Riflessioni sui Messaggio di Medjugorje, 25 marzo 2002

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Messaggio di Medjugorje, 25 marzo 2002 [O]

"Cari figli, oggi vi invito ad unirvi con Gesù nella preghiera. Apritegli il vostro cuore e donategli tutto quello che vi è dentro: le gioie, le tristezze e le malattie. Che questo sia per voi il tempo della grazia. Pregate, figlioli, e che ogni momento sia di Gesù. Sono con voi ed intercedo per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. "

Nel messaggio precedente la Madonna ci invitava a “diventare amici di Gesù”. Gesù stesso ci chiama amici e dice: “Voi siete miei amici se farete ciò che io vi comando” (Giov. 15,14).Siamo amici di Gesù se facciamo quello che Lui ci dice, non quello che ci dice il mondo. Il cuore di Gesù è aperto a noi: “Vi ho chiamato amici perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi” (Giov. 15,15). Gesù non ci ha nascosto niente. Il Suo cuore si è rivelato a noi. E’ aperto come è aperto il cuore della nostra Madre celeste Maria, che ci sta accompagnando da vent’anni e nove mesi. Può sembrare molto, ma per colui che ama, niente è molto. Sembra molto solo per colui che si è stancato di amare, di convertirsi, di perdonare e di crescere nella propria fede. Nelle parole di Maria non c’è stanchezza, non rimproveri, giudizi, solo invito. Parola che chiama ai fiumi di acqua viva che sgorga dal costato di Gesù. Maria ci ha spesso invitato a lavorare sulla “conversione personale”. Su questo punto non possiamo mai dire “basta, non ho più bisogno”. Anche Gesù diceva: “Mio Padre lavora sempre ed Io lavoro”. Dio non si stanca di noi. Cosa sarebbe di noi se Dio si stancasse? In questo messaggio la Beata Vergine Maria, Regina della Pace, ci invita ad unirci “con Gesù nella preghiera”. Il mezzo che ci dà nelle mani è la preghiera. Abbiamo imparato che la preghiera è un dialogo con Dio. Se vuoi dialogare, hai bisogno di un’altra persona. Ci sono anche dialoghi, parole che stancano, appesantiscono l’anima; parole che rimangono sulla superficie della vita; parole che non ti fanno muovere. Ma ci sono anche dialoghi che guariscono e incoraggiano. La preghiera é un dialogo che guarisce. Non è un qualsiasi dialogo con qualcuno, ma con Dio onnipotente. L’uomo è capace di dialogare con Dio, perché ha lo spirito, come Dio è spirito; e perché Dio è diventato uomo in Gesù, perciò con Lui possiamo parlare con parole umane. Abbiamo lo Spirito Santo, siamo battezzati e cresimati: abbiamo ricevuto tutti i doni e le capacità con le quali possiamo avvicinarci a Dio. A volte ci chiediamo dove è Dio; dovremmo piuttosto chiederci dove non è. Se guardi da qualsiasi parte, puoi incontrarLo; il Suo sguardo ed i Suoi occhi si posano su di te, su ognuno di noi. E’ importante essere coscienti di questa realtà per poter iniziare il cammino verso di Lui. Lui è sempre con noi. La preghiera ci aiuta a far sì che anche noi siamo con Lui. La Madre ci invita: “ApriteGli il vostro cuore e donateGli tutto quello che vi è dentro: le gioie, le tristezze e le malattie”. Sarebbe ingiusto donare a Gesù solo le tristezze e le malattie; bisogna donarGli anche quello che c’è di bene in noi. E’ molto più facile dividere con qualcuno il pane, i propri beni, anche i soldi ed anche il tempo, piuttosto che accoglierlo sotto il proprio tetto, nella propria casa, aprirgli il nostro cuore. E’ più difficile permettere a qualcuno di entrare nelle zone più intime della nostra anima e del nostro cuore. E’ più difficile condividere le più profonde gioie, sofferenze e croci. Forse con le persone che ci sono vicine, ma mai fino in fondo. Anche a noi stessi siamo un segreto: noi non ci conosciamo così come invece Dio ci conosce. Solo Lui che ci ha creato può guarire e riempire i nostri cuori vuoti, disperati. E’ più facile recitare le preghiere che aprire il proprio cuore. La devozione può anche essere una maschera esteriore, dietro la quale ci nascondiamo da Dio, perché Dio è esigente, richiede fatica e difficoltà. Perciò la preghiera fatta senza cuore non ci aiuta. Solo ci può aiutare Dio che è nella preghiera, ma Dio non può entrare nella preghiera fatta senza cuore, come non possiamo entrare nella casa se le porte sono chiuse con la chiave. La più grande sofferenza dell’uomo è la diffidenza verso Dio. La diffidenza in me crea paura, disperazione. Se ho paura che qualcuno mi rapisca, mi uccida, allora avrò paura di lui, chiuderò tutte le porte. Così anche il mio rapporto con Dio: se ho fiducia in Lui, se credo che la mia vita con Gesù sarà felice, se prendo le Sue parole come divine e non come umane, se nelle Sue parole scopro parole di vita eterna, allora aprirò la porta della mia casa, del mio cuore a Lui; permetterò a Lui che entri nelle zone più intime e tenebrose del mio essere. Del “tempo di grazia” ci parla la Madre Maria. Ci incita che i nostri giorni non passino invano senza Gesù. Con Gesù si realizza tutto. Il problema fondamentale dell’uomo e di questa terra è perché l’uomo è lontano da Dio, perché lavora senza di Lui, senza il contatto con Lui. Spesso succede che Lo dimentichiamo, Lo mettiamo da parte o forse Lo chiamiamo come “pronto soccorso” quando qualcosa non va bene. Forse preghiamo cinque minuti o mezz’ora e poi Lo dimentichiamo, invece di nutrici di Lui in ogni momento: “Che ogni momento sia di Gesù”, ci dice la Madre Maria. Non andare là, dove non puoi portare con te Gesù. Gesù non vuole essere un vigile del fuoco, ma vuole essere il nostro amico, compagno e Salvatore. Prendiamo sul serio le parole concepite nel cuore della nostra Madre, perché possiamo incontrare Gesù e vivere una vita piena. Permettiamo a Gesù che possa risuscitare in noi anche in questa Pasqua.

PREGHIERA E BENEDIZIONE
O Maria, nostra Madre, ti ringrazio di cuore perché con Te siamo sicuri. Tu, o Maria, non ci puoi ingannare o deludere. Vogliamo, o Maria, imparare da Te come mettere Gesù al primo posto nella nostra vita. Spesso al primo posto della nostra vita siamo noi stessi, le cose, le persone, i lavori, le croci. Perciò ci sentiamo distratti, incapaci di aprire i cuori e di pregare. Grazie per il Tuo cuore aperto con il quale ci parli da tutti questi anni. Prega per noi, o Maria, che possiamo non soltanto capire i Tuoi messaggi, ma prenderli e viverli nel nostro quotidiano. Non ci lasciare, o Maria; continua a parlarci, ad invitarci in questo mondo ancora pieno di odio, di dolore e di tante sofferenze. Intercedi per noi presso il Tuo Figlio Gesù e nostro Salvatore. E per intercessione della Beata Vergine Maria vi benedica: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, Amen. Pace e bene.


Per confrontare i messaggi con altro linguistico verso assortire

Perché Dio possa vivere nei vostri cuori, dovete amare.