarai madre per la potenza dell'Altissimo, ciò che nascerà da te sarà dunque santo." (Lc 1,35)

E' il momento in cui a Maria viene richiesto un grande atto di fede. Lo Spirito Santo esiste da sempre, dall'eternità, ma per salvare l'umanità Dio ha mandato un Uomo: Gesù Cristo. Per farlo però ha avuto anche bisogno della fede di una donna: Maria. A lei viene infatti annunciato che diverrà madre in modo verginale e per crederlo le occorreva un grande atto di fede. Le viene proposto un segno: "Ecco, la tua parente Elisabetta, che tutti dicevano sterile, sta per partorire...". Maria fa suo l'annuncio permettendo così che nel suo cuore si incarni la "visione" della Parola di Dio, alla quale aderisce dicendo "Si faccia di me secondo la tua Parola." (Lc 1,38). La Parola, proclamata come vera, diviene quindi realtà e il Figlio di Dio si fa carne nel grembo della donna.
Dio per agire ha bisogno della nostra collaborazione. Maria umanamente non ci ha conosciuti uno per uno su questa terra, però certamente ha avuto nel suo cuore una visione - la visione della salvezza dell'umanità - e ha colto nella sua visione la nostra redenzione. Ma così come il Signore ha messo nel cuore della Vergine una visione, anche noi dobbiamo chiederci: abbiamo nel nostro cuore la visione della nostra salvezza e di quella dei nostri cari? Oggi la Chiesa è impegnata a portare la salvezza a tutta l'umanità, ma noi nel cuore abbiamo la visione che Cristo Salvatore, morto per i nostri peccati, ha fatto ricadere su di sé i peccati di tutti gli uomini, compresi quelli di Hitler, di Stalin, e oggi del tanto nominato Ben Laden? Abbiamo in noi la visione della potenza di Cristo Salvatore che diventa vittorioso in questa battaglia contro il peccato?
Dio, perché questa battaglia sia vinta, ha bisogno della nostra fede, della fede della Chiesa. Ecco perché oggi la Madonna sta radunando la Chiesa. Sta raccogliendo i suoi figli per insegnargli a diventare persone capaci di portare salvezza, membri efficienti di questo corpo che è la Chiesa di Cristo, per portare salvezza all'umanità; perché con le nostre lamentele, con le nostre fragilità, con i nostri dubbi non salveremo mai il mondo! Maria, con un semplice atto di fede, ha messo al mondo Cristo.
Quanto è potente un atto di fede rispetto a tutti i nostri dubbi! Ecco perché, ripeto, la Madonna sta riunendo in questo tempo tutto il popolo di Dio dai quattro angoli della terra, educandolo a quello che oggi manca nella nostra società "mentale": parliamo tanto, discutiamo tanto, ma preghiamo mai! O forse preghiamo, ma come preghiamo? Il Signore ha bisogno di un cuore che prega e un cuore che ama.
Il Santo Padre in ottobre dello scorso anno ha affidato l'intera umanità al Cuore Immacolato di Maria, rinnovando la consacrazione dell'umanità. Ma se volessimo tradurre in termini semplici quell'atto di affidamento, come dovremmo dire? Che l'umanità per salvarsi ha bisogno di amore.

Il peccatore per avere la vita non ha bisogno di rimproveri, di minacce, ha bisogno di amore! Ecco perché ci ha affidato proprio alla Madonna come Madre, per portare questo amore di Dio ad ogni creatura. Allora, quando noi affidiamo un peccatore al Cuore Immacolato di Maria cosa intendiamo fare? Vogliamo fare arrivare a quel peccatore l'amore di Gesù Cristo e l'amore di Maria, ma attraverso il nostro cuore, attraverso di noi che gli stiamo vicino.
Una mamma deve trasmettere amore ai suoi figli. Il bambino è sensibile all'amore fin dal concepimento, non a vent'anni! Appena è concepito il bambino sente se la madre gli vuole bene o no. Capita di vedere delle mamme in attesa che sono tristi, "perché questo bimbo non me lo aspettavo… lo avevo programmato dopo", rispondono. E invece è venuto prima, poveretto lui! Ha dovuto pagare il prezzo della sua nascita rimanendo senza il calore di una dovuta accoglienza. E allora? Allora questa ferita lo accompagnerà per tutta la vita, con le sue inevitabili conseguenze.
Dio ha scelto di dare all'umanità per salvarla non la guerra mondiale che non salva, ma l'amore. Allora ha mandato il suo Figlio ad amare i peccatori prendendo su di sé i peccati degli uomini. Anche a noi la Madonna dice: digiunate, soffrite qualcosa per amore del fratello che è nel dolore, amatelo! Il digiuno non ha mai salvato nessuno, ma l'amore che ci fa digiunare sì, l'amore che fa soffrire sì, la preghiera del cuore sì. Manca l'amore! La nostra società è priva di amore; per passione, per godimento: ecco la nostra società.!
Gesù ha detto: "Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso..." (Lc 12,49). Le nostre famiglie si devono riscaldare con l'amore, le nostre parrocchie si devono riempire di amore, le nostre chiese si devono inondare di amore. Già Paolo VI diceva: "Dobbiamo iniziare finalmente l'era dell'amore, la civiltà dell'amore". Questo salva, e questo fa comprendere la missione che la Madonna sta oggi facendo in mezzo alla Chiesa: sta radunando i figli ma per educarli all'amore.

