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www.medjugorje.ws » Eco di Maria Regina della Pace » Eco di Maria Regina della Pace 130 (Novembre-Dicembre 1996)

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Messaggio di Maria del 25 settembre 1996:
Cari figli, oggi vi invito a offrire le
vostre croci e le vostre sofferenze per le
mie intenzioni. Figlioli, io sono vostra
madre e desidero aiutarvi, chiedendo per
voi la grazia presso Dio.
Figlioli, offrite le vostre sofferenze a
Dio come un dono, perché diventino un
bellissimo fiore di gioia. Perciò, figlioli,
pregate per capire che la sofferenza può
diventare gioia e la Croce la via della gioia.
Grazie per aver risposto alla mia chiama-
ta.
Offri per me la tua Croce
e diventerà gioia.
La Croce è il punto di partenza e anche la
sostanza della vita cristiana. Per Gesù è stata
la grande obbedienza che ha riparato la gran-
de disobbedienza degli uomini; per noi l’ac-
cettazione della Croce è il piegarci alla volon-
tà di Dio, contraria alla nostra carne, cioè al
nostro progetto di felicità terrena, ben signi-
ficata dai due legni che si incrociano. Non
meravigliamoci dunque se Maria ci invita
ripetutamente a porre al centro di tutto la
Croce e a fare nelle nostre case una consa-
crazione speciale alla Croce
(12.9.85); ad
accettare la Croce con amore, come Gesù,
perché diventi gioia
(cf 11.9.86). Solo guar-
dando alla Croce di Gesù, che è la prova
suprema dell’amore, si può capire la Croce e
ottenere la forza di portarla.
La Madonna non teme di parlarci della
Croce e della sofferenza, anche se oggi si
tende a presentare un cristianesimo facile,
senza ostacoli, né lotta, illudendo gli uomini
che si possano salvare senza la Croce. Maria
sa che solo la Croce matura i figli, come la
potatura rende feconda la vite. Dice la Scrit-
tura: Dio non risparmia di affliggere quelli
che riconosce come figli...Ogni correzione
sul momento non sembra causa di gioia, ma
di tristezza; dopo però arreca un frutto di
pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo
sono stati addestrati
(cf Eb 12,7.11).
Le sofferenze sono entrate nel mondo a
causa del peccato; ma, unite a quelle di Gesù,
servono a riparare il peccato, a purificarci da
tutto ciò che non piace a Dio in noi e, come
dono a Lui offerto, ci ottengono immense
grazie. La Madonna certamente si riferisce
alle sofferenze fisiche e spirituali inerenti ai
limiti della natura umana, ai difficili rapporti
con le persone, alla mancanza di amore; ma
anche alle croci che si devono soffrire per la
fedeltà a Dio: perché la testimonianza a Gesù
e a sua Madre diventa fonte di incompren-
sioni, di derisioni, di ostilità, di emarginazione
Ricorda: tutti quelli che vogliono vivere
piamente in Cristo patiranno persecuzioni
.
Di solito quando vengono le croci, siamo
tentati di chiedere a Dio il perché e molte
volte accusiamo Dio stesso di permetterle,
oppure ci lamentiamo perché sono troppo
pesanti. Invece Dio ce le confeziona su misu-
ra, come bene esprime le storia di quell’uomo
Vi supplico: convertitevi
per rinnovare il mondo
Messaggio di Maria del 25 ottobre 1996:
Cari figli! Oggi vi invito ad aprirvi a
Dio Creatore perchè vi cambi. Figlioli, voi
mi siete cari, vi amo tutti e vi invito ad
essermi più vicini, perchè il vostro amore
per il mio Cuore Immacolato sia più fer-
vente. Desidero rinnovarvi e condurvi col
mio Cuore al Cuore di Gesù, che ancora
oggi soffre per voi e vi invita alla conversio-
ne ed al rinnovamento.
Tramite voi desidero rinnovare il mon-
do. Comprendete, figlioli, che siete voi oggi
il sale della terra e la luce del mondo.
Figlioli, vi invito e vi amo ed in un modo
speciale vi supplico: convertitevi. Grazie
per aver risposto alla mia chiamata.
>>p.8
Non sono venuto per giudicare il mondo,
ma per salvarlo... attraverso voi!
bene, ci farebbero esclamare con S.Paolo:
Lungi da me il gloriarmi d’altro che della
Croce...
(Gal 6,14). Per questo vediamo il
volto di anime tanto afflitte, sprizzare di
gioia. S.Francesco arrivava a dire: Tanto è il
bene che mi aspetto, che ogni pena mi è
diletto;
e S.Luigi M. di Montfort: Senza Cro-
ce, quale Croce!
don Angelo
Guardando la croce di Gesù
La Chiesa ci ripropone il dramma di un
Dio annientato per amore e per amore risorto
nella luce. Nella sua storia ritroviamo la no-
stra storia.
Guardando a lui riceviamo la forza per
accettare le contrarietà dell’esistenza rima-
nendo nella pace. Stiamolo a guardare, le sue
piaghe sono aperte, anche il volto è coperto di
sangue, il costato è squarciato.
Egli è solo, angosciato, abbandonato. Ep-
pure ci attira a sé. La sua immagine porta in
sé il fascino dell’amore, quello vero, che tutto
offre per l’amato fino al dono estremo della
propria vita. Egli incarna la sofferenza umana
alla quale è andato incontro volontariamente,
in obbedienza al Padre.
Lasciamolo entrare in noi senza riserve.
Egli ci insegnerà a trascendere le nostre sof-
ferenze, sostenuti dalla speranza. Ci riscatterà
dalla schiavitù delle passioni e ci indurrà in
quella libertà di amore che rimane, per l’uo-
mo, l’unica condizione di felicità.
Gesù Cristo è l’unico che, entrando nel
più profondo del nostro cuore, può dare un
senso alla sofferenza e portarci oltre l’aridità
e il buio. Se lo lasciamo regnare ci condurrà
oltre la presunzione umana e per il mondo
sarà la pace. Solo guardando a lui supereremo
lo scandalo del dolore innocente: anche Gesù
era innocente e ha preso su di sé i miei peccati.
Egli è la mia salvezza! Benedirò e soltanto
benedirò il suo nome in eterno per sempre! Mi
lascerò purificare dalla croce senza ribellar-
mi, conoscendo che solo un cuore purificato
è capace di vivere la gioia e la libertà. Saprò
trovare nella sua Parola le tracce luminose
che lui ha lasciato: seguendole scoprirò la via
da seguire.
Don Giovanni Bozzo
(Fraternità di Maria I., Reggio di Vernazza, SP)
che si lamentava continuamente col Signore
per la sua Croce insopportabile. Il Signore
allora gli permise di andare in una grande
fabbrica di croci a scegliersene una meno
pesante. Quell’uomo andò e fece una grande
cernita, scartandole tutte. Alla fine ne trovò
una che sembrava meno pesante da portare.
Ma si accorse che era la sua di prima.
La Madonna ci invita a offrire le soffe-
renze a Dio come un dono, quindi con
amore, senza rimpianti, proprio come si offre
un dono. Allora troveremo che diventano un
bellissimo
fiore di gioia e proveremo che
cosa vuol dire soffrire per amore.
E perché le croci non ci spaventino, la
Madonna ci incoraggia amorosamente a of-
frirle a Lei
, perché ne ha bisogno per le sue
intenzioni.
Alcune di queste intenzioni, gran-
di come il mondo, ce le ha specificate Lei
stessa in varie occasioni: la pace, le famiglie,
i giovani, i preti, i lontani, quelli che sono
sotto l’influsso di satana. Inoltre Lei conosce
meglio di noi i nostri bisogni spirituali e
materiali: abbiamo di che fidarci.
Ma poi ci consola, ricordandoci che è
nostra madre e desidera aiutarci. Qual è la
madre che non aiuta con tutti i mezzi i figli
quando soffrono? Ella appunto -dice il
Montfort- quale soave mitigatrice delle croci,
le candisce e le prepara ai suoi figli nello
zucchero della sua dolcezza materna, per
farle allegramente inghiottire, pur essendo
amarissime (cf n.154).
E ci assicura che chiede per noi la grazia
presso Dio. Sappiamo che Dio è fedele e non
permetterà che siamo provati sopra le nostre
forze, ma con le prove ci darà anche la via di
uscita e la forza per sostenerle
(1Cor 10,13).
Solo nella preghiera perseverante avre-
mo la grazia di capire che la sofferenza è
gioia e la Croce la via della gioia.
Veramente
le croci offerte a Dio diventano una gioia che
anticipa il paradiso e che, se comprendessimo
Eco 131 uscirà in gennaio
Novembre - Dicembre 1996 - Tutti i Santi e l'Immacolata - Eco di Maria, c. p. 149, I - 46100 Mantova (Italia)
A.12, n.11-12, Sped. abb. post. c.27, art.2, legge 549/95 MN- Aut. trib. MN: 8.11.86. Fax (39)376-245075
130
ECO di MARIA Regina della Pace
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poi è la più alta forma di dono che impegna
tutto l’essere, perché non si ferma alle offese,
ma crede in un futuro sempre possibile e
permette anche a chi è perdonato di scoprire
la grandezza del perdono di Dio...”.
Il 21 il Papa è a Tours per celebrare l’anno
dedicato a S.Martino, “il protagonista di tutta
la storia e della evangelizzazione delle Gallie”
-ha ricordato il vescovo Honoré, uno dei
redattori del Catechismo cattolico. “Lo stesso
battesimo di Clodoveo -ha osservato il Papa-
è legato a S.Martino, perché la testimonianza
dei pellegrini, che si recavano alla tomba del
santo di Tours esercitò un forte fascino sul re
franco, il quale decise di farsi cristiano, a ciò
preparato dai suoi incontri con S.Genoveffa,
S.Clotilde sua sposa e S.Remigio, vescovo di
Reims”. Davanti a circa 200mila fedeli il
S.Padre ha tracciato un ritratto interiore di
S.Martino, uomo mite che abbandonò le armi
per servire Dio e il prossimo; uomo di carità
perché uomo di preghiera, che si lasciò com-
pletamente prendere da Cristo.
Al pomeriggio c’è stato l’incontro con i
“feriti della vita”: malati, senza tetto, disoc-
cupati, prostitute, emarginati e sans-papiers,
cioè i clandestini cacciati a forza da una
Chiesa un mese prima dalle forze di polizia.
Egli ha una carezza “per tutti coloro che
nessuno guarda e dai quali ci si allontana” e
invita i francesi a trovare nuovi stili di vita,
ispirati alla solidarietà e condivisione per
rispondere al moltiplicarsi degli attentati con-
tro la dignità umana. Ad essi il Papa ha
riproposto la figura del Santo, “come uomo
che ha vissuto in pienezza le beatitudini”,
dando una stupenda lettura delle sue virtù.
Il culmine delle celebrazioni si è avuto
domenica 22 a Reims. Da una parte l’opinio-
ne pubblica laicizzata vedeva in questa cele-
brazione un tentativo di rivincita clericale
sull'origine cattolica della Francia e un af-
fronto alla indipendenza dello stato dalla
Chiesa. Dall'altra parte c'erano cattolici
integralisti, che non hanno mai accettato la
Francia repubblicana nata dalla rivoluzione.
Ma il pensiero del Papa è volato ben più alto
durante la Messa celebrata nella spianata
dell’aereoporto, come del resto in tutti gli altri
interventi.
