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www.medjugorje.ws » Eco di Maria Regina della Pace » Eco di Maria Regina della Pace 140 (Luglio-Agosto 1998)

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Eco di Maria
Regina della Pace 140

Luglio - Agosto 1998

 


Messaggio di Maria del 25 maggio 1998:

"Cari figli! Oggi vi invito a prepararvi, attraverso la preghiera e il sacrificio, alla venuta dello Spirito Santo. Figlioli, questo è un tempo di grazia e per questo vi invito di nuovo a decidervi per Dio Creatore; permettetegli di trasfigurarvi e di trasformarvi.
Che il vostro cuore sia pronto ad ascoltare e a vivere tutto ciò che lo Spirito Santo ha nel suo progetto per ognuno di voi. Figlioli, permettete allo Spirito Santo di guidarvi sulla strada della verità e della salvezza verso la vita eterna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".
 

Permettete allo Spirito 
di trasformarvi

E' un tempo di grazia... Decidetevi per Dio creatore ... Permettete allo Spirito di guidarvi... Questo appello accorato di Maria alla vigilia di Pentecoste, nell'anno dello Spirito Santo, è velato di tristezza. Quel ripetere: Permettete a Dio Creatore, dice tutta la nostra leggerezza nell'andare per la nostra strada e non per quella di Dio: è Lui solo che ci dà la vita per realizzare il suo progetto su di noi, non noi il nostro, quasi volessimo sostituirci a Lui nel conoscere il nostro bene e il nostro male, come fecero i nostri progenitori.
Scegliere Dio Creatore è scegliere la vita e la benedizione, altrimenti ci mettiamo sulla strada della maledizione e della morte, come ci ripete il Deuteronomio (cap. 28.30).
Questo è tempo di grazia. Da 17 anni piovono sul mondo, da parte della Regina della Pace, grazie su grazie con messaggi, segni, illuminazioni, esempi, perché i cristiani si convertano dalle vie storte e trovino, dopo tanti sbandamenti, la via di Gesù indicata da Maria. Approfittiamo di questo tempo propizio per deciderci.
Permettete allo Spirito di guidarvi. Non è un lusso lo Spirito Santo, ma è la grande Promessa del Padre, realizzata con la glorificazione di Gesù, per rinnovare la faccia della terra e perché gli uomini, ritornati nella comunione con Dio, formassero la comunità dell'Amore, come leggiamo negli Atti degli Apostoli (2,42-47; 4,22-25). Senza la tua forza nulla v'è nell'uomo, nulla è senza colpa, dice la sequenza di Pentecoste.
Lo Spirito Santo non è un intruso nella nostra vita, da sentirci dire: "Permettetegli di guidarvi". Lo Spirito Santo è il divino artista che vuol cavare dalla nostra natura deformata dal peccato, i lineamenti vivi di Gesù; come lo scultore che ricava il suo capolavoro, colpo su colpo, da un blocco informe. E' veramente Spirito Creatore, come recita l'inno di Pentecoste, perché crea in noi un nuovo essere spirituale, che può rivolgersi a Dio chiamandolo Padre (Rom 8,15), che pensa non secondo l'uomo naturale, ma secondo Dio (1Cor 2,10.13), che ama come Dio (Rom 5,5), che porta i frutti di Dio: "amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé" (Gal 5,22).
Lo Spirito poi ha un progetto particolare per ciascuno di noi, un progetto di incommensurabile bellezza e irripetibile, che rientra nella grande trama a cui lavora per costruire la celeste Gerusalemme. Non crediamo di essere così importanti, come dice spesso la Madonna?
Certamente la Madonna ripete con insistenza: Permettete allo Spirito Santo, perché vede la resistenza che noi opponiamo alla sua opera, soprattutto vivendo nel peccato e poi perché siamo legati a schemi di vita intoccabili; o perché vogliamo condurci da noi e non lasciarci condurre da Lui. Ma Egli vuol fare ben altro in noi: trasformarci come ha fatto con gli Apostoli che, dopo la Pentecoste, facevano meravigliare anche il sinedrio per la loro sicurezza, pur essendo illetterati e popolani (cfr At 4,13). Sono inimmaginabili i capovolgimenti e gli ardimenti che lo Spirito Santo è capace di operare nell'uomo, Egli che ha progettato e dato ordine all'universo e da povere creature ha tratto dei santi.
Ma perché questo avvenga, Egli deve trovare cuori pronti ad ascoltare e a vivere ciò che Egli ha preparato per ciascuno. Cuore pronto è cuore disposto, cuore sgombro, libero. L'esempio ci viene dagli Apostoli nel Cenacolo. Gesù dice loro: "Rimanete!". Anche noi dobbiamo far violenza a noi stessi per rimanere nella cella interiore del cuore, di cui parla S.Caterina, anche se viviamo gomito a gomito con gli uomini, cercando lo spazio di silenzio per l'ascolto di Dio che ci parla. Maria vede con tristezza anche anime consacrate tutte attente alle voci del mondo; e anche ministri della parola, che dovrebbero essere la bocca dello Spirito Santo (non sarete voi a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che parla in voi, Mt 10,20) e che invece hanno le fonti disseccate, da cui non possono zampillare i fiumi d'acqua viva (Giov 7,38). Bisogna chiudere decisamente allo spirito del mondo: voi siete nel mondo, ma non del mondo (Giov17,15-16). Per questo dobbiamo fare dei tagli in tanti nostri rapporti e abitudini mondane, considerandole spazzatura di fronte all'opera dello Spirito. Gesù vuol farci partecipi della sua gioia piena.
Preparatevi dunque alla venuta dello Spirito Santo con la preghiera e il sacrificio. Proviamo a fare qualche sacrificio e vedremo che cosa Dio ci dà in cambio del niente che perdiamo: sentiremo Dio con noi. Vigilate e siate sobrii per attendere alla preghiera (1Pt 4,7). Il resto lo farà Maria: "Quando lo Spirito Santo, suo Sposo, trova Maria in un'anima, in questa vola ed entra con pienezza, le si comunica abbondantemente nella misura con la quale l'anima ha fatto posto alla sua Sposa (Trattato della vera devozione, n.36).
don Angelo


Messaggio del 17° anniversario, 25 giugno 1998:

Cari figli, oggi vi voglio ringraziare perché vivete i miei messaggi. Vi benedico tutti con la mia benedizione materna e vi porto tutti davanti al mio figlio Gesù.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
 

Vi ringrazio perché vivete 
i miei messaggi

Ci sorprende questo complimento sulle labbra della Madonna. Difatti qui non ringrazia solo "perché avete risposto alla mia chiamata", o come altre volte, per la presenza di tanta gente: andare a Medj. è già un segno di buona volontà, di una disposizione ad accogliere i suoi inviti e di metterci alla sua scuola.
Ma qui la Madonna ringrazia perché voi vivete i miei messaggi. Potrebbe essere un complimento per incoraggiare, ma è anche vero che in ogni parte della terra ci sono figli che hanno preso alla lettera i suoi messaggi e li vivono. Lei qui lo riconosce apertamente e gioiosamente. Questi figli formano le sue schiere da opporre a satana. Gioiamo anche noi se siamo tra questi!
Questo ringraziamento non vuol dire che abbiamo fatto tutto quello che Lei voleva -osserva P.Slavko-, ma Lei guarda alla volontà, agli sforzi, anche ai piccoli passi e si intenerisce a vedere dei figli impegnati per Lei: e ringrazia. Lei si comporta in maniera ben diversa dalla nostra. Noi diciamo grazie quando tutto è andato come volevamo noi; altrimenti critichiamo o disprezziamo. Uno dei nostri peccati è proprio questo: che non vediamo il bene negli altri, anzi (> p. 8) >(da pag.1) vediamo spesso solo il negativo e questo è causa di conflitti, di sentimenti cattivi fino a suscitare complessi di inferiorità. Maria vede anche il bene più piccolo, il minimo sforzo e, ringraziando, per questo suscita la voglia e il coraggio di continuare.
Nello stesso tempo che ringrazia, Maria ci fa riflettere se noi meritiamo questo complimento. L'abbiamo davvero ascoltata, cercando il tempo per pregare, per andare a Messa, per far l'adorazione, confessarci, digiunare? Il ringraziamento benevolo è sempre una spinta per andare avanti e cambiare qualcosa. Anche chi si è stancato lungo la strada può ricevere un nuovo impulso per riprendere il cammino con la Madonna.
La benedizione materna che Lei ci dona esprime la sua benevolenza, la sua approvazione e il dono della sua grazia per continuare. Ma è soprattutto la sua presenza la vera benedizione materna: Lei è qui da diciassette anni a guidarci perché non ci sbandiamo con questo mondo. Ella è qui per portarci a Gesù, perché è Lui l'unico Bene della nostra vita: in Lui troviamo l'amore, la pace, la vita eterna. d. A.


Il Papa davanti al mistero della Sindone

"Dinanzi ad essa i credenti
non possono non esclamare: Signore,
non ci potevi amare di più"

24 Maggio: Giovanni Paolo II, "pellegrino della Sindone" a Torino sale come tutti, curvo e lento, la passerella davanti al Duomo, con il Rosario nella destra e la sinistra stretta allo scorrimano. Attraversa il Duomo con il suo bastone e rimane in adorazione davanti al SS.Sacramento per 5 minuti. Poi eccolo in ginocchio davanti alla Sindone, il lenzuolo di lino che ha avvolto davanti e di dietro il corpo del Signore nel sepolcro. La guarda per tre minuti con occhio trepido e mani tremanti: è lo stesso tempo concesso a tutti (alla fine saranno 2 milioni). Poi, nella successiva celebrazione della Parola, ha detto tutta la sua passione per la Sindone, chiamandola con dieci titoli diversi.
Ecco in sintesi le sue parole: "Per il credente la Sindone è specchio del Vangelo: quell'immagine ha un rapporto così profondo con quanto i Vangeli raccontano della passione e morte di Gesù, che ogni uomo sensibile si sente interiormente toccato e commosso nel contemplarla...La Sindone costituisce un segno veramente singolare ("che tutti vedono e nessuno per ora può spiegare") e che rimanda a Gesù, la Parola vera del Padre e invita a modellare la propria esistenza su quella di colui che ha dato se stesso per noi...
Nella Sindone si riflette l'immagine della sofferenza umana. Essa ricorda all'uomo moderno, spesso distratto dal benessere e dalle conquiste tecnologiche, il dramma di tanti fratelli, e lo invita a interrogarsi sul mistero del dolore per approfondirne le cause. L'impronta del corpo martoriato del Crocifisso, testimoniando la tremenda capacità dell'uomo di procurare dolore e morte ai suoi simili, si pone come l'icona della sofferenza dell'innocente di tutti i tempi. Davanti alla Sindone, come non pensare a milioni di uomini che muoiono di fame, agli orrori perpetrati nelle guerre, allo sfruttamento brutale di donne e bambini, ai milioni di esseri umani che vivono di stenti e di umiliazioni, a quanti non possono godere degli elementari diritti civili, alle vittime della tortura e del terrorismo?...
La Sindone è anche immagine dell'amore di Dio, oltre che del peccato dell'uomo. Essa invita a riscoprire la causa ultima della morte redentrice di Gesù. Nell'incommensurabile sofferenza da essa documentata, l'amore di Colui che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito (Gv 3,16) si rende quasi palpabile e manifesta le sue sorprendenti dimensioni. Dinnanzi ad essa i credenti non possono non esclamare in tutta verità: Signore non ci potevi amare di più!, e rendersi subito conto che responsabile di quella sofferenza è il peccato: sono i peccati di ogni essere umano... La contemplazione di quel corpo martoriato aiuta l'uomo contemporaneo a liberarsi dalla superficialità, dall'egoismo con cui molto spesso tratta dell'amore e del peccato. Facendo eco alla Parola di Dio e a secoli di consapevolezza cristiana, la Sindone sussurra: credi nell'amore di Dio e fuggi il peccato, la più grande disgrazia della storia". Poi il Papa vede nella Sindone "l'immagine dell'impotenza della morte, a cui Gesù non ha voluto sfuggire, ma la fede ci ricorda anche la vittoria di Cristo e ci comunica la certezza che il sepolcro non è il traguardo ultimo dell'esistenza: Dio ci chiama alla risurrezione". Oltre che del silenzio della morte, "la Sindone è immagine anche del silenzio coraggioso e fecondo di chi rinuncia a farsi sentire all'esterno per raggiungere nel profondo le radici della verità e della vita".
"La Sindone diventa così un invito a vivere ogni esperienza, compresa quella della sofferenza e della suprema impotenza, nell'atteggiamento di chi crede che l'amore misericordioso di Dio vince ogni povertà, ogni condizionamento, ogni tentazione di disperazione".
Riguardo alle infinite indagini sulla Sindone, il Papa conferma la libertà degli studiosi, non trattandosi di verità di fede, ma dice chiaramente: "La Chiesa esorta ad affrontare lo studio della Sindone senza posizioni precostituite, che diano per scontati i risultati che tali non sono [vedi l'esperimento del carbonio: così è riabilitato anche il Card.Ballestrero]. Invita gli scienziati ad agire con libertà interiore e premuroso rispetto, sia della metodologia scientifica, sia della sensibilità dei credenti". Alla fine, con accento commosso, invoca in latino: "Anima di Cristo santificami, Corpo di Cristo salvami, Passione di Cristo confortami, nelle tue ferite nascondimi".