Ricordiamoci però che per amare sempre si ha bisogno prima di tutto di essere amati. Chi non è stato amato non sa amare, e non saprà mai amare finché non riceve amore. Allora la Madonna sta radunando i suoi figli perché sperimentino il suo amore e far vedere a tutti che l'amore è presente. E a noi chiede di diventare missionari dell'amore, portatori d'amore.
Ci chiede sacrifici, penitenza, imparare a rinunciare a qualcosa di proprio, imparare a camminare con la pazienza della croce, allora si rivela a noi il mistero di Dio, perché la parola della croce è stoltezza per quelli che vanno in perdizione (cfr. 1Cor 1,18 s), ma per coloro che si salvano, cioè per noi, è potenza di Dio.

Per far sì che la Madonna possa usare di noi per portare l'amore di Gesù Cristo ai peccatori, cominciamo con quelli che sono nella nostra casa spandendo lo Spirito di Dio, lo Spirito d'amore a tutti coloro che sono attorno a noi, fino a che questo fuoco non incendi tutta la terra. Questa è la missione che aveva Gesù nel cuore quando chiamò gli apostoli e li formò per incendiare il mondo; questa è la missione che la Madonna aveva allora nel cuore e la missione che oggi lei sta comunicando a noi perché diventiamo i suoi figli, i suoi fedeli discepoli, i suoi fedeli servitori.
La Madonna ci prenda per mano perché non ci smarriamo più e la seguiamo con fedeltà fino a che, insieme a lei, adempiamo questa missione che lei oggi aspetta dalla Chiesa: portare Gesù Cristo a tutti gli uomini. Un Dio che salva amando e perdonando. Amiamoci anche noi con il perdono.

d. Fulvio di Fulvio

(Liberamente tratto da registrazione)

 

 

 

Maria e la Sacra Scrittura

"Ascoltiamo la Madre del Verbo Incarnato"

(continuazione)

La Madonna in più occasioni indica esplicitamente anche specifici passi della Sacra Scrittura, dotati di speciale efficacia medicinale contro le malattie spirituali più tipiche ed insidiose del nostro tempo: l'autosufficienza di fronte a Dio e l'idolatria di se stessi. Così c'invita a meditare ogni giovedì, davanti al Santissimo Sacramento, il passo evangelico di Matteo 6, 24-34 -"Nessuno può servire due padroni!"- perché, nel primo giorno del triduo pasquale settimanale, che Madonna richiede sia da tutti celebrato, i cuori siano aiutati ad aprirsi a quell'abbandono incondizionato e confidente nell'amore misericordioso del Padre, che ci apre ad una comunione nuova e profonda con la vita divina presente in noi ad opera della grazia battesimale.
La Regina della Pace c'invita anche a meditare nella profondità del cuore e a tradurre in vita l'Inno alla Carità, proclamato nella Prima Lettera ai Corinzi, per accogliere pienamente il dono infuocato dell'Amore trinitario, che "è riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato" (Rm 5,5), che c'immette nel dinamismo luminoso della "nuova creazione", verso cui converge tutta l'opera della salvezza: "Glorificate Dio, figlioli con l'Inno alla Carità (Cor 13), perché l'Amore di Dio possa crescere in voi di giorno in giorno sino alla pienezza"(mess. 25.06.1988).