Ricordando il battesimo di Clodoveo, che
fu un atto individuale, come lo fu quello dei
franchi che si fecero battezzare (non fu bat-
tezzata la nazione), ha invitato ciascuno a
meditare in profondità sul significato del pro-
prio battesimo e ha fatto fare alla Chiesa
francese un poderoso esame di coscienza:
“Questa grande celebrazione giubilare è un’oc-
casione per riflettere sui doni che avete rice-
vuto e sulle responsabilità che ne derivano.
Nel corso dei secoli questi doni si sono mol-
tiplicati e hanno fatto risplendere nella vostra
terra la grande luce della testimonianza cri-
stiana, dell’apostolato, del martirio, dello spi-
rito missionario e di tutte le forme di santità
(dai martiri di Lione, a Martino, a Remigio, a
Francesco di Sales, a Eugenio di Mazenod, a
Giovanna d’Arco, a Teresa di Lisieux, a
S.Vincenzo, a S.Giov. B. de la Salle, ecc., li
ha ricordati tutti)...”Sono stati anche ricordati
i tempi bui, le infedeltà e gli scontri, conse-
guenza del peccato. Ma “ogni prova attraver-
sata costituisce un pressante appello alla con-
versione e alla santità".
E’ quando la notte ci avvolge che dobbia-
mo pensare all’alba che verrà; è allora che la
Chiesa rinasce ogni mattina, grazie ai suoi
santi: vi esorto dunque a comportarvi in ma-
niera degna della vocazione che avete ricevu-
to (Ef 4,1)
... L’eredità dei secoli passati non
ULTIMA DICHIARAZIONE
dal Vaticano su Medjugorje
Nessun divieto di andare
per i pellegrini e per i loro sacerdoti
Nel giugno u.s. sui media è apparsa la
notizia che il Vaticano dichiarava interdetti i
pellegrinaggi a Medj.. Il portavoce della
S.Sede, Navarro-Valls, l’ha subito smentita
(Eco 128,p2). Ma siccome molti non erano
convinti, egli è di nuovo intervenuto così:
“Mentre il Vaticano non ha mai detto ai
cattolici che non possono andare a Medj., ai
Vescovi invece ha detto che diocesi e parroc-
chie non possono organizzare pellegrinaggi
ufficiali
[attenzione alla parola “ufficiali”].
Non si può dire alla gente di non andare
là, finché non si prova che le apparizioni sono
false. Ora questo non è stato ancora detto e
quindi chiunque può andare là se vuole”.
Così ha dichiarato il 21 agosto u.s. alla
“Catholic News Service”, la più grande agen-
zia cattolica d’informazioni in USA.
Ha aggiunto poi che “il cattolico che va in
quei luoghi ha diritto alla cura spirituale: la
Chiesa quindi non proibisce ai sacerdoti di
accompagnare pellegrinaggi, organizzati da
laici a Medj...”
Navarro-Valls ha insistito ancora che “nul-
la è cambiato” riguardo alla posizione del
Vaticano verso Medj. ripetendo quanto già
detto da Mons.Bertone della Congregazione
della dottrina della fede, come risposta alla
domanda di un vescovo francese, da noi
riportato in Eco 128 p2. “I vescovi hanno
detto e l’arcivescovo Bertone ha confermato:
i numerosi raduni di fedeli a Medj. richiedo-
no la cura spirituale della Chiesa, perciò i
sacerdoti possono seguire i pellegrini
...
Diverso sarebbe qualora si organizzasse-
ro pellegrinaggi ufficiali, perché in questo
caso si darebbe una sanzione canonica agli
eventi di Medj., che la Chiesa sta ancora
esaminando”. Il portavoce ha aggiunto di
ripetere tutto quanto sopra perché “è triste
che le parole dell’arcivescovo Bertone pos-
sano essere capite in modo così limitativo [e
distorto, ndr]. La Chiesa e il Vaticano ha
detto forse “ no” a Medj.? Niente affatto”.
(Press Bulletin)
La stampa mentisce,
ma non smentisce
Come era prevedibile, mentre la grande
stampa e la TV hanno dato tanto risalto alla
falsa interpretazione della lettera di Mons.
Bertone, non si sono degnate - meno
l'Avve-
nire - di riportare la successiva dichiarazio-
ne chiarificatrice. Ciò che volevasi dimostra-
re... Ma tale accanimento è ben comprensi-
bile: disturba troppo qualcuno!
Il Papa ha scosso la Francia
riscoprendole
le sua vocazione cristiana
Il viaggio del Papa in Francia per celebra-
re i 15 secoli dal battesimo di Clodoveo, si
annunciava pieno di insidie. I mass-media già
da tempo ne avevano orchestrato il fallimen-
to. Alla fine hanno dovuto ammetere che è
stato un successo. Tutto questo perchè il Papa
non si è comportato da politico, ma è venuto
solo come pastore "per incontrare, da pelle-
grino, i cattolici di Francia e associarsi alla
loro preghiera in luoghi importanti della loro
storia religiosa... e per invitarli a realizzare
meglio ciò che la Chiesa deve ad alcuni loro
predecessori, la cui memoria è molto viva
nella Vandea, in Bretagna, a Tours e a Reims"
(dal discorso a Chirac).
E proprio in Vandea, a St.Laurent-sur-
Sèvre, inizia il pellegrinaggio per rendere
omaggio a S.Luigi M. Grignion de Montfort:
un incontro dedicato ai religiosi della regione
ovest che ha permesso al S.Padre di vivere un
momento di grande profondità spirituale pres-
so la tomba del santo, grande apostolo dei
tempi mariani: “Come sapete -egli ha detto-
devo molto a questo santo e al suo Trattato
della vera devozione a Maria.
E siccome
questa visita pastorale è posta sotto il segno
del battesimo, nello spirito di S.Luigi M. tutta
la vita spirituale proviene direttamente dal
battesimo, come dimostra il passaggio signi-
ficativo della consacrazione a Gesù attraver-
so Maria: Io...peccatore infedele, rinnovo oggi
e ratifico nelle tue mani, Maria, le promesse
del mio battesimo. Rinuncio a satana, alle sue
opere, alle sue seduzioni e mi dono intera-
mente a Gesù Cristo...”
Ai 30mila giovani venuti a incontrarlo
(invece dei 3mila previsti: la presenza di tanti
giovani è stata la lieta sorpresa di questo
viaggio) il Papa ha ricordato la resistenza
eroica dei credenti durante gli eventi sangui-
nosi della rivoluzione, “segnati dal peccato
dall’una e dall’altra parte”. Li ha invitati “a
non lasciarsi vincere dall’indifferenza, o dal-
lo scoraggiamento davanti a chi deride o
respinge le esigenze della fede...I martiri vi
aiutino a rimanere liberi di fronte a tutte le
influenze e i poteri, e vi comunichino la loro
gioia di credere e di servire”.
La grande risposta del popolo è venuta il
giorno dopo, venerdì 20, a St.Anne d’Auray,
santuario della Bretagna, dove si recano mi-
lioni di pellegrini ogni anno, dedicato alla
madre della Vergine, apparsa a un contadino
nel secolo 17^. I cattolici bretoni hanno dato
una risposta piena di gioia e d’entusiasmo al
Papa, visibilmente contento; egli ha ricordato
loro il patrimonio di fede che ha costruito la
Francia e che rimane come eredità da custo-
dire responsabilmente, riandando a tutti i
santi e beati originari della terra bretone “che
hanno marcato lungo i secoli la storia della
fede della vostra regione con la loro testimo-
nianza”.
Il S.Padre ha poi incontrato in un clima
festoso le giovani coppie: dopo le loro testi-
monianze, egli ha loro ricordato una serie di
conseguenze che il dono della fede porta con
sé nella vita coniugale: amore, fedeltà, intimi-
tà, tenerezza, dialogo, preghiera, responsabi-
lità, perdono. “Il rapporto coniugale non può
fondarsi unicamente sui sentimenti d’amore,
ma prima di tutto sull’impegno definitivo
chiaramente voluto, sull’alleanza e sul dono
che passano attraverso la fedeltà... L’unione
cresce soprattutto attraverso i momenti di
dialogo e di tenerezza... Il perdono reciproco
La dolce Verità, Gesù, ha talmente
fame e sete della nostra salvezza, che ne
muore...In verità anche quelli che hanno
uguale fame e sete non possono più pensa-
re a se stessi, e tengono in poco conto la
vita...
La loro più grande croce è quella di
vedere Dio offeso ed ingiuriato e le anime
perdersi. E’ talmente pesante tale croce,
che dimenticano la loro propria vita. Lungi
dal fuggire le sofferenze, le ricercano e se
ne rallegrano. Fanno come Paolo, quel
dolce amante delle tribolazioni, che si
gloriava nel supplizio per amore di Gesù
crocifisso
(S.Caterina).
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è solo un tesoro da custodire, ma una potente
ispirazione per avanzare nel pellegrinaggio
della fede lungo vie sempre nuove”.
Le parole e l’esempio del Papa sono state
l’invito di una guida, il cui vigore interiore
colpisce e affascina. Vederlo poi camminare
a fatica, la mano tremante, chiaramente sof-
ferente è stato uno spettacolo che ha commos-
so e insieme una lezione di coraggio e di
dedizione che ha scosso tutti. Tutto questo ha
sfondato quel muro di ostilità che era stato
eretto contro il Papa dai mass-media: Egli non
si è attardato in questioni di poco conto, ma
ha additato ai francesi il vero senso della loro
dignità cristiana, derivata dal battesimo, che
è rinuncia a satana per aderire a Cristo, e
vivere da figli di Dio, per eliminare il peccato
che oscura anche la ragione dell’uomo e la
rende incapace di difendersi dall’aggressione
delle ideologie.
La presenza del Papa ha comunicato quel-
la pienezza di comunione con Cristo, nella
quale egli vive e questa ha vinto i nemici. Le
temute contestazioni si sono ridotte a un paio
di cortei a Tours e a Reims, molto enfatizzati
dalla stampa e TV, ma scarsamente incisivi
nella realtà. Sembra che l’anima francese
cattolica sia riemersa, scrollandosi di dosso
quel complesso di inferiorità verso la cultura
secolarista, che affligge un po’ tutti i paesi
della vecchia Europa. Perché questo nuovo
dono della sua visita possa portare adeguati
frutti spirituali, il Papa ha finito con un arden-
te invocazione a Maria.
Red
ne del Papa e non la volontà e la logica umana
dei suoi nemici.
Il Papa due anni fa gridò dal Colosseo, alla
fine della Via Crucis: “Non sia svuotata la
Croce di Cristo”
. Stiamo attenti a non svuo-
tare la croce che Giovanni Paolo II porta, o a
misurarla secondo una logica umana. Al con-
trario, come Simone di Cirene, dobbiamo
aiutarlo a portarla, soprattutto con il nostro
affetto e con la nostra genuina confidenza in
Gesù e Maria.
Agli occhi del mondo e degli uomini di
mondo, che purtroppo si trovano anche all’in-
terno della Chiesa, la sofferenza fisica del
Papa può apparire senza senso e di ostacolo al
governo della Chiesa; ma agli occhi di Dio è
esattamente l’opposto.
Offriamo a Dio anche il suo grande dolo-
re, e il nostro col suo, per l'introduzione
dell'aborto nella sua Polonia.
"Una nazione
che uccide i suoi figli non ha futuro" ha detto
con angoscia. Ma siamo certi che Dio sa far
giustizia e salvezza.