 
 

Un Papa luminoso 
rinfranca la Chiesa d'Austria

Hanno molto impressionato le parole ferme con cui il Papa, domenica 21 giugno, ha concluso nell'immensa Heldenplatz (Piazza degli Eroi) la terza visita alla Chiesa austriaca, "attraversata da tante sofferenze": "Tante cose possono essere tolte a noi cristiani. Ma la Croce come segno di salvezza non ce la faremo togliere. Non permetteremo che essa venga esclusa dalla vita pubblica". E' stanchissimo, sembra stramazzare, aggrappato alla Croce, sotto il sole che scotta, eppure trova modo anche di scherzare con i giovani "venuti da lontano, non solo geograficamente!".
Ma in tutta la sua visita, che aveva come tema: Vieni, Spirito Creatore (messaggio di maggio!) ha rivelato il suo carisma che ha incantato gli austriaci, anche gli stessi duri oppositori del movimento Noi siamo Chiesa (vogliono l'abolizione del celibato ecclesiastico, il sacerdozio alle donne e così via!) che hanno raccolto mezzo milione di firme. Egli ha risposto loro con amore di padre e con una sapiente moderazione. "E' un uomo che emana una luce superiore e una forza straordinaria; che vede il futuro e perciò si fa ascoltare", ha detto il Card. Schönborn.
Egli ha confortato la Chiesa austriaca in crisi e disorientata anche per le accuse al Card.Groher (che si è ritirato nel silenzio), additando tre nuovi Beati che testimoniano la fede di quella terra: tra essi spicca Suor Restituta, proposta ai giovani come "modello di resistenza alla moda del momento": essa fu ghigliottinata dai nazisti perché si era opposta a togliere la croce dal suo ospedale e aveva anche rifiutato la libertà offertale se avesse rinnegato i suoi voti.
Una raccomandazione particolare ai vescovi sulla necessità di cercare la riconciliazione e il dialogo, il quale però "deve avere come obbiettivo la scoperta e il riconoscimento della verità. Senza la disponibilità a farsi convertire alla verità, ogni dialogo si esaurisce. Scendere a un compromesso sarebbe una beffa". Altro punto fermo: "Fate tutto il possibile per salvaguardare la domenica"; "La nuova Europa ritrovata deve ritornare alle sue origini cristiane".
Ma il Papa non perde di vista nessuno: per lui tutti sono importanti. Lo sanno bene le 50 guardie del corpo austriache che l'hanno protetto nei 3 giorni del viaggio e che egli ha voluto onorare con un grande ricevimento: sono uscite raggianti; lo sanno bene anche i malati ospiti della Caritas Socialis, a ognuno dei quali ha trasmesso uno sguardo pieno d'amore che li ha conquistati.
In conclusione: un uomo straordinario, superiore ad ogni situazione, preparato da Dio per questi tempi.
 
 

Il Santo Padre, come Maria, 
vuole la comunione dei movimenti ecclesiali

In 500.000 hanno invaso Roma i membri di 56 movimenti e nuove comunità provenienti da tutto il mondo alla vigilia di Pentecoste. Il Papa, che attendeva da due anni questo incontro, ben conscio della ricchezza di questi movimenti, e premuroso della comunione tra tutte le realtà dell'unica Chiesa, li ha accolti in Piazza S.Pietro il 30 maggio con un discorso magistrale, esauriente, infuocato. Eccone alcuni punti:
"Ci troviamo, come gli Apostoli, in un grande cenacolo di Pentecoste, anelando alla effusione dello Spirito. Qui vogliamo professare con tutta la Chiesa che uno solo è lo Spirito, uno solo il Signore, uno solo è Dio che opera tutto in tutti...Per la prima volta i movimenti e le nuove comunità ecclesiali si ritrovano, tutti insieme, con il Papa. E' la grande testimonianza comune da me auspicata nell'anno dello Spirito Santo... Quando interviene, lo Spirito lascia stupefatti. Suscita eventi la cui novità sbalordisce.
Nel Concilio Vaticano II la Chiesa ha riscoperto come costitutiva di se stessa la dimensione carismatica... Lo Spirito non si limita a santificare e a guidare il popolo di Dio per mezzo dei sacramenti e dei ministeri comuni, ma dispensa pure tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali utili al rinnovamento e all'espansione della Chiesa. L'aspetto istituzionale e quello carismatico sono quasi co-essenziali alla costituzione della Chiesa e concorrono, anche se in modo diverso, alla sua vita, al suo rinnovamento e alla santificazione del popolo di Dio.
Alcuni carismi irrompono come vento impetuoso, che afferra e trascina le persone presso nuovi cammini di impegno missionario al servizio radicale del Vangelo. Oggi a tutti voi qui riuniti e a tutti i cristiani voglio gridare: Apritevi con docilità ai doni dello Spirito! Accogliete con gratitudine e obbedienza i carismi che lo Spirito non cessa di elargire [quasi ripete il messaggio di Maria del 25 maggio].
La nascita e la diffusione delle vostre esperienze ha creato una novità inattesa e talora persino dirompente. Ciò non ha mancato di suscitare interrogativi, disagi e tensioni; talora ha comportato presunzioni e intemperanze da un lato, e non pochi pregiudizi e riserve dall'altro: è stato un periodo di prova...Oggi dinnanzi a voi si apre una tappa nuova, quella della maturità ecclesiale.
Nel nostro mondo, spesso dominato da una cultura secolarizzata che fomenta e reclamizza modelli di vita senza Dio, la fede di tanti è messa a dura prova. Si avverte quindi con urgenza la necessità di un annuncio forte e di una solida formazione cristiana. Quale bisogno c'è oggi di personalità cristiane mature, consapevoli della propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo! Quale bisogno di comunità cristiane vive! Ed ecco allora i movimenti e le nuove comunità ecclesiali: essi sono una risposta suscitata dallo Spirito Santo a questa drammatica sfida di fine millennio.
Come custodire e garantire l'autenticità del carisma? E' fondamentale che ogni movimento si sottoponga al discernimento dell'autorità ecclesiastica competente. Nessun carisma dispensa dal riferimento e dalla sottomissione ai pastori della Chiesa: è la garanzia che percorrete la strada giusta. A quelli che presiedono poi spetta non di estinguere lo Spirito, ma di esaminare tutto e di tenere ciò che è buono (cf 1Ts 5,19-21).
Gesù è venuto a portare il fuoco sulla terra: accogliamo il suo invito perché il suo fuoco divampi nel nostro cuore e in quello dei fratelli...Da questa piazza si innalza una grande preghiera: Vieni Spirito Santo e rinnova la faccia della terra, dona nuova forza e slancio missionario a questi tuoi figli e figlie...E a Maria, che ha accompagnato gli Apostoli nella prima Pentecoste, rivolgiamo il nostro sguardo, perché ci aiuti a imparare dal suo Fiat la docilità alla voce dello Spirito...".
 
 

Come il S.Curato d'Ars 
parlava dello Spirito Santo

Segni pratici della sua presenza

L'uomo è niente per sé stesso, ma è molto con lo Spirito Santo; l'uomo è tutto terrestre, tutto animale, non vi è che lo Spirito Santo che possa sollevarlo e portarlo in alto.
Per quale motivo i Santi erano distaccati dalla terra? Perché si lasciavano condurre dallo Spirito Santo.
Lo Spirito Santo è lume e forza. E' Lui che fa distinguere il vero dal falso, il bene dal male. Come le lenti che ingrandiscono gli oggetti, lo Spirito Santo ci fa vedere il bene e il male in grandi proporzioni. Con lo Spirito Santo si vede tutto in grande, si vede la grandezza delle minime azioni fatte per Iddio e la grandezza delle piccole colpe. Nello stesso modo che un orologiaio con le sue lenti distingue le più piccole rotelle d'un orologio, coi lumi dello Spirito Santo noi distinguiamo tutte le minutezze della nostra povera vita. Allora le minime imperfezioni appaiono gravissime, i più leggeri peccati fanno orrore.
Coloro che possiedono lo Spirito Santo non possono inorgoglirsi, tanto essi conoscono la propria miseria... Per il mondo sembra che non vi sia più Dio, per l'uomo che si lascia guidare dallo Spirito Santo sembra che non vi sia più il mondo.
Si tratta dunque di sapere chi ci guida. Se non è lo Spirito Santo, noi abbiamo un bel fare, non vi è sostanza né saggezza in tutto quello che facciamo; se è lo Spirito, vi è una dolcezza delicata...vi è da morire di piacere!
Coloro che si lasciano guidare dallo Spirito Santo provano ogni sorta di felicità entro se stessi, mentre i cattivi cristiani si avvoltolano tra le spine.
Senza lo Spirito Santo noi siamo come un ciottolo della via...Prendete in mano una spugna inzuppata d'acqua e nell'altra mano un piccolo ciottolo, premete ugualmente l'una e l'altro; non uscirà niente dal ciottolo, ma dalla spugna voi farete uscire acqua in abbondanza. La spugna è l'anima ripiena di Spirito Santo, e il ciottolo è il cuore freddo e duro in cui non abita lo Spirito Santo.
Un'anima la quale possiede lo Spirito santo gusta un sapore nella preghiera che le fa trovare il tempo sempre troppo corto; ella non perde mai la presenza di Dio.
Senza lo Spirito Santo tutto è freddo. Allorquando si sente che il fervore si perde bisogna subito fare una novena allo Spirito Santo per chiedere la fede e la carità.
Dio inviandoci lo Spirito Santo ha fatto verso di noi come fa un gran re, il quale incaricasse il primo ministro di accompagnare uno dei suoi sudditi, dicendo: "Voi accompagnerete quest'uomo dappertutto e me lo ricondurrete sano e salvo".
Che bella cosa figli miei, essere accompagnati dallo Spirito Santo! che bella guida è quella...e dire che vi è chi non la vuol seguire! (Qui il curato d'Ars piangeva!).
Lo Spirito Santo è come un uomo che abbia una carrozza e un cavallo e che voglia menarci a Parigi. Noi non avremmo che a dir di sì, e a salir dentro. E' un grande affare dir di sì! Ebbene: lo Spirito Santo vuole condurci al cielo, noi non abbiamo che a dir di "sì" e lasciarci condurre.
Lo Spirito Santo riposa nelle anime giuste come la colomba nel suo nido; Egli fomenta i buoni pensieri di un'anima pura, come la colomba cova i suoi piccini...
I Sacramenti che nostro Signore ha istituito non ci avrebbero salvato senza lo Spirito Santo. La stessa morte di nostro Signore ci sarebbe tornata inutile senza di Lui. Per questo nostro Signore ha detto agli Apostoli: "E' utile per voi ch'io me ne vada, perché se io non me ne andassi, il Consolatore non verrebbe...".
Bisogna che lo Spirito santo venga a far fruttificare questa messe di grazie. E' come un grano di frumento; voi lo seminate nel campo, sta bene; ma è necessario il sole, è necessaria la pioggia per farlo crescere e biondeggiare nella spiga. Quel sole e quella pioggia è lo Spirito Santo.
Bisognerebbe dire ogni mattina: "Mio Dio, inviatemi il vostro Spirito, il quale mi faccia conoscere quello ch'io sono e quello che siete Voi".
 