Esistono nei messaggi della Regina della Pace altri innumerevoli riferimenti e citazioni, talora pressoché letterali, di passi significativi della Sacra Scrittura. Ad esempio, nell'esortare alla preghiera continua, la Madonna ripete letteralmente le parole dell'Apostolo (1Ts 5,17): "Pregate incessantemente" (mess. 01.01.1987). Così, per richiamarci alla responsabilità della missione, cita Mt 5,14-15: "comprendete figlioli che siete voi oggi il sale della terra e la luce del mondo" (mess. 25.10.1996). E altrove, invitandoci alla preghiera profonda che ci apre all'azione rigenerante dello Spirito Santo, riprende esplicitamente il noto passo del Profeta Ezechiele (Ez. 36, 26): "Vi invito ad aprirvi alla preghiera, perché lo Spirito santo vi aiuti a pregare, in modo che i vostri cuori diventino di carne e non di pietra" (mess. 25.06.1996), etc...
Allargando l'orizzonte all'intero corpo dei messaggi, si può evidenziare la costante, rigorosa e puntuale aderenza, sia dei contenuti generali e fondanti del messaggio, sia di ogni singolo dettaglio espressivo, con specifiche verità di fede o con affermazioni direttamente rinvenibili o immediatamente riconducibili al testo biblico, sempre interpretato in totale consonanza col Magistero autentico della Chiesa Cattolica. La Madonna stessa conferma l'identità dei contenuti sostanziali del suo messaggio con il Vangelo del suo Figlio, entrambi, pur con carattere e finalità diverse, fonte di grazia sopranaturale e di vita nuova per il mondo: "Figlioli, vivete gioiosamente i messaggi del vangelo, che ripeto dal tempo in cui sono con voi. Figlioli, io sono vostra madre e desidero svelarvi il Dio dell'amore e il Dio della pace. Non desidero che la vostra vita sia nella tristezza ma che sia realizzata nella gioia secondo il vangelo per l'eternità. Solo così la vostra vita avrà senso." (mess. 25.12.1996).
E' anche evidente che la presenza di Maria a Medj., non solo realizza una sapiente pedagogia materna che conduce ad un rapporto nuovo, assai più intimo, profondo e vitale con la Parola di Dio, ma si accompagna anche ad uno speciale dono di grazia che ci sollecita ed aiuta concretamente ad incarnarla nella realtà dell'esistenza individuale. In modo tale si costruisce realmente, obbedendo all'esortazione evangelica di Gesù (Lc 6,46-49), la casa della nostra vita spirituale sulla ferma roccia dell'Amore di Cristo, morto e risorto per la vita del mondo, anziché sulle sabbie mobili di un rapporto con la Parola, ahimè assai diffuso, ridotto unicamente sul piano critico-esegetico ed intellettuale-moralistico, tragicamente infecondo di frutti spirituali di vera conversione.
Questo grande dono di grazia offerto al mondo dalla Regina della Pace, che viene a riproporre le Verità fondanti del Vangelo di Cristo, contemplate attraverso lo sguardo e il Cuore ardente di tenerezza celeste della Madre, sembra quasi rappresentare la risorsa estrema escogitata dall'inesauribile creatività d'amore del Padre "ricco di misericordia", per vincere le perduranti durezze e i rifiuti ostinati della verità e della luce, che ancora attanagliano i nostri poveri cuori feriti.
Egli vuole che si aprano finalmente ad una gioiosa, rinnovata accoglienza del Vangelo, unica e vera fonte di pace, di salvezza e di pienezza di vita nuova per gli uomini del nostro tempo, oppressi da dense spirali di tenebra che sembrano offuscare ogni speranza, mentre già risplende all'orizzonte di molti cuori la Stella del mattino, che annuncia l'Aurora del Sole di giustizia, di Cristo, vero ed unico Re e Signore della storia.

Giuseppe Ferraro

 

Notizie dalla terra benedetta

* Tutta Medj. festeggia p. Slavko - Il 24 novembre, è stato celebrato solennemente a Medj. il primo anniversarsario della morte di p. Slavko. Il parroco ha guidato un gran numero di persone sul Krizevac (il monte della croce) per un intenso momento di preghiera. Il gruppo si è soffermato a lungo, in silenzio, davanti alla 14° stazione della via Crucis, lì dove p. Slavko era spirato. In questo punto è stata anche eretta una stele bianca con una placca di bronzo che raffigura il suo volto sorridente. Più tardi, al Villaggio della Madre, una bellissima statua di bronzo è stata benedetta alla presenza di tutti gli orfani. Anche la veggente Marija era presente e ha ricevuto la sua apparizione quotidiana in questo luogo benedetto.

* Vicka annuncia il suo matrimonio - Ha previsto per il 26 gennaio la data delle sue nozze la più anziana dei veggenti. Sposerà Marijo Mitajovic, collaboratore di Padre Slavko al Villaggio della Madre. (Majcino selo). Originario di Gradac-Citluk, Marijo vive da tempo a Sarajevo; la coppia andrà a vivere non lontano da Medj. Ci rallegriamo con la futura sposa e a lei auguriamo un cammino gioioso e sereno nella nuova famiglia.

* Jakov e Vicka invitati in Vaticano - In occasione del Sinodo dei Vescovi tenutosi in ottobre, il cardinale Dias di Bombay (India), aperto nei confronti di Medj., ha telefonato a Vicka e Jakov per invitarli a raggiungerlo a Roma ove hanno avuto una conversazione privata. Al loro ritorno, i due veggenti non hanno riferito niente, ma sembravano essere molto contenti.