Ripetiamo con lui la preghiera che scrisse
quando si recò a Fatima nel 91, per ringraziare
ancora una volta Sua Madre:
“Madre del Redentore! Madre del nostro
secolo! Sono ancora davanti a Te in questo
Santuario, per baciare le tue mani, perché sei
stata ferma accanto alla Croce di tuo Figlio...
e continuerai a rimanere, posando il tuo
sguardo sui cuori di questi figli e figlie che
già appartengono al terzo millennio... ve-
gliando, con mille attenzioni di madre, e
difendendo, con la tua potente intercessione,
l’albeggiare della Luce di Cristo in seno ai
popoli e alle nazioni”...
+Paolo M.Hnilica
SEMI DI UNITA’
Il sangue ci unisce
L’ultimo degli Angelus estivi dedicati dal
Papa al grande patrimonio delle Chiese di
Oriente (vedi Eco 129,p2), è stato un ricordo
dei martiri cattolici e ortodossi del 20^
secolo.
Egli è partito dai santi Boris e Gleb,
assassinati da un fratello usurpatore alla morte
del loro padre, il principe cristiano S.Vladimiro,
agli albori del cristianesimo slavo del regno di
Kiev,e ha riportato la preghiera di Boris prima
di morire: “Gloria a te, prodigo Datore di
vita, che ti sei degnato di farmi partecipe della
passione dei santi martiri. Tu sai, Signore, che
io non oppongo resistenza...Ma tu, Signore,
guarda e giudica tra me e mio fratello: non
imputare a lui questo peccato e ricevi in pace
l’anima mia”.
Ha poi parlato della “grande esperienza di
martirio in cui ortodossi e cattolici, nei paesi
dell’Est europeo, sono stati accomunati in
questo nostro secolo. Perseguitati da un im-
placabile potere ateistico, tanti coraggiosi te-
stimoni del Vangelo hanno “completato” nel-
la loro carne la passione di Cristo. Veri martiri
del 20^ secolo, essi sono una luce per la
Chiesa e l’umanità... Il sangue dei martiri,
diceva Tertulliano, è seme di nuovi cristiani.
Esso è anche linfa di unità per la Chiesa,
mistico corpo del Cristo. Se al termine del
secondo millennio, essa “è diventata nuova-
mente Chiesa di martiri” (Tertio Millennio
adveniente, n.37),
possiamo sperare che la
loro testimonianza, raccolta con cura nei nuo-
vi martirologi, e soprattutto la loro interces-
sione, affrettino il tempo della piena comunio-
ne tra i cristiani di tutte le confessioni, e in
special modo tra le venerate Chiese Ortodosse
e la Sede Apostolica.
“La Vergine Santa, Regina dei martiri, ci
ottenga la forza interiore dei martiri di tutti i
tempi, affinché possiamo offrire a Cristo una
chiara testimonianza di vita, come appunto
significa la parola martirio...” (25 agosto)
Il silenzio e la gioia pasquale
nel santo più amato dai russi
“Dobbiamo immergerci in Dio
prima di evangelizzare”
Uno dei doni più preziosi che la Chiesa
ortodossa porta con sé, è la custodia della
dimensione dello Spirito nella vita della Chie-
sa. S.Serafino di Sarov (+1833) appunto è un
santo che ha saputo, con forza e insieme con
dolcezza, ricordare a tutti e rendere presente
nella sua vita, l’energia trasfigurante dello
Spirito S.. Alla sua figura è stato dedicato il
convegno sulla spiritualità russa dei primi
di ottobre al monastero di Bose (VC), presenti
anche vescovi cattolici e metropoliti orientali.
Nei messaggi dei patriarchi Bartolomeo I
di Costantinopoli e Alessio di Mosca, “que-
st’umile monaco, il santo più amato dal popo-
lo russo, ha saputo rivelare il volto vittorioso,
pasquale, gioioso della fede cristiana”. Qual è
l’annuncio per noi oggi della sua vita? Entrato
giovanissimo nel monastero di Sarov, dopo
una lunga malattia da cui guarisce per inter-
vento divino, Serafim inizia un lungo tempo di
ascesi e di silenzio nella solitudine della fore-
sta di Sarov, fino a trascorrere mille giorni e
mille notti in ardente preghiera su una roccia.
Ma verso la fine della vita, interrompe la sua
lunga reclusione e inizia un umile ministero di
paternità spirituale, di “staret”, tra gli uomini.
Egli non rivela cose nuove, non predica
un Cristo diverso, ma ripete le due parole che
da secoli la Chiesa proclama: Cristo è risorto!
Mia gioia, Cristo è risorto!
ripete incessante-
I 50 anni di sacerdozio del Papa
Aiutiamolo a portare la sua croce
Il vescovo Paolo M.Hnilica, in occasione
della festa del Santo Rosario, ha scritto un
accorato appello ai gruppi mariani, per soste-
nere il Papa in questo momento di sofferenza.
Dopo aver richiamato il messaggio di Fatima
e la sua continuazione ai nostri giorni, soprat-
tutto attraverso Medjugorje, così scrive:
“Questo dolore che leggiamo sempre più
sul volto di Giovanni Paolo II, spinge noi
mariani del mondo intero a rivolgere ardenti
suppliche al Signore e a Sua Madre, perché la
forza di una preghiera incessante possa aiuta-
re il Papa a continuare a “resistere” sul posto
dove Dio lo ha collocato, per portare a termi-
ne la missione che gli è stata affidata: missio-
ne che il Card.Wyszynski gli ha profetizzato
all’inizio del suo pontificato: “Se il Signore ti
ha chiamato, tu devi introdurre la Chiesa
nel Terzo Millennio”
. “E ho capito che
dovevo farlo
-ha detto il Papa il 29.05.94- con
la preghiera, con diverse iniziative... ma so-
prattutto con la sofferenza, con l’attentato di
tredici anni fa e con questo nuovo sacrificio”.
Molti fedeli da tutto il mondo si sono
organizzati per una grande crociata del Ro-
sario
; e il S.Padre, grande devoto del Rosario,
non può che gioirne... In occasione del Suo
50^ anniversario di sacerdozio, che cade il
prossimo 1 novembre, il più grande regalo
che noi gruppi mariani possiamo fargli è di
recitare tanti Rosari per le Sue intenzioni.
Le voci di quelli che invocano le sue
dimissioni per il motivo che la sua salute si
potrà aggravare sempre di più, non credo
affatto siano ispirate da Dio. Il Signore, che è
onnipotente e infinitamente misericordioso,
non ha mai fatto mancare la sua assistenza
alla Chiesa e nessun Papa in questi duemila
anni è stato costretto a dimettersi per mo-
tivi di salute...
Noi preghiamo che sia solamente Gesù a
decidere quando mettere termine alla missio-
L’esempio del Papa in clinica
- Il
giorno dell’operazione, martedì 8 ottobre, è
già in piedi alle 3 per un’ora di orazione
mentale (meditazione). Alle 4 recita la prima
corona del Rosario e l’Ufficio Divino: un’al-
tra ora. Alle 5 celebra la S.Messa. Sappiamo
poi dell’operazione all’appendice durata 50
minuti: tutto ok!. Durante la sua degenza post
operatoria il suo desiderio è di celebrare la
Messa: e lo fa già il giovedì 10 nella cappella
vicino alla stanza da letto. La domenica 11 è
pronto per l’Angelus (dal Vaticano n.3!) Nes-
suna paura, nessun tentennamento. Egli ci
insegna come si soffre con Cristo per la sua
Chiesa
e guardando solo in avanti.
Madre è più e meglio che Mediatrice
In un ampio studio pubblicato su Civiltà
Cattolica circa l’opportunità della definizione
della “Mediazione di Maria”, P.Galot afferma
che la “maternità spirituale” esprime meglio il
ruolo attualmente svolto da Maria nella vita
della Chiesa e dell’umanità. “Il Concilio ha
affermato che, a seguito della sua cooperazio-
ne all’opera del Salvatore, Maria è divenuta
per noi “Madre nell’ordine della grazia” (LG,
n.61). Il termine mediazione è più astratto e
può essere adoperato per designare molti in-
terventi in cui una persona può svolgere un
ruolo di intermediario. La maternità è un
vocabolo più concreto, pieno di significato
per gli uomini che hanno fatto l’esperienza
dell’affetto e della vicinanza di una madre...”
Ella, come partecipe al sacrificio redentore,
è Madre della vita spirituale dei discepoli. Nei
dolori del parto (cf Gv 16,21) Maria ha acqui-
stato una maternità spirituale che si estende a
tutta l’umanità, maternità pagata a caro prez-
zo. Dicendo a sua Madre: Donna, ecco il tuo
figlio,
Gesù chiedeva a Maria di accettare la
morte del suo unico Figlio per diventare Ma-
dre di altri figli. (quad. 3495,1966)
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mente a chi lo visita; mia gioia è Cristo, e nel
fratello vedono Cristo i suoi occhi trasfigurati.
Ma proprio questa gioia pasquale si compie
nella Pentecoste, nella discesa dello Spirito
Santo sulla Chiesa. “Il fine della vita cristiana
è l’acquisizione dello Spirito Santo”.
Serafim ha infatti saputo narrare con la sua
stessa vita l’azione dello Spirito in noi, realiz-
zando in sé quella conoscenza, quella intimità
con Dio che accoglie la presenza dello Spirito,
presenza incessantemente invocata che visita
gli uomini e sempre arriva nell’incontro
agapico (di amore divino) con il fratello.
Silenzio è accoglienza del Mistero, ma è un
silenzio a caro prezzo: “il silenzio perfetto è la
Croce”; Serafim segue alla lettera l’adagio dei
padri del deserto: “Versa il sangue e ricevi lo
Spirito”.
(relazione di Enzo Bianchi, ridotta).
* Il Patriarca Bartolomeo
di Costanti-
nopoli visiterà nella primavera prossima la
Chiesa di Trento. “Lo scambio tra le due
Chiese deve continuare, come avvenne nei
primi secoli, quando il vescovo Vigilio
evangelizzò il Trentino con l’aiuto di tre mo-
naci, provenienti dalla Cappadocia... Vigilio e
Crisostomo furono amici, bisogna rinsaldare
quei vincoli di amicizia e di fraternità” ha
detto l’arcivescovo Sartori.
Tra le altre prove di solidarietà ecumenica
verso gli ortodossi russi, i trentini hanno fatto
un gemellaggio con la Chiesa di Mosca, sigil-
lato da Mons.Sartori e da Alessio II. Rapporti
costanti tra le due Chiese si allacciarono già
dal 1966, quando il patriarca Atenagora donò
a Trento le reliquie dei tre martiri cappadoci,
che ora Bartolomeo intende onorare nel 16mo
centenario del loro martirio ad Anaunia nel
trentino, dove resero la suprema testimonian-
za assieme a Vigilio.
* Basta essere “nemici fratelli”
pro-
mettono i cristiani di oriente e di occidente
presenti al felice incontro ecumenico “cristia-
ni mediterranei” di Bari, che ha visto per tre
giorni un’assemblea di eccezionale varietà,
composta da 13 paesi. Sognano un Mediterra-
neo e un Continente europeo di “fratelli amici”
i giovani delle varie confessioni cristiane, che
si sono pure riuniti nella città di S.Nicola, il
santo mediterraneo per eccellenza. Essi si
augurano che le loro “utopie” possano conta-
giare anche gli adulti.
Pellegrini più numerosi
che prima della guerra
* Un mese di ottobre pieno di preghiera
ha visto tanti pellegrini, come mai prima
della guerra
. I paesi dell'Est vanno a gara con
quelli dell'Ovest. Polacchi e ceki sono nume-
rosi come gli italiani dei primi tempi. Certi
giorni si celebrano Messe in 10 o 12 lingue.