  • "Siate appassionati dell'Eucaristia"

"...La Messa è davvero il centro della vita del sacerdote, il centro di ogni sua giornata. Questa centralità è pertanto obbiettivo prioritario del progetto formativo del seminario, e chiede l'adesione consapevole e totale di ciascun candidato al sacerdozio. Il seminarista è anzitutto un appassionato dell'Eucaristia: egli riconosce che la sua vocazione lo orienta verso la partecipazione assidua e sempre più interiore e coincidente al Sacrificio della Messa..." (Il Papa agli alunni del seminario maggiore di Roma nella Messa davanti alla grotta di Lourdes dei giardini Vaticani il 14 giugno 1998).

Benedite sempre!

Agli stessi alunni, in una visita precedente, il S.Padre aveva detto: "Voi siete i portatori della benedizione di Dio, che è l'espressione della sua bontà verso le sue creature". Confidava loro di essere stato colpito nella visita in Perù, dalla gente che ad ogni passo gli chiedeva: benediciòn, benedizione. "Questo aspetto è decaduto nella civiltà occidentale, dove non si chiede più la benedizione ai sacerdoti, mentre la benedizione è l'espressione più connaturale della rivelazione, della vicinanza di Dio all'uomo...Voi dovrete benedire, non solo quando da sacerdoti celebrerete le varie liturgie, ma dovete portare con voi stessi la benedizione di Dio, con la quale si è iniziata la storia dell'umanità: E Dio li benedisse (Gen 1,28). Benedire soprattutto ogni uomo, il suo lavoro, la vita di famiglia, la sofferenza".
S.Pietro scriveva: Alle ingiurie rispondete benedicendo, perché a questo siete stati chiamati: per avere in eredità la benedizione (1Pt 3,9). La Madonna, aggiungiamo noi, nel primo gruppo di preghiera, raccomandava ai giovani di chiedere la benedizione e di benedire. Anche i laici lo possono fare.

Anche Gesù è stato esorcista

Nell'udienza del 3 giugno il Papa ha continuato a parlare dell'opera dello Spirito Santo nella vita di Gesù. Tra l'altro ha affermato: "...I Vangeli Sinottici sottolineano come, subito dopo il battesimo, Gesù viene condotto dallo Spirito S. nel deserto per essere tentato da satana (Mt 4,1).
Di fronte al messianismo trionfale, fatto di prodigi spettacolari che satana gli propone, la scelta di Gesù è di essere, secondo la volontà del Padre, il Messia sofferente e crocifisso che offrirà la sua vita per la salvezza del mondo. Iniziata nel deserto, la lotta con satana prosegue per tutta la vita di Gesù. Una sua tipica attività è proprio quella dell'esorcista, per cui la gente grida ammirata: "Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono" (Mc1,27).
Chi osa affermare che una tale potenza deriva a Gesù dallo stesso satana, bestemmia contro lo Spirito Santo (Mc3,22-30); è infatti proprio con lo Spirito di Dio che Gesù scaccia i demoni (Mt 12,28), come dice S.Basilio: "con Gesù il diavolo ha perso il suo potere in presenza dello Spirito Santo"(de Spir.S.19).

Don Amorth: "Troppi non credono alla lotta contro il maligno" - "Secondo me nelle parole del Papa c'è un ammonimento implicito rivolto anche al clero. Da tre secoli gli esorcismi sono stati abbandonati quasi del tutto. E allora abbiamo preti e vescovi che non li hanno mai studiati e che persino non ci credono. Un discorso a parte va fatto ai teologi e ai biblisti: ce ne sono vari che non credono nemmeno negli esorcismi di Gesù Cristo, dicendo che è solo un linguaggio usato dagli evangelisti per adattarsi alla mentalità dell'epoca. Così facendo vengono negate la lotta al demonio e la sua stessa esistenza.
Prima del quarto secolo -quando la Chiesa latina introdusse l'esorcistato- il potere > >di scacciare il demonio era di tutti i cristiani.
D. Un potere che viene dal battesimo...
R. L'esorcismo fa parte del rito battesimale. Una volta gli veniva data grandissima importanza e nel rito se ne facevano diversi. Poi è stato ridotto a uno solo, cosa che provocò pubbliche proteste di Paolo VI.
D. Il Sacramento del Battesimo non dispensa tuttavia dalle tentazioni...
R. Le lotte di satana come tentatore avvengono sempre e verso tutti gli uomini. Il demonio "ha perso il suo potere in presenza dello Spirito Santo" che è in Gesù. Ciò non significa che abbia perso il suo potere in generale, perché, come dice la Gaudium et Spes, l'attività del demonio durerà fino alla fine del mondo...

 

Sacerdoti di Maria

Frate Arcangelo di San Pancrazio (VI), l'esemplare "franceschino" come lo chiamava P.Jozo, innamorato della Madonna e instancabile guida di pellegrini e portatore di aiuti, celebrerà a Medj. il 60° di sacerdozio alla vigilia dell'Assunta. Auguri.
Don Angelo Bisi, ennesima vocazione adulta sbocciata a Medj. dove si era recato per aver letto Eco, è stato ordinato sacerdote a Mantova il 6 giugno e ha celebrato la S.Messa solenne a Villanova Maiardina, la Parrocchia di Don Angelo, dove la sua vocazione è cresciuta. La Madonna lo faccia un "suo" santo sacerdote.

Sono disseminati in tutto il mondo e senza numero i sacerdoti che hanno avuto la loro chiamata da Maria a Medj.. Una testimonianza per tutte. "Il Card.Schönborn di Vienna ha detto che se fosse contro Medj. dovrebbe chiudere il seminario perché quasi tutti i seminaristi che sono lì hanno trovato la loro vocazione a Medj.. Questo l'ha detto al Card.Ratzinger, concordando con lui quanto siano importanti i frutti di Medj.". (dalla rivista Medj. un invito alla preghiera n. 47)

"Medita i tuoi novissimi e non peccherai mai" si predicava in passato - "E' una triste verità che all'interno della Chiesa cattolica si indebolisca sempre di più la dottrina dei "Novissimi" (cioé le realtà ultime) per una falsa fede nel 'progresso' capace di garantire la felicità dell'uomo sulla terra. Siccome il Regno di Cristo non è di questo mondo, questa falsa fede deve essere combattuta con la predicazione coraggiosa della dottrina cristiana sulla morte, il giudizio, l'inferno e il paradiso. Questa è una dottrina che incute timore, ma tuttavia è ricca di speranza e sposta il centro di gravità della vita umana verso l'aldilà eterno". P.Werefried



Notizie dalla terra benedetta
 

 

 

Chiarimento del Vaticano
su Medjugorje

La posizione del Vescovo di Mostar
è solo personale - Pellegrinaggi liberi - Ancora aperte le indagini

La Congregazione della Dottrina della Fede in una lettera a mons. Gilbert Aubry, vescovo de La Réunion, ha fatto con chiarezza il punto su Medj. Il vescovo l'ha ricevuta il 24 giugno e l'ha resa nota al clero e ai religiosi della sua diocesi il 25 giugno (date significative). E' un gran regalo offerto dalla Chiesa alla Regina della Pace nel 17° anniversario delle apparizioni.

CONGREGATIO PRO DOCTRINA FIDEI
Pr. N°154/81-06419

  • Città del Vaticano, Palazzo del S.Uffizio

26 maggio 1998

A Sua Ecc. Mons. Gilbert Aubry,
vescovo di Saint-Denis de la Réunion

Eccellenza, con la lettera del 1° gennaio 1998 voi sottoponete a questo Dicastero diverse questioni concernenti la posizione della Santa Sede e del vescovo di Mostar, in riferimento alle cosidette "apparizioni" di Medjugorje, ai pellegrinaggi privati e alla cura pastorale dei fedeli che si recano in quel luogo. Al riguardo, condiderando impossibile rispondere a ciascuna delle domande fatte da vostra Eccellenza, tengo anzitutto a precisare che non è norma della Santa Sede assumere, in prima istanza, una posizione propria diretta su supposti fenomeni soprannaturali.
Questo dicastero, per ciò che concerne la credibilità delle "apparizioni" in questione, si attiene semplicemente a ciò che è stato stabilito dai vescovi della ex-Jugoslavia nella dichiarazione di Zara del 10.4.1991: "...Sulla base delle indagini finora condotte, non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o di rivelazioni soprannaturali". Dopo la divisione della Jugoslavia in diverse nazioni indipendenti, spetterebbe ora ai membri della Conferenza Episcopale della Bosnia-Erzegovina riprendere eventualmente in esame la questione ed emettere, se il caso lo richiede, nuove dichiarazioni.
Quello che S.E.Mons. Peric' ha affermato in una lettera al Segretario Generale di "Famille Chrétienne", cioè che «La mia convinzione e posizione non è solo "Non consta della soprannaturalità", ma ugualmente quella di "consta della non sopran-naturalità" delle apparizioni o rivelazioni di Medjugorje», deve essere considerata espressione di una convinzione personale del Vescovo di Mostar, il quale, in quanto ordinario del luogo, ha tutti i diritti di esprimere ciò che è e rimane un suo parere personale.
In fine, per quanto concerne i pellegrinaggi a Medjugorje che si svolgono in maniera privata, questa Congregazione ritiene che sono permessi a condizione che non siano considerati come una autenticazione degli avvenimenti in corso e che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa.