(Cathy Nolan per sr. Emanuel)

* Informazione false a riguardo di Medj. - Il parroco, p. Branko Rados, ha sentito l'esigenza di far chiarezza su alcune informazioni erronee che circolando rischiano di creare confusione e disagio in chi segue la strada tracciata a Medj.: "Non è una novità che qualcuno sia contro la verità, - afferma il parroco del santuario - come coloro che intenzionalmente o involontariamente distorcono la verità. A riguardo di Medj, recentemente, sono emerse alcune informazione false. Ciò che preoccupa particolarmente i numerosi amici della Regina della Pace è la presunta dichiarazione del Card. Vinko Puljic di Sarajevo al Sinodo dei Vescovi a Roma; e cioè che Medj. era una sorgente di disordine e disobbedienza nella Chiesa in Herzegovina e che i Francescani di servizio a Medj. erano disobbedienti. Per chiarezza è mio dovere dire: nel suo colloquio coi Vescovi al sinodo, che è ha avvenuto in ottobre del 2001 a Roma, il Card. Vinko Puljic non ha accennato neppure una parola su Medj. Tutti coloro che lo desiderano possono consultare il testo originale del suo colloquio. A proposito, evidenzio il fatto che tutti i Frati Francescani, che prestano il loro servizio nella parrocchia di Medj., sono stati incaricati dal Vescovo locale. Invito tutti gli amici della Regina della pace a pregare, di modo che la pace e la verità di Gesù Cristo, nostro Signore, possano regnare in questo mondo. ".

 

 

Testimoni illustri di Medjugorje:

* Nel mese di agosto di quest'anno il famoso cantante latino-americano Emmanuel è venuto in vista a Medj. Ecco le sue impressioni:
"Questa è la quarta volta che vengo a Medj. Sebbene tutti i viaggi in questa terra benedetta siano stati diversi tra loro, sono stati sempre caratterizzati da un sentimento di pace ed accettazione. Questo luogo è un'oasi nel deserto della solitudine del mondo, qui l'uomo si sente difeso da tutto e, nel profondo dell'anima, trova Dio, il suo Figlio Gesù e la nostra intermediaria, la Vergine Maria. Venire a Medj. è un esercizio spirituale che aumenta l'energia positiva interiore dell'essere umano, aumenta il sentimento di amore e pentimento, non soltanto per il peccato nella vita quotidiana, ma anche per il fatto di esserci allontanati dal nostro Padre."

* Il vescovo cattolico ucraino, Mons. Irynei Bilyk, è giunto in visita privata a Medj. a metà settembre. Mons. Bilyk vi si recò per la prima volta nel 1989, come sacerdote, prima di recarsi a Roma e di essere nominato vescovo segretamente, a causa del regime comunista. Il pellegrinaggio di quest'anno è stato la sua preghiera di ringraziamento per l'aiuto ricevuto dalla Madonna.

* Mons. Hermann Reich, vescovo della Papua Nuova Guinea, di origine austriaca, è giunto in visita privata a Medj. dal 21 al 26 settembre 2001. Al termine della sua visita, ha esposto, tra le altre, le seguenti impressioni:
"Ho sentito parlare di Medj. per la prima volta molto tempo fa. Si prega davvero molto qui. La liturgia e la concelebrazione sono ottime. La chiesa è sempre piena, mentre questo non accade nelle chiese del mondo occidentale, soprattutto nel periodo estivo. Qui la chiesa risuona di preghiere e, nonostante tante lingue diverse, tutti si capiscono. E' incredibile come tutti sentano di appartenere a questo luogo, di non essere stranieri, di poter partecipare alla preghiera, anche se vengono da lontano. Non basta che la gente preghi molto. Si corre il pericolo che rimanga una preghiera sterile, che non provenga dal cuore. La qualità della preghiera è estremamente importante: la vita deve diventare preghiera.
Sono fermamente convinto della presenza della Vergine qui a Medj. Se non vi fosse, tutto questo non sarebbe possibile e non ci sarebbero frutti. Sono certo che questa è una sua opera. Ai cristiani di oggi desidero raccomandare: pregate e non smettete di pregare. Anche se non vedete i risultati che vi aspettate, continuate a pregare ed impegnatevi per creare una buona vita di preghiera. Accogliete seriamente i messaggi di Medj. e pregate nel suo spirito. E' questo quello che consiglio a tutte le persone che incontro."