Nella festa di Maria Assunta , gruppi di
croati sono giunti a piedi nudi; e pure a piedi
nudi sono saliti alla collina delle apparizioni.
Due ragazzi francesi di 17 anni sono pure
giunti dopo aver percorso 1600 Km. a piedi.
* La festa della S.Croce
- In 50mila
erano presenti, secondo i calcoli giornalistici,
sul Krizevac il 15 settembre alla S.Messa
davanti alla Croce. E’ arrivata una moltitudine
di pellegrini croati, la maggior parte dei quali
ha fatto centinaia di Km durante la notte per
arrivare a Medj. all’alba. E’ giunto perfino un
gruppo di suore dall’Ucraina, dopo 5 giorni di
viaggio. Mentre si celebrava la festa sul
Krizevac, nella Chiesa parrocchiale 4mila fe-
deli partecipavano alla Messa presieduta dal
vescovo inglese Augustin Harris assieme al
provinciale dei francescani P.Pervan e altri 25
sacerdoti. Pure alla sera il grande anfiteatro
dietro la Chiesa durante la Messa rintronava
dei canti e delle preghiere di una moltitudine
di popolo. (Press Bulletin)
Mirjana: le ultime apparizioni
e l'ansia di Maria per i lontani
Il 7 ottobre Mirjana è stata intervistata dal
gruppo di Foggia:
D - Mirjana, tu continui a vedere regolar-
mente la Madonna?
R -
Sì, la Madonna mi appare sempre il 18
marzo e il 2 di ogni mese. Per il 18 marzo mi
ha detto che la sua apparizione durerà tutta la
vita; quelle del 2 del mese non so quando
finiranno. Queste sono molto differenti da
quelle che ho avuto assieme agli altri veggenti
fino al Natale 1982. Mentre agli altri veggenti
la Madonna appare a un’ora fissa (17,45), io
non so quando Lei arrivi: io comincio a pre-
gare verso le 5 del mattino; a volte la Madonna
appare di pomeriggio o addirittura la notte.
Sono apparizioni diverse anche per la durata:
quelle dei veggenti da 3 a 8 minuti; le mie del
2 del mese, da 15 a 30 minuti.
La Madonna prega insieme a me per i non
credenti, anzi Lei non dice mai così, ma “Per
coloro che non hanno ancora conosciuto
l’amore di Dio”.
Per questa intenzione Ella
chiede l’aiuto di tutti noi, cioè di quelli che la
sentono come Madre, perché dice che noi
possiamo cambiare i non credenti mediante la
nostra preghiera e il nostro esempio. Anzi in
questo tempo così difficile lei desidera che si
preghi anzitutto per i non credenti, perché
tutte le cose brutte che oggi accadono (guerre,
omicidi, suicidi, divorzi, aborti, droga) sono
causate dai non credenti. Perciò ripete: “Quan-
do voi pregate per loro, voi pregate anche per
voi stessi e per il vostro futuro”. Inoltre
desidera che diamo il nostro esempio, non
tanto andando in giro a predicare, quanto
testimoniando con la nostra vita, perché i non
credenti possano vedere in noi Dio e l’amore
di Dio.
Da parte mia, vi prego di prendere la cosa
con estrema serietà: se poteste vedere anche
una sola volta le lacrime che scendono sul
viso della Madonna, quando parla dei non
credenti, sono sicura che preghereste con
Notizie dalla terra benedetta
tutto il cuore. Lei dice che questo è tempo di
decisione, perciò noi che diciamo di credere
in Dio, abbiamo una grande responsabilità,
sapendo che le nostre preghiere e i nostri
sacrifici per i non credenti asciugano le lacri-
me della Madonna.
D - Ci parli dell’ultima apparizione?
R -
Il 2 ottobre ho cominciato a pregare
alle 5 del mattino e la Madonna è apparsa alle
7,40 ed è rimasta fino alle 8,20. Ha benedetto
gli oggetti presentati, poi abbiamo iniziato a
pregare un Pater e un Gloria (ovviamente Lei
non dice l’Ave Maria) per gli ammalati e per
quelli che si sono affidati alle mie preghiere.
Abbiamo dedicato tutto il resto del tempo alla
preghiera per i non credenti. Non ha dato
alcun messaggio.
D - A tutti i veggenti chiede di pregare per
i non credenti? R - No, a ciascuno ha chiesto
di pregare per un’intenzione particolare: a me
ho già detto; a Vicka e Jakov per gli ammalati;
a Ivanka per le famiglie; a Marija per le anime
del purgatorio; a Ivan per i giovani e per i
sacerdoti.
D - Quali preghiere tu fai con Maria per
i non credenti? R - Il 2 del mese prego con
la Madonna alcune preghiere che lei stessa mi
ha insegnato e che conosciamo solo io e
Vicka.
D - Oltre che per i non credenti, la Ma-
donna ti ha parlato anche di coloro che
professano altre fedi religiose?
R - No. La Madonna parla solo di credenti
e di non credenti e dice che i non credenti sono
quelli che non sentono Dio come Padre e la
Chiesa come la propria casa.
D - Come vedi la Madonna il 2 del mese?
R - Normalmente, come adesso vedo cia-
scuno di voi. Altre volte sento solo la sua voce,
ma non si tratta di locuzioni interiori; la sento
come quando uno ti parla senza farsi vedere.
Io non sento mai in anticipo se la vedrò o se
sentirò solo la sua voce.
D - Come mai dopo l’apparizione tu pian-
gi così tanto? R - Quando sono con la
Madonna e vedo il suo viso, mi sembra di stare
in paradiso. Quando d’un tratto scompare,
sento un distacco doloroso. Per questo subito
dopo ho bisogno di stare da sola in preghiera
ancora per qualche ora per riprendermi un po’
e ritrovare me stessa, per rendermi conto che
la mia vita deve continuare ancora qui sulla
terra.
D - Quali sono i messaggi su cui ora la
Madonna insiste di più?
R -
Sempre gli stessi. Uno dei più frequen-
ti è l’invito a partecipare alla S. Messa non
solo la domenica, ma il più spesso possibile.
Una volta ha detto a noi sei veggenti: “Se
avete la Messa all’ora dell’apparizione, senza
esitare scegliete la S.Messa, perché nella
S.Messa mio figlio Gesù è con voi”. Chiede
anche il digiuno; il migliore è quello a pane
e acqua il mercoledì e il venerdì. Chiede il
Rosario e soprattutto che si torni al Rosario in
famiglia. In proposito ha detto: “Non c’è
nulla che possa unire di più genitori e figli che
la preghiera del Rosario recitato insieme”.
Poi desidera che ci accostiamo alla con-
fessione una volta al mese. Una volta ha detto:
“Non c’è un solo uomo sulla terra che non
abbia bisogno di confessarsi una volta al
mese”. Poi chiede che si ritorni alla Bibbia,
almeno un piccolo brano del Vangelo al gior-
no; ma è assolutamente necessario che la
famiglia unita legga la Parola di Dio e rifletta
insieme. La Bibbia poi sia posta in un luogo
ben visibile della casa.
D - Cosa puoi dirci dei segreti?
R - Prima di tutto apparirà un segno
visibile sulla collina delle apparizioni e si
“Non temete di aver figli!”
In un’intervista televisiva di pochi giorni
fa, Mirjana ha avuto il coraggio di ripetere
apertamente contro la tendenza attuale: “non
abbiate paura di avere dei figli; dovreste
piuttosto aver paura di non averne!”
Que-
sto le viene direttamente dalla Madonna.
E la veggente aggiunge: “quando i segreti
saranno svelati, comprenderete perché era
importante che voi aveste molti figli. Credete
che io stessa spero di averne molti!” Queste
parole sono fatte per mettere in soffitta l’idea
dell’aborto e ci guariscono dalla paura del-
l’avvenire. Ricordiamo che Mirjana ha avuto
i dieci segreti ed è madre di famiglia e non
sembra per nulla un’irresponsabile! (sr.Emm.)
*Il piccolo Davide Emanuele, secondo fi-
glio di Jakov e Annalisa, è nato ad Asola
(Mantova) il 5 settembre ed è stato battezzato
a Medj. il 19 ottobre. Viva la vita. Dio li
benedica tutti.
* Medjugorje e P.Pio: su questo tema il
Comitato Medj. di MI organizza un convegno per
domenica 10 nov., al PIME, via Mosé Bianchi, 84
(l’incontro al Palatrussardi è sospeso). Inizio ore
10, con Rosario Meditato, meditazione, interven-
ti, Angelus, Adorazione, S.Messa concelebrata.
Per inform. Cabrini, 02-48021914.
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capirà che viene da Dio, perché non può
essere fatto da mano d’uomo. Per ora solo io
e Ivanka conosciamo i 10 segreti; gli altri
veggenti ne hanno ricevuti 9. Nessuno di
questi riguarda la mia vita personale, ma sono
per tutto il mondo. La Madonna mi ha fatto
scegliere un sacerdote (io ho scelto P.Petar
Ljubicic’) al quale 10 giorni prima che si
realizzi il segreto, dovrò dire dove e che cosa
accadrà. Insieme dovremo pregare e digiuna-
re per 7 giorni; poi 3 giorni prima egli svelerà
a tutti il segreto: egli dovrà proprio farlo.
D - Se tu hai questo compito riguardo ai
segreti, vuol dire che si realizzeranno tutti
nell’arco della tua vita?
R - No, non è detto. I segreti io li ho scritti
e potrebbe toccare a un’altra persona di rive-
larli. Ma in merito vorrei dirvi ciò che la
Madonna ripete spesso: “Non parlate dei se-
greti, ma pregate. Perché chi sente me come
Madre e Dio come Padre, non deve temere
nulla. E non dimenticate che con la preghiera
e il digiuno potete ottenere tutto”.
(a cura di Angelo Masciello, Foggia)
Pastore luterano scopre
la “religione del cuore”
Necessità di Maria, della confessione e
dell’unità -
Molti cristiani di altre confessio-
ni sono sensibili al richiamo di Medj.. Un noto
pastore luterano norvegese, Erik Rostboll, è
rimasto qui tre settimane con la moglie Kirsten,
desideroso di conoscere il clima di preghiera
di questo luogo e di scoprire qualcosa sulla
realtà della Santa Madre. Aveva studiato sto-
ria e letteratura precristiana a Tubinga. Ha
scritto 15 libri, molti dei quali tradotti in più
lingue e collabora alla radio e a organi di
stampa.
Il suo libro di maggior successo è un
romanzo per gli uomini d’oggi su Pietro: E il
gallo cantò una seconda volta!
in cui sottoli-
nea la scelta degli apostoli fatta da Gesù,
specie di Pietro: su tale uomo ha fondato la
Chiesa! Se noi ci lasciamo guidare da Dio,
Egli può scegliere anche noi come apostoli.
Il secondo libro su La santa povertà rac-
conta dei suoi viaggi nel lontano Oriente, nei
quali ha visitato monasteri buddisti, conver-
sando con molti di quei monaci. E’ stato
colpito dalla ricchezza della loro vita spiritua-
le, circondata da tanta povertà materiale. Pro-
prio in questo, loro dànno segno di essere
uomini “vivi”. La nostra mentalità si basa
sulla forza, la ricchezza, il consumo, quindi
perdiamo le ricchezze dello spirito. In Oriente
la religiosità non è solo un modo di pensare o
una costruzione intellettuale, ma è un modo di
vivere, e così dovrebbero fare i cristiani.