  • Mons. Tarcisio Bertone

[segretario della Congregazione presieduta dal Card. Ratzinger]

Ne consegue dunque che:
1. Le dichiarazioni del vescovo di Mostar riflettono solo la sua opinione personale. Di conseguenza esse non sono un giudizio definitivo della Chiesa, che esiga assenso e obbedienza.
2. Tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara, che lascia la porta aperta a future indagini. Nel frattempo essa permette i pellegrinaggi privati con accompagnamento pastorale dei fedeli.
3. Nel frattempo tutti i pellegrini possono recarsi a Medj. in tutta obbedienza alla Chiesa. Non possiamo che rendere grazie per un chiarimento così atteso.

Daniel Ange

A 2 anni esatti di distanza, dunque, questa lettera fa giustizia di tutte le false interpretazioni date dai mass media a una risposta della stessa Congregazione a un Vescovo francese alla vigilia del 15° anniversario (vedi Eco 128 p2; 130 p2). Si gridava da tutte le parti che i pellegrinaggi a Medj. erano proibiti, nonostante le precisazioni di Navarro Valls che la stampa si guardò bene dal riportare. Ora dalla fonte più autorevole viene la risposta più incoraggiante. Tali risposte della Congregazione a un Vescovo, valgono come sentenze per tutta la Chiesa. Grazie a Maria.


Un vescovo canadese: "E' Dio che
attira qui la gente"

Il vescovo Gerard Dionn di Edmundston (Canada) dopo la sua visita in aprile, ha detto:
"Quando sentivo dire che la Vergine appariva tutti i giorni a Medj. da quasi diciassette anni, non sapevo se crederci o meno. Sono arrivato qui perché un gruppo di pellegrini mi voleva guida spirituale per il loro viaggio, ed è stato per me un dono davvero grande...Qui tutto mi ha colpito profondamente: è difficile trovare cose simili in altre parti. Mi ha toccato la fede della gente, lo spirito di sacrificio, la S.Messa della sera che sembrava una Pentecoste.
Ho visto moltitudini di persone salire verso il monte, pregare e confessarsi. Venivano da tutte le parti del mondo. Io non posso esprimere un giudizio definitivo, ma in base ai frutti che vedo, posso dire seriamente che qui accade qualcosa di speciale. Non sono i francescani ad attirare la gente. Io sento che è una Donna che attira la gente a Medj. e questa Donna ispira fiducia. Gli uomini hanno bisogno di una madre e qui la trovano.
Molti che sono venuti qui più volte, nonostante il viaggio costoso, ritornati a casa, testimoniano la loro fede con sempre nuovo ardore. Io credo che la Madonna appaia qui. Non saprei spiegare altrimenti il fenomeno che qui si vive. Non può essere satana, non può essere una truffa, perché la gente si può ingannare per un po' di tempo, ma non per diciassette anni: e sono milioni di persone. Sono i frutti così buoni a far capire che qui accade qualcosa di grande".

Viaggio missionario di P.Slavko in Brasile

Dal 5 al 12 maggio ha tenuto incontri di preghiera, alcuni trasmessi anche da stazioni radio, in diverse località del Brasile. Vi hanno partecipato migliaia di fedeli. "Ho potuto constatare -ha detto P.Slavko- quanto il messaggio di Medj. abbia fatto presa e frutti in questo paese pieno di contraddizioni, dove i poveri vedono nella Chiesa un segno di speranza".
Incontro al santuario di Quixada- La prima tappa è stata Quixada, sulla costa nord-occidentale del Brasile, dove gli amici di Medj. hanno tenuto il proprio congresso dal titolo "Lo Spirito Santo scenderà su di te" presso il nuovo Santuario mariano della Vergine di Sertao.
Qui Dom Adelio Tomasin, veronese, vescovo di Quixada, ha spiegato come ha sentito l'ispirazione di costruire il Santuario. "In una Messa, dopo la comunione, ha sentito una voce: "Perché non hai pensato a costruire una casa per la mia Madre?" E vidi un santuario in mezzo alla roccia su Sertao. Ancora incerto e trepidante, volli comunicare alla gente presente quello che avevo sentito. Tutti si alzarono ed accolsero la cosa con grandi applausi.
Così nacque l'idea del Santuario. Ma prima ancora cercai una famiglia religiosa disposta ad occuparsi del Santuario. E me la concesse P.Gianni Sgreva, fondatore della comunità mariana "Oasi della Pace". Il Santuario venne costruito (il Vescovo stesso faceva il muratore tra i muratori) e ora, con l'aiuto dei giovani custodi, il Santuario funziona a pieno ritmo.

Il vescovo Tomasin: 
"Dopo la visita a Medj. mi sentii profondamente rinnovato"

Il vescovo di Quixada è venuto in visita a Medj. e ha parlato delle sue esperienze passate. La prima volta lo spinse un amico nel 1984. "Rimasi colpito -ha detto tra l'altro- dal fatto che, prima ancora della preghiera serale, la Chiesa poco illuminata si fosse già riempita, soprattutto di giovani...Poi mi colpì la profonda devozione, che nulla ha in comune col fanatismo, le confessioni, la preghiera sulle colline...Mi recai in Chiesa e per quasi tutto il giorno rimasi in preghiera. Trascorsi così le mie giornate a Medj.
Non parlai con nessuno dei francescani o dei veggenti. Tornato a casa mi sentii profondamente rinnovato. Capii meglio Maria e che, grazie a Lei, la Chiesa si rinnova..." Tornai ancora...con la profonda convinzione che lì accadono molte cose che non si possono spiegare né con la filosofia, né con la psicologia. Scoprii l'autenticità della fede e i suoi frutti. Nessuno può mettere in discussione i frutti di Medj.
La presenza di Dio e la sua misericordia sono evidenti, e davanti agli occhi della Chiesa la sua grazia giunge per mezzo della misericordia della Madre, madre dei peccatori, che è stata vicino alla croce. Per me questa autenticità è innegabile. Per quanto riguarda le apparizioni, oltre alle conversioni e ai buoni frutti della fede ci dev'essere qualcosa di più e per questo bisogna attendere".

Il vescovo brasiliano emerito, Silverio Jarbas Paulo della diocesi di Feira, ha trascorso a Medj. una settimana. "L'impressione per me più forte è stata la semplicità della preghiera e la forza della fede di coloro che ho incontrato, senza fanatismi. Ho visto molti giovani. I Santuari mariani hanno un ruolo fondamentale nella vita della Chiesa".

P.Slavko in Austria - Invitato dagli amici di Medj. ha visitato dal 18 al 20 aprile parrocchie e gruppi di preghiera. A Hohnhart si è tenuto un corso dal tema: "L'invito di Maria alla preghiera", a cui ha preso parte un gran numero di parrocchiani. Dopo le lezioni si è svolto l'intero programma serale di Medj.. Stesso programma il 19 nella comunità parrocchiale di Griesskirchen, dove cappellano della comunità è Joseph Gratzer, che ha avuto la vocazione a Medj e ha abbandonato il suo redditizio lavoro nel settore dell'informatica e ora si dedica con gioia alla salvezza delle anime. Il 26 aprile l'incontro di preghiera si è tenuto a Vienna, nella bellissima chiesa di Maria in Siege, stracolma: hanno partecipato anche molti sacerdoti.
Nel ritorno P.Slavko ha visitato la comunità Cenacolo di Suor Elvira aperta otto mesi fa a Mattersburg, dove ella ha ricevuto una grande tenuta, terreno da coltivare, un bosco, un laghetto; i giovani operano in accordo con la comunità parrocchiale. La gente del posto li ha accolti all'inizio con diffidenza, ma poi hanno compreso che si trattava di una grande benedizione.
"Ogni viaggio all'estero -ha concluso P.Slavko- conferma come il mondo sia stato toccato dal messaggio di Medj. e come molti continuino a rimanere fedeli all'invito della Vergine". (dal Press Bulletin)

Esami scientifici sui veggenti - Su iniziativa dell'ufficio parrocchiale di Medj., Vicka, Marija e Ivan, accompagnati dal parroco fra Ivan, sono stati sottoposti il 22 e il 23 aprile agli esami più sofisticati presso la casa dei Deoniani di Copiago (Como). Jakov era assente perché si trovava a Monaco per incontri di preghiera. I dodici esperti, tra cui i coordinatori P.Andreas Resch e il dottor Giorgio Gagliardi, provenivano da quattro istituti scientifici dei più quotati, di Innsbruck, di Milano (due) e di Bologna. "Gli esami sembrano andati bene" -ha detto P.Slavko- ma i risultati saranno resi noti solo dopo un'accurata analisi dei dati acquisiti.
La domenica successiva Alberto Bonifacio ha incontrato Marija con un gruppo di pellegrini a Medj. ed essa ha raccontato con un po' di umorismo che cosa era avvenuto in quei giorni: "Abbiamo fatto volentieri questi esami, anche se è stato pesante, pensando che anche attraverso questi qualcuno si può avvicinare di più. Per noi è stata un'obbedienza e basta. Esempio: in un'ora abbiamo dovuto rispondere a 510 domande e nei due giorni non abbiamo mai avuto 5 minuti liberi, tranne che per il pranzo. Ci hanno fatto fare tanti giochetti psicologici, ci hanno anche messo alla prova con le solite dicerie contro le apparizioni. 'Abbiamo dovuto farvi arrabbiare per trovare i vostri punti deboli' hanno detto per spiegare la reazione di Vicka che urlava". Marija ha concluso: "Noi veggenti siamo gli unici del villaggio ad avere certificati medici attestanti che siamo normali". * *

Come si vendica Maria - Un parroco messicano era stato inviato a Medj. due anni fa, per raccogliere tutte le prove contrarie alle apparizioni. Pensavano così di scoraggiare il flusso dei pellegrini messicani. Ma la Madonna, con finezza materna, si è presa a cuore il caso di questo sacerdote, al punto che P.Salvatore non poté raccogliere che prove su prove della presenza di Maria e della sua potente azione sui cuori. Bastarono pochi giorni per cambiarlo completamente e anche oggi egli ripete: "Il mio sacerdozio è nato a Medj.".
Di ritorno da Medj. stese un rapporto molto positivo sulle sue ricerche che stupì il suo vescovo. P.Salvatore si impegnò da quel momento a far vivere nella parrocchia i messaggi della Vergine. Risultato: la sua chiesa è sempre piena ed è troppo piccola per tutta la gente che viene a pregare. Tornato a Medj. quest'inverno, affidò la sua parrocchia a Maria davanti all'Immacolata di Tihaljina (P.Jozo ne distribuisce l'immagine ai pellegrini): "Ti voglio nella mia Chiesa -disse- ma tu sai che io non ho i mezzi. E' problema tuo!"
Difatti qualche mese dopo, il primo maggio, una fedele riproduzione della statua arrivò nella sua parrocchia. Chi l'aveva mandata? Una signora facoltosa aveva sentito la sua preghiera e senza dir nulla aveva procurato la statua. Assieme a molte altre benedizioni, nella parrocchia sono fiorite anche vocazioni sacerdotali.

Ritorna a fare il prete! - Un signore aveva accettato di venire a Medj. come turista, assieme a un pellegrinaggio dall'Oceano Indiano. Non partecipava ad alcuna attività di preghiera né alla Messa, stava lontano dal suo gruppo e dai monti non voleva affatto incontrare P.Jozo. Il giorno di Pentecoste, mentre passa per Bijakovici con altre due persone, incrocia Vicka, la quale sfoggia come al solito un grande sorriso, ma poi si mette davanti a lui e pone le mani sulla sua testa con la forza che le è propria. Stupefatto, il nostro turista si lascia benedire senza brontolare; egli ascolta la lunga preghiera che la veggente fa sopra di lui e che fa rivivere nel nostro amico la grazia...del sacerdozio: era prete! L'abbiamo visto l'indomani tra i concelebranti nella Messa della sera. Egli ha lasciato Medjugorje entusiasta, con la gioia di un fanciullo che ha trovato un tesoro.