* Mons. Matthias Ssekamanya, vescovo dell'Uganda, è stato in visita privata a Medj. dal 27 settembre al 4 ottobre 2001. Al termine del pellegrinaggio, ha riferito le sue impressioni:
"Questa è la mia prima visita a Medj., ma ne ho sentito parlare per la prima volta sei anni fa. Da quello che ho visto, tutto è molto affidabile ed all'insegna dello spirito cattolico. Qui le persone possono rinnovare la propria vita cristiana e dovrebbero essere incoraggiate. Per quanto riguarda il fatto che la Chiesa non l'abbia ancora riconosciuta ufficialmente, non posso dire nulla, perché non ho sentito parlare molto contro Medj. Da noi non ci sono molte informazioni su quello che accade qui. Non posso giudicare, ma ritengo che queste forme di devozione dovrebbero essere incoraggiate. Io ho una grande devozione per Maria. Per me questa è un'occasione speciale per incrementarla. A Medj. si sottolinea in modo particolare l'amore di Maria per la pace. Ella invita alla pace ed io cercherò di comunicarlo a tutti gli uomini.

* 9° Incontro Int. delle Guide e dei responsabili dei Centri di Pace, dei Gruppi di preghiera, pellegrinaggio e carità ispirati a Medj. Il tema dell'incontro: "Pregate, pregate, pregate... ". A Medj., dal 17 al 21 febbraio 2002.

* 2° Seminario int. per le coppie sposate "Risvegliate l'amore nelle vostre famiglie" avrà luogo dal 26 febbraio al 3 marzo 2002. Le adesioni possono essere inviate al più tardi entro il 31 gennaio 2002 al seguente indirizzo e-mail: lidija.paris@medjugorje.hr, all'Ufficio Informazioni o al numero di telefono /fax +387-36-651-988, oppure all'indirizzo e-mail: informacije@medjugorje.hr

Il contributo spese per il seminario è di 50 DM per coppia. Invitiamo tutte le coppie interessate a partecipare a trovare da sole un alloggio a Medj. (da: Press Bulletin)

 

 

La Comunione nello Spirito Santo

"La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuor solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune..." (AT 4,32).
L'uomo tende naturalmente ad aggregarsi e sperimenta nella propria vita moltissimi contesti nei quali è chiamato a porsi in relazione con altri, in modi ed intensità diversi a seconda delle circostanze. C'è un'enorme differenza però tra lo stare insieme nel cuore e nell'anima e lo stare insieme nello SPIRITO SANTO.

E' lo Spirito Santo che ci comunica i segreti del Re. E' Lui che ci rende capaci di comprenderli, di viverli e di annunciarli agli altri; in Lui la nostra comunione perde tutti i condizionamenti umani e ci inserisce nel Regno di Dio, regolato da un'unica legge - l'Amore. Lo Spirito Santo stesso è l'amore del Padre e del Figlio, un bene che Essi vicendevolmente si "scambiano".

Tutta la vita nello Spirito è uno scambio reciproco, così anche i doni che lo Spirito ha posto dentro di noi non possono crescere se non vengono "scambiati", condivisi con gli altri. La vita divina stessa non può scorrere tra di noi senza questo scambio nello Spirito Santo: è l'amore che scorre tra le persone.
I pensieri, gli affetti, devono quindi essere canalizzati attraverso lo Spirito, solo allora la nostra comunicazione diventerà pura, libera, autentica, capace di nutrire chi entra in contatto con noi, perché non daremo più noi stessi agli altri ma l'amore di Dio. I nostri rapporti così si purificano fino a raggiungere una reale libertà interiore dove lo Spirito Santo agisce secondo il proprio disegno e non come piace a noi.

Bisogna imparare a conoscersi attraverso lo Spirito, a comprendere i doni che Dio ha messo nell'altro, ad accoglierli e valorizzarli perché siano messi a disposizione di tutti. In tal modo avremo un panorama chiaro, una visione integra della persona e ci rapporteremo con lei in modo completo che abbraccia tutto il suo mondo interiore, così come è previsto da Dio. Non ci condizioneranno più allora i suoi limiti, i difetti, i peccati perché la guarderemo solo attraverso gli occhi dello Spirito, che trascende i nostri schemi, le idee, la nostra cultura, persino le nostre concezioni spirituali.

La conoscenza nello Spirito Santo ci rende liberi su tutti i livelli del nostro essere, e questo ci aiuta a liberarci anche dalle nostre paure, frutto esse stesse dell'incapacità a comunicare: abbiamo paura perché in fondo, nell'anima, non sappiamo ricevere e dare amore.
Da questa liberazione nella comunicazione nasce la possibilità di condividere la vita, di essere "un cuor solo e un'anima sola". Ma non siamo ancora arrivati al nostro obiettivo, occorre prima compiere un altro passo fondamentale: morire a noi stessi, alle nostre ragioni, alle nostre "scatole" mentali ed affettive e decidere umilmente di rinunciare a ciò che ci separa dagli altri.