Erik confessa che voleva diventare eremi-
ta ma, a causa delle sue conoscenze letterarie
e mistiche, è stato pregato spesso dal suo
Vescovo di tenere conferenze per i fedeli. Un
giorno il Vescovo gli ha fatto la proposta di
ordinarlo prete per una comunità ed egli ha
obbedito. Venti anni ha lavorato per una radio.
Il suo persistente desiderio di farsi eremita
svanì quando conobbe e sposò una donna di
buoni sentimenti e con essa venne a Medj..
Tornato da Medj. ha consigliato a lei en-
tusiasta di parlare della sua esperienza; per lui
non era ancora tutto ben chiaro, soprattutto la
preghiera del Rosario.
Non si sentiva comple-
tamente di casa a Medj. e non poteva pregare
come in quel luogo, mentre la moglie progre-
diva alla scuola di Maria. Però egli aveva
capito una cosa: la povertà della Chiesa
luterana dove tutto era troppo lasciato alla
ragione e anche le differenze che separavano
le due Chiese. “Con grande dolore avevo
appreso che non potevo ricevere l’Eucari-
stia
, non essendo cattolico.
Ricordo che un giorno un cardinale, che
conoscevo bene, mi ha fatto notare che non
potevo ricevere la Comunione anche se ero in
fila con gli altri. Io ho protestato ad alta voce:
”E’ Gesù che mi chiama, io devo ricevere la
Comunione”. A questo punto il cardinale ha
ceduto, ma mi ha detto: ”Ti prego di prenderla
molto seriamente” Io spero molto che questa
questione tra le Chiese un giorno sia risolta.
Penso che la Chiesa luterana dovrebbe ritro-
vare la confessione personale. E’ vero che vi
si parla molto del perdono dei peccati e
dell’Eucaristia, ma manca la confessione”.
La signora Kirsten aggiunge che entrambi si
sforzavano di pregare col cuore, ma soffriva-
no per la separazione delle Chiese.
Tornando a casa si proponevano il proble-
ma se consigliare ai fedeli della loro Chiesa di
andare a Medj. o meno. Erik pensava che
fosse prematuro finché il problema di riceve-
re la comunione non fosse chiarito. La moglie
invece sosteneva di consigliare a tutti il pel-
legrinaggio a Medj., per ricevere almeno la
benedizione, in modo che venisse risvegliato
in loro il dolore della separazione e rinnovata
così la loro fede nell’unico Signore.
Solo Cristo avrebbe potuto aiutarli a supe-
rare la separazione, ma intanto i fedeli avreb-
bero trovato la Madre di Dio e la Confessione.
Il calore del loro dialogo è cresciuto al
punto che ambedue si sono innamorati con
tutto il cuore di Medj.. Erik sosteneva che si
dovevano accantonare le cose che separano le
due chiese e le discussioni e avvicinarsi al
Cristo vivente, attraverso sua Madre. Allora
anche noi ci avvicineremo gli uni verso gli
altri. Un giorno, quando saremo disponibili a
fare tutto quello che Dio ci chiede, saremo
anche uniti e non più separati. Egli augura a
tutti gli uomini la pace.
(da Medj. offiziel)
bene. Il mio cuore ardeva al sentire, dalle sue
esperienze, la forza della intercessione di Maria
e mi son detto: “vado a chiedere che la mia
famiglia si salvi”. E così sono venuto a Medj.
nel novembre ’90. Ho pregato così: Maria, so
di aver fatto male a lasciare il sacerdozio, ma
ti prego: salva il mio matrimonio, noi abbiamo
due figli. Il giorno dopo sono stato a Messa e
ho ascoltato P.Jozo che parlava del sacerdo-
zio. Ho pianto, non sapevo il perché, ma le
lacrime scorrevano da sole. Non mi ero mai
sentito toccato come allora.
Finché ero in America, neanche lontana-
mente mi era passato per la mente il pensiero
di ritornare al sacerdozio: là siamo troppo
nella teoria, nella teologia, nella psicologia,
nella sociologia, ma la vita spirituale è assen-
te. Alla fine del discorso e della preghiera, ho
scritto a P.Jozo: “Vuole ascoltare uno che
venti anni fa era prete?”. Dopo non molto
P.Jozo mi invitava a un incontro: tra tanta
gente, chiamava proprio me!. Sono andato
subito, ero molto inquieto e nervoso. Fra Jozo
mi aspettava e gli ho aperto il cuore. Egli ha
detto poche parole, ma mi ha ascoltato e alla
fine mi ha detto che avevo dimenticato i valori
eterni e che da solo dovevo decidermi per
quello che doveva essere il mio cammino.
L’attivismo svuota il sacerdote -
D. Che cosa l’ha messo a disagio nel suo
sacerdozio?
R. Soprattutto il comportamento del mio
parroco: compiti superficiali che dovevo svol-
gere, poi organizzare e sedute...e poco e niente
di spirito. Mi occupavo di cose umanitarie. Ho
smesso di dire il breviario, perché non avevo
tempo. Poi mi sono occupato di psicologia,
con la speranza di trovare una qualche rispo-
sta. Un’unica cosa mi è rimasta: la Messa, per
la quale ho avuto sempre venerazione.
Ho incontrato poi un sacerdote che mi ha
confessato di non credere nell’Eucaristia, me-
ravigliandosi della mia fede; un altro mi par-
lava della liceità del suicidio. Tutto questo mi
ha scosso. Dappertutto si sentiva parlare con-
tro il celibato, che per me diventava sempre
più pesante. Dovendo organizzare manifesta-
zioni, gite, mi sono allontanato anche dall’Eu-
caristia. Ho avuto la sensazione che stavo
perdendo qualcosa.
Ho incontrato più tardi una ragazza che
sarebbe diventata mia moglie. Ero sempre più
solo e isolato e dentro di me sentivo il vuoto.
Sono andato da uno psicologo: per lui era
chiaro che dovevo lasciare il sacerdozio e
sposarmi. Ne ho parlato anche con sacerdoti.
Nessuno mi ha detto di non fare questo passo:
volevano solo aiutarmi psicologicamente. Ho
finito per perdere la fiducia nei sacerdoti.
Molti dei miei professori avevamo lascia-
to il sacerdozio dopo il Concilio. Allora ho
fatto il passo: mi è rimasta una profonda
tristezza, ma non ho mai voluto interrogarmi
sul perché di questo, né dare ascolto ai dubbi.
Però ho sempre frequentato la Chiesa, la Messa,
pur non potendo ricevere la Comunione.
D. Dopo il ritorno da Medj. che cosa ha
fatto? - R. Sono stato più tranquillo e ho
cominciato a pensare seriamente sulla possi-
bilità di un ritorno al sacerdozio. Trovavo
motivi pro e contro. Pregavo ogni sera il
Rosario e piangevo. Ma dopo quello che ave-
vo combinato nella vita, era possibile che Dio
mi chiamasse ancora? Nel mio cuore c’era una
tempesta e nella Pasqua successiva sono ritor-
nato a Medj. in cerca di una risposta.
Un giorno sono entrato nella cappellina
delle apparizioni, dove si celebrava la Messa
in francese. Il celebrante parlava del sacerdo-
zio. Ho pianto. Dopo la Messa gli ho chiesto
un consiglio. Mi ha risposto: prega!
Ritorna al sacerdozio
dopo 20 anni e racconta il dramma
dei preti che abbandonano
Non è d’ogni giorno far conoscenza di una
persona che dopo 20 anni ritorna al sacerdo-
zio. Questo è avvenuto a Bob Sodlack, profes-
sore di scuole superiori sulla cinquantina, che
è tornato a Medj. a ringraziare Maria di questo
dono. Era venuto la prima volta a Medj. nel
’90 a pregare per la sua famiglia, giunta
sull’orlo dello sfascio dopo 13 anni. Aveva
cercato aiuto presso tanti, ma senza esito e
ormai pensava solo al peggio. Venendo più
volte a Medj. il cuore gli si è aperto, ha
perdonato a tutti, si è sentito una nuova ener-
gia e ha ricominciato a vivere una vita nuova.
D. Che cosa ha fatto per salvare il matri-
monio?
R. Ho tentato tutto. Volevo salvare ad ogni
costo il mio matrimonio per i due figli. Ho
perfino offerto alla mia consorte una casa
intendendo aiutarla ad aver fiducia che Dio
può guarire una coppia. Ho proposto a Kathy
di pregare assieme, sono andato dalle suore di
Madre Teresa a pregare con loro. Dopo 6 mesi
pur non venendo a capo di nulla, confidai a
loro che avrei continuato nel tentativo. Quelle
di rimando: “noi preghiamo per il tuo ritorno
al sacerdozio”. Me la sono presa con loro e ho
detto: “pregate per il nostro matrimonio!” ed
esse ci hanno fatto un sorriso...
D. Come ha saputo di Medj. ed è venuto
qui? R. Avevo sentito parlare di Medj. molto
prima, ma non me ne importava. Poi un giorno
ascoltai la conferenza di uno che conoscevo
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D. Ed è arrivato a una conclusione?
R. Tornando a casa sull’aereo pregavo:
“Madonna, se è tuo desiderio che io ritorni al
sacerdozio, non mi può bastare una settimana
con Te a Medj., mi occorre un anno intero”.
Però non mi era possibile disporre di un anno
intero, visti i miei obblighi. Eppure pensavo di
poter tornare. Difatti è stato così. Sono ritor-
nato a Medj., anche se mio fratello medico si
opponeva, visto l’infuriare della guerra.
D. E quanto si è fermato a Medj.?
R. Per 6 buone settimane e ho collaborato
al festival dei giovani. Ho incontrato
P.Tomislav Vlasic’, che mi ha fatto una pro-
fonda impressione. Nonostante la guerra ho
visto tanta gente e sentivo che cercavano Dio.
Nel cuore mi si faceva sempre più evidente
che chi cerca Dio deve incontrare un sacer-
dote. Se la gente non cerca Dio, allora non
c’è neanche bisogno di sacerdoti.
Io ero stato
il primo a smettere di cercarlo, ma ora il
bisogno di un sacerdote si faceva sempre più
evidente... Tornato a casa ho trovato l’Arcive-
scovo di New York molto aperto ai miei
problemi e mi ha aiutato a far annullare a
Roma la precedente riduzione allo stato laicale,
quando mio figlio minore avrebbe compiuto i
18 anni. Nel frattempo anche mia moglie ha
accettato la mia decisione. Ho incontrato an-
che preti che hanno lasciato il sacerdozio:
alcuni facevano meraviglie, altri approvava-
no, altri condannavano. A uno ho detto:
"Va’ a Medj. e allora mi capirai e capirai
che il sacerdote può essere tale solo per grazia
di Dio. Là la Chiesa è una realtà, così la Messa,
i Sacramenti, la Confessione: è questo che mi
fa ritornare. E’ bello fare esperienza che Dio
c’è, che la Madonna appare, che ci vien dona-
to tanto amore. Ritorna anche tu. Quello mi ha
guardato pensoso, senza dirmi nulla".
D. Dopo la sua esperienza, secondo lei,
perché il sacerdote abbandona la sua voca-
zione?
R. E’ difficile dirlo. Non voglio condanna-
re nessuno, ma credo che il motivo sia la
mancanza di fede
. Quando la fede in Dio, e
particolarmente in Gesù nell’Eucaristia, si
oscura, ogni base svanisce. Uno non può
lasciare il sacerdozio se crede nell’Eucaristia,
in ciò che sta celebrando. Oggi sento molto i
problemi dei sacerdoti. Ho saputo di un amico
che stava abbandonando la vocazione. Sono
andato da lui, gli ho parlato, gli ho dato fiducia
e ho trovato i mezzi che gli consentono un
pellegrinaggio a Medj.: spero...