Francesco è partito per la casa del Padre. Colpito dall'AIDS nel 1989 in Italia, aveva chiesto a Suor Elvira di permettergli di venire a morire in una delle sue case. Ma, arrivato nella comunità Cenacolo di Medj., aveva ripreso le forze al punto da condividere con i fratelli ex-tossicodipendenti la vita comune di preghiera e di lavoro. Ha servito i fratelli con umiltà e sempre col sorriso sulle labbra. Ora una polmonite l'ha stroncato. La Madonna, attraverso le premure di Vicka, gli è stata sempre vicina. La sua dipartita ha commosso tutto il villaggio e fra Ivan nelle esequie ha affermato che Francesco era stato una luce per tutti.
(dal diario di suor Emmanuel)

Immergersi nel Vangelo e nei Salmi

Queste parole confidenziali, rivolte da don Giuseppe Dossetti il 21 giugno 1996 a un gruppo di giovani preti di Foggia, saliti a Monte Sole sull'Appennino bolognese per incontrarlo, sono le sue ultime dette in pubblico. Quindi suonano come testamento di un sapiente patriarca che, dopo la sua lunga esperienza con gli uomini, non ha altro di più valido da raccomandare.

"Io dico due cose, e una terza l'aggiungo", come dice il Libro dei Proverbi. Le due sono queste: il Vangelo e i Salmi. Nessuna scoperta. Credo che assolutamente tutta la vita della Chiesa, oggi più che mai, domani più che oggi, in un grande flusso storico che adesso neppure possiamo prevedere o sognare ma che è alle porte nei prossimi anni, nei primi anni del secolo prossimo, tutta la vita della Chiesa dipenda dal Vangelo. Inquadrato e naturalmente vissuto nell'Eucaristia.

Il Vangelo: che i preti e i laici, senza differenze quasi, si immergano nel Vangelo. Questo lo dico con una particolarissima e specifica insistenza, anche quantitativa: leggerlo, leggerlo, leggerlo, leggerlo, formarvi su di esso, sul Vangelo letto infinitamente, mille volte al giorno se fosse possibile, "sine glossa". Lettura continua il più possibile. Leggete il Vangelo, turandovi le orecchie e sradicando i pensieri; ci pensa poi Lui a sradicarli ancora più profondamente, in un rapporto continuo, personale, vissuto, creduto con tutto l'essere: e sapendo di accogliere la Parola di Dio come Gesù l'ha seminata quando andava per le strade della Galilea. Ascoltate il Vangelo così com'è, senza glossa, come diceva Francesco, continuamente, in maniera che raschi il vostro cervello, veramente lo raschi completamente, e invece vi plasmi lo spirito. Raschi il cervello e vi plasmi lo spirito, senza che ve ne accorgete, non stancandovi mai, perché è assurdo stancarsi del Vangelo. E' di una profondità infinita, inesausta e inesauribile. E continuamente ci plasma, ci sostiene, ci forma, ci crea, come cristiani prima di tutto.
Sino a Gregorio Magno, e dopo anche di lui, c'erano canoni che impedivano ad uno di diventare sacerdote se non sapeva il Salterio a memoria; si è prolungata a lungo questa tradizione nella Chiesa. Non ci chiedevano lauree, non ci chiedevano studi di antropologia teologica, ma di sapere a memoria il salterio. Questa, secondo me, era una esigenza di laurea più alta e più forte. Sempre rispettando i valori che possono essere inclusi nella cultura moderna e nel progresso anche degli studi teologici e biblici, ma trascendendo. Mi sono fatto rilegare l'edizione critica del Nuovo Testamento, quella fatta dai grandi, da Antonio Martini a Metzger, con il Salterio dell'Alfa, greco, e li tengo insieme e continuamente passo dall'uno all'altro, li mescolo, li impiasticcio, li lavoro, però sono loro che mi lavorano. Questo solo trovo che sia veramente fruttuoso e meritevole di farlo. Salterio e Vangelo, Vangelo e Salterio. Avete tanti impegni, ciascuno secondo la vostra collocazione pastorale o da un mandato superiore, però nulla impedisce questo; si fa insieme.
Queste sono le due cose che vi volevo dire. Adesso aggiungo la terza: la storia. (E qui aggiunge come bisogna conoscere la storia, leggerla nello spirito del Vangelo, perché sia maestra della vita).

Il S.Padre precisa
Non è una novità! Da mesi il Papa dedica le udienze generali del mercoledì quasi esclusivamente al Mistero di Maria.
"Il discepolo prese Maria tra i suoi beni". Il 7 maggio Egli ha dato questo senso alle parole di Giov 19,27, che vengono comunemente tradotte: "La accolse nella sua casa", anche nei testi liturgici. Sono parole che indicano il posto di Maria nella vita cristiana. Ma sentiamo il Papa.
Dopo aver affidato Giovanni a Maria con le parole: Donna, ecco il tuo figlio!, Gesù, dall'alto della croce, si rivolge al discepolo prediletto, dicendogli: Ecco la tua madre! (Gv 19,26-27). Con questa espressione, Egli rivela a Maria il vertice della sua maternità: in quanto madre del Salvatore, Ella è la madre anche dei redenti, di tutte le membra del Corpo Mistico del Figlio.
Gesù non soltanto raccomanda a Giovanni di prendersi cura di Maria con particolare amore, ma gliela affida perché la riconosca come la propria madre.
Nel corso dell'ultima Cena, il discepolo che Gesù amava ha ascoltato il comandamento del Maestro: Che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati (Gv 15,12) e posando il capo sul petto del Signore, ha ricevuto da Lui un segno singolare di amore. Tali esperienze l'hanno preparato a meglio percepire nelle parole di Gesù l'invito ad accogliere Colei che gli è donata come madre e ad amarla come Lui con trasporto filiale.
Possiamo tutti scoprire nelle parole di Gesù: Ecco la tua madre!, l'invito ad accettare Maria come madre, rispondendo da veri figli al suo materno amore.
Alla luce di tale consegna al discepolo prediletto, si può comprendere il senso autentico del culto mariano nella comunità ecclesiale. Esso, infatti, pone i cristiani nella relazione filiale di Gesù verso sua madre, mettendoli nella condizione di crescere nell'intimità con entrambi (...)
Il testo evangelico, secondo l'originale greco, prosegue: Da quell'ora il discepolo l'accolse tra i suoi beni... Proprio in tale contesto ha inizio la maternità spirituale di Maria e la prima manifestazione del nuovo legame tra Lei e i discepoli del Signore. Questa espressione sembra evidenziare l'iniziativa di Giovanni, piena di rispetto e di amore, non solo di ospitare Maria nella sua casa, ma soprattutto di vivere la vita spirituale in comunione con Lei. Infatti l'espressione greca tradotta tra i suoi beni non indica tanto i beni materiali (Giovanni non possedeva nulla di proprio, osserva S.Agostino), quanto piuttosto i beni spirituali o doni ricevuti da Cristo: la Grazia, la Parola, lo Spirito, l'Eucaristia. Tra questi doni il discepolo accoglie Maria come madre, stabilendo con lei una profonda comunione di vita.
Possa ogni cristiano, sull'esempio del discepolo prediletto, "prendere Maria nella sua casa" farle spazio nella propria esistenza quotidiana, riconoscendone il ruolo provvidenziale nel cammino della salvezza.
Gesù risorto è apparso a Maria "verosimilmente prima che agli altri testimoni, anche se i Vangeli lo tacciono". Così il Papa nell'udienza del 21 maggio, non ha fatto altro che ripetere quello che tanti Padri dell'antica tradizione hanno creduto, anche se i mass media, davvero sprovveduti, hanno parlato di un Papa che "riscrive il Vangelo!".
I Vangeli riportano diverse apparizioni del Risorto, ma non l'incontro di Gesù con sua Madre. Questo silenzio non deve portare a concludere che dopo la Resurrezione Cristo non sia apparso a Maria; ci invita invece a ricercare i motivi di una tale scelta da parte degli evangelisti. Ipotizzando una "omissione", essa potrebbe essere attribuita al fatto che quanto è necessario per la nostra conoscenza salvifica è affidato alla parola di testimoni prescelti da Dio (At 10,41), cioè agli Apostoli, i quali con grande forza hanno reso testimonianza della risurrezione del Signore Gesù (cfr At 4,33)... Se gli autori del Nuovo Testamento non parlano dell'incontro della Madre con il Figlio risorto, ciò è, forse, attribuibile al fatto che una simile testimonianza avrebbe potuto essere considerata, da parte di coloro che negavano le risurrezione del Signore, troppo interessata, e quindi non degna di fede.
I Vangeli, inoltre, riferiscono un piccolo numero di apparizioni di Gesù risorto, e non certo il resoconto completo di quanto accadde nei quaranta giorni dopo la Pasqua. S.Paolo ricorda un'apparizione a più di cinquecento fratelli in una sola volta (1Cor 15,6). Come giustificare che un fatto noto a molti non sia riferito dagli Evangelisti, nonostante la sua eccezionalità? E' segno evidente che altre apparizioni del Risorto, pur essendo nel novero dei fatti avvenuti e notori, non sono state riportate...
E' anzi legittimo pensare che verosimilmente la Madre sia stata la prima persona a cui Gesù risorto è apparso. L'assenza di Maria dal gruppo delle donne che all'alba si reca al sepolcro (cfr Mc 16,1; Mt 28,1), non potrebbe forse costituire un indizio del fatto che Ella aveva già incontrato Gesù? Questa deduzione troverebbe conferma anche nel dato che le prime testimoni della resurrezione, per volere di Gesù, sono state le donne, le quali erano rimaste fedeli ai piedi della Croce, e quindi più salde nella fede... Un autore del secolo quinto, Sedulio, sostiene che Cristo si è mostrato nello splendore della vita risorta innanzitutto alla propria Madre...
[Ricordiamo di passaggio che nell'ala cattolica della Basilica del S.Sepolcro a Gerusalemme, si venera un antico bassorilievo che rappresenta l'apparizione di Gesù Risorto a sua Madre].