Il presupposto è la disponibilità a perdonare chi ci ferisce, perché viceversa, quando ci chiudiamo in noi stessi, nella nostra offesa, nel nostro orgoglio ferito, impediamo allo Spirito di scorrere liberamente e di guarire ogni male. Ma anche chi è barricato in un atteggiamento di critica, di prepotenza, di falsa sicurezza deve essere consapevole che la sua chiusura costituisce un grandissimo ostacolo all'azione dello Spirito di comunione. Dobbiamo allora, ogni momento, vivere come se fosse un nuovo inizio, come se il mondo dovesse cominciare daccapo nelle nostre anime, sacrificando il nostro vissuto, anche quando lo riteniamo buono.

Davanti ai fratelli dobbiamo presentarci con un atteggiamento di serena "nullità", in tal modo lasceremo libero lo spazio allo Spirito Santo di agire sui diversi livelli del nostro essere ed eliminare le barriere che ci dividono dagli altri. A quel punto saremo pronti ad accogliere l'amore di Dio che ci unisce ci affratella.
Il Verbo di Dio che abita le nostre profondità dovrebbe essere il principio di ogni nostro pensiero, di ogni nostro affetto, di ogni nostro atteggiamento e nulla deve accedere in noi senza di Lui. Gesù stesso molte volte diceva agli apostoli "non temete!". Il timore nei nostri rapporti nasce dal fatto che spesso subiamo dei giudizi. Ma occorre combattere con forza la paura di essere giudicati altrimenti non possiamo rispecchiarci negli altri, nella diversità che Dio ha messo in loro.

Superare la paura del giudizio vuol dire anche aprire la porta allo Spirito Santo. Molti sentendo la definizione "giudizio di Dio" si spaventano; ma il giudizio di Dio non ha nulla a che fare con quello umano, è la paura nella nostra anima che ci blocca di fronte a quest'idea. Se non eliminiamo da noi questo timore non potremo mai vedere Dio nella sua diversità, nella sua grandezza. Chiusi nel nostro piccolo mondo non scopriremo la sua immensa bontà che mai ci giudica. Al contrario, siamo noi a giudicare noi stessi quando rifiutiamo la sua misericordia, il suo Spirito Santo - ci giudichiamo con le nostre stesse chiusure.

Dobbiamo imparare ad andare da Dio a chiedere perdono, ad andare dal fratello e dire "Perdonami!" oppure: "Rimaniamo in pace, lasciamo fare a Dio, vediamo con il tempo come si mettono le cose...". In questo modo ogni barriera sarà velocemente superata, e anche un anima scontrosa, chiusa nei giudizi troverà lo spazio perché si manifesti lo Spirito d'amore che guarisce e risana ogni ferita ed ogni rapporto. Ci è stata donata la grazia per vivere in armonia, basta decidere che l'unico cuore nel quale vogliamo congiungerci sia quello di Gesù, sarà Lui ad alitare continuamente in noi il suo Spirito di Comunione.

p. Tomislav Vlasic

 

In sostegno degli ultimi...

Ospedali psichiatrici, anziani soli e abbandonati, orfani, handicappati...Sono loro i destinatari degli aiuti che la generosità di molti riesce a far arrivare nelle terre delle ex-Jugoslavia dove uno stato di profonda miseria ed abbandono rende difficile la vita di moltissime persone. Non si fanno distinzioni, perché come ha affermato il Santo Padre a Natale: "nel piccolo palestinese e nel piccolo israeliano, nel bimbo statunitense e in quello afgano è possibile riconoscere Cristo...". E infatti con sorpresa che "il direttore musulmano di un orfanotrofio che ospita 140 bambini ci chiedeva cosa ci spinge a portare tutti questi aiuti" racconta Alberto Bonifacio, "poi lui stesso ha intuito che siamo sorretti dalla nostra fede di cattolici".

Per eventuali contatti e aiuti rivolgersi a:

Alberto Bonifacio-Centro Informazioni Medjugorje - Via S. Alessandro, 26 - 23855 PESCATE (LC)

Tel. 0341-368487 - Fax 0341-368587

( conto corrente postale n. 17473224

( conto corrente bancario n. 98230/Y Banca Popolare di Lecco - Div. Deutsche Bank - Piazza Garibaldi, 12

23900 LECCO - ABI 3104 - CAB 22901 (I conti sono intestati ad Alberto Bonifacio).

"Cari Figli, utilizzate ogni istante alla presenza di Dio. Rallegratevi per la sua vicinanza e glorificatelo. Vivete il suo amore e siate uno specchio della luce di Gesù..." Era un giorno di ottobre del 1987 quando la Madonna, con la semplicità di sempre, comunicava tramite Jelena l'importanza di vivere costantemente al cospetto di Dio. Ma noi non sempre riusciamo a capire come fare...