D. Quanto è responsabile la comunità
della vita del sacerdote?
R. Se la comunità parrocchiale non prega,
se non sta vicino al suo sacerdote e non prega
per lui, il sacerdote rimane solo. Nella mia
prima parrocchia ho visto di tutto, ma non ho
incontrato persone sante, famiglie buone, chi
pregasse, chi venisse all’adorazione. Li vede-
vo solo a Messa, ma qui finiva tutto.
Poi liti, separazioni, ubriachezze, droga,
inganni: era il loro pane quotidiano. Nulla che
mi ispirasse positivamente, né quelli m’hanno
spinto a un lavoro spirituale. Ho finito per
perdere il mio spirito ed è successo quello che
è successo. Non condanno nessuno, ma ora so
quanto si sia responsabili gli uni degli altri.
D. Che cosa dirà nella prima predica?
R. Non so pensare a quel giorno, ma tutto
è preordinato: so che è un regalo della Madon-
na. E’ quasi certo che nei primi momenti,
ritrovandomi all’altare, piangerò, e allora dirò
loro semplicemente di amare il Signore e la
Vergine.
D. Vorrebbe dirci ancora qualche cosa?
R. Medj. per me è uno sconvolgimento:
sono venuto a pregare per la famiglia e sono
ritornato al sacerdozio: cosa che nemmeno
sognavo possibile. Medj. è per me la prova di
quello che Dio può. Sono riconoscente.
Invito tutti i sacerdoti a vivere intensa-
mente la vita spirituale, ad aiutare la gente sul
cammino dello spirito, senza mai perdere il
coraggio. E anche se sembra che la gente non
cerchi Dio, essa però lo cerca. Vorrei dire ad
ogni comunità parrocchiale: Pregate per i
vostri sacerdoti. Cioè fate quello che la Ma-
donna ci insegna: pregate gli uni per gli altri.
E quante volte ci ha invitati a pregare per i
sacerdoti e per i vescovi! Madre com’è, Ella
sa di che cosa abbiamo bisogno. Resto unito
con tutti voi nella preghiera.
(da Glas Mira, sett.96, traduz. di D.Remigio
Carletti, Trieste)
* “Oggi è molto difficile per i preti
rimanere fedeli”
- Un prete di lungua ingle-
se è venuto a Medj.. Portava il colletto bianco,
la croce, celebrava ogni giorno l’Eucaristia e
aiutava con zelo i pellegrini. Che c’è di spe-
ciale quando tanti altri preti lo fanno? Ma lui
era venuto un anno prima in incognito con un
gruppo, vestito da turista di spiaggia, senza
alcun distintivo sacerdotale. Era in grave crisi
e non partecipava né all’Eucaristia, né alle
preghiere comuni: osservava tutto con grande
distacco. Un giorno è venuto ad ascoltare
Vicka per curiosità. Dopo aver parlato dei
messaggi, ella accetta di pregare sui malati,
ma ecco che tutto il gruppo si muove per
infilarsi sotto le sue buone mani.
Così il nostro amico si trova a fianco di una
donna affranta dal dolore: suo figlio era in
prigione per omicidio. La veggente pone la
mano sinistra sulla testa della donna e la destra
su quella del nostro amico e prega intensa-
mente che Dio li benedica. Ignorando comple-
tamente i drammi interiori dei due, ella ha
parole di consolazione per la signora, poi
sorride al nostro amico, dicendogli: “Arrive-
derci, Padre mio!” Per il prete è uno shock
tremendo: come ha fatto lei a capire che ero
prete?! La tenerezza di Maria in quel momen-
to si riversa in lui e lo riconduce a poco a poco
sul cammino del sacerdozio. Un anno dopo,
eccolo qui felice, a ringraziare Maria.
La Madonna ha detto a Mirjana: Oggi è
molto difficile per i preti restare fedeli!. Do-
vete pregare per loro ed aiutarli. Essi non
hanno bisogno dei vostri giudizi, ma delle
vostre preghiere e del vostro amore.
(sr.Emm)
Rinuncia prima al rugby,
poi alla siesta: per Maria
Mentre a Medj. Gerardo pregava, conti-
nuava a sentire nel cuore una richiesta della
Madonna: Cari figli rinunciate a ciò a cui
siete più attaccati!
Egli che desiderava fare
qualcosa per la Mamma Celeste, ha pensato
subito alla sua passione favorita: il rugby. Ha
capito che quella passione l’aveva preso com-
pletamente: di fatti passava ore e ore sul
terreno di gioco oppure a guardare i match alla
tele; non gli sfuggiva una pagina di giornali
sportivi che parlasse di rugby, ecc..
Allora decide coraggiosamente di lasciare
il rugby per mettere Gesù al primo posto nella
sua vita. E s’accorge che questo sacrificio,
lungi dal pesargli, gli dona la sensazione di
una grande libertà. Torna di nuovo a Medj. e
mentre recita le sue Ave camminando lungo la
vigna di Ivan, da parte di Maria arriva al suo
cuore un altro imperativo: “La siesta!”.
Qui Gerardo si blocca. Non dice sì, perché
è troppo dura. Lui è un contadino delle Alpi:
d’estate il lavoro è spossante e una mezz’ora
di siesta gli è necessaria. Ma è anche vero che
negli ultimi anni la siesta non solo è diventata
abitudine di ogni giorno, ma si allunga fino
alle due ore. Risultato: un uomo senza ener-
gia, bolso, vulnerabile alle suggestioni di
satana...Gerardo comprende come in un flash
che la Madonna ha ragione e deve decidersi su
questo punto preciso. Prima di lasciare Medj.,
dona a Maria il suo sì con amore e con lacrime
di gioia.
Oggi egli è qui di nuovo a testimoniare la
sua gioia perché Maria gli ha tolto una grande
piaga. Per nulla al mondo vorrebbe ritornare
ai passi di prima. “Si può andare a Medj. per
domandare -egli dice-, ma si può anche andare
per donare. Ma quando si dona, ci si arricchi-
sce”. [Bisogna dare a Dio tutto ciò che Egli
chiede: anzitutto rinunciare al peccato e poi
alle nostre passioni, che ci impediscono di
amarlo con tutto il cuore. Sono le rinuncie del
battesimo, che satana con sottile inganno,
cerca di farci ignorare o minimizzare. Ecco
perché Maria ci chiede sempre decisione.
Allora Dio ci potrà far parte dei suoi beni e
riempircene -ndr-]
* Satana divide le coppie, Maria le
riunisce
- Mentre lo spirito del male è all’ope-
ra per distruggere le coppie, qui la Madonna
non cessa di compiere miracoli per riconciliar-
le. Nel settembre del ’95, Martina e Carlo, 50
anni, passano una settimana a Medj.. Sono
artigiani francesi e conoscono gravi problemi
finanziari. Ma soprattutto il loro dialogo di
coppia è totalmente infranto da anni. Carlo
soffre di sordità, il suo orecchio sinistro è
fisicamente morto. In più egli soffre di depres-
sione e si chiude nella sua sofferenza, provo-
cando gravi tensioni in tutta la famiglia.
I primi due giorni Carlo resta silenzioso nel
suo piccolo angolo, mentre Martina partecipa
interamente alla preghiera della Parrocchia.
Ella offre le sue pene a Dio e domanda con
fiducia a Maria la guarigione di Carlo e della
loro unione. Il terzo giorno chiede a Gesù di
venire a guarire l’orecchio di Carlo con il suo
Prezioso Sangue. La sera stessa Carlo avverte
qualcosa nel suo orecchio, con un liquido che
cola ma che resta invisibile.
L’indomani mattina, con grande sorpresa,
egli intende perfettamente dai due orecchi!
Allora si scopre per la prima volta anche il bel
sorriso di Carlo, che entra poco a poco nella
preghiera e si apre anche agli altri. Con la
Confessione e l'Eucaristia una gioia, scono-
sciuta fino allora, si riversa nel suo cuore e una
coppia totalmente nuova sale sul pullman nel
giorno del ritorno. Hanno ritrovato la grazia
del Sacramento del matrimonio.
Il medico curante non comprende nulla:
l’organo è sempre clinicamente “morto”, ep-
pure Carlo intende benissimo. Di una coppia
disunita, triste e senza dialogo, Gesù e Maria
hanno fatto una coppia felice, un meraviglioso
focolare d’amore e fonte di guarigione anche
per altre famiglie. Il mese prossimo torneranno
a Medj. per rendere grazie.
(dal diario di Sr. Emmanuel)
* La Madonna si è presa Noël - Il 29
settembre era appena sceso dal Podbrdo con i
suoi 30 pellegrini canadesi, quando improvvi-
samente si accasciava ai margini della strada
per una crisi cardiaca e moriva poco dopo
all’ospedale di Citluk. Così ci ha lasciato Noël
Lippaert, animatore del gruppo di preghiera di
Montreal, che viveva in modo esemplare i
messaggi di Maria e dedicava tutto il tempo e
le energie per servirla, infondendo in tutti la sua
pace. Da anni curava col gruppo la diffusione di
Eco francese e inglese, riprodotto a Montreal in
11mila copie dall’amico Michele Cacchione.
Grande perdita per gli amici canadesi, ma con
la certezza che il buon grano caduto in terra
porterà molto frutto.
Pace.
background image
"Venite a me voi tutti affaticati"
P. Tomislav Vlasic’ ha tenuto incontri di
preghiera in molte località dell’alta Italia nel
mese di ottobre. Il più importante è stato
quello annuale di Colle don Bosco (AT), dove
ha incontrato i sacerdoti venerdì 11 e la folla
sabato 12. Le tematiche affrontate qui nel
corso dei diversi anni percorrono un cammino
pedagogico per insegnare alle anime ad aprirsi
a Dio in un rapporto filiale e confidente.
L’anno precedente il relatore aveva riflet-
tuto sulla Misericordia divina (“Non sono
venuto per i giusti ma per i peccatori...”
); con
il tema di quest’anno, “Venite a me voi tutti
affaticati...”
(Mt 11,28-30), si è fatto un passo
avanti verso Colui che è la nostra fonte di
ristoro e di salvezza. “Innanzitutto dobbiamo
credere che Dio ci ama in un modo infinito e
desidera salvarci” afferma p.Tomislav.
“Il suo amore è attivo e come Egli ha
annientato se stesso per la nostra salvezza,
allo stesso modo vuole annientare i nostri
peccati e renderci liberi. Occorre tuttavia
credere alla sua Bontà e al suo Amore incon-
dizionato, altrimenti impediremmo la trasfu-
sione della salvezza e la trasformazione di
tutto il nostro essere. Il Signore vuole comu-
nicarci la vita piena; è importante allora
avvicinarsi a Dio nel modo giusto, lasciando
tutti i pesi che non provengono da Lui.
Tutto quello che ci mette affanno sul cam-
mino verso Dio è legato a qualcosa o qualcu-
no che non è Dio: soltanto quando si abban-
dona tutto per cercare unicamente il Regno di
Dio la nostra anima può elevarsi liberamente.
Tutto ciò può realizzarsi se si abbraccia con
amore la propria croce e la si guarda come
una grazia particolare, come il luogo privile-
giato dell’incontro con il Signore”.