Maria lo guarisce perché ritorni missionario tra il popolo

E' il B. Bartolomeo M.Dal Monte, elevato agli altari da Giovanni Paolo II a Bologna alla fine di settembre 1997.
Dopo sedici anni di missione indefessa, una caduta causata dal ghiaccio, a Vienna nel gennaio del 1768, parve compromettere per sempre la possibilità d'una sua ripresa del ministero, almeno con quell'intensità con cui fino ad allora l'aveva condotto.
Furono lunghi mesi di sofferenza nella lontana capitale, dove evangelizzò con l'esempio encomiabile di pazienza nell'immobilità forzata, di sopportazione del male acuto e di accettazione di quella disavventura. Scriveva:"Dio ha fatto con me come si fa con i ragazzi cattivi: si fanno star fermi o in ginocchio, e questa è per loro la più grande penitenza: la mia è tale. Star fermo e doverci stare a lungo! Sia benedetto Dio che con così poco ripaga chi meriterebbe infinitamente di più". "E ancora si può dire che predico: un luterano, nel vedermi allegro col dire: 'Tutto va per il meglio' andò da un teologo, con pensieri di abiurare; non ho più saputo nulla. Mi impegnano anche a confessare." "Ringrazio Dio, mille e mille volte, per il male e le circostanze del male, così favorevole per il tempo di Quaresima."
Rientrò a Bologna a metà maggio alquanto delibitato e tutt'altro che in grado di cammminare, per quel piede sinistro slogatosi e fratturatosi.
Una donna di aspetto nobile ed elegante lo aveva soccorso in strada a Vienna al momento dell'infortunio e gli aveva prestato cure che sbalordirono i medici perché, senza quel pronto ed esperto intervento, il recupero dell'arto sarebbe stato addirittura impossibile.
Il fatto è che di quella signora poi non si seppe mai più nulla: sparita dopo il sollecito ed abile aiuto, non fu più possibile rintracciarla. L'episodio, d'altronde, indicò forse la premura e la presenza di quell'altra Signora, che al principale Santuario mariano bolognese, sul Colle della Guardia, ora lo attendeva con un atto di fiducia e di amore per prestargli definitivamente l'assistenza iniziata: la Beata Vergine di San Luca.
Colui che fin da ragazzo si era impegnato a recarsi almeno una volta all'anno in pellegrinaggio ai piedi della Sacra Icona, decise dunque nascostamente, una mattina di far porre a lei il rimedio che gli occorreva per la guarigione completa, al fine di riprendere il proprio apostolato itinerante. Salito stentatamente con le stampelle per oltre quattro chilometri, compiendo uno sforzo sovrumano, fino al santuario, si prostrò dinanzi all'Immagine e, celebrata la Santa Messa, Bartolomeo Dal Monte ritornò in città a piedi come era venuto, ma speditamente e senza alcun appoggio.
Il dono della vita, che per lui era tutt'uno con il dono dell'apostolato, gli era stato rinnovato per intervento misterioso della Madre di Dio, la quale gli concesse così di condurre per altri dieci anni, cioè fino alla morte, la sua attività missionaria. Egli, ben a ragione, poteva pregare:"Sì, io sono il tuo servo, Signore, io sono tuo servo, figlio della tua ancella; hai spezzatole mie catene"(Sal 115,16).

Come il S.Curato d'Ars ha conquistato la parrocchia

Il Curato d'Ars veniva nel paesino vicino a Lione che non vedeva un prete da vent'anni. Quasi nessuno parve accorgersi di lui.
Il popolo non entrava nella chiesa neanche adesso che la porta era aperta e il lumicino acceso. Lavorava nei campi anche di domenica, dannato ad una fatica senza luce di riscatto. Indugiava nelle botteghe, dove si trafficavano soltanto i talenti materiali. Restava chiuso nelle case, prigioniero di un egoismo familiare, tipico dei provinciali e caratteristico dei tempi di aridità e sfiducia.
Il Curato d'Ars non uscì sul sagrato, per chiamare gente.
Non corse lungo le strade per scuotere l'indifferenza dei parrocchiani. Non rimproverò, non si dolse. Ricordò - o forse non aveva mai dimenticato - uno dei più difficili insegnamenti di Gesù: quello di pregare e di digiunare.
S'inginocchiò davanti al Tabernacolo e restò lungamente in preghiera: senza mangiare e senza dormire, o almeno mangiando appena il necessario per mantenersi vivo - poche patate fredde e mezze marce - e dormendo tre ore per notte sul pavimento o addirittura sui sarmenti. Per quanto distratti e indaffarati, gli abitanti di Ars cominciarono a chiedersi cosa facesse il loro Curato, e come vivesse.
Una vecchina, più curiosa che devota, entrò in chiesa. Lo vide immobile, dinanzi al Tabernacolo, con la tonaca stinta che gli scendeva sulle spalle magrissime, la testa appena sorretta da un filo di collo. Un'altra entrò in canonica. La cucina era spenta; la dispensa vuota; il letto senza materasso, né coperte.
"Signor Curato, come vivete?".
"Vedete - rispose - vivo ".
Ed ecco, dopo la prima curiosa, entrare in chiesa altra gente. E vedendo il Curato inginocchiato, inginocchiarsi. E udendolo pregare, pregare con lui. E pregare fino alle lacrime, perché le preghiere del Curato d'Ars erano così commosse che commuovevano.
Ed ecco altra gente entrare in canonica, con la scusa di un consiglio. E i consigli del Curato erano talmente buoni che qualcuno chiese di confessarsi. E la confessione era così angelica, che la gente si sentiva edificata, sollevata finalmente ad altezze da troppo tempo dimenticate. Ars cominciò a cambiar volto. "Ars non era più Ars".
Nel giro di pochi anni era diventato il paese più devoto del Lionese.
 

Visitare i tabernacoli - "Scrivi che io voglio che si predichi l'adorazione davanti al tabernacolo. Sono tanti coloro che entrano in Chiesa e non mi salutano e non si soffermano un momento per adorarmi. Io vorrei molte guardie fedeli, davanti all'altare per non lasciare accadere tanti e tanti crimini... Di' al tuo padre spirituale che predichi fino a consumarsi che io sia visitato e amato nella SS.Eucaristia: sono Io a chiederlo. Mi chiedano tutto quanto vogliono, stando alla mia presenza: è da lì che viene il rimedio per tutti i mali". (Gesù ad Alessandrina M. da Costa)
 
 
 

Visto nel 17° anniversario

Martedì 23 giugno 1998 - Migliaia di persone si trovano sulla collina a pregare il Rosario prima che Ivan abbia alle 22,30 l'apparizione della Madonna. Abbiamo saputo che in diverse apparizioni serali recenti la Madonna ha raccomandato di pregare per i sacerdoti.
Mercoledì 24 - Molte migliaia di persone hanno partecipato alla processione eu-caristica per la pace da Humac a Medj. guidata da P. Slavko con Vicka; le ragazze di Modena animavano i canti.
Giovedì 25 - Già sin dall'alba il Krizevac brulicava di moltissimi gruppi che facevano la Via Crucis in molte lingue. La pioggia del pomeriggio è cessata alle 18 quando è iniziata all'aperto la grande preghiera della sera con la celebrazione eucaristica davanti ad una massa imponente di fedeli (circa 50.000). Sull'altare esterno hanno concelebrato 230 sacerdoti, ma molti altri hanno continuato a confessare.
Una guarigione - Nel nostro gruppo c'era una signora portoghese con un bimbo di 2 anni e mezzo: all'età di 7 mesi gli è stato trovato un tumore all'ano che l'ha portato a ben 9 operazioni chirurgiche. All'inizio del mese scorso i medici si sono arresi dandogli al massimo tre settimane di vita. La mamma pregando P. Pio ha avuto l'ispirazione di portarlo a Medj. dove è giunta in aereo il 18. Tutti pregavano per quel bambino che sembrava un morticino. Anche Vicka il giorno dopo pregò su di lui. Si videro i segni di ripresa al punto che la sera il bambino riuscì a camminare e a salire 1a Collina per l'apparizione. Anche la preghiera di P. Jozo su di lui portò un ulteriore beneficio. Mentre il bambino veniva sottoposto il giorno 26 ad accurati esami, la mamma correva a Medj. a ringraziare: egli non ha più niente; è sparita anche la macchia che aveva nel polmone! Siano lodati e ringraziati Gesù e Maria.
(dalle note di Alberto Bonifacio)
 

P.Slavko spiega
il fenomeno Medjugorje

Per capire i messaggi mensili, che possono guidarci per tutto il mese, bisogna sempre tenere davanti agli occhi quelli principali. I messaggi principali derivano in parte dalla Bibbia e in parte dalla tradizione della Chiesa. Derivano dalla Bibbia i messaggi di pace, conversione, preghiere, fede, amore, digiuno... Derivano dalla tradizione della Chiesa quelli che riguardano modi di pregare maturati nei secoli: così raccomandano la S.Messa, il Rosario, l'adorazione, la venerazione della Croce, la lettura della Bibbia; ci invitano al digiuno due giorni alla settimana, proprio come era già nella tradizione della Chiesa e anche nella tradizione ebraica.
In tanti messaggi la Madonna ha detto: Io sono con voi. Alcuni potrebbero dire: "Scusaci, padre, ma la Madonna è presente anche da noi". Molti pellegrini mi hanno detto che prima di venire a Medj., i loro amici e familiari dicevano: "Perché vai là? La Madonna c'è anche da noi". E hanno ragione. Ma qui dobbiamo aggiungere una parola che è la parte nuova del messaggio: qui c'è una presenza "speciale" della Madonna, tramite le apparizioni. Solo così si può spiegare Medj..
Fin dall'inizio molti hanno provato a spiegare il fenomeno Medj. in un altro modo. I comunisti lo interpretavano come una contro-rivoluzione. Questo è davvero un po' ridicolo. Immaginatevi un parroco francescano che va contro il comunismo con sei bambini dai dieci ai quindici anni; tra questi quattro ragazze, che, per quanto coraggiose, non bastano per una contro-rivoluzione e due maschi che sono timidi. Ma i comunisti davano con serietà queste spiegazioni: per questo hanno imprigionato il parroco e hanno fatto pressioni su tutta la parrocchia, sui veggenti, sulle loro famiglie, sui francescani... Nel 1981 paragonavano Medj. al Kosovo!
Il 15 agosto 1981 i comunisti hanno fatto venire da Sarajevo una speciale unità di polizia. Ma alla fine del giorno il capo del gruppo ha detto: "Ci hanno mandato qui come se ci fosse la guerra, ma qui tutto è tranquillo come in un cimitero". Però i comunisti erano buoni profeti per loro stessi. Dopo il primo incontro con i veggenti, uno di loro ha detto: "Voi inventate questo per distruggere il comunismo". Anche i posseduti dal demonio hanno riconosciuto per primi Gesù come Figlio di Dio: "Perché sei venuto qui, Figlio di Dio, per distruggerci?". E mentre gli altri si chiedevano se è vero o non è vero, loro dicevano: "Tu fai questo per distruggerci". Erano buoni profeti...
Ci sono altri ancora nella Chiesa che spiegano Medj. come una disubbidienza dei francescani. Dove mai la disubbidienza aiuta la gente alla conversione, alla preghiera, alla guarigione? Altri la spiegano ancora come una manipolazione dei frati, altri per i soldi. Certo a Medj., venendo molta gente, ci sono anche dei soldi, si costruiscono molte case: ma non si può spiegare Medj. con i soldi; però ci accusano di questo. Io penso che i francescani non sono l'unica organizzazione del mondo che prende soldi. Ma allora se noi abbiamo trovato un buon metodo, potete applicarlo anche da voi. Tu, padre (rivolto a un prete presente), quando torni a casa, prendi 5 o 7 bambini, non 6 come da noi; li istruisci un poco e un giorno questi dicono: "Vediamo la Madonna!" Non dire però Regina della Pace, perché già noi abbiamo preso questo nome. Dopo verranno molti soldi. Se ti metteranno in prigione, guadagnerai ancor di più che lavorando libero. Quando si analizza così è ridicolo. Eppure ci accusano di questo e tra la gente qualcuno ci crede.
Nonostante tutti gli sbagli che abbiamo fatto noi francescani, i veggenti, i pellegrini... non si può spiegare Medj. senza la presenza speciale della Madonna. E' una grazia che il Signore dà in questi tempi mariani, come li chiama il Papa e allora Medj. non può essere senza problemi. Con i messaggi dati a Medj. la Madonna non ha condannato nessuno, non ha provocato nessuno in senso negativo. Allora tutti quelli che non vogliono venire potrebbero starsene tranquilli: non mi interessa e basta...
Analizzando tutti i testi che parlano contro Medj., si può vedere che inventano tante cose, poi tutto svanisce come bolla di sapone. Sono come le onde: vengono, passano e spariscono. Vi assicuro che a Medj. non sono tutti santi, anche per il fatto che vengono i pellegrini e questi sono tutti santi! Ma sono sicuro che esistono nel mondo posti ben peggiori e tuttavia si lasciano in pace. Qui invece devono attaccare, aggredire, criticare e condannare. Anche al Vescovo ho scritto: "Se l'unico problema della diocesi è Medj., può stare tranquillo, in pace. Qui si prega di più che in tutta la diocesi...", anche se poi cantiamo: "Siam peccatori, ma figli tuoi". Se la Madonna ripete: Io sono con voi, bisogna capire che non si può spiegare Medj. senza la presenza speciale della Madonna. [Ma Ella è, come Gesù, segno di contraddizione].
(1° parte, ridotta, di una conversazione ai pellegrini italiani e spagnoli, 14 marzo 1998).