 

In cammino verso il Signore

di Jelena Vasilj

All'inizio di questo nuovo anno è bello e utile tracciare un programma per la nostra vita interiore e invocare il dono dello Spirito Santo, affinché quello che Dio ci dona come strumento di grazia possa portare abbondante frutto. Personalmente ho ricevuto un dono di luce e di sapienza tramite il quale i misteri della fede mi diventano chiari attraverso l'intervento di Dio, per una sua libera volontà, senza dover "lavorare a tavolino". Non si deve però confondere questo dono con delle esperienze paranormali di predizione o altro; esso è infatti una grazia data a un'anima innamorata di Dio, che lo cerca e alla quale Egli si comunica senza riserve.
Naturalmente non è un privilegio riservato soltanto a me, ma è ciò che Gesù desidera per ognuno di noi. Lo dice chiaramente nel Vangelo di Giovanni: "Se uno mi ama osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (Gv 14,23). Ogni uomo è dunque dimora dello Spirito Santo, ogni anima rinata nel battesimo è abitata dalla SS. Trinità, dal Dio che viene a noi, che viene sulla terra ma che soprattutto viene dentro di noi.
All'inizio dell'anno che è appena iniziato apriamoci al flusso della grazia divina affinché lo Spirito ci faccia sempre gustare la vita come vuole Dio, come Egli ha previsto da sempre, secondo l'ordine che il Signore ha voluto per ognuno di noi e che avrà poi pieno compimento con la visione beatifica del suo Volto.
Quali sono gli strumenti utili per percorrere la luminosa strada della fede? Innanzitutto la preghiera, perché la grazia la dobbiamo chiedere. Certamente è utile anche conoscere, informarsi, studiare, ma c'è un tipo di conoscenza che arriva solamente attraverso la fede (talvolta la ragione può essere d'impedimento all'incontro con il Signore). S. Agostino affermava la necessità di "pensare secondo la fede", proprio perché essa ci permette di arrivare a certe verità che altrimenti non potremo conoscere con la nostra ragione umana.

E' la preghiera dunque che ci permette di conoscere il Signore attraverso la fede. Ma cosa dobbiamo fare nella preghiera? E' semplice: meditare, riflettere sui grandissimi misteri che coinvolgono la nostra vita di figli di Dio. Questo, in fondo, è il vero senso del Rosario, poiché ogni cristiano desidera imitare Gesù, diventare come lui. E' necessario quindi interiorizzare nella preghiera i misteri della sua vita per poterli trasformare in realtà quotidianamente vissuta. Questi misteri devono, insomma, "diventare noi".
E chiaro che la Sacra Scrittura deve occupare un posto centrale nella vita spirituale, perché la nostra mentalità deve essere purificata, l'uomo vecchio deve morire, e ciò è possibile solamente attraverso un cambiamento di mentalità (la parola greca metanoia - conversione - significa proprio: cambiamento di mentalità). Noi che viviamo nel mondo, che guardiamo alla televisione tante pubblicità, che ascoltiamo notizie di vario genere, non ci accorgiamo che possiamo essere formati non secondo il cuore di Dio. Ecco allora che ci viene in soccorso la sua Parola, nella quale troviamo ogni verità: se la leggiamo, se la meditiamo, se la interiorizziamo, ci accorgeremo che questa Parola man mano diverrà nostra e comincerà a parlare nel nostro cuore. Direi che proprio questo è lo scopo della preghiera.

Ovviamente la Santa Messa rimane sempre il cuore della nostra vita spirituale, perché è l'Eucaristia che ci fa rinascere dal di dentro, è l'Eucaristia il pane vivo di cui abbiamo bisogno per vivere. Spesso ci aggiriamo affamanti alla ricerca di un qualche nutrimento e magari non andiamo neanche a Messa la domenica... Ma è impossibile avere una vita spirituale senza il cibo divino! Ecco perché Gesù ci propone questo nutrimento imparando a offrire noi stessi, poiché anche noi siamo Eucaristia, siamo un sacrificio attraverso le nostre fatiche, attraverso tutta la nostra esistenza che dobbiamo offrire insieme al sacrificio di Gesù.
Infine il dialogo con Dio, un dialogo che nasce soprattutto da una nostra necessità interiore, da un desiderio profondo di Dio. Le nostre passioni, i nostri desideri devono tendere verso l'alto, come il fuoco (secondo quanto ci suggerisce s. Agostino). devono essere una preghiera incessante che poi non è altro che il continuo desiderio di Dio.
E' la preghiera quindi che ci apre a questo mondo che oserei definire "avventuroso", che ci dona la fede, la santa speranza e naturalmente la carità. Ma alla preghiera vorrei accostare il digiuno - altrettanto importante - poiché non si può pensare a una crescita spirituale senza il sacrificio. La nostra natura ci conduce costantemente verso il peccato, mentre il digiuno ci aiuta "a riprenderci" e a dirigere le nostre forze interiori verso Dio.
Il digiuno ha in sé anche una forza positiva che ci fa comprendere che saremo sazi soltanto in Cielo. Spesso corriamo dietro alle cose o facilmente dipendiamo dalle persone nella speranza che esse possano darci una felicità piena. E allora il digiuno, la fame che avvertiamo quando digiuniamo, ci aiutano a capire che non raggiungeremo mai la sazietà sulla terra e che ci sono cose che Dio ha preparato per coloro che lo amano che "occhio umano mai vide né orecchio mai udì".