Le 2800 persone che, raccolte e silenziose,
gremivano le basiliche superiore ed inferiore
del Tempio, si sono lasciate docilmente gui-
dare attraverso la preghiera, la meditazione, la
confessione e la S.Messa verso Gesù, per
essere rinfrancate dalle fatiche del proprio
quotidiano e quindi, innestate in Lui, procede-
re sicure verso il Padre. Nei contatti avuti con
queste persone, i Padri Salesiani hanno rico-
nosciuto una crescita interiore progressiva a
questa scuola di Maria. Sr.Stefania
Richiedere Eucaristia vivente, i volumetti dei
corsi di P.Tomislav con relative audiocassette, e il
notiziario trimestrale per le "anime offerte": Kraljice
Mira, S.Maria Colleromano, I-65017 Penne PE.
Eucaristia vivente, ccp 18537654.
P.Tomislav Vlasic’ parlerà il 14 dicembre 96
alle ore 15,00 a Roma sul tema “Aperti alla venuta
di Cristo” presso l’Istituto S.Maria, viale Manzoni.
Tel. Centro Regina della Pace, 06-4452327.
Il terzo segreto di Fatima:
niente di sensazionale,
ma la crisi della fede
Il Card.Ratzinger, uno dei pochi, oltre al
Papa, a conoscenza del segreto di Fatima,
presente in questa città per le celebrazioni del
13 ottobre, ricorrenza dell’ultima apparizione
della Madonna, ha risposto alle domande di
Radio Renascensa, la più ascoltata nel Porto-
gallo, sul terzo segreto di Fatima: “A tutti i
curiosi direi di esser certi che la Vergine non
fa sensazionalismo, non crea paure, non pre-
senta visioni apocalittiche, ma guida gli uomi-
ni verso il Figlio, e questo è l’essenziale”.
Se dopo 80 anni il segreto non è stato
ancora pubblicato, è perché “la Chiesa vuole
opporsi a questa aspettativa di cose inaudite
per ridurre la devozione mariana alla
sostanza...La Madonna non è apparsa ai pic-
coli, ai semplici, sconosciuti nel grande mon-
do, per creare sensazione, ma per richiamare,
tramite questi semplici, il mondo al semplice,
cioè all’essenziale: la conversione, la preghie-
ra, i sacramenti”. La decisione di rendere noto
il segreto “dipende dal Papa, ma non dimen-
tichiamo che il Papa è guidato dallo Spirito
Santo...”
Nell’intervista il cardinale ha definito “un
miracolo” il fatto che il Papa si sia salvato
nell’attentato del 13 maggio ‘81: “Alì Agcà
era un tiratore assolutamente sicuro; la data
poi è di per sé significativa!” Ha aggiunto poi
che oggi ciò che più lo preoccupa è “la stan-
chezza nella fede
in tante parti del mondo e
soprattutto in Europa. Invece di essere felici
del fatto che conosciamo il Dio vero, conside-
riamo il cristianesimo piuttosto come un peso
o come una pura consuetudine. Molti poi
vogliono crearsi la propria Chiesa, come un
club privato e dimenticano che la Chiesa è
voluta da Gesù per conoscere Dio e la sua
parola e ottenere la salvezza...Speriamo che
rinasca una nuova gioia della fede”.
Il Cardinale ha poi visitato a Coimbra la
89enne Suor Lucia, l’unica superstite dei
veggenti e ha confermato che il 3^ segreto
“non tratta di qualcosa che un giorno potrem-
mo dover affrontare, ma è solo un aiuto e
un’educazione alla fede”.
Ci sembra che le spiegazioni del Cardina-
le coincidano con quello che sostiene da sem-
pre don Amorth, studioso di Fatima (Eco 126,
p4). Messe assieme le dichiarazioni del Car-
dinale sulla “stanchezza della fede, specie in
Europa”, su “chi si crea la propria Chiesa”,
sulla “educazione alla fede, unico intento di
Maria”, non è difficile arguire che il segreto
riguarda la caduta della fede, le divisioni
nella Chiesa e il momento di satana: interpre-
tazione data anche dal vescovo di Leiria-
Fatima il 16.8.24 (vedi Eco 82, p9). Non senza
motivo Gesù ha detto: “Ma il Figlio dell’uo-
mo, quando verrà, troverà la fede sulla ter-
ra?” (Lc 18,8)
di MO e Agostino di Medj.. Padre Gianni
Sgreva ha solennizzato con la sua comunità di
Passo Corese la festa della Croce.
E’ venuto qui a celebrare anche il
card.Pietro Palazzini (30 giugno). Anche l’Ar-
civescovo di Stettino, mons.Majdaski, e poi il
vescovo Grillo hanno celebrato, in onore della
Madonna del Rosario e in comunione con il
Vicario di Cristo, per la sua salute. I pellegri-
naggi continuano: il sabato e la domenica ci
sono migliaia di persone e numerosi sacerdoti;
ogni giorno arrivano macchine dalle 6,30 fino
a notte: dall’Italia e anche dall’estero. Sono
continue le segnalazioni di grazie ricevute,
accompagnate da testimonianze e da ex voto;
ma il fenomeno più vistoso rimane sempre
quello delle conversioni, di cui tutti i sacerdoti
possono dare ampia testimonianza. (A.B.)
* Seminario educativo e spirituale, organiz-
zato dai padri di Medj. a Neum sul mare: 24-28
febb. 1997, Hotel Sunce. Da prenotare entro fine
dicembre al fax 387-88-651444; 275 DM per
persona; possibilità di trasferimento dall’aereoporto
di Spalato. Tratteranno i vari temi sulla famiglia
(con traduzione simultanea per ogni gruppo lingui-
stico) i noti padri Ljudevit Rupcic’, Josko
Srdanovic, don Paolo Zulehner, professori univer-
sitari; p. Slavko Barbaric', René Laurentin, p.
Leonard Orec', p. Miljenko Stojc’: presenti tutti i
padri di Medj.. Conclusione venerdì 28 a Medj..
P.Slavko ha visitato l’Inghilterra dal 24 al
30 agosto. Da notare la Via Crucis condotta da
centinaia di persone sotto una pioggia dirotta
nel bosco secolare di Peter Huttliey, un angli-
cano convertito a Medj.. E’ seguita l’Eucaristia
e l’Adorazione. Il 25 agosto si è svolta una
giornata di preghiera anche nella parrocchia di
Wimbledon, nelle vicinanze del famoso stadio
e il 26 il grande incontro annuale di migliaia di
pellegrini presso i carmelitani di Aylesford.
Civitavecchia: una fonte di grazia
Dove è passata la mano di Dio e ha lasciato
un segno di grazia, le anime semplici si sen-
tono attratte. Così nella Chiesa di S.Agostino
di Pantano, davanti alla Madonna che ha
pianto, continua l’afflusso di gente ogni gior-
no. Ora è parroco don Augusto Baldini, aiuta-
to da tre sacerdoti, più altri due nei giorni
festivi. Vi operano anche 3 famiglie di suore,
per la catechesi, l’animazione liturgica e l’ac-
coglienza; e anche il gruppo di volontari della
Madonna.
Dal 13 al 15 settembre si sono concluse le
7 novene di preghiera per l’Italia: guidava
P.Giorgio Finotti oratoriano, animatori Manlio
Un messaggio che fa pensare
Riceviamo e pubblichiamo:
Il veggente di Kurescek in Slovenia (vedi
Eco 105 p. 4), Franz S., ora verso i 70 anni, ha
avuto una vita travagliatissima, passando dalla
irreligiosità e dall’ateismo della giovinezza a
una pienezza di fede e di vita cristiana. E’
sorretto dalla premura paterna dell’arcivesco-
vo di Lubiana, che l’ha ordinato sacerdote
qualche anno fa: a lui trasmette i messaggi che
riceve dalla Madonna. L’arcivescovo poi li
affida a un sacerdote coscienzioso che li rende
di pubblica ragione.
Ecco quello molto significativo di 4 anni fa
(18.07.92): "Sia lodato Gesù Cristo! Io stessa
non intendevo che le apparizioni di Medj.
venissero accolte nella Chiesa intera. Ero però
triste per la presa di posizione personale del
Vescovo, che per il suo ufficio avrebbe dovuto
seguire i miei ragazzi e i miei messaggi. Egli
si è pronunciato secondo un criterio umano, e
quindi senza umiltà, incapace così di ricono-
scere la misericordia divina che mi ha scelta a
parlare al mondo intero attraverso i piccoli
veggenti di Medj..
Io, vostra Madre, non mi vendico per la
disobbedienza: e nemmeno Dio è un Dio della
vendetta. Però dalla disobbedienza scaturisce
il male, e ne consegue una non-considerazione
del messaggio di Dio. Chi respinge la volontà
di Dio resta privo della Sua benedizione. Ri-
gettare la benedizione di Dio vuol dire rendere
vuoto uno spazio di grazia che poi le forze
oscure riempiono.(1)
Sacerdoti, figli miei amati, mi attendo da
voi uno spirito maturo, non certo un freno al
progresso spirituale dei miei figli che a voi
sono affidati. Io vi benedico, e vi accompagno
con tanto amore e con tanta premura".
(da Botschaften-Mediatrix, Wordern, Austria)
(1) L’uomo non è un terreno neutrale, ma
destinato a essere occupato da Dio o da
satana, come si esprime bene la parabola
della casa occupata dal forte e poi dal più
forte (Lc 11,21-26). Perciò se vengono impe-
dite le grazie che Dio di sua iniziativa ci
manda, rimaniamo esposti all’assalto di satana
e degli spiriti peggiori.
Ogni cristiano, se ha le facoltà libere e
guidate dalla grazia, ha normalmente la ca-
pacità di riconoscere i segni di Dio. Gesù
dice: “Perché non giudicate da voi stessi ciò
che è giusto?” (Lc 12,57: lo diceva facendo
appello alla coscienza individuale, in grado
di giudicare davanti alle negazioni delle au-
torità religiose di allora). Ma non tutti hanno
questa maturità. I deboli si lasciano facilmen-
te condizionare da chi, o gli fa valere la sua
autorità, o gli offre la strada larga. L’autorità
nella Chiesa è a servizio della verità e ha la
funzione di riconoscere e regolare i carismi
con il lume di Dio e nell’obbedienza a Lui, non
background image
Resp.Ing.A. Lanzani-Tip. DIPRO(Roncade TV).
"L'avete fatto a me!"
Tra le tante opere suscitate dalla Regina della
Pace, c'è anche questa: un'isola sulle coste croate,
Jakljan, che il governo ha concesso a P. Jozo per
3.200 orfani di guerra, da 1 a 20 anni, croati e
mussulmani. L' opera degli educatori mira a rico-
struire la loro personalità distrutta dalla guerra,
che ha lasciato segni indelebili: alcuni sordi, altri
muti, alcuni mutilati, altri già con i capelli grigi a
9-10 anni. L' assoc. Mir i Dobro di Viggiù ha
costruito per loro 2 grandi fabbricati e 26 bungalow,
ha acquistato una motonave per il servizio e
mantiene l'opera. Ma ora grida SOS. Per offerte:
Mir i Dobro, via Giovane Italia 3, Viggiù, VA: ccp
10073211, ccb 874600, Istit. S.Paolo, ag. Viggiù.
Internet di Eco: http://www.eclipse.it/medjugorje
Eco compie 12 anni,
siamo a 800.000 copie e 16 lingue!
Grazie a te, Maria, che da 12 anni ci hai
chiamati, con l'aiuto di tanti fratelli e sorelle, a
diffondere il tuo messaggio di pace fino agli
estremi confini. E continui a far crescere questo
tuo strumento perchè arrivi a tanti cuori.