Aprirsi dal di dentro
allo Spirito Santo

"Voi lo conoscete?" E' stata la domanda rivolta ai circa 800 partecipanti dell'ultimo convegno guidato da P.Tomislav Vlasic, a Numana (AN), dal 7 al 10 maggio.
Quattro giorni per riscoprire e approfondire la presenza e l'azione dello Spirito Santo in noi e nella Chiesa. Quattro giorni di "cenacolo" con Maria per prepararci meglio a questa singolare festa della Pentecoste, nell'anno dello Spirito S.. E poiché lo Spirito S. venne a posarsi sugli Apostoli sotto forma di diverse fiammelle, come a simboleggiare che la pienezza della luce si ottiene solo dalla comunione fra le singole luci, così anche noi, più che fare un riassunto del convegno, vi presentiamo alcune fiammelle, ovvero alcuni spicchi di luce che complementandosi illumineranno il nostro cammino verso Dio.
1. ConoscerLo- S.Giovanni dice dello Spirito S.: Voi lo conoscete. Il mondo non lo conosce. Chi non lo conosce dunque, appartiene al mondo: se vi scontrate, litigate, muovete guerre, non lo conoscete. Per conoscerLo, dovete semplicemente seguire la strada dell'anima, il cammino verso il Padre. Non esiste altra via, non Lo troverete altrove.
2. Il pensiero di Cristo- S.Paolo dice: Noi abbiamo il pensiero di Cristo. Questa non è un'ideologia, è lo Spirito Santo. Gli studenti, oggi, sanno che i libri sono pesanti, danneggiano la schiena, ma anche le nozioni che ci apportano sono talvolta pesanti. Le nostre idee, il nostro sapere, le nostre convinzioni ci pesano, perciò la nostra vita spirituale può risultare molto pesante. Infine ci sembra impossibile che Dio possa chiedere cose semplici. E così, se rimaniamo nel nostro sistema di guardare Dio, di guardare lo Spirito Santo, non permettiamo la sua venuta.
3. Voi Lo conoscete veramente?- Adesso vi pongo una domanda: Voi conoscete lo Spirito santo? Io spero che abbiate cominciato a conoscerLo; di sicuro non Lo conoscete nella pienezza, ma voi conoscete la strada. Quale strada? Gesù Cristo è l'unica strada che noi abbiamo verso il Padre. Se seguite la strada di P.Tomislav, siete sulla strada sbagliata. Seguite la strada del Signore...
Voi Lo conoscete? Nel Vangelo avete già ricevuto la risposta: Se conoscete me, conoscerete anche il Padre, fin da ora Lo conoscete e Lo avete veduto. Le anime che sono aperte a sentire la voce del Pastore, la voce dello Spirito Santo, sanno camminare e hanno già in sé la conoscenza del Padre. Quando il popolo ebreo è partito dall'Egitto, non conosceva strade e stradine del deserto. Dio era la strada per il popolo. Il popolo doveva essere aperto nell'anima a seguire Dio. Non doveva conoscere le stradine e le colline del deserto. Bastava avere l'anima aperta, fiduciosa, nel compiere il cammino che Dio indicava ogni giorno. Non esiste un'altra strada per noi. Viviamo in quest'apertura, perché lo Spirito S., passo dopo passo, ci guidi e ci porti verso la terra promessa...
4. Allora siete pronti ad essere sconvolti?- Gesù dà una pace diversa da quella del mondo, la dà agli apostoli per affrontare la passione, le persecuzioni. La pace che ci dà Dio non ci lascia dormire nei nostri sogni, non sostiene la nostra logica di persone non convertite; lo Spirito S. abbatte la prepotenza, la nostra falsa logica. Siate disponibili ad essere sconvolti, perché lo Spirito S. possa agire dentro di voi. Non potete essere cambiati, rinnovati, se non permettete allo Spirito S. di sconvolgervi. Lui vuole una creatura nuova, una Chiesa nuova, un mondo nuovo. Chiedo che ciascuno di voi dica al Signore: "Manda il tuo santo Spirito a togliermi la mia comodità, a sconvolgermi".
5. Lo Spirito Santo e noi- Lo Spirito S. non è qualcosa di estraneo a noi: è il punto centrale della nostra anima, della nostra vitalità. S.Paolo parla di diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito. Nello Spirito S., veniamo edificati, armonizzati, e in Lui raggiungiamo la pienezza sia sul livello individuale che su quello universale. Nell'istante in cui Dio ci ha creati, eravamo vuoti di esperienze umane negative, e abbiamo ricevuto lo Spirito S., ma già nel concepimento siamo stati colpiti dal peccato originale. Ciascuno di noi però, dentro di sé, ha questo nucleo, dove c'é lo Spirito S.. E quanto più le nostre anime si aprono a Lui, tanto più divengono forti e protette, perché si difendono dal di dentro. Cambiate le vostre difese umane con quelle divine! Chi fa questo, ha la forza dentro di sé come un organismo sano che è in grado di reagire contro le malattie...
6. Occorre quindi spogliarsi...- In quest'anno non rimanga in noi nessun tipo d'orgoglio. Tutto ciò che non è da Dio sarà messo in crisi. L'orgoglio umano non potrà regnare, si dovrà piegare. Piegatevi davanti a Dio con umiltà, con amore per adorarlo. Cerchiamo di stare vigilanti interiormente. Le difese umane, anche contro il male, alla fine finiscono sempre per ferire. Pian piano togliete le vostre difese, esse racchiudono tutte le vostre giustizie, le vostre logiche, le vostre ragioni.
Bisogna aprirsi alla logica di Dio, al diritto che appartiene a Dio. Dobbiamo decidere di spogliarci completamente del nostro io come fece Maria... Ma se volete decidervi, dovete guardare Dio così com'è, non così come voi volete. Guardare Dio così com'è, significa privarsi di tutte le iniziative del nostro io, lasciarsi illuminare da Lui come Lui vuole; significa permettere che Lui si esprima in noi così com'è. Ci vuole coraggio! Gesù, andando verso il Padre si è privato dei carismi, delle profezie, di tutto; è rimasto immerso nell'amore del Padre. Questi passi si possono fare solo nell'apertura allo Spirito.
7. ...e aprirsi allo Spirito Santo- Senza un'apertura totale dell'anima allo Spirito S., noi possiamo solo formulare delle teorie della vita. Infatti è necessario scendere sul livello dell'anima e lavorare su quel campo affinché la nostra anima possa memorizzare. Quanti messaggi abbiamo ricevuto da Dio? Dove sono finiti? Dov'è la memoria della nostra anima? Questa è la situazione della Parola seminata che viene rubata dal diavolo.
L'anima è stata ferita dal peccato originale e dai propri peccati, e avviene dunque che essa, in quest'incapacità di comunicare con lo Spirito S., diventa debole, incline al male. Può arrivare al punto di non vedere più niente, di negare Dio; infine, impara a difendersi da sola! Cosa possiamo fare allora? Dobbiamo comprendere che l'azione di satana, su tutti i livelli, è di bloccare le nostre anime. Guardate il mondo: gli uomini non hanno più il tempo di guardare Dio, di fermarsi; sono immersi in un altro mondo. Chi ci guarirà? Dio. La Madonna ha detto spesso: "Pregate, pregate, pregate!", ma io aggiungo pregate bene! Così che le vostre preghiere siano un cammino di apertura allo Spirito Santo, che guarisce le vostre anime, le fa uscire da una prigione interiore...
8. La Gerusalemme nuova?- Un ultimo consiglio: questo amore, che il signore ha suscitato in voi, scambiatelo nel matrimonio, nella famiglia, nelle comunità. Rendete vivo fra di voi questo amore dello Spirito S. e qui crescerà la Chiesa. Che cosa significa "Chiesa"? Significa che l'amore di Dio è sceso sulla terra, è vivo in mezzo agli uomini. La Chiesa rinnovata, la Gerusalemme nuova è lì, non può essere diversamente. Questa è la strada per raggiungere la Chiesa rinnovata: la Gerusalemme nuova è Dio in mezzo a noi.
Dio si trova dove il Suo amore scorre in un'anima e tra le anime, e vi dico che questo amore genera figli nuovi e rigenera la Chiesa. Ora, seguite Gesù! Tutti quanti noi siamo piccoli strumenti per aiutare l'un l'altro ad imboccare la strada che si chiama Gesù. Non mettete nessun sacerdote, nessuna guida al posto di Gesù Cristo! Una guida, un sacerdote, è valido nella misura in cui sa ritirarsi umilmente per cedere il posto allo Spirito S., a Gesù Risorto che è Via, Verità e Vita.
(condensato di fra Nicola)
 

Laurentin - testamento
su Medjugorje

Con le "ultime notizie N.17" pubblicate in francese con la data giugno 1998, P.René Laurentin mette fine ai suoi volumi di aggiornamento su Medj., che erano la documentazione più esauriente e precisa dei fatti che si sono svolti finora in quella terra.
Questi volumi avevano fatto seguito al libro "Maria appare a Medjugorje?", che aveva fatto conoscere nel mondo le apparizioni. In un lungo colloquio avuto a Mostar (di cui il Padre parla diffusamente nel volume 17^) il vescovo Mons.Peric gli ha chiesto di non pubblicare più le informazioni su Medj. ed egli ha aderito. L'ultima pubblicazione, che era già in corso, al momento della visita, porta come titolo: "17 anni di apparizioni a Medjugorje - l'ostilità abbonda, la grazia sovrabbonda - Testamento".
"Ho voluto dare a questo testamento, dove mi esprimo più apertamente, prima di sparire, non la forma di un'accusa, ma di un appello, perché la Chiesa di oggi non ceda più al tranello di preferire l'autorità alla vita, il codice allo spirituale, l'esteriore all'interiore, ma che, secondo la parola di Cristo che abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza, l'autorità sia a servizio della vita, il diritto al servizio dello spirituale". Così scrive in una lettera confidenziale agli amici.
"Questo libro - si legge sulla copertina - che non ha altra autorità che quella della constatazione dei fatti e del discernimento obiettivo, non si pronuncia sul fatto dell'apparizione, ma manifesta solamente che le ragioni per crederci sono di un livello molto analogo a quelle che hanno determinato un giudizio di autenticità su La Salette, su Lourdes e su Fatima, e che le obiezioni non sono affatto superiori a quelle segnalate e superate in quegli stessi luoghi "riconosciuti".