E per fare tutto questo chiediamo l'aiuto di Maria! La spiritualità mariana, così come mi è dato di comprenderla, è molto semplice, fatta di una semplicità che ci guida verso la nostra anima, verso la nostra interiorità, perché solo prendendo coscienza di noi stessi, del nostro essere, possiamo da lì iniziare il nostro cammino verso il Signore.

 

I LETTORI SCRIVONO

Judy Paterson dal Sud Africa - "Vi ringrazio di cuore per L'Eco. La Madonna vi ricompensi il centuplo! L'Eco è pieno di ispirazione per tutti noi; tutti quelli che ricevono da me, me lo dicono! Dio vi benedica. Continuerò a pregare per voi...

Teresita dalle Filippine - "Vi assicuro che le copie che distribuisco sono ricevute con tanta gioia. Tra queste un prete le usa per le sue omelie. Tutti vi ringraziano perché tramite Eco vengono a conoscenza di tanti eventi belli che succedono nella Chiesa, e che altrimenti non si potrebbero conoscere."

Pamela Whigham dalla Scozia - scrive per esprimere il suo disappunto nell'eventualità che l'Eco non venisse più pubblicato: "Per quelli che non possono andare a Medj, questo giornalino è un cordone vitale; è un mezzo per trasmettere la speranza e pace e le notizie di Medj. Le parole preziose che esso contiene sono per noi guida, ci portano a sperare, ci danno pace e ci aiutano ad aprire il cuore all'amore...."

Johanna Hillingen da Pinsdorf (Austria) - "Con tutto il cuore vi ringrazio per il vostro coraggio e per i bellissimi articoli e commenti dei messaggi della Madonna".

Jeanny Scheer di Strassen (Lussemburgo) - "Ringrazio Dio di cuore per l'Eco di Maria. Il nostro gruppo di preghiera, formato da una quarantina di persone, gioisce ogni volta che riceve questa preziosa rivista. Finora anche i sacerdoti sono rimasti molto contenti."

Joaquim A. de Oliveira dal Brasile - "Ricevo regolarmente il periodico e vi ringrazio perché è un conforto spirituale leggere le notizie della chiesa. I giornali cattolici sono pochi qui e la stampa profana non ha molto interesse in merito...Traduco inoltre alcuni brani dell'Eco per amici per dei professori di religione".

fra Benedetto dalla Palestina - Sono un monaco della piccola famiglia dell'Annunziata. Da anni ricevo l'Eco che mi è necessario per seguire i messaggi che ancora oggi Maria offre alla Chiesa ma al quale sono legato affettivamente come ero legato al nostro don Angelo, da cui ho ricevuto una benedizione molto importante per la mia vita. Desidero anche incoraggiarvi a proseguire nella sua diffusione perché so che fa tanto bene alla Chiesa.

Sr. Apostola del S.C. di Gesù da Cassano Murge (Italia) - esprimo profonda riconoscenza, unita alle mie consorelle che, nonostante malate e anziane come me (io ho 90 anni) leggiamo con gioia immensa questo giornalino. Tutte preghiamo i sacri Cuori di Gesù e Maria secondo le vostre intenzioni ed anche perché possiate continuare in questo nobile e santo apostolato, cioè propagare "Eco di Maria", utilissimo per tutti!"

 

* Abbiamo ricevuto moltissime richieste dei primi numeri di Eco. Proponiamo la pubblicazione di tutta la collezione del nostro giornalino, rilegata in un solo volume. Chi fosse interessato è pregato di telefonare in segreteria; in tal modo saremo in grado di calcolare il numero approssimativo di esemplari da stampare.

L'Eco di Maria è gratuito e vive solo di libere offerte da versare al: n. 14124226 intestato a Eco di Maria, Cas.Post. 149, 46100 MN

Per i versamenti dagli altri stati: Banca Agricola Mantovana
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Ci benedica il Signore e ci protegga.

Faccia brillare il suo volto

su di noi e ci sia propizio.

Rivolga su di noi il suo volto

e ci conceda pace.

 

1° GENNAIO 2002