Un bilancio: Eco inizia i 13 anni di sua vita
con circa 800mila copie in 16 lingue (ultima la
bella edizione svedese). Le 5 lingue principali
(italiano, francese, inglese, spagnolo e tede-
sco), con 480mila copie complessive vengono
gestite e spedite da Mantova. Le altre (porto-
ghese di Portogallo, portoghese di Brasile, olan-
dese, catalano, svedese, russo, polacco, rume-
no, ungherese, greco, albanese) sono autonome
e gestite nei singoli stati.
Chiedo la vostra preghiera per chi da solo
deve redigerlo e tenere il passo alle attese della
Celeste Direttrice e per tutti quelli che sono
implicati in questa impresa, sempre più gravosa
per la piccola parrocchia: da un piccolo riga-
gnolo, Eco è diventato un fiume che sembra
travolgere gli argini.
Siamo costretti nella povertà delle 8 pagine
e quindi a scrivere solo l'essenziale e a ridurre
all'osso tutti gli articoli. Per il tanto materiale
che si accumula in due mesi, dobbiamo rinun-
ciare a segnalazioni e interventi non strettamen-
te legati a Medj. e al nostro intento formativo,
e perfino a bellissime testimonianze che ci
giungono da ogni parte del mondo a dirci il bene
che l'Eco fa, e ci incoraggiano a continuare.
Ringraziamo, una volta per tutte, questi amici
e quelli che sostengono con le continue offerte,
o la loro collaborazione, questo piccolo seme.
Su tutti invochiamo, per l'intercessione di
Maria Immacolata e di tutti i Santi, la benedi-
zione di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo,
perchè diventiamo degni del compito di rinno-
vare il mondo, a cui Maria ci chiama.
Villanova Maiardina, 27.10.96
Eco è gratuito. Abbiamo inserito il ccp an-
nuale per la spedizione delle offerte, di cui ora
abbiamo particolare bisogno. Per il continuo au-
mento delle copie da spedire all'estero nelle varie
lingue, aspettiamo il contributo per le spese po-
stali,
di gran lunga superiori a quelle della stampa.
Siccome cresce continuamente la richiesta di spe-
dizione postale individuale per l'Italia, preghia-
mo, nel caso, i distributori di diminuire il
quantitativo di copie ricevute nei pacchi per la
distribuzione a mano. Così preghiamo chi non è
più interessato
a ricevere Eco, di avvisarci o di
respingerlo, per eliminare inutili spese.
"E' presto Avvento -scrive P.Jozo- come
prepararci alla nascita di Gesù? Con preghiere,
digiuno e buone opere... Fate una proclamazione:
accendere il fuoco nelle case dei profughi tornati
a Vares: in 12mila senza vetri, senza stufe, senza
fuoco, che è il segno della famiglia. Prepara la
tavola, vengono i tuoi fratelli. Preparatevi così per
le feste. Vi ringrazio per la risposta generosa, per
tutte le umiliazioni subite alle frontiere, per la
pazienza e la perseveranza vostra..." E' solo un
piccolo squarcio su un mare di miseria, che ci
chiama ancora e sempre alla carità.
di impedirli a suo piacimento, secondo criteri
solo umani.
Non dimentichiamo che anche Vicka, a
suo tempo, aveva ricevuto dalla Madonna
parole di rincrescimento per l'atteggiamento
del Vescovo riguardo ai due sacerdoti sospe-
si: questi ammonimenti che possono essere
rivolti ad ogni cristiano, anche se Vescovo,
(come p.es. ci insegna l'Apocalisse 2 e 3 per
i Vescovi, e S.Caterina per il Papa stesso)
dovrebbero essere presi come segni amorosi
del cielo e non come indebite censure umane.
Dio si serve anche di persone umili e semplici
per illuminare i grandi e ritrarli dall'errore.
risplendere in voi la vita divina. Egli vuole
rinnovare il mondo e stabilire la "civiltà del-
l'amore" attraverso voi che per amore ha
chiamato per primi. Ci chiede continuamente
la conversione perché non ci adagiamo in un
vuoto perbenismo e non diventiamo fuochi
spenti, che non scaldano più nessuno.
Maria oggi interpella proprio me, chiede
a me, supplica me di convertirmi, perché il
mio ritardo, o peggio il mio arresto o il mio
rifiuto, è l'arresto del mondo nuovo, che deve
sorgere dalle rovine di questo vecchio e
fatiscente.
d.A.
I pellegrini poveri ci insegnano -
C’è chi
a Medj. fa vero pellegrinaggio in povertà. Scri-
ve una donna venuta con una parrocchia di ceki,
sempre più numerosi fra i pellegrini:
“Per una settimana abbiamo alloggiato nel
tendone e mangiato pane e acqua, qualche
pezzo di formaggio o salame, tre volte abbiamo
assaggiato un po’ di caffé. Si va dappertutto a
piedi, ogni giorno due Messe. Abbiamo avuto
stupendi incontri con le comunità, con P.Slavko
e Jelena. Un programma ricchissimo, non c’era
tempo per riposare solo preghiere sui monti e
riunioni nel parco con tutti i pellegrini ceki
(circa 500). Ma dentro di me un continuo senso
di colpa mi schiacciava. Ho visto tutte le grazie
ricevute e tutti gli sbagli e i peccati della mia
vita e il tempo sprecato. Mai nella mia vita ho
visto così chiaramente il bene e il male, ma il
senso di colpa era terribile e mi faceva dimen-
ticare tutte le grazie ricevute. Mi sono confes-
sata e mi è stato dato questo consiglio: amare
Gesù e Maria in continuo, non pensare se sono
cattiva o buona, solo amare e basta...”
Pentimento e senso della colpa
- Bravo
confessore! Avere l’illuminazione su tutti gli
sbagli del passato è una grazia che la Madonna
concede e ci conduce al vero pentimento e alla
conversione del cuore: è il buon frutto di Medj..
Ben diverso è il senso di colpa, che è aver
sempre davanti il male commesso, e non la
gioia della misericordia e del perdono di Dio,
che devono operare lo slancio dell'amore. Così
pensiamo che le cose vanno male, perchè non
siamo degni del suo aiuto. Questo viene proprio
dal diavolo che si intromette per turbare la
nostra pace. Egli
ci accusa sempre davanti a
Dio giorno e notte (Apoc 12,10). Tu hai invece
tutti i motivi per essere in pace. Dio guarda solo
alla nostra buona disposizione del presente e
“ha gettato dietro le spalle i nostri peccati” (Is
39,17). Questa é la verità che anche satana
conosce bene. Tu digli:
vade retro satana, Io so
a chi ho creduto! (2 Tim 1,12)
>> (Commento al messaggio da pag. 1)
1. Ora che i pellegrini di nuovo invadono
Medj. molto più di prima della guerra, la
Madonna ci richiama ancora al perché della
sua venuta sulla terra, in modo che non ci
abituiamo alla sua presenza, come a una
consuetudine che non scava più nel cuore e
nella vita, come se non avesse la forza di
cambiarci come all'inizio. La Madonna parla
pressappoco così: "Convertitevi per poter
rispondere al gran compito che io vi affido,
cioè di rinnovare il mondo perché siete voi
oggi il sale della terra e la luce del mondo
".
Anzitutto ci richiama a Dio. Egli ci ha
fatto, a Lui apparteniamo. Per un compito
così grande, apritevi con fiducia e confiden-
za filiale a Lui: è Padre che può tutto e vi ama,
perché siete figli suoi: se voi, cattivi come
siete, sapete dare cose buone ai vostri figli,
quanto più il Padre vostro celeste darà lo
Spirito Santo a quelli che glielo chiedono! (Lc
11,13).
E ci ricorda che Lui è Creatore e
quindi può creare in noi un cuore nuovo,
mettere in noi uno spirito nuovo (Ez 36,26),
uno spirito che non si limita a giudicare il
mondo (come tutti facciamo di fronte ai suoi
mali troppo evidenti), ma che lo ama per
poterlo rinnovare: Non sono venuto per giu-
dicare il mondo, ma per salvarlo (cf Gv 3,17).
Ma Egli vuol salvarlo attraverso di noi:
siete voi oggi il sale della terra e la luce del
mondo.
E' un'utopia? Pensiamo ai 12 pesca-
tori di Galilea, che nella fede di Gesù hanno
cambiato il mondo. Certo non lo cambieremo
se faremo i buoni cristiani, accontentandoci
delle nostre buone abitudini, pensando di
essere migliori degli altri, perché fedeli a
Medj., ma senza essere fuoco che arde. Se
sarete sale insipido o lampada spenta,
non
servirete che ad allontanare dagli altri la
salvezza, che voi dovete portare.
2. Maria si pone come mediatrice presso
Dio per questa operazione di cambiamento in
noi. E per poter arrivare a questo, ci lega con
lacci d'amore: Voi mi siete cari, vi amo tutti.
Quindi avvicinatevi di più a me perché il
vostro amore al mio Cuore Immacolato sia
più fervente
... Come a dire: "Accostatevi al
mio fuoco per ardere anche voi d'amore".
Ognuno chieda in confidenza a Maria: dimmi
Tu in che modo vuoi che mi avvicini di più a
Te. Con una consacrazione più stretta? con la
fedeltà agli impegni da Te chiesti: la preghie-
ra del cuore, il Rosario detto meglio, la con-
fessione, il digiuno? il perdono, il servizio a
qualche fratello? qualche voto o sacrificio?
Io desidero condurvi col mio Cuore al
Cuore di Gesù: voi invece vi lasciate "con-
durre" lontano da Lui, dai vostri desideri
carnali, dai vostri idoli vani, dal vostro orgo-
glio, dalle vostre bassezze. "Accostatevi a Me
perché solo in Me troverete Gesù in pienezza:
Chi trova me trova la vita. Egli soffre per la
vostra resistenza al suo amore, per il quale è
disceso dal cielo e si è lasciato distruggere per
distruggere in voi una vita sbagliata e far
* Un grande ospedale, casa di accoglienza per
sacerdoti (Casa del Padre) e monastero di clausura
femminile (Sanguis Cristi) sorgeranno a Medj.. In
località Vionica è già stato acquistato il terreno per
l’ospedale “P.Pio da Pietralcina”, che avrà gli stessi
servizi di assistenza spirituale della Casa di Sollie-
vo della Sofferenza di S.Giovanni Rotondo. L’ope-
ra è iniziativa dell’Assoc.-Ente Morale “Solidarietà
e aiuto per la Casa Internazionale della Pace” e
progredirà con l’aiuto dei misericordiosi: ccp
11958436 intestato all’Associazione, via della
Chiesa, 38/A, 43015 Noceto PR.
* P.Jozo sarà in Sardegna per gli attesi incontri
di preghiera: il 3 dicembre a Cagliari, il 4 a Nuoro
(tel.Luigi Billi, CA, 070-830575); a Sassari il 5
(tel.Several Tours, 070-307440).
* Per l’orfanotrofio in costruzione a Siroki
Brijeg a favore dei bimbi colpiti dalla guerra,
spedire offerte a Matteo Rossi “per P.Jozo”, via
delle Grazie, 54100 Massa, ccp 10810547, opp. ccb
Banca Toscana, p.zza Aranci MS.
* Ing.Uberto Mori: “Un uomo così”,
ed.Paoline: la vita di un professionista di sorpren-
dente attività e santa vita, che fondò Antenna 1,
MO, l’emittente cattolica più diffusa dell’Emilia
Romagna, che tuttora trasmette commenti e mes-
saggi della Madonna alle 18,50 di ogni sera.