Se per l'autore questa richiesta del Vescovo "è stata un'occasione provvidenziale - sono sue parole - per liberarsi da una situazione conflittuale polemica, quindi degradante", per noi è una spiacevole perdita. Siamo grati di tutto cuore a René Laurentin per la ponderosa fatica con cui egli ha registrato per la storia le vicende umane di un così lungo incontro tra la terra e il cielo. Ci auguriamo che continui il suo servizio a Maria come Lei lo vorrà.
(17 ans d'apparitions à Medjugorje. Editions F.X. de Guibert, 3 rue Jean François Gerbillon, 75006 PARIS). L'ultimo volume, il 16^, in italiano è stato stampato da Ed.Segno, via del Vascello 12, 33100 Udine.

Iqbal, leader e martire
per i piccoli schiavi, a 12 anni

Sembra la storia di Davide che lotta e vince contro Golia. A 12 anni, Iqbal Masih, pachistano, cristiano, lotta per la vita, diventa capo degli oppressi e guarda in faccia alla morte senza tremare. Viene assassinato il giorno di Pasqua 1995.
Nato in un paese dove il 20% dei bambini sono ridotti in schiavitù da datori di lavoro senza scrupoli, Iqbal ha cominciato a lavorare in una fornace a 4 anni e l'anno dopo i suoi genitori l'hanno venduto per sedici dollari a un fabbricante di tappeti. Da quel giorno Iqbal sente un grande ideale, al quale sacrificherà l'esistenza: la liberazione dei piccoli schiavi. Acquistata la libertà lavorando da 12 a 14 ore al giorno, si mette alla testa di un Fronte di liberazione dei piccoli schiavi e organizza senza sosta un vero movimento. E' intelligente, sereno, sostenuto da una fede incrollabile che gli dona la certezza della vittoria: le sue parole fanno sognare i piccoli schiavi.
La notizia arriva in occidente, dove Iqbal è invitato a riunioni a Stoccolma e a Boston: è sicuro di se stesso e risoluto come un grande leader. Gli viene offerta una borsa di studio in una università americana che lo vuole accogliere. Egli ringrazia ma declina l'offerta: piuttosto della mitica America e di una vita facile, preferisce il suo paese e vi ritorna.
Con i soldi della borsa di studio Iqbal comincia la costruzione di un istituto per accogliere i bambini più disperati. E così deve affrontare la mafia delle imprese e dei datori di lavoro che brutalizzano i piccoli. La sua è una vera crociata: decine e decine di imprese del Puniab, che usavano i piccoli schiavi, sono costrette a chiudere. L'insurrezione di questi piccoli obbliga le autorità, fino allora conniventi con i padroni, a intervenire. Le perdite degli schiavisti sono enormi; le minacce di morte non servono a nulla. Bisogna eliminare questo irriducibile per evitare il completo fallimento.
16 aprile 1995, Iqbal pedala sulla sua bicicletta: è Pasqua, la festa più importante dell'anno e sta per cominciare la Messa. Ad un tratto una macchina si affianca al giovane ciclista e dal finestrino un'arma da fuoco scarica su Iqbal una gragnola di pallottole. Così ha fatto la sua Pasqua passando alla gloria un ragazzo di dodici anni, eroe della giustizia e della carità. (Da Stella Maris, n.336)

Sarà inserito anche Iqbal, tra i nuovi martiri durante il Giubileo del duemila, come alcuni propongono? Iqbal ci ricorda i 250 milioni di bimbi sfruttati nel mondo, piccole vittime di interessi brutali, di cui purtroppo sentiamo parlare ogni giorno.
 

Da Fatima a Medj. il piano
della Madonna per salvare i fratelli dalla dannazione

"...La Gospa si sente contenta perché in questi diciassette anni di grazia l'abbiamo avuta come guida nel cammino della santità. Non è mai successo che la Madonna prendesse per mano una generazione intera e la educasse alla preghiera, alla conversione, alla santità, a concepire l'esistenza terrena come cammino verso l'eternità e ci indicasse quali sono i punti chiave del vivere cristiano... Abbiamo avuto un magistero straordinario in questo periodo di smarrimento spirituale, in cui il mondo cerca di costruire se stesso senza Dio; addirittura la grande grazia di essere presi per mano dalla Madonna per riscoprire le fondamenta della fede.
Maria ringrazia perché c'è stata una certa corrispondenza, un risveglio; e di questo è molto contenta. Tuttavia il cammino della santità non prevede soste. Guai, dice Gesù, a chi ha posto mano all'aratro e poi si volge indietro. La santità è il fine dell'esistenza umana, è la via della felicità in cui si manifesta tutta la grandezza e la bellezza della vita. O realizziamo la via della santità con Cristo o la via del peccato e della morte con il demonio, che ci conduce alla perdizione eterna.
Un buon numero ha seguito la via della conversione e Maria ne è contenta. Ma la maggioranza percorre la via della perdizione. Ecco allora che Dio si serve di pochi per salvare i molti. Cristo è morto per tutti, ma chiede la nostra collaborazione. Maria per prima ha collaborato all'opera della Redenzione, è la Corredentrice. Noi dobbiamo essere i collaboratori di Dio per la salvezza eterna delle anime. Ecco allora la strategia della Madonna: risvegliare nel mondo anime che siano messaggere del Vangelo della Pace, che siano sale della terra, lievito che faccia fermentare nelle masse il senso dell'eterno, anime che irradiano luce, "mani gioiosamente distese verso i fratelli lontani".
Il progetto di Maria è che noi siamo collaboratori suoi per la salvezza delle anime. Anche eminenti personalità della Chiesa non sanno leggere nei messaggi e nel lungo permanere sulla terra di Maria, questo suo progetto. Così non si comprende la gravità della situazione attuale. Uno dei messaggi chiave di Medj. è dove dice che Lei è venuta per realizzare quello che ha iniziato a Fatima. A Fatima la Madonna ha mostrato ai tre pastorelli l'inferno, che li ha colpiti al punto che essi inventavano ogni sorta di sacrifici pur di salvare i peccatori. Anche a Medj. ha mostrato ai veggenti l'inferno. Il tutto per dire che in questo mondo in cui domina il peccato molti rischiano di dannarsi (altro che l'inferno vuoto propalato anche da sacerdoti!).
Il mondo costruito senza Dio porta a questo finale tragico. Maria vuol prevenire questa grande calamità, come dicesse: "Sono presente anch'io a Fatima e a Medj. in questo secolo nel quale si rischia la dannazione eterna". Difatti constatiamo che non solo il peccato si diffonde, ma c'è l'esaltazione del peccato (che diventa un bene, come l'adulterio, l'aborto). Siamo consapevoli della gravità del momento, ribadita dalla Madonna per la salvezza di innumerevoli anime gravemente minacciate. Viviamo in un'epoca di perversione di massa, di "notte etica" (scomparsa della moralità dal mondo). Aiutiamo il Cuore Immacolato di Maria a vincere..." (Dalla riflessione di P.Livio a Radio Maria, ridotta).

CI SCRIVONO

Viaggi di carità ecumenici... - "Abbiamo portato aiuti a Nevesinje, cittadina dei serbi di Bosnia, dove vivono 2800 famiglie serbe profughe, molto, molto povere. Lì non è mai arrivato nessuno con gli aiuti. Abbiamo incontrato il Pope ortodosso; abbiamo pregato anche con lui nella sua Chiesa, davanti alle belle icone...Continua perciò il nostro piccolo tentativo di ricomporre le divisioni con i piccolissimi gesti di cui siamo capaci, piccole ma significative aperture ecumeniche. (Alberto Bonifacio, 19.06.1998)
Da Scutari (Albania): "Troviamo in Eco buoni consigli per continuare con fede e pazienza la nostra vita così difficile in questi tempi traviati per l'Albania. Preghiamo per la vostra salute..." (Gjyljana Gurashi); "Ricevo e faccio distribuire con gioia e devozione Eco di Maria che va in diverse città dell'Albania, specie al Nord. Eco ci ha aiutato a superare i terribili momenti vissuti nel '97" (Sander Prendushi).
Da Budapest - La nostra traduttrice in Ungheria malata ci comunica con gioia che "i lettori ungheresi amano molto Eco e lo trovano il migliore giornale cattolico". (Un po' troppo!) (Elisabeth Varga)
Da Atene - Suor Despina de la Croix, redatrice della edizione greca, ci scrive delle tante iniziative mariane e delle grazie sorprendenti che accompagnano l'Eco anche tra gli ortodossi e i protestanti: "sono piccoli punti luminosi che brillano per illuminare la grande oscurità del mondo e preparano il trionfo del Cuore Immacolato di Maria" (25 maggio 1998).
Quanti sacrifici! - "Il lavoro di Maria è assicurato in Francia, ma nessuno può immaginare in quale stato di sofferenza! Se questo lavoro porta frutti di conversione è perché Lei, noi e gli altri collaboratori offriamo le nostre prove. Saremo nella gioia quando lassù il Signore ci farà vedere i cuori ritornati a Lui" (la corrispondente francese 13.05.1998).
Vicka ha ripreso regolarmente ad avere l'apparizione il 6 giugno, dopo i 45 giorni di sospensione chiesti dalla Madonna e accettati come gioioso sacrificio dalla veggente.

Cammina per la prima volta...- E' stato identificato il ragazzo che ha cominciato a camminare a Medj. il 18 marzo. (Eco 139, p 4). Siamo pregati però dai genitori di non pubblicare nulla fino a esami medici conclusi.

Da ogni parte giungono testimonianze commoventi che attestano il bene ricevuto dai lettori attraverso Eco. Ringraziamone Colei che lo conduce e lo fa anche crescere, specialmente nelle edizioni estere. Non nascondiamo però che molte prove hanno colpito duramente quelli che si dedicano all'Eco di Maria, sia in sede che all'estero.
Rimettiamo a Maria la nostra causa perché provveda al meglio. Assieme alla richiesta di preghiere per loro, giunga a tutti voi per i mesi estivi, e soprattutto per la festa della glorificazione di Maria, la sua bendizione materna nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Villanova M. 29.06.'98
 
 


* Viaggio a Medjugorje - Pullman giornaliero da Trieste (vicino a staz. FFSS) ore 18, con arrivo a Medj. alle 08 del mattino successivo; riparte alle 18 da Medj. con arrivo a TS alle 08 (tel 040-425001; £ 108mila, con prenotazione, a/r). Per mare traghetto da Ancona, lunedì, mercoledì, venerdì ore 21, sabato ore 22: tel. 071-55218, fax 202618 (ag. Mauro), opp. tel. 071-204915, fax 202296 (ag. Morandi).
L'Eco di Maria nelle lingue principali si trova a Medjugorje nel nuovissimo negozio Shalom a destra davanti alla Chiesa ed ora anche presso Ain Karim, ultimo negozio della Galleria sotto l'Hotel Internazionale, nella strada antistante la Chiesa.

20/c, leg. 662/96 filiale di MN- Autor. tribun. MN : 8.11.86, ccp 10799468
Resp.Ing .A. Lanzani-Tip. DIPRO (Roncade TV)

La presente edizione html rispecchia esattamente l'originale solo per il testo ed è da intendersi come "complementare" alla edizione cartacea.